PADOVA - Presentato a Padova l’Annual report 2007 di Medici con l’Africa Cuamm, nella storica sede di via S. Francesco.
“Quello espresso dai dati è l’impegno concreto e fattivo della nostra ong per rispondere ai bisogni dell’Africa – ha aperto l’incontro don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm -. In uno scenario internazionale sempre più globalizzato, in cui tutto ha ritmi sempre più veloci, la condizione delle popolazioni africane diventa ancora più difficile, il divario tra Nord e Sud ancora più insostenibile. La crisi alimentare, l’aumento del costo del petrolio… tutto rende difficile la vita in questo continente. E le risposte dei grandi vertici internazionali non bastano o peggio, non arrivano. Nel suo stile, Medici con l’Africa Cuamm, in linea con gli Obiettivi sanitari del Millennio, nel 2007 ha “continuato a fare la sua parte”. “In concreto ha mandato 92 operatori sul campo, dei quali 12 veneti e 4 padovani, ha alimentato 56 progetti principali, ha investito oltre 10 milioni di euro, ha attuato politiche per rendere i suoi ospedali più accessibili ed equi”.
E di equità e accessibilità ha parlato anche il dott. Fabio Manenti, responsabile del Settore Progetti di Medici con l’Africa Cuamm: “L’indice SUO che Medici con l’Africa Cuamm ha adottato è un indicatore semplice che misura l’efficienza e la qualità del servizio offerto. Partendo da unità di misura quali i ricoveri ospedalieri, le visite ambulatoriali, le vaccinazioni, i parti e le visite pre e post-natali si riesce a ottenere un indicatore dell’accessibilità, della equità, dell’efficienza e della produttività del personale. Possiamo dire, e dimostrare, che nel 2007 gli ospedali in cui lavoriamo sono più equi, hanno mantenuto un buon livello di accessibilità e hanno più personale qualificato”.
Il dott. Roberto Gnesotto, esperto di qualità e accreditamento dei sistemi sanitari ha spiegato che “per capire il valore di questi dati dobbiamo conoscere il contesto: Medici con l’Africa Cuamm opera nel continente più povero del mondo, nei paesi più poveri di questo continente, nelle zone più povere di questi paesi. Aree in cui 1 donna su 100 muore di parto (come succedeva in Veneto 100 anni fa) e 1 persona ogni 5 è malata di Aids. I dati riportati in questo Annual report rispondono a un assunto imprescindibile: “Non si può gestire quello che non si può misurare”. Solo misurando quanto fai, puoi capire quale impatto ha sulla salute e puoi davvero migliorare la condizione sanitaria di questi paesi. È quanto fa Medici con l’Africa Cuamm ogni giorno in Africa”.
Ha concluso don Carraro: “L’impegno di Medici con l’Africa Cuamm prosegue da oltre 50 anni. La situazione non sempre è facile, come in Sud Sudan, da cui sono appena tornato, ma i risultati si toccano con mano. A Yirol abbiamo appena riaperto un ospedale e nell’arco del mese di maggio sono state fatte 1.500 visite ambulatoriali, 280 ricoveri, 50 parti di cui 3 cesarei, 88 operazioni maggiori. E il trend è in crescita. Siamo soddisfatti di esserci riusciti, nonostante la guerra civile abbia distrutto tutti i servizi, abbia distrutto nelle persone il “diritto di chiedere, di avere cure e assistenza. Per continuare su questa linea abbiamo naturalmente bisogno dell’aiuto e del sostegno di tutti”. (per il Report 2007:
(http://www.mediciconlafrica.org/upload/download/annualreport_07.pdf.pdf ) (Inform)