La Gazzetta del Sud Africa

Giovedì 24 luglio 2008

 

Euro African Partnership: amministratori di Banka
(Camerun) parlano al Consiglio regionale della Toscana

    FIRENZE - “Quando l’accesso all’acqua potabile è possibile solo per il 30 per cento della popolazione non si può parlare di salute; senza salute e senza formazione non c’è sviluppo delle popolazioni locali, né si può parlare di economia quando mancano le strade e l’energia elettrica. Senza reddito i Comuni non possono far pagare tasse, e senza danaro non riescono a fornire servizi, neppure quelli primari”.

    Bernard Cheumaga, vicesindaco del comune di Banka, Camerun, e la consigliera comunale Bernardette Tchauboum, hanno introdotto così le ragioni della visita  che li ha portati in Consiglio regionale della Toscana, ad incontrare il segretario questore Bruna Giovannini. Perché, hanno detto, “come amministratori abbiamo il dovere di investire sulla cooperazione con altri enti locali, e pensiamo che il Consiglio regionale possa darci un sostegno importante”. Come quello che hanno trovato nei progetti condivisi con alcuni comuni del Valdarno aretino, e in specie con quello di Terranuova Bracciolini, rappresentato all’incontro di stamani dal vicesindaco, Fernando Poccetti e dalla consigliera Sabrina Falcioli. Un’intesa “territoriale” tra enti locali che, per l’incontro in Palazzo Panciatichi, ha potuto contare sull’interessamento del consigliere Mauro Ricci, Pd. Sul tavolo, il sostegno convinto del Consiglio regionale alle partnership tra enti locali, utili allo sviluppo delle comunità africane.

    Un impegno che l’assemblea toscana ha assunto direttamente promuovendo, insieme all’Onu, il progetto “Euro African Partnership”, affidato dall’Ufficio di presidenza alla consigliera Giovannini. La rappresentante del Consiglio, richiamando il seminario internazionale dello scorso giugno in Consiglio regionale con amministratori africani, ha citato lo studio condotto dalla Scuola Superiore S.Anna di Pisa, per ribadire che “un maggior livello di decentramento amministrativo corrisponde ad un più alto livello di benessere per le comunità locali, a maggiore quantità e qualità dei servizi, a cominciare proprio da sanità e istruzione”.

    Un aspetto che la consigliera ha spinto oltre le ragioni generali di una governance sempre più vicina alle comunità amministrate, legandosi al più ampio obiettivo di “promuovere la pace e la convivenza fra tutti i popoli”, e rivendicando alla Toscana una conclamata “capacità e volontà di rapporti di collaborazione e cooperazione”.

    La delegazione camerunense ha fornito dati utili a comprendere lo stato di emergenza su alcuni settori di primaria importanza. Così, parlando di sanità, il vicesindaco Cheumaga ha precisato che ci sono 5 centri di salute per curare una popolazione di 30mila abitanti, e la disponibilità di un infermiere ogni 2000 persone. Gli ospedali del luogo non dispongono di una tac, per cui chi ne ha bisogno deve ricorrere alle cure dell’ospedale della capitale che dista 400 km da Banka (un viaggio reso ancor più difficile dalla mancanza di strade), mentre l’intero Camerun dispone di soli due apparecchi per l’emodialisi. In particolare, gli amministratori africani hanno chiesto che apparecchi e macchinari ancora funzionanti, quando sostituiti nelle nostre strutture sanitarie per aggiornamento tecnologico, possano essere trasportati in Camerun, magari facendo anche dei corsi di formazione sul posto per il loro utilizzo.

    Proposte che Mauro Ricci ha fatto proprie, definendo “essenziale che la Regione si impegni per venire incontro a richieste che appaiono perfino ‘piccole’, e che pure rivestono una fondamentale importanza per le vostre popolazioni”. Il consigliere ha ribadito l’importanza “di uno sviluppo che permetta a ciascun popolo di poter vivere nella propria terra”. (cam/Inform)

     


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