La Gazzetta del Sud Africa

Martedì 26 agosto 2008

 

Olimpiadi: chiude Pechino, arrivederci a Londra

 

    Con il simbolico passaggio della bandiera olimpica dalle mani del sindaco di Pechino, Guo Jinlong, a quello di Londra Boris Johnson si è celebrata la fine della ventinovesima edizione dei Giochi Olimpici. Rimane il neo sul silenzio sul mancato rispetto dei diritti umani nel Paese, come dimostra tra l'altro l'espulsione di otto attivisti americani, arrestati la scorsa settimana dopo una manifestazione inscenata per la libertà del Tibet.

    L’Armata Rossa dei 639 atleti messi in campo dalla Cina stravince le Olimpiadi, superando la squadra statunitense, lasciata ad arrancare a distanza di sicurezza fin dai primi giorni. Anche se gli statunitensi conquistano più medaglie (110 contro le 100), i cinesi vincono il medagliere distaccando gli Usa di quindici ori (51 a 36). E potevano essere anche di più senza qualche delusione a sorpresa.

    Hanno mancato l'appuntamento l'ostacolista Liu Xiang, costretto a rinunciare a difendere il titolo olimpico dei 110 da un brutto infortunio, e il cestista Yao Ming, che non è riuscito ad evitare l’eliminazione ai quarti di finale della squadra di pallacanestro. Ma sono emersi nuovi eroi. Almeno due tuffatrici, He Weena (19 anni) e Gio Jinjin (27 anni), sono avviate presto o tardi a carriere di modelle o attrici, che non potranno non essere brillanti. I giornali e i blog sono pieni di lettere di ammirazione anche per la «vecchia» Zhang Juanjuan (27 anni) che ha messo fine al dominio delle donne sudcoreane nella specialità, vincendo una medaglia d' oro nel tiro con l' arco.

    Un neo rimane nell’eterna sfida con gli odiati-amati Stati Uniti, quello di aver perso tutti o quasi i confronti diretti. I campioni e le campionesse cinesi si sono infatti arresi agli statunitensi sia nella memorabile sfida di pallacanestro seguita dal vivo anche dal presidente George W. Bush, in una epica partita all'ultimo punto tra le nazionali femminili di pallavolo (nella quale le statunitensi erano allenate dalla cinese Jenny Lang Ping, peraltro popolarissima), e nel beach volley, dove altre due potenziali attrici, Tian Jia e Wang Jie, si sono dovute arrendere davanti alle intramontabili californiane Kerri Walsh e Misty May-Treanor.

    L’Italia a quota 28 medaglie
    L'oro di Roberto Cammarelle, arrivato a sipario già calato su Pechino così come era stato quattro anni fa ad Atene con quello della maratona di Stefano Baldini, fa chiudere la spedizione azzurra con il nono posto nella classifica generale delle medaglie. Quanto basta, se non per far cantare vittoria, almeno per essere soddisfatti. «Erano Olimpiadi difficili, ma erano anche 24 anni che non superavamo la Francia - ha esordito il presidente del Coni, Gianni Petrucci - Ci siamo mantenuti ai vertici, e non era facile posizionarci tra i primi dieci. Mi risulta che l'Italia sia 46esima sui 126 paesi che partecipano al forum economico di Davos. Qui siamo noni su 204 nazioni: il nostro è un marchio vincente. Non mi sembra che in altri settori sfondino». E sono tanti gli elementi che i padroni di Casa Italia vedono con soddisfazione, in un bottino che però scende rispetto alla precedente edizione dei Giochi. «Abbiamo visto tante facce nuove - ha proseguito Petrucci - e sono belle novità, comprese quella dei pugili. Se avessimo vinto dove eravamo favoriti e anche in quelle discipline dove poi sono emerse le sorprese, adesso saremmo quarti».

    Sullo score pechinese pesa senz'altro la maledizione dei quarti posti: 13 in tutto, due arrivati proprio nell'ultima giornata, con la pallavolo maschile (che però è andata anche oltre le aspettative) e la ritmica, che invece doveva essere medaglia sicura. Medaglie perse, perché ad Atene le «medaglie di legno» furono solo quattro. A Pechino si guadagna in età: quella media degli ori è scesa dai 28.7 del 2004 a 26.5 dell’edizione cinese. Inoltre, quattro su otto “medaglisti” finiti sul gradino più alto del podio erano esordienti. In assoluto l'età media dei “medaglisti” è scesa da 30,47 a 29,84, un ritocco leggero, se si considera che tra le medaglie ci sono quelle di Josefa Idem o Alessandra Sensini, non certo teenagers.

    Ma quelli appena conclusi sono stati Giochi da «record» soprattutto alzando lo sguardo oltre il confine nazionale. «Sono stati 86 i paesi con medaglia sui 204 partecipanti -, ha detto il capo missione azzurra Raffaele Pagnozzi a Casa Italia facendo il bilancio della spedizione azzurra a Pechino - ma sono stati soprattutto i Giochi della svolta: a Pechino c'è stato il cambio dei paralleli e dei meridiani dello sport».

    In Cina si certifica il tramonto dell’Europa, passata dalle 514 medaglie di Sydney alle 453 di Pechino, con 39 ori persi per strada. Cresce invece l'Asia (da 143 medaglie otto anni fa a 213). Nel vecchio continente l'unico vero exploit lo registra la Gran Bretagna, il Paese che ospiterà le Olimpiadi del 2012: è schizzata nel medagliere con 17 medaglie in più rispetto ad Atene. «È salita in maniera incredibile - continua Pagnozzi - e tutto lascia prevedere che in casa potrà puntare al terzo posto nel medagliere finale». Pagnozzi ha elogiato il livello organizzativo dei cinesi e si è rallegrato del bottino azzurro: «Siamo soddisfatti, abbiamo sempre detto che 30 medaglie erano il confine tra un'ottima Olimpiade e un'Olimpiade straordinaria».

    «C'è anche il rammarico - ha continuato -, perché ci sono stati 13 quarti posti». Rammarico per gli sport di squadra che ad Atene avevano registrato un boom (ma questo farà risparmiare il Coni, che per i premi spenderà 3.245.000, la metà di quanto sborsato quattro anni fa con 4 squadre sul podio), ma grande soddisfazione per «l'atmosfera mai avuta in passato».

    Fatto sta che i bookmaker inglesi sono stati meglio del Coni nelle previsioni sul medagliere azzurro. Contrariamente alle 44 medaglie pronosticate dalle elaborazioni statistiche del Comitato Olimpico, la truppa italiana è tornata a casa con 28 podi, cifra pronosticata dai bookmaker e pagata 4 volte la scommessa. – l’unità.it


Stampa il documento

Torna alla HOME PAGE

Torna indietro

 

© Copyright LA GAZZETTA DEL SUD AFRICA Tutti i diritti riservati