La Gazzetta del Sud Africa

Martedì, 18 Dicembre 2007

 

Metti un’estate alla scuola dell’Africa

di Angela Calvini

Brian ha undici anni, l'aria sveglia sotto il cappellino da baseball e ride mentre ti dice: «Totti è il miglior giocatore del mondo!». Il suo compagno di banco non è d'accordo, perché lui è tifoso dell'Inter. Una discussione così te l'aspetteresti a Roma o a Milano, e invece siamo nel bel mezzo della baraccopoli di Soweto, un famoso sobborgo di Johannesburg, la capitale finanziaria del Sudafrica. L'Italia è a 9mila chilometri ma, potenza della televisione, anche qui le passioni sono le stesse, soprattutto quella per il calcio. È la vita a essere molto diversa per questi scolari che abitano nelle cosiddette «township», ovvero periferie delle grandi città fatte di centinaia di migliaia di baracche di lamiera dove milioni di sudafricani vivono in estrema povertà e, spesso, in balia della criminalità. Eppure questo è il Paese più avanzato dell'Africa, quello che per primo ospiterà nella storia del continente i Mondiali di calcio nel 2010, quello che nelle strade, nei palazzi e nell'industria è al pari con l'Occidente. Qui, però, solo nel 1991 è finito l'«apartheid», ovvero un sistema razzista che teneva separata la maggioranza nera dalla minoranza bianca, negando a milioni di persone i fondamentali diritti. Poi nel 1994 venne eletto presidente il premio Nobel per la Pace Nelson Mandela che fra le prime cose volle estendere la possibilità di studiare a tutti, bianchi e neri. Con l'associazione onlus Graffiti Open World, in collaborazione con il Ministero della Cultura e dello Sport e l'Ufficio del Turismo sudafricano, Popotus ha avuto la possibilità di andare a visitare direttamente due scuole primarie (elementari e medie), una a Città del Capo e l'altra a Johannesburg.

Sentite un po' cosa ha scoperto...

Tra i banchi s’impara anche a vivere

Le «Settimane dell'amicizia e della solidarietà con il Sudafrica» propongono scambi culturali e incontri tra i turisti italiani e i giovani sudafricani, in modo che aumenti la conoscenza reciproca: «Questi scambi e questi aiuti sono importantissimi» dice a Popotus sorridendo orgogliosa Gladys Dunga, la preside della Isikokelo Primary School di Kayeltscha, un'oasi di pace e pulizia in mezzo alle baracche dove tanta povera gente vive ammassata, senza acqua ed elettricità. I suoi scolari ci accolgono cantando in coro e ballando su ritmi tradizionali: sono bravissimi, dal più piccolo al più grande. Mentre in Italia si va al mare, qui a Città del Capo è inverno e i nostri amici vanno a scuola. Le vacanze più lunghe saranno a Natale, quando chi è più fortunato può andare in spiaggia. «In questa scuola ci sono 1081 allievi e i maestri sono solo 28: quindi ? spiega la preside ? abbiamo 52 scolari per classe. La nostra è una scuola moderna e ben attrezzata anche con i computer che ci regalano benefattori come il gruppo Graffiti. Abbiamo però ancora bisogno di molto aiuto». Il governo sudafricano sta cercando di creare sempre più scuole gratuite, tra mille difficoltà: gli studenti sono 12 milioni e nella maggior parte dei casi i genitori debbono provvedere ai libri e al materiale scolastico, e per gente che il lavoro non ce l'ha è davvero difficile. «La vita di questi bambini? spiega la preside ? non è facile. Noi li teniamo a scuola dalle 8 alle 14, e diamo loro almeno un buon pasto, poi tornano a casa da soli, a piedi, facendo anche molta strada. Ma quelli che abitano nelle zone più pericolose li teniamo qui fino alle 16 quando qualche parente può venire a prenderli». La scuola qui è davvero la speranza di un mondo migliore e di un nuovo Sudafrica: si insegna non solo matematica e storia, ma anche materie pratiche come «life orientation», ovvero come comportarsi, mangiare bene, vestirsi e lavarsi, e i diritti dei bambini. In più, siccome le lingue ufficiali del Paese sono 11, di cui 9 africane, tutti i bambini dagli 8 anni in su devono imparare l'inglese per potere avere un futuro. «Noi educhiamo anche i genitori ? spiega la signora Gladys ? e spesso loro hanno bisogno di imparare più dei figli».

Soweto, quaderni chitarre e computer

Anche la scuola di Soweto, il famoso quartiere povero di Johannesburg dove iniziarono le lotte per l'uguaglianza, è ben attrezzata. A Soweto le cose stanno migliorando, il quartiere si sta riempiendo di casette in muratura e anche di belle ville, per chi ha fatto più affari. Ma i problemi sono ancora tanti, pure qui. Anche qui i ragazzini, prima timidi, poi sempre più aperti, ci portano per le loro classi, tappezzate di poster e qualcuno suona la chitarra per noi fino a che tutto diventa una grande festa. Si vede che sono curiosi di incontraci, di chiederci di più sul calcio, qualche ragazzina ci abbraccia forte. Qui ci sono 300 studenti dai 4 ai 15 anni e 8 insegnanti. "Io ho iniziato a insegnare quando c'era ancora l'apartheid - spiega la preside Selina Moloto - Erano tempi molto duri. La differenza con adesso? Beh, almeno si leggeva tantissimo e poi fino al 1976 la tv non c'era. I ragazzi di oggi invece non leggono più e amano solo guardare la tv" aggiunge sconsolata. Ma noi facciamo di tutto perché crescano migliori”

A un passo dal Polo

Il Sudafrica, un Paese dove storia e natura sono ricchissimi, è la nazione più meridionale dell'Africa. Nel 1487 per la prima volta il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza aprendo una nuova via per le Indie. Ancora oggi questo luogo magnifico, fatto di scogliere e spiagge impressionanti dove si incontrano l'Oceano Atlantico e l'Oceano Indiano, è ricco di fascino. Come pure colpisce la bellissima Città del Capo, sovrastata dalla caratteristica Table Mountain, una enorme montagna dalla cima piatta come una tavola. Il Sudafrica ha moltissimi luoghi da visitare, deserti, canyon verdissimi e ampie coste da cui si avvistano balene e pinguini (il Polo Sud non è così lontano). L'attrazione principale è il Kruger Park, un parco naturale al confine con il Mozambico, grande come il Veneto, dove vivono leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e migliaia di altri animali selvaggi. Infine una curiosità: il Sudafrica è il primo produttore al mondo di oro e diamanti

AVVENIRE 25/8/2007 inserto POPOTUS

Nelle foto: Angela Calvini con i ragazzi delle scuole di Soweto.

 

 

Stampa il documento

Torna alla HOME PAGE

Torna indietro

 

© Copyright LA GAZZETTA DEL SUD AFRICA Tutti i diritti riservati