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La Gazzetta del Sud Africa Domenica, 2 Giugno 2006
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I sessant’anni della Repubblica italiana festeggiati in tutto il Sud Africa con un festival e concerti lirici
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È stato in tutto il Sud Africa il fine settimana dell’Italia. Ne hanno parlato i mezzi d’informazione sudafricani, ma soprattutto lo hanno vissuto i connazionali sparsi in tutto il paese, invitati dai nostri rappresentanti diplomatici e consolari a partecipare alle manifestazioni programmate per celebrare il sessantesimo anniversario della Repubblica. Cercheremo nei prossimi giorni di darne un resoconto più completo, con documentazioni che ci perverranno dalle altre province, mentre cominciamo oggi con la cronaca e le immagini dei festeggiamenti a Città del Capo, ai quali la nostra Gazzetta, per convenienza logistica, ha potuto essere presente.
Il successo dei festeggiamenti organizzati dal console Alberto Vecchi è stato propiziato e accresciuto dalla scelta della sede, che quest’anno intelligente e fortunata. Nella cornice centenaria dei saloni della City Hall, infatti, sia il ricevimento che il rinfresco hanno trovato un’ambientazione felice e gli spazi necessari per il grande numero dei partecipanti, fra cui esponenti politici sudafricani, rappresentanti del corpo consolare e di diverse comunità e una vasta e variegata rappresentanza degli italiani del Capo.
Un vantaggio in più è stato la presenza dell’ambasciatore Valerio Astrali, che ha voluto cogliere l’occasione per congedarsi dalla comunità in vista del suo ormai imminente rientro in patria per fine mandato. È stato infatti l’ambasciatore ad accogliere gli invitati con il console e la signora Romina Vecchi, così come è stato lui a pronunciare il discorso celebrativo, in gran parte in inglese e dedicato agli eccellenti rapporti bilaterali oggi esistenti fra l’Italia e il Sud Africa, destinati sicuramente, se non a migliorare, almeno ad arricchirsi di contenuti pratici nel prossimo futuro. Italia e Sud Africa – ha ricordato l’ambasciatore – operano in sintonia sul fronte politico internazionale e nascono in Italia diverse iniziative al massimo livello per dare più spazio e ascolto alla realtà sudafricana nella più vasta cornice del rinnovato interesse europeo nei confronti dell’Africa.
Gli amichevoli rapporti instauratisi fra i presidenti Mbeki e Ciampi appaiono destinati a restare tali e ad approfondirsi con il presidente Napoletano, che ha cominciato il proprio mandato settennale proprio chiedendo al mondo occidentale ed economicamente più avanzato un più attento ascolto alla voce dell’Africa.
Quanto ai rapporti economici fra Italia e Sud Africa, sempre buoni, l’ambasciatore ha accennato alla necessità di lavorare per riequilibrare la bilancia commerciale, congenitamente sfavorevole al nostro paese. I segni positivi non mancano, tanto è vero che nell’ultimo anno le esportazioni italiane sono aumentate di quasi il 14 per cento, e si stanno preparando iniziative in questa direzione nel prossimo futuro, fra cui la visita di una prestigiosa delegazione di imprenditori italiani nel 2007.
L’ultima parte dell’intervento dell’ambasciatore, in italiano, è stata riservata a un sintetico bilancio dei suoi rapporti con la comunità italiana nei poco più di quattro anni trascorsi in Sud Africa. Un bilancio, ha detto, positivo, perché ha ricevuto dai connazionali collaborazione e amicizia, che ha ricambiato e che conta di ricambiare ancor più assumendo nel suo nuovo incarico il ruolo di “secondo ambasciatore” del Sud Africa a Roma.
Il successivo concerto è stato un trionfo della cultura musicale classica italiana e la gratitudine di tutti coloro che ne hanno goduto, a Cape Town come a Johannesburg e a Durban, va alla Fondazione Arena di Verona, all’Ambasciata e ai consolati italiani e all’Istituto di cultura, che hanno reso possibile l’evento, intitolato “Gran gala di romanze e arie del verismo italiano”. Protagonisti applauditissimi la soprano Daniela Longhi, il tenore Luigi Frattola (già noto per precedenti escursioni professionali in Sud Africa) e il pianista Armando Tasso. Prezioso a Città del Capo il contributo del maestro Angelo Gobbato, direttore della scuola di opera dell’università, il quale, nel ruolo di presentatore, ha arricchito il programma con aneddoti e spunti storici di grande interesse. Ancora una volta applauditissimi i suoi allievi nell’esecuzione degli inni nazionali sudafricano e italiano e in un’aria fuori programma affidata alle straordinarie voci della soprano Pretty Yende e del tenore Given Nkosi, tanto bravi quanto giovani e modesti.
Nelle foto che accompagnano questa cronaca l’ambasciatore Astraldi con la signora Romina e il console Vecchi ricevono l’industriale Mimmo Franco, esponente degli italiani di religione ebraica e consigliere del Comites, e alcune fasi del concerto.
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