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Nel giorno di Santa Lucia – il più corto che ci sia,
mi dicevano da piccolo, nonostante si vivesse in
Africa – i “ragazzi” dei Borsero si sono radunati al
Club Italiano di Città del Capo, centoventi di loro,
per scambiarsi gli auguri di Natale e stare qualche
ora insieme in allegria, mangiando bene e bevendo
meglio. Più contenti che mai perché al conto avevano
provveduto gli amici, nella fattispecie il Comites
con una donazione da proventi locali e
l’associazione dei piemontesi, ai quali si sono poi
aggiunti il console Alberto Vecchi con una bottiglia
di Brut Bottega ciascuno da portare a casa e i
signori Solinas e Fioravanti con il Frascati da bere
a tavola.
I
ragazzi in questione erano tutti delle classi di
ferro, nati fra i primi anni del secolo scorso e la
seconda guerra mondiale, alcuni vicini al secolo, la
maggioranza oltre i settanta, pochi al di sotto,
tranne gli ospiti d’onore e alcuni amici. Tanto è
vero che il console e il cavalier Giovanni Lorenzi
sono andati di tavolo in tavolo a distribuire le
bottiglie di spumante, cominciando dal signor
Carrettoni, dichiarato unanimemente il giovane con
il più alto numero di anni fra i presenti in sala. E
l’allegria era sicuramente giovanile.
Si è cominciato con l’inno nazionale, il cui disco
per l’occasione è stato suonato da Ciro Ferrone (e
cantato dal pubblico) dalla prima all’ultima strofa.
Poi il presidente Giovanni Borsero, un po’
acciaccato da una caduta di qualche giorno prima ma
sempre in forma splendida, ha dato a tutti il
benvenuto, ma, da buon piemontese, senza tirarla
troppo per le lunghe. Ecco il suo discorsetto:
“Carissimi amici, benvenuti al nostro pranzo di
Natale. Sono lieto di rivedervi in buona salute e
sereni. Abbiamo trascorso un anno abbastanza bene,
insieme abbiamo passato ore liete e possiamo dire di
aver chiuso in valigia almeno per qualche ora i
nostri problemi. Auguro a tutti buon Natale e felice
anno nuovo. Avete trovato sul tavolo un dono: il
dottor Vecchi, console d’Italia, ha voluto farci
questa sorpresa. Desidero ringraziare sentitamente
lui e la gentile signora Romina per essere con noi
oggi e per aver avuto questo gentile pensiero nei
nostri confronti. Grazie, dottor Vecchi, a nome di
tutti noi. Inoltre desidero ringraziare il cavalier
Giovanni Lorenzi, presidente del Comites. Grazie al
suo intervento abbiamo avuto una donazione di rand
4.000. Grazie anche all’Associazione Piemontesi di
Città del Capo che tramite la presidente signora
Patrizia Giai Pron Di Già ha donato rand 2.500. Per
questo siamo stati in grado di offrire gratis il
pranzo di Natale. Grazie anche ai signori Solinas e
Fioravanti che hanno regalato il vino in tavola.
Dottor Vecchi, Patrizia e Giovanni, grazie a nome
dei nostri anziani, che, sono certo, si sentono
felici per essere circondati da persone che
riconoscono i loro sacrifici in questa terra
straniera, portando alto il valore di essere
italiani”.
La parola è poi passata al console Alberto Vecchi,
il quale ha cominciato con il dare lettura del
messaggio fatto pervenire dall’ambasciatore
Alessandro Cevese. Eccone il testo: “Sono
particolarmente liero, in occasione del pranzo
natalizio, di porgere a tutti i presenti il mio
saluto più affettuoso, unitamente agli auguri per le
prossime festività natalizie e di fine anno. Un
pensiero particolare e un ringraziamento per quanto
hanno fatto per il bene della collettività va ai
cari Lelia e Gianni Borsero, che ho avuto il piacere
di incontrare in occasione del graditissimo
abbraccio che ho ricevuto dalla nostra collettività
di Città del Capo durante la mia prima visita
ufficiale al Club Italiano agli inizi di settembre.
Voglio sperare che il loro encomiabile contributo
nell’ambito del Circolo Anziani di Cape Town serva
da stimolo a tutti, giovani e meno giovani, ad
adoperarsi per mantenere unita la grande famiglia
degli italiani in questo bellissimo paese che avete
scelto come vostra seconda patria. Grazie di cuore
ai coniugi Borsero e a tutti gli altri componenti
del Circolo e grazie al Comites per mantenere viva
questa bella tradizione. Buon Natale e Buon Anno”.
Quindi il console, dopo aver a sua volta reso merito
ai coniugi Borsero e dopo aver ricordato di essere
ormai vicino al traguardo della sua missione a Città
del Capo, ha voluto fare un sintetico bilancio delle
cose fatte in questi anni, dalla fondazione della
Camera di commercio italo-sudafricana del N.E.W.
Cape alla nascita della nostra Gazzetta, dal
rinnovamento e potenziamento della Dante Alighieri e
dei corsi di lingua italiana per scolari e adulti
alla felice conclusione delle trattative per far
partire dal 2008 una vera e propria scuola italiana
nell’ambito di una scuola di Città del Capo. Nel
passare ai ringraziamenti il console, pur non
dimenticando nessuno, ha voluto rendere merito
specialmente al cavalier Lorenzi, che in questi anni
lo ha affiancato in tutte le sue iniziative, anche
quando non le condivideva al cento per cento,
dedicando alla comunità molto più tempo di quanto i
suoi impegni professionali gli avrebbero consentito
e mettendo spesso mano al portafogli per coprire di
proprio le lacune lasciate dalle magre disponibilità
di finanziamenti.
Ultimo a prendere la parola è stato lo stesso
Giovanni Lorenzi, che a sua volta ha ringraziato i
Borsero, per poi precisare che la donazione fatta al
Circolo Anziani, come altre analoghe del Comites, è
stata resa possibile da “proventi locali” e non dai
contributi provenienti dall’Italia. Poi ha chiuso la
fase dei discorsi offrendo in dono ad Alberto e
Romina Vecchi, a ricordo degli anni trascorsi qui,
due caricature fatte con grande talento dal giovane
Jean Claude Lupini e riferite alle due grandi
passioni del console: l’aeroplano e la motocicletta.
I destinatari del dono sono rimasti sbalorditi dalla
bravura del Lupini e hanno promesso che le due
caricature, una volta rientrati in Italia, avranno
grande risalto su una parete della loro nuova casa.
Di una terza caricatura, ancora non finita, non si è
saputo molto, ma le indiscrezioni di Lorenzi hanno
lasciato il console molto soddisfatto.
A
questo punto, fra un discorso e l’altro, un boccone
e un sorso di vino, con Andrea Voltolin a provvedere
con grande bravura alla cornice musicale, fra Santa
Lucia e torna a Sorrento, si erano fatte le tre e
mezzo del pomeriggio e la vendita dei biglietti
della lotteria era terminata, per cui è tornato il
servizio l’impagabile Giovanni Borsero con la fida
consorte e i collaboratori per l’estrazione dei
premi. Dopo di che, un po’ alla volta, il salone si
è svuotato e tutti son tornati a casa, con in cuore
quel misto di gioia e malinconia che sempre resta al
finire di una bella giornata.
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