|
|
Roma – Si conclude oggi 7 novembre a Roma il IX Congresso Mondiale di Ciao Italia, l'Associazione che raggruppa e rappresenta la rete mondiale dei ristoranti italiani..
Ieri, durante la prima giornata del IX Congresso di "Ciao Italia", la Sen.Rebuzzi ha potuto illustrare la sua "Legge per i Ristoratori italiani nel mondo", che ha già ricevuto moltissime sottoscrizioni da parte di altri parlamentari. "I ristoratori italiani nel mondo sono gli ambasciatori dell'Italia, perchè è grazie a loro che i sapori e gli odori della nostra cucina sono apprezzati e ricercati nei cinque continenti", ha dichiarato la Senatrice di Forza Italia. "Credo sia importantissimo studiare dei criteri precisi a cui i ristoranti italiani, per essere italiani al 100% , dovranno saper rispondere. Spero si possa arrivare in tempi brevi a una soluzione che porti a poter riconoscere al vero ristorante italiano nel mondo un "bollino", diciamo così, un vero e proprio marchio di qualità, riconosciuto dall'Italia in maniera ufficiale e istituzionale".
"La prima giornata del Congresso è stata molto positiva - ha aggiunto - perchè è stata l'occasione per parlare di risultati e obiettivi futuri. Inoltre, le persone sono arrivate da tutto il mondo, c'è stata davvero molta partecipazione, e questo è segno di interesse ma anche capacità organizzativa. Credo sia fondamentale proseguire su questa strada, quella dell'unione e delle alleanze trasversali, se davvero si vuole ottenere qualcosa per i nostri ristoratori italiani nel mondo, e - aggiungerei - la stessa cosa vale per i connazionali residenti all'estero".
"Soprattutto, parlando durante la pausa con i tanti amici - ha continuato la Sen.Rebuzzi - mi ha fatto molto piacere vedere che c'è tanta voglia di fare, tanto entusiasmo, tanta voglia di continuare a lottare per il giusto riconoscimento a favore dei ristoratori italiani nel mondo, per cui "Ciao Italia" sta lottando ormai da quasi trent'anni. Nessuno più di me, che vivo in prima persona l'esperienza di chi fa ristorazione all'estero, può conoscere i problemi e le necessità dei nostri ristoratori: sono convinta che "Ciao Italia", con il suo lavoro e il suo impegno, contribuirà sempre di più a far capire all'intero sistema Italia che il Made in Italy è una risorsa che non possiamo permetterci di sottovalutare".
Ristoranti italiani all'estero, c'e' l'insegna
Nella prestigiosa cornice della sala del cenacolo alla Camera dei deputati si è aperto ufficialmente il IX Congresso di Ciao Italia, l’Associazione che raccoglie i ristoranti italiani all’estero.
I lavori della giornata si sono ufficialmente aperti con l’intervento di Giuseppe Ambrosio, Capo Dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero delle Politiche Agricole, che ha anticipato come il ministro Paolo de Castro, durante l’incontro dei congressisti con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncerà di come la forte attività di Ciao Italia abbia portato alla necessità di arrivare a un denominatore comune che identifichi e certifichi i ristoranti italiani nel mondo. Il che si traduce, in pratica in un marchio, un’insegna, il cui utilizzo e gestione dovrà coniugare le esigenze di tutti, e dovrà quindi essere formata da regole semplici, che devono essere alla base di ogni amministrazione.
Il lavori sono proseguiti con l’intervento del senatore Edoardo Pollastri, presidente dell’ Assocamerestero e della Camera di Commercio Italiana a San Paolo. “La ristorazione italiana non ha e non deve avere colore. Verso la fine dell’ottocento e i primi del novecento sono usciti dall’Italia 28 milioni di persone, una diaspora colossale, sull’onda di questo sono nate diverse camere di commercio, ed è nata la ristorazione portando il seme del Made in Italy – ha dichiarato Pollastri -. La ristorazione esprime il modo di vivere italiano, ora l’idea del ristorante italiano è troppo generalizzata, di ristoranti italiani ne sono stimati 65.000 ma solo il 30% è genuinamente italiano, il 40% è un falso italiano, e il restante 30% di italiano ha solo il nome. Tutto questo necessita, ovviamente, di una certificazione che tuteli la vera cucina italiana. Il Ministero deve capire che la rete dei ristoranti italiani all’estero è fantastica, e merita di essere valorizzata, se il cliente trova buono il cibo che prova nei ristoranti, poi lo cerca anche nella grande distribuzione. Questa è e dovrà essere una grande occasione per il mercato italiano, per cercare di rimanere tra le grandi potenze”.
La necessità di arrivare a un riconoscimento che tuteli l’immagine della tavola italiana ne mondo viene anche dall’on. Egidio Petrini che ricorda anche quando l’idea di Bartolo Ciccardini, presidente di Ciao Italia, gli fu presentata per la prima volta. “Dopo un’indagine di marketing, - ricorda Petrini - abbiamo capito che c’era un potenziale enorme, i ristoranti italiani all’estero sono tantissimi, le persone che mangiano etnico nel loro paese sono molto invogliate a partire per visitarlo, se consideriamo che nel mondo sono presenti 65.000 ristoranti, capiamo bene la grande possibilità commerciale che si apre. Il paese Italia deve valorizzarli”. Per quanto riguarda il problema del marchio – insegna, secondo Petrini, è necessario un confronto aperto per trovare le migliori soluzioni. Soprattutto questo è un discorso che bisognerà impostare nei prossimi appuntamenti all’estero, per capire le esigenze di tutti gli associati nel mondo.
“Quando si parla di diffusione dei ristoranti italiani nel mondo, è giusto parlare della grande diaspora della fine ottocento, inizi novecento, bisogna però considerare che oggi la ristorazione è cambiata, si è trasformata, al di là della targa, credo sia opportuno insistere sull’agroalimentare”. Questo, in sostanza il pensiero di Emilio De Piazza, presidente di Buonitalia S.p.A., espresso a tutti i congressisti. Un particolare riferimento alle materie prime, dunque, di cui il nostro Paese possiede un grande patrimonio, ma che in qualche modo non riesce a valorizzare. “L’Italia ha una tradizione ambita da tutti gli altri Paesi, grazie al nostro stile di vita, e al nostro patrimonio culturale. Il nostro è il primo Paese a denominazione di origine, ma presenta una frammentazione tale che non ci permette di fare presa sui mercati internazionali. – continua De Piazza – Il vino, ad esempio, è in crescita, ciò che ci manca è un buon progetto di marketing che crei sinergia tra i ristoratori e le catene di supermercati d’elite che vogliono vendere i prodotti di qualità di casa nostra. L’unica cosa che vale in questo contesto è l’eccellenza, il saper fare, l’accogliere, la ricerca dei giusti fornitori. Importante è segnalare sempre l’eccellenza, così da renderla esempio per tutti gli altri ristoratori, un punto di riferimento che impedisca ai ristoranti all’estero di decadere e di perdere la genuinità italiana, corrompendosi con la cultura del Paese in cui ha sede”.
Nel settore agroalimentare è opportuno spendere, trovare idee che catalizzino l’attenzione, che attirino l’interesse del consumatore. Solo dopo questo, per De Piazza sarebbe opportuno stabilire qualche regola. Una soluzione potrebbe essere quella di far leva sui soggetti “big spender” dei vari mercati. Quindi creare magari non una targa, piuttosto ma per una guida che informi su tutti i ristoranti italiani all’estero, partendo da lì può partire una promozione per i nostri prodotti, i vini, i formaggi, premiare gli eccellenti. Non partire, quindi da una verifica preventiva, ma dal risultato dell’eccellenza stessa. Spiegare al rivenditore che se propone solo cibi originali e di qualità guadagna di più. È giusto, inoltre, che il cliente sappia se compra un cibo originale o no, e che abbia la possibilità di scegliere.
Una mano in questo senso, ma soprattutto nella possibilità di certificare la genuinità dei prodotti italiani anche all’intento di preparazioni enogastronomiche può venire dell’Accademia Italiana della Cucina, il cui presidente Giuseppe Dell’Osso, è intervenuto a chiusura di questa prima giornata di lavori congressuali. “La nostra associazione, assolutamente no profit , è riconosciuta dallo Stato italiano. Abbiamo ottanta delegati in tutti i continenti che potrebbero essere idonei a qualificarvi, vogliamo creare nuove delegazioni, che lavorino per garantire, come già fanno, la qualità, ma per ottenere questo c’è bisogno di una grande collaborazione anche da parte di Ciao Italia”. Ormai sette Università in tutta Italia offrono una laurea in scienze gastronomiche, puntando quindi alla formazione, passo fondamentale per la salvaguardia delle tradizioni nostrane. NewsITALIAPRESS
Bertinotti incontra i ristoratori italiani nel mondo
La prima giornata di lavori del IX congresso di Ciao Italia si è conclusa con un pomeriggio alla Camera dei Deputati Italiana. Dopo la visita a Palazzo Montecitorio, i congressisti, introdotti dal fondatore, Presidente Mondo Onorevole Bartolo Ciccardini, si sono incontrati con il presidente della camera dei Deputati Onorevole Fausto Bertinotti.
Il Presidente Ciccardini nel presentare i circa 150 congressisti ha inteso condividere con il Presidente della Camera la soddisfazione della notizia appena giunta dal Ministero dell´Agricoltura relativa alla firma del Decreto relativo all´istituzione dell´Insegna del ristorante italiano di qualità nel mondo - la comunicazione ufficiale solo domani durante l´incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - Ciccardini ha richiamato il ruolo economico svolto e sostenuto dei ristoranti italiani nel mondo una rete di piccole e medie imprese che producono fatturato per i paesi di residenza ma soprattutto per in considerazione del fatto che essi rappresentano le prime porte d´ingresso, nelle realtà locali dove operano, dell´export italiano, una rete potenzialmente formidabile per la promozione e la formazione del prodotto di qualità italiana nel mondo, rete che rappresenta anche lo strumento di globalizzazione vera dell´economia e del modo di vivere italiano e contestualmente è argine della globalizzazione che appiattisce le culture e le specificità locali, Ciccardini ha richiamato due grosse problematiche che si trova ad affrontare il sistema della ristorazione italiana del mondo, quello rappresentato dalla necessita di strumenti adeguati per la formazione in grado di rispondere all´esigenza del ricambio generazionale. Contestualmente, in seconda battuta, ha richiamato la carenza dello spirito di squadra fondamentale per poter diventare la forza imbattibile che potenzialmente questa rete rappresenta, sia per quanto riguarda gli aspetti economici sia per quanto riguarda quelli culturali.
Il presidente Bertinotti ha esordito: "tanto più il mondo va verso la globalizzazione tanto più si affermano le radici dei singoli territori, questo per imporre un´economia che possa fare concorrenza alle potenze globalizzatrici" - in questo nuovo contesto economico l´italia svolge un ruolo determinante, e già questa tendenza è evidente con l´emergere della valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche dei singoli territori. E´ cambiata l´economia e la società già riflette questi cambiamenti. Il Presidente Bertinotti a tal proposito ha esplicitato il concetto affermando: "se trent´anni fa la modernità era incarnata dal modello unificante rappresentato dalla Coca-cola, oggi un giovane che si ritenga al passo con i tempi, sa `leggere´ e commentare un vino di nicchia", dimostrazione ne è il trend dei consumi di vino - espressione eclatante del territorio e della tradizione italiana - che nell´ultimo trentennio si è avuta in Italia.
A Napoli per preservare la pizza verace è stato creato un marchio d´origine, ha affermato il Presidente Bertinotti, "che sia fedele alla tradizione, portando l´originalità di un percorso e garantendolo attraverso una certificazione". In buona sostanza: la globalizzazione della pizza può essere perfettamente fedele alla sua originalità e dunque al suo libello qualitativo se, al di là del fatto che possa essere prodotta da un italiano o non italiano nella produzione viene rispettato il metodo di produzione originale, con prodotti di elaborazione gastronomica fedele alla tradizione.
Il presidente ha inoltre commentato il problema della trasmissione dell´esperienza e del mestiere ai giovani, sottolineando che per quanto possa esere un mestiere, quello del ristoratore, particolarmente complicato e pertanto di complicata attrazione da parte delle generazioni, meriti un supplemento di fatica e di autosfida, la proposizione di un modello ai giovani, mettendo in risalto come tale mestiere al di là delle fatiche e a tratti anche dellae difficoltà economiche e imprenditoriali rappresenti uno spaszoio di affermazione particolarmente interessante, essendo un mestiere che offre a chi lo fa una chance in più di crescita culturale e sociale.
A conclusione dell´incontro il presidente Bartolo Ciccardini ha commentato positivamente la prima giornata dei lavori, sostenendo che si è concluso in maniera assolutamente positiva, il primo incontro-confronto con il sistema istituzionale italiano.
Domani i congressisti si ritroveranno, prima alla Presidenza della Repubbilica e in seguito dibatteranno le problematiche e i programmi di attività 2008 anche in funzione di quanto emerso dalla giornata di oggi. News ITALIA PRESS
|