La Gazzetta del Sud Africa

Giovedì 24 luglio 2008

 

“I segni dell’emigrazione” – di Elio Carozza:
il Cgie guarda al futuro delle comunità nel mondo

    E’ un CGIE che guarda al futuro quello che il Segretario Elio Carozza ha “raccontato” nella prima opera multimediale dedicata agli italiani all’estero, “I segni dell’emigrazione” (edizioni “Il Grappolo”). L’opera, a cura di Tiziana Grassi e Catia Monacelli, con la collaborazione di Giovanna Chiarilli, accanto alle testimonianze dirette di coloro che hanno vissuto sulla loro pelle la vicenda dell’emigrazione, e a quelle degli studiosi, ha voluto dedicare il doveroso spazio anche al CGIE, il “parlamentino degli Italiani all’estero” che rappresenta la voce dei circa 3 milioni di cittadini nonché dei 60 milioni di oriundi che ogni giorno testimoniano, in ogni angolo del mondo, il loro “essere” italiani.

    Il Segretario ha delineato una breve cronistoria del CGIE istituito dalla Legge n. 368 il 6 novembre 1989, e che “nel 2009 – ha ricordato Elio Carozza - con il varo della quarta consiliatura, chiude l’esperienza dei suoi primi venti anni di vita”. Oggi, il Consiglio svolge la duplice funzione di rappresentanza degli italiani all’estero presso tutti gli organismi interessati alle politiche migratorie e di consulenza presso il Governo ed il Parlamento sui grandi temi che riguardano le comunità all’estero.

    Elio Carozza ha poi tracciato un bilancio di questi vent’anni di attività che hanno portato ad una più intensa partecipazione delle comunità all’estero “con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia per assicurare loro la più efficace tutela dei diritti  e l’individuazione di interventi che  facilitino il mantenimento dell’identità culturale e linguistica nei Paesi di residenza”.  Secondo il Segretario, proprio con l'istituzione del CGIE si è compiuto un primo  importante passo nel processo di "partecipazione"  democratica  degli italiani all’estero alla vita del Paese. Il CGIE ha inoltre valorizzato “tutti gli elementi dell’evoluzione realizzata dagli italiani all’estero, li ha fatti propri, ne é divenuto foro di analisi  e di dibattito, dando voce a tutte le  espressioni e  contraddizioni delle comunità all’estero ed a quelle di altre realtà istituzionali”.  Un ruolo che non è certo venuto meno con la presenza dei 18 parlamentari eletti all’estero, pur non sottovalutando la necessità di avviare una riflessione sulla funzione, oggi, del Consiglio, “concretizzatasi in una proposta di legge che punta ad un miglior coordinamento della  propria rappresentatività con i parlamentari e il raccordo con il territorio, con i Comites e con l'immensa ‘rete associativa’ italiana all'estero”.

    Si è inoltre intensificata la sinergia con i Comites e con i Comitati parlamentari della Camera e del Senato: una rinnovata collaborazione che ha prodotto, come ha tenuto a sottolineare Elio Carozza, “benefici effetti”.

    Intanto, in attesa delle elezioni che porteranno al rinnovo dei Comites e dello stesso CGIE,
    oggi l’attenzione del Consiglio è dedicata alle prime generazioni. “Sulla loro condizione – ha ricordato Carozza - è stata  messa a punto un’analisi che ha prodotto un importante documento, base indispensabile per ulteriori approfondimenti nelle diverse aree geopolitiche, e la predisposizione di concreti e mirati interventi di sostegno”. 

    Ma grande considerazione è stata riservata anche alle nuove generazioni, un patrimonio che l’Italia non intende perdere e che anzi, dopo diversi incontri in programma in tutto il mondo, “porterà” in Italia proprio quest’anno grazie alla realizzazione della Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Un’attenzione che si intende concretizzare anche riservando ai giovani lo spazio necessario, attivo, nel mondo dell’emigrazione.“E’ un impegno prioritario dell’attuale CGIE, d’altra parte, assicurare un ricambio generazionale alle leadership del mondo italiano all’estero per evitare la dispersione di risorse e di esperienze, spesso paventate, e di cui l’Italia non può  e non deve privarsi. 

    Un valore inestimabile – ha sottolineato Carozza ne “I segni dell’emigrazione”, opera che verrà presentata il prossimo 10 settembre al Circolo degli Affari Esteri - che l’Italia possiede e che nell’associazionismo italiano all’estero ha trovato il  proprio sostegno e  motore, di cui il Consiglio Generale ha colto l’esigenza per un reale  passaggio di testimone dalle vecchie alle nuove generazioni dei figli e nipoti dei connazionali  all’estero”.

     


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