La Gazzetta del Sud Africa

Sabato, 8 Dicembre 2007

 

Le mille luci della solidarietà natalizia accese dal console generale Enrico De Agostini al Club Italiano di Johannesburg

Sono arrivati a uno a uno, mentre i cori Giuseppe Verdi a Valli Alpine cantavano i canti natalizi, prima gli angeli e l’Arcangelo Gabriele, poi Maria, Giuseppe con il Bambino, i pastori e infine i Magi, tutti sotto la stella cometa, sono venuti per accendere le mille luci di un albero che a Natale, ogni Natale, riunisce la comunità italiana di Johannesburg e ne focalizza l’attenzione su tre istituzioni bisognose di solidarietà e che sono Casa Serena, l’Assistenziale e il Villaggio San Francesco di Pretoria. Sono arrivati al calar della sera di un giorno umido, freddo e ventoso e si sono aggiustati sul fieno sotto la tenda, intorno alla Madonna col Bambino, mentre da sotto le sedie dei musicisti una bimba con occhioni pieni di meraviglia spiava quel graduale formarsi di un quadro vivente della Natività. Ed è stata una serata piena di musica e di armonia, di quelle che inducono alla riconciliazione e all’unione, come se l’invito accorato di Claudio Marangoni, presidente dei Veronesi nel Mondo, avesse colto nel segno prima ancora di essere formulato.

“Per arrivare a questa serata – ha infatti detto Claudio dopo i ringraziamenti di rito – ci sono sempre tante persone da ringraziare e non ci sono mai parole adeguate per ringraziarvi tutti per il vostro aiuto e per la vostra generosità. Personalmente vi ringrazio e sarò sempre indebitato con voi. L’albero illuminato e i concerti di Natale sono il nostro modo di portare nella nostra comunità lo stesso spirito natalizio che si vive in Italia e in particolare a Verona, con la grande stella cometa che sale da dentro l’Arena e si appoggia in Piazza Bra, mentre dentro alle mura dell’Arena sono esposti presepi da tutto il monso. Stasera sono tutte qui presenti: l’Arena, la setlla cometa e dopo vedrete i personaggi del presepe. Quest’iniziativa non serve solo per farci sentire lo spirito natalizio, ma per ricordarci delle nostre tradizioni cristiane e italiane, un’iniziativa per unirci a portare nella nostra comunità un grande dono d’amore e regalare ai meno fortunati un po’ di gioia e un po’ del nostro calore. Ogni sinsola lampadina dà poca illuminazione, ma quando si mettono insieme si arriva a una luce forte e con tanto calore. Questo albero, quando illuminato, simbolizza tutti i piccoli desideri della nostra comunità e ne mostra il calore. E’ proprio questo il mio desiderio: che tutte le nostre associazioni lavorino assieme per creare questo calore. In conclusione, quest’albero non è dei Veronesi per i Veronesi, nemmeno dei Veneti per i Veneti, ma è della comunità per la comunità. Aiutiamoci ad aiutare gli altri”.

Dopo queste parole, sotto il tendone nel parco del Club Italiano di Johannesburg, Claudio Marangoni ha ceduto il microfono al presidente dell’Associazione dei Veneti in Sud Africa, Vasco Rader, il quale ha ringraziato a sua volta tutti i presenti e ha fatto loro gli auguri di Natale. Erano presenti, assieme a centinaia di connazionali, il console generale Enrico De Agostini, il presidente del Comites Salvatore Cristaudi, i consiglieri del Cgie Riccardo Pinna e Pino Nanna, il presidente del Club Italiano Valerio D’Alessio, il presidente dell’Ente Italiano Casa Anziani e padre Giuseppe De Lama e presidenti di associazioni, enti e istituzioni comunitarie. Nel corso della serata hanno preso la parola anche Cristaudi e Pinna, sottolineando l’importanza dell’unione delle forze nell’affrontare i problemi che affliggono i settori più deboli e vulnerabili della comunità. Particolarmente applaudito l’intervento del console generale De Agostini, da poco diventato padre per la prima volta, il quale ha promesso di prestare il figlio appena nato per le future rappresentazioni della Natività.

A condurre la serata è stato Dino Rech, presidente dei Giovani Italo-Sudafricani, il quale ha esordito presentandosi così: “Buona sera. E’ per me davvero un piacere condividere con voi questa magnifica serata. Sono anch’io un nipote di emigranti italiani, uno dei quali era un maestro di scuola di Caupo, un piccolo villaggio nel Veneto, il quale venne in Sud Africa in un’avventura per cercare e costruire un nuovo futuro. Questa sera il nostro albero di Natale con le sue mille luci può essere il simbolo di molte cose per molte persone. Può essere un simbolo di speranza per alcuni, il presentimento di un futuro brillante, un desiderio di buona volontà per qualcuno che ci ha aiutati o, nel mio caso, un ricordo di nonni, genitori e parenti o persone alle quali vogliamo bene e che hanno guidato e modellato le vite di tanti di noi”. Poi ha condotto per mano i presenti attraverso il repertorio dei due complessi corali, che si sono fusi armoniosamente e gloriosamente sotto la guida del maestro Roberto Giuricich, magistralmente accompagnati dal complesso musicale de “I Musicisti JHB”.

Alla fine del concerto e prima dell’accensione delle luci dell’albero di Natale per mano del console generale De Agostini, il missionario padre Gianni Piccoloboni ha proposto una riflessione sul significato della manifestazione, richiamandosi a tre passaggi della Bibbia che contrappongono la luce alle tenebre. “Quello di questa sera – ha detto fra l’altro il sacerdote – è l’albero della luce. Che viene piantato qui, su questo colle, per tutta la città di Johannesburg, per il Sud Africa intero, ma soprattutto un albero che vogliamo piantare nel cuore di ciascuno di noi per far germogliare la speranza, l’ottimismo, la solidarietà. E’ anche un impegno a non collaborare con le tenebre, a lavorare per un mondo migliore, a porre dei gesti di amore e di luce nel caos del mondo. E’ un impegno a promuovere la vita e a rispettarla fin dai primi momenti del concepimento, è un impegno a lavorare contro gli abusi dei minori e contro ogni abuso contro un’altra persona. Un impegno a lavorare per un mondo più giusto e un mondo migliore. Io questa sera vorrei cominciare a essere diverso da ieri, meno orgoglio, meno gelosie, meno invidie, più amore, più carità. Più sorriso, più ottimismo, più speranza, più fiducia negli altri, più collaborazione, più impegno, più gioia. Più luminosi, più cristiani, più onesti, più fedeli, più bravi, più buoni. Accendiamo una candela per i nostri connazionali italiani di Casa Serena e accendiamo un faro grande per la nuova Casa Serena che sorge qui vicino a questo albero luminoso. Accendiamo una candela per i più poveri tra i nostri connazionali, per quelli che vivono soli, in malinconia o nostalgia. Mandiamo loro una preghiera che sarà un angelo confortatore. Per queste intenzioni stasera accenderemo una luce. Insieme faremo molto. Insieme ci sentiremo sostenuti, amati e propositivi. Il mondo cambia con le persone, cambia cominciando da me. Una candelina accesa può accendere mille candele spente”. Poi tutti, con le candele accese, si sono radunati sotto l’albero ancora spento, che quando si è acceso li ha illuminati.

Fra i tanti che gli organizzatori hanno voluto ringraziare per la collaborazione generosamente data alla realizzazione del progetto ricordiamo il Coro Giuseppe Verdi, la corale Valli Alpine e “I Musicisti JHB”; Maddalena Pinna per aver coordinato le scene della Natività; Giuseppe Berinato per l’audio e Alfio Antinucci per le luci; Lino Marangoni, Luigi Persona, Donato Di Giorgio, Toni Capiello, Enrico Catinella, Giulio Catinella e Vasco Rader per aver eretto l’albero; le numerose persone che hanno generosamente donato il loro tempo prezioso; il personale del Club Italiano; i comitati dei Veronesi e dei Veneti e le tante persone che hanno fatto la loro offerta per l’accensione delle luci.

Ricordiamo infine i protagonsiti del Presepe vivente: Monica Rossi (Maria), Andrea Ellero (Giuseppe), Andrea Angelucci (Gesù Bambino), Claudio Pinna (Arcangelo Gabriele), Alba Verona, Mila Basilico, Marcella Amatucci, Simona Corliano, Luana Mattiello, Ariana D’Alessio, Valentina De Azevedo e Dante Verona (angeli), Michele Ellero, Augusto D’Alessio, Adriano D’Alessio, Alessandro Giannini, Massimo Giannini, Dino Basilico, Fabio Morson e Alessio Morson (pastori), Danny Ellero, Gianfranco Catinella e Fabiano Mattiello (Re Magi).

Nelle foto i momenti salienti della serata: gli interventi del console generale De Agostini e di Riccardo Pinna, la riflessione di padre Gianni Piccoloboni, Claudio Marangoni e Dino Rech in un momento di pausa, gli ospiti d’onore, tutti in piedi per il Coro dei Lombardi, un manipolo degli ospiti di Casa Serena con Luisa Serra e Sonia Scalco; il presepio vivente e la bimba incantata sotto le sedie dei musicisti, l’albero illuminato e il presidente dell’Eica Nando Riccardi e consorte.

 

 

 

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