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La
Gazzetta del Sud Africa
Domenica, 25 Novembre 2007
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La cappellania scalabriniana nel District Six di Cape Town punto d’incontro per italiani ogni domenica dopo la messa
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La domenica mattina, alle 10.30, padre Michele De Salvia celebra la messa in italiano. La chiesa è quella del District Six, piccola, ma fra le più antiche chiese cattoliche di Città del Capo e con lontane origini legate alla presenza dei pescatori siciliani, i quali la condividevano con la comunità multirazziale del quartiere. Dall’arrivo degli scalabriniani, nei primi anni novanta, è tornata a essere quella delle origini, condivisa fra italiani e residenti. Gli italiani, una cinquantina nelle grandi occasioni, ci vengono da parrocchie vicine e lontane, attratti dal fatto di poter conversare con Dio nella loro lingua materna. E dopo la messa una ventina si ritrovano nella casa dei padri scalabriniani, al di là del viottolo un po’ sconnesso, per continuare a parlare fra loro in italiano. Spesso ai fedelissimi si aggiungono turisti di passaggio, parenti e amici dei frequentatori abituali, nuovi arrivati nella penisola del Capo. Tutti accolti con calore e curiosità.
Fu padre Mario Tessarotto, una decina di anni fa, a introdurre la consuetudine dell’espresso al posto dell’aperitivo. Magari con la correzione. La distribuzione degli incarichi venne di conseguenza, in modo automatico e in forma volontaria. Uno o due a fare il caffè, un paio a servirlo e poi qualcuno a lavare le tazze e a rimettere ordine in cucina. In principio ogni tanto qualche biscotto, nelle grandi occasioni i cannoli di Teresa. Poi la sistematica generosità di Camillo, che ogni domenica arriva con una torta diversa. Ultimamente anche la pizza di Piero, tanto abbondante che ogni tanto avanza. Ma soprattutto le quattro chiacchiere fra amici. Forse è così che nascono i club e le associazioni. Però qui non ci sono dirigenti. Chi vuole fare qualcosa, la fa perché lo ha deciso liberamente, non deve dirglielo nessuno. Così non pesa. E fra una chiacchiera e l’altra si fa l’ora di pranzo. Poi ognuno a casa sua. Fino alla prossima domenica.
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