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L’ultimo evento pubblico ufficiale della stagione
natalizia italiana a Città del Capo è stato ieri
sera il Concerto di Natale offerto alla comunità e
alla cittadinanza in generale dal Consolato d’Italia
e dalla Dante Alighieri, rappresentati fra il
pubblico dal console Alberto Vecchi con la gentile
signora Romina, ormai prossima al terzo lieto evento
(il secondo in questa città) e dalla presidentessa
della società culturale contessa Roberta Alemagna,
scortata dal marito.
La navata centrale della cattedrale cattolica di
Santa Maria, davanti al Parlamento, si è quasi
riempita per un concerto fuori dagli schemi ordinari
e il pubblico è stato generoso di applausi verso
tutti gli esecutori, che hanno navigato attraverso
un programma che accostava la musica barocca
italiana del Seicento – Antonio Vivaldi e Arcangelo
Corelli – ai suoni della musica sudafricana
tradizionale e contemporanea, la prima interpretata
con bravura e virtuosismo dal giovane complesso
Camerata Tinta Barocca, la seconda dal coro della
chiesa cattolica di San Gabriele a Gugulethu e da
tre giovani virtuosi della “marimba”. Alla fine i
due gruppi si sono fusi in un “Alleluia” che ha
riscosso l’applauso più caldo e lungo della serata,
al termine di quasi due ore di musica che sono
sembrate brevissime nonostante la nota scomodità dei
banchi delle chiese. L’eccellente acustica della
cattedrale ha anche contribuito a rendere pienamente
godibile il programma musicale. Ha come sempre
stupito e suscitato ammirazione l’eccezionale
ricchezza di suoni, di coloriture e di estensioni
delle voci del coro africano, così come hanno
parlato direttamente allo spirito di ognuno le dolci
musicalità degli archi della Camerata Tinta Barocca.
E siccome il pubblico presente era sicuramente più
competente di noi in fatto di musica, ci asterremo
dal dare anche la minima impressione di voler
arrischiare un giudizio tecnico sul concerto, che
abbiamo goduto dal principio alla fine.
Non ci sono stati discorsi, se non le poche parole
di benvenuto strettamente necessarie al principio
della serata. Il momento delle parole è venuto dopo
il concerto, quando artisti e ascoltatori si sono
ritrovati nella canonica arcivescovile per
scambiarsi impressioni e auguri fra una fetta di
panettone e un calice di spumante.
Il coro canta regolarmente nella chiesa di San
Gabriele a Gugulethu, mentre la Camerata Tinta
Barocca suona in media una volta al mese nella
cattedrale cattolica di Cape Town (www.ctbmusic.co.za).
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