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La
Gazzetta del Sud Africa
Domenica, 6 Maggio 2007
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Musica e teatro di grande qualità chiudono con due successi alla Wits la settimana della Dante Alighieri a Johannesburg
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La settimana della Dante che ha aperto i festeggiamenti per l’ottantesimo anniversario della sezione di Johannesburg della società culturale italiana fondata nel 1889 da Giosuè Carducci si è conclusa sabato pomeriggio con lo spettacolo di prosa offerto dal Consolato generale d’Italia e dalla Regione Piemonte, sotto gli auspici dell’Ambasciatore d’Italia a Pretoria. La sera prima la pagina culturale delle celebrazioni era stata aperta dal concerto “Venezia e Antonio Vivaldi”, al quale hanno assistito circa mille persone, in buona parte non italiane. Entrambe le rappresentazioni sono state allestite nella Great Hall dell’Università del Witwatersrand, che anche in occasione dello spettacolo di prosa ha accolto almeno cinquecento persone, fra le quali una folta scolaresca di colore dei corsi di lingua italiana di Nigel. Il concerto, offerto dal Consolato generale d’Italia, è stato eseguito dalla “Banda di Giovanni”, complesso barocco diretto da John Reid Coulter, che ha presentato per la prima volta in Sud Africa la serenata a tre “Mio cor povero cor” del grande maestro veneziano. Il pubblico ha accompagnato ogni esecuzione con fragorosi applausi, mostrando di apprezzare vivamente tanto la bravura degli interpreti e dei musicisti quanto l’ambientazione in costumi del Settecento. La musicologa Gabriella De Grandis ha quidato gli ascoltatori alla comprensione dell’epoca e dei protagonisti attraverso la narrazione di storie e aneddoti della vita di Vivaldi e dei suoi contemporanei. Il giorno dopo è stata la compagnia italiana Assemblea Teatro, che quest’anno celebra quarant’anni di vita e di attività in tutto il mondo, a intrattenere il pubblico con la storia vera di un emigrante piemontese, Dino Pogolotti, che partì povero in canna dal paesino di Giaveno nel 1895 per l’America e vi tornò a morire molti anni dopo, lasciando quale testimonianza della tenacia e della genialità degli emigranti italiani il “Barrio Pogolotti” a Cuba, una cittadina di mille abitanti interamente costruita da lui, dalle case alle scuole, dalla stazione ferroviaria all’acquedotto, fino al Caffè Torino, il cui nome lo faceva sentire ancora a casa, pur essendo lontano migliaia di chilometri di oceano. Intelligenti e suggestivi giochi di luci e di ombre e quarantacinque immagini firmate da Licio Esposito hanno reso facile e piacevole seguire la vicenda narrata dalle voci di Andrea Castellini, Cristiana Voglino, Marco Pejrolo e Alberto Dellacroce, con musiche di Fabio Baroveno, Mau Mau, Quintorigo, Moby, Armand Amar e George Michael e testi di Renzo Sicco, che ha guidato la rappresentazione dalla cabina di regia, uscendone soltanto per riscuotere con i campagni d’avventura il meritato applauso finale. Entrembe le rappresentazioni sono state presentate da Alida Poeti e alla fine l’ambasciatore Alessandro Cevese e il console generale Vittorio Sandalli hanno affiancato il presidente Gaetano Giudice nel compito di congratularsi con gli interpreti e di premiarli con il libretto pubblicato per solennizzare l’anniversario e con la medaglia commemorativa. Come al solito non desideriamo vestire i panni dei critici d’arte o di teatro e, fedeli alla nostra vocazione di cronisti, lasciamo alle immagini del nostro fotoreporter Girolamo Florio il compito di trasmettere ai lettori le sensazioni che hanno investito gli spettatori presenti in sala.
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