La Gazzetta del Sud Africa

Venerdì, 22 Dicembre 2006

 

Musica barocca e suoni sudafricani al concerto di Natale del Consolato d’Italia e della Dante Alighieri di Città del Capo

 

L’ultimo evento pubblico ufficiale della stagione natalizia italiana a Città del Capo è stato ieri sera il Concerto di Natale offerto alla comunità e alla cittadinanza in generale dal Consolato d’Italia e dalla Dante Alighieri, rappresentati fra il pubblico dal console Alberto Vecchi con la gentile signora Romina, ormai prossima al terzo lieto evento (il secondo in questa città) e dalla presidentessa della società culturale contessa Roberta Alemagna, scortata dal marito.

 

La navata centrale della cattedrale cattolica di Santa Maria, davanti al Parlamento, si è quasi riempita per un concerto fuori dagli schemi ordinari e il pubblico è stato generoso di applausi verso tutti gli esecutori, che hanno navigato attraverso un programma che accostava la musica barocca italiana del Seicento – Antonio Vivaldi e Arcangelo Corelli – ai suoni della musica sudafricana tradizionale e contemporanea, la prima interpretata con bravura e virtuosismo dal giovane complesso Camerata Tinta Barocca, la seconda dal coro della chiesa cattolica di San Gabriele a Gugulethu e da tre giovani virtuosi della “marimba”. Alla fine i due gruppi si sono fusi in un “Alleluia” che ha riscosso l’applauso più caldo e lungo della serata, al termine di quasi due ore di musica che sono sembrate brevissime nonostante la nota scomodità dei banchi delle chiese. L’eccellente acustica della cattedrale ha anche contribuito a rendere pienamente godibile il programma musicale. Ha come sempre stupito e suscitato ammirazione l’eccezionale ricchezza di suoni, di coloriture e di estensioni delle voci del coro africano, così come hanno parlato direttamente allo spirito di ognuno le dolci musicalità degli archi della Camerata Tinta Barocca. E siccome il pubblico presente era sicuramente più competente di noi in fatto di musica, ci asterremo dal dare anche la minima impressione di voler arrischiare un giudizio tecnico sul concerto, che abbiamo goduto dal principio alla fine.

 

Non ci sono stati discorsi, se non le poche parole di benvenuto strettamente necessarie al principio della serata. Il momento delle parole è venuto dopo il concerto, quando artisti e ascoltatori si sono ritrovati nella canonica arcivescovile per scambiarsi impressioni e auguri fra una fetta di panettone e un calice di spumante.

 

Il coro canta regolarmente nella chiesa di San Gabriele a Gugulethu, mentre la Camerata Tinta Barocca suona in media una volta al mese nella cattedrale cattolica di Cape Town (www.ctbmusic.co.za).

 

 

 

 

Stampa il documento

Torna alla HOME PAGE

Torna indietro

 

© Copyright LA GAZZETTA DEL SUD AFRICA Tutti i diritti riservati