La Gazzetta del Sud Africa

Sabato, 10 Giugno 2006

 

La festa al Club Italiano di Cape Town chiude le celebrazioni per i sessant’anni della Repubblica

 

Il Club Italiano di Città del Capo ha chiuso in bellezza, con la sua Festa della Repubblica di venerdì sera, le celebrazioni sudafricane per il sessantesimo anniversario del referendum popolare che diede per la prima volta alle donne il diritto di voto e al popolo italiano un futuro svincolato dalle sorti della monarchia sabauda.

 

Quella che arrivava al referendum del 2 giugno 1946 – ha ricordato nel suo bel discorso il console Alberto Vecchi – era un’Italia dissanguata, distrutta dai bombardamenti, dilaniata dalla guerra civile, divisa dalle rivalità politiche. Eppure gli italiani seppero ritrovarsi come popolo, superare tutti gli ostacoli, recuperare gli ideali e il senso nazionale del Risorgimento e della Grande Guerra. Gli italiani si rimboccarono le maniche, si misero al lavoro e produssero quel grande fenomeno che il mondo ha consegnato alla storia come il “miracolo economico italiano”. Mai un popolo prostrato aveva saputo risollevarsi tanto in fretta e salire tanto in alto da essere ammesso a far parte del ristrettissimo circolo delle maggiori potenze economiche del mondo. L’italietta che amici e nemici avevano dileggiato lasciava il posto a una nazione fiera del proprio passato e sicura del proprio avvenire.

 

E’ il momento – ha proseguito il console – di rispolverare quelle virtù e di applicarle alla nostra minuscola comunità della provincia del Capo. E’ ora di accantonare risentimenti personali e miopi interessi di gruppo per lavorare tutti alla realizzazione degli obiettivi più importanti, nella recuperata dignità di elettori che esercitano in piena parità con gli italiani entro i confini nazionali il diritto-dovere di esprimere i propri rappresentanti nel Parlamento nazionale. E’ ora di fare uno sforzo collettivo per coinvolgere i giovani nella vita comunitaria, per mettere a disposizione dei settori più deboli della collettività energie fresche e intelligenze aperte alle sfide della globalizzazione e dei problemi che questa comporta.

 

Il console Vecchi ha poi ricordato i soldati italiani caduti nelle missioni di pace in varie parti del mondo e ha invitato i presenti a osservare in loro onore e memoria un minuto di silenzio. Poi ha concluso il suo intervento con un applauditissimo: “Viva l’Italia, viva il Sud Africa, viva la Repubblica”.

 

Prima del discorso del console i presenti avevano cantato in coro alcune strofe dell’Inno di Mameli, opportunamente stampate e distribuite su tutti i tavoli. A fare gli onori di casa provvedevano la presidentessa Patrizia Di Già e i suoi più stretti collaboratori, fra i quali Ciro Ferrone e gli altri consiglieri, che meritano un sincero elogio per una manifestazione ben riuscita, nonostante l’accumularsi di avvenimenti che l’avevano relegata a un venerdì sera. Prezioso il contributo di Luciano Della Valle, con il suo repertorio di belle canzoni italiane, a supporto della briosa orchestrina degli “Shenanigans”.

 

Dopo il console ha preso brevemente la parola l’avvocato Giorgio Destro, presidente della Dante Alighieri, il quale, dopo aver sottolineato l’importanza di ravvivare, conservare e trasmettere la nostra lingua e la nostra cultura, che tutto il mondo ci invidia, ha invitato i presenti a partecipare all’assemblea generale dei soci della Dante, la sera del prossimo 2 agosto nella nuova e decorosa sede sociale a due passi dal Parlamento.

 

Una bella sopresa a tutti l’ha riservata la signora Lorenza Ganci, la quale, a chiusura della parte ufficiale della serata, ha consegnato a Patrizia Di Già una targa donata “con orgoglio” al Club Italiano di Cape Town dalla Federazione Italo-Americana di Brooklyn e di Queens, negli Stati Uniti. La targa, con al centro uno scudo con le bandiere incrociate dell’Italia e degli Stati Uniti in un cerchio di sedici stelle d’argento, è stata portata al Capo dal fratello della signora Ganci, Antonio Genna, che vive a New York e che è stato recentemente in vacanza a Città del Capo con la moglie Lisa e il figlio Girolamo, accompagnato dalla moglie e dai figli Anthony e Armanda. Un bel gesto che sicuramente il Club Italiano vorrà ricambiare alla prima occasione, stringendo legami di fratellanza fra italiani anche attraverso gli oceani.

 

Nelle foto che accompagnano l’articolo i momenti salienti della festa.

 

 

 

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