La Gazzetta del Sud Africa

Lunedì, 20 Marzo 2006

 

La lirica apre alla grande i festeggiamenti per i 40 anni del Club Italiano di Città del Capo

 

Atto primo di un programma di festeggiamenti che andrà avanti per tutto l’anno, il concerto lirico di domenica sera ha riportato alla ribalta con estrema lucidità un fatto a tutti noto ma quasi sempre ignorato: il bisogno, direi anche la fame, di cultura della nostra comunità, di quella cultura che si richiama alle tradizioni e ai sentimenti che, al di là delle velleitarie fratture a volte causate dalla politica e dagli interessi parziali, ci fanno riconoscere nelle comuni origini italiane. Non sorprende più di tanto, quindi, il fatto che il salone fosse pieno come mai lo si vede la domenica sera, quando più forte è il richiamo delle mura domestiche in vista del ritorno al lavoro del lunedì.

 

Meritati applausi, pertanto, non soltanto agli esecutori, tutti bravissimi, ma anche e soprattutto agli organizzatori e all’architetto Maurizio Dal Prato, animatore di questa felicissima escursione nel mondo del melodramma. Le sinergie messe in moto in questa occasione, coinvolgendo il Club, il Comites e le associazioni regionali dei lucchesi, dei friulani, dei piemontesi e dei siciliani, possono e devono produrre risultati altrettanto validi nel futuro, a prescindere dalla volontà di celebrare l’anniversario della fondazione del Club e dalla necessità di raggranellare fondi per dare allo stesso sodalizio una residenza permanente e decorosa qualora dovesse materializzarsi, come appare ormai inevitabile, la minaccia di perdere la sede attuale.

 

L’architetto Dal Prato ha già detto, nel momento del trionfo di ieri sera, di voler presto ripetere la stessa esperienza e il console Alberto Vecchi lo ha incoraggiato a tenere le vele spiegate finché il vento è favorevole, per cui attendiamo lui e i suoi collaboratori a nuove e anche più impegnative operazioni culturali nel prossimo futuro.

 

Che dire del concerto? Che ci è piaciuto, che gli applausi sono stati calorosi e lunghi per tutti i protagonisti, che la scelta dei brani è stata intelligente e che il pubblico ha risposto in maniera esemplare alle sollecitazioni della buona musica e del bel canto, riservando i comportamenti peggiori al successivo assalto al cibo nelle attigue sale del ristorante. Non indosseremo quindi le mentite spoglie dei critici musicali per dispensare pagelle e valutazioni e ci limiteremo ad accomunare tutti gli esecutori in un sentito e sicuramente meritato elogio collettivo.Per dovere di cronaca, invece, ricordiamo che presentatori della serata sono stati lo stesso architetto Dal Prato, sempre incerto sulla scelta da fare fra l’italiano e l’inglese, e la signora Katherine Graham, sua nipote. La musica è stata fornita da Lucia Di Blasio al violino, Barbara Kennedy al violoncello e Lisa Garson al piano, mentre al canto hanno provveduto la soprano Marion Roberts, il giovane tenore Given Nkosi, esponente di un’onda crescente e incalzante di talenti africani, il baritono Barend van der Westhuizen e il tenore Nicola Cengherle, la cui voce regge magnificamente e la cui padronanza della scena ha raggiunto la piena maturità già da qualche decennio.

 

Alla fine del concerto qualche minuto in più è stato dedicato agli adempimenti di rito. Il presidente Raffaele Panebianco, impeccabile padrone di casa, ha chiesto la collaborazione del console Vecchi per consegnare agli artisti la tessera di soci del Club Italiano e poi ha invertito i ruoli per offrire a sua volta al console un quadro dell’architetto Dal Prato, che è anche un bravo pittore, in segno di gratitudine per tutto quello che ha fatto per la comunità e per il suo avanzamento culturale e materiale durante la sua permanenza a Città del Capo. Peccato che sia cominciato il conto alla rovescia, ormai in mesi più che in anni, per il suo rientro a Roma. Ci mancherà. Anche questa nostra Gazzetta è nata da una sua spinta.

 

Nelle foto i vari momenti della bella serata e la decana della comunità, Domenica Ferucci, fra la soprano Roberts e il tenore Nkosi alla fine del concerto. Nella foto della consegna del quadro sono ritratti, da sinistra, il presidente Panebianco, la signora Romina Vecchi, il console e l’architetto Dal Prato.

 

 

 

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