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La
Gazzetta del Sud Africa
Venerdì, 12 Gennaio 2007
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Turisti per curiosità, per interesse, per cultura
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Ci sono turisti e turisti. Oggi molti italiani viaggiano. Alcuni lo fanno per collezionare timbri sui passaporti e perché fa scich poter infilare nelle conversazioni di salotto una frase tipo “quest'anno sullo Yang-Tze” oppure “l'anno scorso alle Maldive”. Altri viaggiano perché a casa si annoiano e continuano ad annoiarsi anche in viaggio. Qualche anno fa in un gruppo natalizio c'erano due giovanotti a Cape Town che a malapena si rendevano conto di essere in Sud Africa. “Dovevamo andare alle Maldive - mi hanno raccontato -, ma non abbiamo trovato i posti e allora abbiamo comprato il primo pacchetto disponibile”. Però ci sono anche quelli che viaggiano per curiosità, per interesse, per cultura o, alla maniera di Ulisse, “per virtute e conoscenza”.
Un gruppo di quest'ultima categoria è nella nostra città in questi giorni, dopo aver percorso la Garden Route da Port Elizabeth a Città del Capo, guidato da Lucia Casali. Ieri sera, per soddisfarne la voglia di saperne di più di questo paese, il “patron” della Sandown Travel, Cosimo Brescia, ha organizzato per loro al Cape Hollow una serata di “immersione totale”, continuata con la cena nel ristorante “Amici” dello stesso albergo. Prima la guida turistica e giornalista della radio Giovanna Gerbi ha parlato loro della storia del Sud Africa, dalla cultura dei graffiti rupestri dei San alla guerra anglo-boera, poi l'appassionata ricercatrice di memorie italiche Maria Grazia Martinengo ha inserito nel quadro storico la presenza italiana nel contesto sudafricano, dai primi valdesi del Piemonte che arrivarono con gli ugonotti francesi nel 1688 ai prigionieri di guerra italiani che trascorsero in questa terra i migliori anni della loro vita, tanto da non volersene più andare. Negli intervalli lo stesso Cosimo Brescia ha completato il grande affresco con tocchi da maestro, inserendo qua e la pennellate di vita vissuta in questo nuovo Sud Africa che tanto si sforza di tenere fede a quell'appellattivo di “nazione arcobaleno” che fa riferimento tanto alla presenza di tanti colori quanto al tradizionale significato di buon augurio che la fantasia popolare ha sempre collegato all'arco colorato che si disegna nel cielo dopo che le nubi hanno dispensato alla terra il loro carico vitale, così importante per questa regione povera di grandi fiumi e laghi.
Sulle nozioni acquisite o rinfrescate grazie ai contributi della Gerbi e della Martinengo la conversazione a tavola è stata molto animata e ricca di ulteriori spunti di riflessione che hanno reso la serata molto piacevole, facendola apparire breve nonostante l'incontro sia durato nell'insieme quasi quattro ore. Ha aiutato la magia di Cape Town, che si è offerta sotto un cielo stellato, con l'orizzonte in ogni direzione riempito dalle sue note caratteristiche: l'oceano, la montagna, Signal Hill e la Croce del Sud.
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