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ROMA – L’agenzia Misna, ‘voce dei missionari del sud nel mondo’, ha pubblicato brevi estratti delle numerose testimonianze giunte nelle ultime ore da missionari di varie congregazioni presenti in Kenya.. Per motivi di sicurezza la Misna non fornisce i nomi delle fonti ma solo il luogo di provenienza.
ELDORET: “Le chiese e le scuole sono diventate dei dormitori per le migliaia di persone in fuga, terrorizzate dalle violenze dei giorni scorsi. Abbiamo chiesto inutilmente alla polizia di fornirci un minimo di sicurezza, specialmente durante la notte, ma non abbiamo ottenuto risposta. La città di Eldoret è uno dei centri più ‘caldi’ del paese, le violenze sono diffuse e mancano beni di prima necessità: dalla frutta al carburante, i prezzi sono letteralmente quadruplicati”.
KISUMU : “Durante la notte c'è il coprifuoco e nessuno si muove. C'è una calma relativa. Ma manca il cibo perché da giorni negozi e mercati sono chiusi. Ieri sera c'erano perfino dei bar aperti fino a tardi. Oggi c'è movimento di veicoli, ci sono dei mezzi di trasporto, torna un po' di normalità. E' ancora presto per dire se banche e uffici sono aperti. Si spera che riprendendo a lavorare, ritornino le cose di prima necessità nei negozi: farina, pane, latte, condimento, verdure varie, che mancano da giorni”.
MARALAL: “Molti hanno passato la notte alla stazione di polizia, altri a una veglia di preghiera che è durata tutta la notte nella missione. Il primo gennaio c'è stata calma relativa, alcuni kikuyu sono stati portati alla città di Nyahururu con pullman scortati dalla polizia (conseguenza, in Nyahururu i Samburu sono in pericolo e sono stati invitati a lasciare la città e tornarsene a Maralal). Nel pomeriggio la situazione si è calmata, sono stati riaperti i negozi e la gente ha potuto fare la spesa. Non è ancora pace, ma la gente respira”.
MOMBASA: “Dopo le grandi tensioni del 31 dicembre, ieri c'era una calma relativa (qualcuno mi ha detto “perché non c'era più niente da saccheggiare!”). Attorno a Likoni sono state saccheggiate diverse case, e nella nostra missione hanno trovato rifugio da 150 a 300 persone, specialmente donne e bambini. La notte è passata tranquilla, anche perché c'era una squadra delle polizia. La Croce Rossa ha già offerto coperte, ma il cibo è più necessario”.
NAIROBI: “Dalle varie parti di Nairobi mi mandano messaggini sms, tutti sono nella stessa situazione di paura e insicurezza e mancanza di cibo e altre cose... soprattutto di pace. E non capiscono cosa sta succedendo e perché sta succedendo. Tutti stanno pregando Dio che li risparmi da questa follia. Pregano, invitano altri a pregare, chiedono preghiere perché la pace prevalga. E hanno paura per il loro bambini, per il futuro”.(AdL-Misna) Inform
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