La Gazzetta del Sud Africa

Giovedì, 14 Dicembre 2006

 

Centoventi “ragazzi” nati fra le due guerre mondiali al Natale degli anziani al Club Italiano di Città del Capo

 

Nel giorno di Santa Lucia – il più corto che ci sia, mi dicevano da piccolo, nonostante si vivesse in Africa – i “ragazzi” dei Borsero si sono radunati al Club Italiano di Città del Capo, centoventi di loro, per scambiarsi gli auguri di Natale e stare qualche ora insieme in allegria, mangiando bene e bevendo meglio. Più contenti che mai perché al conto avevano provveduto gli amici, nella fattispecie il Comites con una donazione da proventi locali e l’associazione dei piemontesi, ai quali si sono poi aggiunti il console Alberto Vecchi con una bottiglia di Brut Bottega ciascuno da portare a casa e i signori Solinas e Fioravanti con il Frascati da bere a tavola.

 

I ragazzi in questione erano tutti delle classi di ferro, nati fra i primi anni del secolo scorso e la seconda guerra mondiale, alcuni vicini al secolo, la maggioranza oltre i settanta, pochi al di sotto, tranne gli ospiti d’onore e alcuni amici. Tanto è vero che il console e il cavalier Giovanni Lorenzi sono andati di tavolo in tavolo a distribuire le bottiglie di spumante, cominciando dal signor Carrettoni, dichiarato unanimemente il giovane con il più alto numero di anni fra i presenti in sala. E l’allegria era sicuramente giovanile.

 

Si è cominciato con l’inno nazionale, il cui disco per l’occasione è stato suonato da Ciro Ferrone (e cantato dal pubblico) dalla prima all’ultima strofa. Poi il presidente Giovanni Borsero, un po’ acciaccato da una caduta di qualche giorno prima ma sempre in forma splendida, ha dato a tutti il benvenuto, ma, da buon piemontese, senza tirarla troppo per le lunghe. Ecco il suo discorsetto:

 

“Carissimi amici, benvenuti al nostro pranzo di Natale. Sono lieto di rivedervi in buona salute e sereni. Abbiamo trascorso un anno abbastanza bene, insieme abbiamo passato ore liete e possiamo dire di aver chiuso in valigia almeno per qualche ora i nostri problemi. Auguro a tutti buon Natale e felice anno nuovo. Avete trovato sul tavolo un dono: il dottor Vecchi, console d’Italia, ha voluto farci questa sorpresa. Desidero ringraziare sentitamente lui e la gentile signora Romina per essere con noi oggi e per aver avuto questo gentile pensiero nei nostri confronti. Grazie, dottor Vecchi, a nome di tutti noi. Inoltre desidero ringraziare il cavalier Giovanni Lorenzi, presidente del Comites. Grazie al suo intervento abbiamo avuto una donazione di rand 4.000. Grazie anche all’Associazione Piemontesi di Città del Capo che tramite la presidente signora Patrizia Giai Pron Di Già ha donato rand 2.500. Per questo siamo stati in grado di offrire gratis il pranzo di Natale. Grazie anche ai signori Solinas e Fioravanti che hanno regalato il vino in tavola. Dottor Vecchi, Patrizia e Giovanni, grazie a nome dei nostri anziani, che, sono certo, si sentono felici per essere circondati da persone che riconoscono i loro sacrifici in questa terra straniera, portando alto il valore di essere italiani”.

 

La parola è poi passata al console Alberto Vecchi, il quale ha cominciato con il dare lettura del messaggio fatto pervenire dall’ambasciatore Alessandro Cevese. Eccone il testo: “Sono particolarmente liero, in occasione del pranzo natalizio, di porgere a tutti i presenti il mio saluto più affettuoso, unitamente agli auguri per le prossime festività natalizie e di fine anno. Un pensiero particolare e un ringraziamento per quanto hanno fatto per il bene della collettività va ai cari Lelia e Gianni Borsero, che ho avuto il piacere di incontrare in occasione del graditissimo abbraccio che ho ricevuto dalla nostra collettività di Città del Capo durante la mia prima visita ufficiale al Club Italiano agli inizi di settembre. Voglio sperare che il loro encomiabile contributo nell’ambito del Circolo Anziani di Cape Town serva da stimolo a tutti, giovani e meno giovani, ad adoperarsi per mantenere unita la grande famiglia degli italiani in questo bellissimo paese che avete scelto come vostra seconda patria. Grazie di cuore ai coniugi Borsero e a tutti gli altri componenti del Circolo e grazie al Comites per mantenere viva questa bella tradizione. Buon Natale e Buon Anno”.

 

Quindi il console, dopo aver a sua volta reso merito ai coniugi Borsero e dopo aver ricordato di essere ormai vicino al traguardo della sua missione a Città del Capo, ha voluto fare un sintetico bilancio delle cose fatte in questi anni, dalla fondazione della Camera di commercio italo-sudafricana del N.E.W. Cape alla nascita della nostra Gazzetta, dal rinnovamento e potenziamento della Dante Alighieri e dei corsi di lingua italiana per scolari e adulti alla felice conclusione delle trattative per far partire dal 2008 una vera e propria scuola italiana nell’ambito di una scuola di Città del Capo. Nel passare ai ringraziamenti il console, pur non dimenticando nessuno, ha voluto rendere merito specialmente al cavalier Lorenzi, che in questi anni lo ha affiancato in tutte le sue iniziative, anche quando non le condivideva al cento per cento, dedicando alla comunità molto più tempo di quanto i suoi impegni professionali gli avrebbero consentito e mettendo spesso mano al portafogli per coprire di proprio le lacune lasciate dalle magre disponibilità di finanziamenti.

 

Ultimo a prendere la parola è stato lo stesso Giovanni Lorenzi, che a sua volta ha ringraziato i Borsero, per poi precisare che la donazione fatta al Circolo Anziani, come altre analoghe del Comites, è stata resa possibile da “proventi locali” e non dai contributi provenienti dall’Italia. Poi ha chiuso la fase dei discorsi offrendo in dono ad Alberto e Romina Vecchi, a ricordo degli anni trascorsi qui, due caricature fatte con grande talento dal giovane Jean Claude Lupini e riferite alle due grandi passioni del console: l’aeroplano e la motocicletta. I destinatari del dono sono rimasti sbalorditi dalla bravura del Lupini e hanno promesso che le due caricature, una volta rientrati in Italia, avranno grande risalto su una parete della loro nuova casa. Di una terza caricatura, ancora non finita, non si è saputo molto, ma le indiscrezioni di Lorenzi hanno lasciato il console molto soddisfatto.

 

A questo punto, fra un discorso e l’altro, un boccone e un sorso di vino, con Andrea Voltolin a provvedere con grande bravura alla cornice musicale, fra Santa Lucia e torna a Sorrento, si erano fatte le tre e mezzo del pomeriggio e la vendita dei biglietti della lotteria era terminata, per cui è tornato il servizio l’impagabile Giovanni Borsero con la fida consorte e i collaboratori per l’estrazione dei premi. Dopo di che, un po’ alla volta, il salone si è svuotato e tutti son tornati a casa, con in cuore quel misto di gioia e malinconia che sempre resta al finire di una bella giornata.

   

 

 

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