La Gazzetta del Sud Africa

Mercoledì, 10 Gennaio 2007

 

In memoria dell'emigrato Arturo Toscanini

A cinquant'anni dalla morte a New York del grande direttore d'orchestra in vari Paesi si celebrano e si approfondiscono la vita e l'arte

ROMA - Fu un emigrante del tutto particolare ma, come tantissimi, espatriò alla ricerca di migliori condizioni di lavoro. Arturo Toscanini, nato a Parma nel 1867, era già uno dei maggiori direttori d'orchestra quando nel 1938, indignato per le leggi razziali appena introdotte, lasciò l'Italia e si trasferì negli Stati Uniti. Dove è morto nel 1957, esattamente mezzo secolo fa. Per dare risalto all'anniversario si sono aperte ufficialmente le Celebrazioni Toscaniniane che, a cura di un prestigioso Comitato internazionale, si articoleranno in varie iniziative di studio e testimonianza, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Senato e di tre Ministeri.

In apertura il Teatro dell'Opera di Roma ha promosso un concerto nella propria sede del Costanzi, diretto da Gianluigi Gelmetti con i solisti Anna Rita Taliento e Vittorio Grigolo. Col Teatro Costanzi Toscanini ebbe un proficuo rapporto nel 1892 dirigendo “Carmen” di Bizet, “Gualtiero Swarten” di Gnaga e “La forza del destino” di Verdi. Vi tornò nel 1911 e nel '14. Anche dopo, da emigrato, rimase da lontano molto attaccato all'Italia, di cui conservò la cittadinanza, rientrando in patria solo nel 1946 per dirigere un leggendario concerto nel Teatro alla Scala ricostruito dopo l'incendio provocato da un bombardamento aereo.

Nel corso del 2007 si susseguiranno le altre iniziative in ricordo del grande Maestro, una vera “campagna” di eventi. Fra questi una rassegna cinematografica sugli italiani emigrati nel mondo. I film, scelti da rinomati registi, saranno proiettati in Italia, negli Stati Uniti e in Israele, i Paesi cui Toscanini fu particolarmente legato. In pratica si avranno più rassegne che “si gioveranno di un punto di vista ogni volta singolare e autonomo”. Così si esprimono i membri del Comitato; e aggiungono: “le vicende di Toscanini ci aiuteranno a riflettere sul grande tema delle migrazioni, che non furono soltanto un 'cammino di speranza' alla ricerca di migliori condizioni di vita ma anche esportazioni di culture e di visioni del mondo che si diffusero in tutti i continenti”

Fra le iniziative anche una mostra didattica su “Toscanini e il suo tempo”, su “Le donne della famiglia Toscanini”, un incontro fra giovani direttori d'orchestra e quindici seminari che riguarderanno, fra l'altro, il rapporto con il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, l'imprenditoria italiana, i mass media. Per la celebrazione la Rai distribuirà fra le diverse reti numerosi programmi. In particolare Rai International dedicherà al maestro lo spazio di “Taccuino italiano” a cura di Costanza Baracchini, collegandosi con tutta la Penisola; e una puntata di “Il Caffè” condotto da Cinzia Tani, il 16 gennaio, giorno in cui Toscanini morì nel 1957. (Toni Colotta-Inform)

 

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