PECHINO – corriere.it - In una giornata che si apre con il terzo oro in tre gare per il nuotatore americano Michael Phelps (vince i 200 sl abbassando di 99 centesimi di secondo il suo primato mondiale) e il passaggio in finale della Pellegrini nei 200 sl (dopo la giornata a due facce di lunedì), l'Italia attendeva buone notizie ancora dalla scherma, con la sciabola maschile, dopo i trionfi delle fiorettiste. Invece gli sciabolatori sono stati tutti eliminati: nessun azzurro nelle semifinali a caccia di medaglie. E' arrivato invece l'argento nel tiro a volo con D'Aniello nel Double Trap.
MONTANO E TARANTINO FUORI - La delusione degli sciabolatori è grande. Il carabiniere napoletano Gigi Tarantino era addirittura pronosticato per l'oro da Sports Illustrated. E' caduto ai quarti . Ancora una volta, come nelle tre Olimpiadi precedenti, fuori dai primi otto. Ancora una volta per mano di avversari non irresistibili: l'ucraino Gutzait ad Atlanta, il rumeno Gaureanu a Sydney, l'ucraino Tretiak ad Atene, il cinese Zhong Man a Pechino. Più una questione di nervi e tensione che di tecnica dietro questi risultati. Anche il ritorno di Aldo Montano, campione olimpico di Atene, non è stato fortunato. La sua lunga parentesi non sportiva può aver influito, ma ripetersi sarebbe stato diffficilissimo comunque: l'Olimpiade è un torneo ai massimi livelli dove si può uscire agli ottavi, se si ha di fronte un avversario di valore come il campione europeo Jorge Pina (ancora uno spagnolo). L'incontro si è chiuso con la stoccata decisiva dello spagnolo, quando i due erano sul 14 pari. Montano era partito bene e aveva raggiunto un vantaggio che poteva difendere sull'8-6. Lo spagnolo ha invece rimontato, l'azzurro ha subito anche un "rosso", passando in svantaggio. Poi ha risalito fino al 14 pari e all'ultima decisiva stoccata per lo spagnolo. Alla fine la delusione di Montano è nelle sue parole in un'intervista a Radio Rai: «Sono amareggiato, quando ti prepari per un appuntamento importante poi esci... Succede, ma stavo bene, ero pronto. Continuare con la scherma, non so, sono decisioni da prendere a freddo. Così sui due piedi direi: fammi fare le valigie che vado casa. Ma magari ci vedremo a Londra».
CANOA E JUDO - Nelle altre gare della giornata, Maddaloni nel judo non riesce a ripetere il percorso che lo portò alla medaglia a Sydney: esce al secondo incontro e non riesce ad approfittare nemmeno della chance del recupero. Delusione ma in ben altri termini per il canoista Molmenti. Impegnato nel k1 slalom è entrato nei 10 della finale. Partito con il settimo tempo (anche a causa di una penalità accumulata) ha spinto al massimo, rischiando molto. Poteva valere una medaglia e lo sapeva, la necessità di recuperare lo ha portato a sbagliare a tre quarti di gara e non in una delle 6 porte in risalita ma saltando una delle porte verdi in discesa.
EQUITAZIONE E VELA - Nelle gare di equitazione che si svolgono a Hong Kong, la squadra italiana del completo ha mostrato una prova di buon livello, piazzandosi sesta ma restando a lungo anche in corsa per il podio nella gara vinta dalla Germania. L'avvio delle regate di vela ha dato alcune conferme e alcune sorprese alla squadra azzurra. Bene i fratelli Pietro e Gianfranco Sibello sui 49er, terzi, risalgono in buona posizione gli equipaggi dei 470 maschili e femminili, ma soprattutto l'oriundo italo argentino Diego Romero Paschetta comincia benissimo nel Laser e per il momento è secondo. Le regate sono ancora tante, ma i segnali complessivi sono positivi. Quanto alla Sensini, resta quarta dopo 4 regate e anche in questo caso la strada fino al 20 agosto, regata finale, è ancora lunga. La difficoltà, per tutti, è quella di affrontare prove tutte condizionate da venti leggeri, cosa che inevitabilmente può portare sorprese nei risultati.
L'Italia del tiro a volo ancora d'argento: nona medaglia dal "double trap"
PECHINO – corriere.it - Il tiro a volo regala un'altra bellissima medaglia all'Italia. E' ancora un argento come quello di Pellielo nel "trap" e lo conquista Francesco D'Aniello nel "double trap", ovvero nella specialità che mette i tiratori alla prova con due piattelli in volo contemporaneamente. D'Aniello è alla sua prima Olimpiade, ma a Pechino è arrivato già nella cerchia dei favoriti, essendo campione del mondo in carica. Un uomo di ghiaccio, ma solo in gara, con il fucile in mano. Perché alla fine si inginocchia a terra e con la testa tra le mani scoppia in lacrime per l'emozione e la gioia.
"GIORNO DA RICORDARE" - La sua gara è stata regolare e perfetta. Ha chiuso le qualificazioni del mattino in seconda posizione, a 4 centri dall'americano Walton Eller che vincerà l'oro, ha mantenuto la posizione nella finale, con grande regolarità, anzi limando il distacco: ha chiuso a tre centri dal vincitore. Il tiratore laziale alla fine non nasconde le emozioni e il pianto di gioia, rannicchiato sul prato, colpisce proprio perchè fino a un istante prima lo si era visto glaciale. "E' una gioia immensa e l'emozione è stata fortissima - spiega poi - E' un giorno da ricordare. Ho lavorato tanto per questo risultato, vale molto più di un Mondiale. Sono stato bravo a gestire il ritorno del cinese, a resistere alla pressione. L'oro? No, oggi Eller era irraggiungibile". Un peccato per l'altro azzurro Daniele Di Spigno, che ha tirato bene e per un solo centro ha mancato l'accesso alla finale nella quale sicuramente non avrebbe sfigurato.
e.g.