La Gazzetta del Sud Africa

Lunedì, 4 Dicembre 2006

 

Presepe vivente per l’ultima volta nella vecchia Casa Serena. Nel 2007 una nuova casa per gli anziani e per Gesù Bambino

 

Quest’anno le sedie, quasi trecento, non sono bastate. In tanti sono rimasti in piedi per tutta la durata della tradizionale rappresentazione del Presepe vivente, organizzata sempre dall’Associazione dei Veronesi nel mondo, ma questa volta in collaborazione con la Dante Alighieri. E’ stata l’ultima volta nella vecchia Casa Serena di Lombardy East. L’appuntamento a tutti per il prossimo anno è stato dato nella nuova casa degli anziani che sarà costruita accanto al Club Italiano di Bedfordview, che potrà magari prestare per l’occasione all’Eica qualche altro centinaio di sedie, perché sicuramente lo spostamento farà aumentare i partecipanti alla simpatica manifestazione. Gli ospiti attuali di Casa Serena sono una settantina.

 

I bambini della scuola italiana e della Dante Alighieri, guidati dagli insegnanti, hanno messo in scena tre raccontini di Natale, mentre le voci unite del Coro Giuseppe Verdi e della Corale Valli Alpine hanno diffuso nel salone le note dei più bei canti natalizi, facendo spuntare negli occhi dei più anziani più di un luccicone. Ed è stato bello vedere, ancora una volta, l’incontro fra le due età dell’umanità che più si somigliano e che la riconducono ad apprezzare la magia del Santo Natale: l’età innocente dei bambini e quella indifesa dei vecchi. Gli uni e gli altri troppo deboli per poter immaginare una vita senza la presenza divina.

 

Al microfono, per i discorsi di circostanza, si sono alternati Ferdinando Riccardi, presidente dell’Ente Italiano Casa Anziani; il console generale Vittorio Sandalli, il presidente della Dante Alighieri, geometra Gaetano Giudice; il presidente dei Veneti del Sud Africa, Vasco Rader; e padre Gianni Piccolboni, vice presidente dei Veronesi, il quale ha dato lettura del messaggio che il presidente Claudio Marangoni ha inviato da Napoli, dove si trova per motivi di lavoro.

Padre Gianni e i suoi confratelli stimmatini hanno celebrato la Santa Messa, cantata dai cori. Qui di seguito il testo del messaggio del presidente Claudio Marangoni:

 

Carisimi amici, residenti di Casa Serena,  autorità civili e religiose,

un cordialissimo saluto a tutti voi.

 

Ho sempre partecipato alla serata natalizia a Casa Serena, sin dal principio. Questa serata natalizia ha  visto la sua nascita nel 1985. L’Associazione dei Veronesi si era fatta promotrice. Anch’io, allora giovanissimo,  ero stato entusiasticamente coinvolto da tutto il processo di organizzazione, invogliato anche da  mia  mamma, che, con zelo instancabile ancora oggi organizza questa serata con l’Associazione Veronesi. D’allora in poi, ogni anno  ho visto una evoluzione di questo evento: da una origine semplice, al coinvolgimendo dell’Associazione Veneta per questo appuntamento importante con  i nostri anziani e con la nostra comunità italiana .

 

Molte persone e circoli hanno contribuito all’evoluzione di questa festa e l’ hanno portata di successo in successo. Per non dimenticare la  nostra breve storia,  è doveroso  menzionare alcune persone che si sono prodigate tantissimo: prima fra tutte  Anna Bodini, che ha pensato l’iniziativa, Tina Scaffidi del Sacred Heart College per le sue idee creative , inoltre  le iniziative del Circolo Studentesco Italiano della Wits;   Maria-Luisa Fasoli e poi Maddalena Pinna  che hanno profuso energie  tempo e pazienza, per poi entrare quest’anno, in un nuovo capitolo con la  Società Dante Alighieri. Anche la sceneggiatura è cambiata, da un  un semplice sfondo fatto di un telo marrone al presente lavoro d’arte.

 

Questo incontro è  sempre un legame  tra il passato ed il futuro – una occasione per trovare insieme le due età estreme  della nostra vita : i nostri anziani ed i nostri bambini  (includendo quelli appena nati).

 

 Ho visto bambini essere promossi da piccolissimi angioletti al ruolo di  Arcangelo Gabriele. Altri invece sono stati declassati, da angeli celesti  ora  sono nel ruolo del re mago, ma  hanno sempre a che fare con le stelle  e questa volta la stella s’è fatta grande per divenire una cometa. Altri invece dalle stelle sono caduti nella stalla,  nel ruolo di un bue o di un mite asinello.

 

Quest’anno è l’ultima volta che si fa questa rappresentazione qui  in questa Casa Serena.  Sono dispiaciuto di non essere presente, ma  sono desideroso di affrontare e continuare questo progetto nella nuova Casa Serena. Sarà un altro passo nell’evoluzione di questa serata.

 

Ma la cosa più speciale di questa Serata, l’ispirazione per continuare ogni anno, è il vedere il sorriso sui visi dei nostri cari anziani a Casa Serena – la gioia di poter lasciare nel loro cuore e nella loro mente  un po’ di quel miracolo che è il Natale.  Buona serata e Buon Natale a tutti.

 

Ci sono state anche due distribuzioni di doni, fatte da Giuseppina Marangoni, da sempre, lei che non è di Verona ma ha sposato un veronese, animatrice instancabile di tutte le iniziative del sodalizio. Ricordi del loro giorno nella mangiatoia sono andati a tutti i bambini che dal primo Presepio vivente a oggi hanno vestito i pannolini del Bambino Gesù e tradizionali pandoro di Verona al console generale Sandalli, ai presidenti Riccardi e Giudice, ai padri stimmatini di Pretoria Nord e ai due complessi corali.

 

Due delle tre storie messe in scena dai bambini riguardavano l’eccessivo consumismo che ha fatto perdere anche al Santo Natale il suo significato più profondo di festa dello spirito e del cuore; l’altra una gara fra tutti gli animali per scegliere quelli che meglio di tutti avrebbero potuto riscaldare il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme, nelle pur fredde notti dell’inverno in Terra Santa, fino alla vittoria del bue e dell’asinello. La prima storia, dal “Ce n’è troppo di Natale” di Dino Buzzati, è stata raccontata dagli alunni della scuola dell’East Rand, mentre i bambini della scuola di Houghton hanno raccontato “I due amici di Gesù” di Andrusziewicz. Infine gli alunni di St. Stithians hanno raccontato attraverso scenette la poesia “Il pane” di Gianni Rodari. Tutto e` finito con tanta pizza, torte e un buon bicchiere di vino per augurarci Buon Natale e Buon Anno.

 

Le foto, che raccontano la giornata meglio delle parole, sono del fotografo Girolamo Florio della Flolab. 

  

 

 

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