La Gazzetta del Sud Africa

Martedì, 8 Gennaio 2008

 

Il governo stanzia troppo per formare gli italiani all’estero: “Il Giornale” accusa i finanziamenti del ministero del lavoro

MILANO - I fondi che il Ministero del Lavoro ha stanziato per la formazione degli italiani nel mondo occupano molto spazio sui "Il giornale". Oltre all’articolo di Felice Manzi sulla sostanziosa "befana" che Prodi ha destinato ai connazionali residenti all’estero, il quotidiano diretto da Mario Giordano riporta altri due articoli sull’argomento: uno con l’elenco degli "obiettivi" cui mirano i progetti presentati nei vari Paesi, l’altro con una intervista a Ernesto Salvi, consigliere del Comites di Vancouver, che elenca i progetti cui il Comitato ha dato parere favorevole l’anno scorso.

Nel primo articolo "Bonus a chi vive a Basilea per il "divario culturale"", si ironizza più che sulla destinazione dei fondi, sui progetti finanziati: "si passa dai 650 mila euro destinati a formare 600 disoccupati di Adelaide (Australia) e farli diventare chef, ai 2,2 milioni di euro per 400 italiani pronti a lavorare come elettricisti o falegnami. In qualche caso – si legge nell’articolo – l’obiettivo è nobile: strappare i laureati dalla disoccupazione, facendoli però diventare allevatori di bestiame. In altri casi i soldi servono a colmare "il gap culturale". Quello degli italiani che vivono a Basilea".

Tra gli esempi citati nel pezzo, quello dei progetti finanziati in Argentina cui, complessivamente, sono stati assegnati 7 milioni di euro. "Qui – si legge su "Il giornale" – "la comunità italiana è perfettamente integrata nella società", dice il rapporto del Ministero del Lavoro. Ma il governo ha comunque stanziato 800 mila euro a Bahia Blanca per formare 4 mila "giovani senza qualifiche o in possesso di un titolo di studio di scarso interesse per il mercato del lavoro locale". A La Plata (1,35 milioni di euro) i cittadini italiani sono laureati ma sono a spasso. Per risolvere il problema ecco l’idea: formazione professionale per "lo sviluppo di competenze tecniche nei settori agricolo-zootecnico e dell’allevamento di bestiame". I disoccupati italiani ad Adelaide sono circa 600. I 650 mila euro stanziati dovranno essere usati per corsi di formazione su "servizi sociali, enogastronomia e turismo"". E così via: dal Brasile alla Colombia, dall’Eritrea alla Svizzera. Emblematico, per l’articolista, il caso di Lugano dove "il milione di euro sarà utilizzato per "insegnare inglese" ai lavoratori di prima emigrazione che hanno tra i 50 e i 60 anni di età".

Ancora più critico il secondo articolo "Arrivano i progetti, il console firma viaggi e vacanze a spese dello Stato" dove si riporta un’intervista al consigliere a Vancouver, Ernesto Salvi, che spiega quanto e a chi il Comites di cui fa parte ha destinato i soldi stanziati lo scorso anno.

"Avete già approvato lo stanziamento per il biennio 2008-2009?" chiede il giornalista. "Ancora no", la risposta di Salvo che aggiunge: "Ci sono stati sottoposti cinque progetti. Abbiamo dato parere favorevole a due. Uno si chiama Live in Vancouver, fatto in partnership con la Camera di Commercio Italiana di Vancouver. Dura 12 mesi ed è rivolto a 20 studenti disoccupati per aiutarli ad inserirsi sul mercato del lavoro canadese". Il progetto, spiega ancora il Consigliere, "costerà meno di 290 mila euro", ma dall’Italia ne sono arrivati 600 mila. "C’è un altro progetto – aggiunge Salvi – presentato da una società pugliese che già l’anno scorso si è aggiudicato quasi l'intero ammontare" che prevede di "rafforzare i rapporti tra la comunità italiana della British Columbia e la madrepatria attraverso la formazione di 3 operatori turistici". Questo progetto costerebbe 550 mila euro, mentre quello dello scorso anno che aveva come obiettivo la "creazione di "figure professionali esperte nella promozione del sistema enogastronomico italiano" ne cosò 447.050 euro".

"E come è andata?", chiede infine il giornalista. "L’11 luglio scorso i 20 allievi sono andati quindici giorni in Italia, tra Toscana, Marche, Umbria e Puglia, a illustrare i risultati del corso. Tutto – conclude Salvi – a spese dello Stato". (aise)

 

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