La Gazzetta del Sud Africa

Mercoledì 23 luglio 2008

E gli operatori umanitari rapiti in Somalia?
Silenzio sì, ma non devono essere dimenticati

    ROMA – Silenzio sì,  ma non devono essere dimenticati i cooperanti rapiti in Somalia negli ultimi mesi. L’appello viene dalle Ong italiane preoccupate per la sorte di Iolanda Occhipinti, Giuliano Paganini, Abdirahman Yusuf Arale delle Ong Cins e Agrosphere e Mahamuud ‘Abdi Aaden, Faaduma Suldaan 'Abdirahmaan, ‘Ali Mao’, Mahadey Biile dell’Ong Acqua per la Vita.

    Che ne è degli operatori umanitari rapiti in Somalia? Chiedono le Ong italiane. “Abbiamo incoraggiato il silenzio, ritenuto utile alla delicata azione per il rilascio dei rapiti; ed è apprezzabile che esso sia stato osservato dai media, dalla politica, dalle organizzazioni sociali – commenta Sergio Marelli, presidente dell’Associazione Ong Italiane -. Iniziamo però ad essere preoccupati per il passare dei giorni. Ci preoccupa ancora di più, dopo le dichiarazioni riportate recentemente da un settimanale, che il rapimento di Iolanda e Giuliano, i due cittadini italiani di cui particolarmente si occupano le nostre istituzioni, possa diventare pretesto di conflitti di competenza interni alle stesse istituzioni”.

    L’Associazione Ong Italiane sta seguendo il sequestro “con assiduità e particolare impegno, mettendosi a disposizione delle istituzioni fin dal primo giorno, per quanto può competere al proprio ruolo”. “Rimaniamo convinti infatti che simili eventi debbano essere affrontati seguendo la via del massimo coordinamento e integrazione delle conoscenze, delle informazioni e delle intuizioni su realtà che spesso le Ong che vi operano da anni conoscono meglio di ogni altro – aggiunge Marelli - La Somalia è certamente una di queste, vista la loro ininterrotta presenza data la gravissima situazione umanitaria in cui si trova la popolazione somala”.

    Due appelli delle Ong italiane sono stati diffusi in Somalia il 10 giugno  e il 3 luglio attraverso siti web, radio e TV locali, con un significativo coinvolgimento delle organizzazioni della società civile somala.

    “Pur nel rispetto dell’invito al silenzio che continuiamo a ritenere doveroso – conclude Marelli - l’Associazione Ong Italiane apprezza le iniziative che alcune Municipalità hanno avviato per dimostrare che Iolanda, Giuliano e tutti gli altri operatori somali e internazionali rapiti non sono stati assolutamente dimenticati. Per dimostrare che si è vicini ai loro familiari e alla loro trepidazione. Per invitare le istituzioni a fare tutto il possibile per la loro rapida liberazione. Ci auguriamo pertanto che tali iniziative possano ripetersi in varie città italiane, fino al giorno del rilascio di tutti gli operatori rapiti”. (Inform)


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