La Gazzetta del Sud Africa

Lunedì 6 ottobre 2008

 

Vincono Udinese e Inter e raggiungono la
Lazio in testa mentre Juve e Roma affondano

 

    corriere.it - La sesta giornata del campionato di Serie A sancisce la crisi di Roma e Juventus mentre l’Udinese aggancia Lazio e Inter in testa alla classifica. Ricco di gol e di sorprese il pomeriggio della sesta giornata di Serie A. La Juve è stata sconfitta 2-1 in casa dal Palermo: dopo il vantaggio di Fabrizio Miccoli e il pari di Alessandro Del Piero, la gara è stata decisa nel finale dal giovane georgiano Mchedlidze. Male anche la Roma, che a Siena ha rimediato il terzo ko esterno consecutivo, firmato dal gol di Mario Frick. Soddisfazione invece per l’Udinese, che ha battuto 2-0 il Torino grazie alla doppietta di Fabio Quagliarella e si ritrova al comando, a quota 13 punti, insieme ad Inter e Lazio e con un punto su Palermo e Atalanta. La formazione bergamasca ha superato 4-2 in casa la Sampdoria. Importante successo esterno per la Fiorentina, che è andata a vincere 2-0 in casa del Chievo, mentre si conferma insuperabile in casa il Genoa, che ha domato 3-2 il Napoli. Pareggio 1-1 a Reggio Calabria tra Reggina e Catania.

    IL MILAN PAREGGIA A CAGLIARI - Primo punto per il Cagliari, primo pareggio per il Milan. Finisce 0-0 il posticipo della 6^ giornata di campionato. Partita noiosa quella del Sant'Elia con pochi acuti e un Milan irriconoscibile rispetto a quello di 7 giorni fa che superò l'Inter nel derby. Inizia bene il Cagliari che con Fini e Cossu mette in crisi la difesa rossonera. Il Milan risponde al 12' ma Marchetti è bravo a chiudere su Pato. La partita la fa il Cagliari che, al 20', va vicinissimo al gol. Larrivey fa tutto bene, salta Abbiati e Maldini ma si allarga troppo, perde l'equilibrio e di destro manda fuori a porta vuota. Nella ripresa, al 4', Ambrosini prova un sinistro da quasi 40 metri, Marchetti si salva in angolo. All'8' ci prova Kakà, alto di poco il suo destro. Al 19' il Milan rischia grosso: un rimpallo consente ad Agostini di presentarsi tutto solo davanti ad Abbiati, l'esterno rossoblù mette clamorosamente fuori da pochi metri. La risposta del Milan è affidata ad un bel diagonale di Pato che esalta Marchetti. Ancelotti cambia dentro Sheva e Inzaghi, fuori Pato e un pessimo Ronaldinho. Rossoblù vicini al gol nel recupero con Fini e Conti. Finisce 0-0, il Cagliari fa il primo punto del suo campionato dopo 5 sconfitte consecutive, il Milan si porta a quota 10.

    FISCHI PER RANIERI E GIOCATORI - Alla fine all'Olimpico di Torino sono arrivati anche i fischi: la Juve si sbriciola mentre il Palermo ha portato a casa 3 punti. I rosanero passano 2-1 allo stadio Olimpico di Torino e aprono ufficialmente la crisi della formazione allenata da Claudio Ranieri. Senza vittorie da 3 partite,incassa il primo k.o. tra le mura amiche e rimane a 9 punti. C'è Giovinco come trequartista alle spalle della coppia Amauri-Del Piero, ma l'attacco non lascia praticamente tracce. Il portiere rosanero Amelia deve solo bloccare una prevedibile punizione di Del Piero, poi può limitarsi a guardare. Poco lavoro anche per Buffon, che ringrazia Sissoko per un provvidenziale intervento al 19': il centrocampista chiude su Cavani e gli impedisce di battere da pochi metri. Il campanello d'allarme non scuote la Vecchia Signora, che continua a sonnecchiare e viene punita al 24'. Buffon replica a Cavani, ma nessuno si preoccupa di Miccoli: comodo tap-in e Palermo avanti 1-0. Per svegliare la Juve serve un jolly di Del Piero al 39'. La punizione del capitano trova la collaborazione di Amelia, che si fa battere sul suo palo di competenza: 1-1. I boanconeri riescono subito a complicarsi nuovamente la vita: Sissoko rimedia due cartellini gialli in meno di 5 minuti: espulso e padroni di casa in 10. Nonostante l'inferiorità numerica, la Juventus prova a fare la partita e si rende pericolosa al 54' con Marchisio: diagonale al volo, palla fuori di poco. Il Palermo fatica a sfruttare l'uomo in più e autorizza Ranieri a rischiare: dentro Camoranesi e fuori Poulsen al 65'. Di colpo, i rosanero scoprono la possibilitá di colpire in contropiede nelle praterie che la Juve mette a disposizione. Ad approfittarne all'85' è il 18enne Levan Mchelidze. L'attaccante si infila nel cuore della sgangherata difesa bianconera e brucia Buffon: 2-1. La Juve cerca di raddrizzare la situazione con un confuso forcing finale: missione fallita, il Palermo vince e vola a 12 punti con la quarta vittoria ottenuta nelle 5 partite con Davide Ballardini in panchina. Lui fa festa, Ranieri decisamente no.

    LA ROMA A SIENA RITROVA LA SUA CRISI - La Roma naufraga anche a Siena e la crisi continua. Dopo la vittoria a Bordeaux in Champions, i giallorossi non riescono a confermarsi in Toscana, in campionato, dove escono sconfitti per 1-0, chiudendo in nove uomini, e restano così invischiati a centro classifica a 7 punti con la formazione di Giampaolo che sale ad 8. La rete decisiva arriva in chiusura di primo tempo con la difesa giallorossa che consente a Frick di battere in disturbato Doni. Rispetto alla trasferta in terra francese Spalletti lancia dal 1' Baptista al posto dell'indisponibile Vucinic. Nel Siena le due novità, rispetto allo schieramento sconfitto ad Udine, sono l'inserimento a sinistra in difesa di Del Grosso, preferito a Rossi, e quello di Frick al posto di Calaiò in attacco. Roma che spinge e Siena che riparte velocemente di rimessa. Il risultato premia l'atteggiamento dei toscani che riescono a rispondere colpo su colpo ai giallorossi, rendendosi costantemente pericolosi grazie all'ottimo movimento sugli esterni di Frick e Maccarone che in più di un'occasione hanno messo in difficoltá il portiere della Roma, grazie anche alle molte disattenzioni di Cicinho e Riise. E non è un caso che proprio in questa maniera nasca l'1-0 al 46', siglato da Frick su assist dalla destra di Maccarone. La Roma attacca senza mai forzare i ritmi, sciupando più di un'occasione, tre in particolare nel primo tempo, la prima al 25' con Taddei che scarica in porta da buona posizione ma Curci respinge con i piedi; al 27' occasione clamorosa per Perrotta. Taddei dalla destra centra basso per il centrocampista che da pochi passi non arriva per un soffio all'appuntamento con la deviazione vincente; al 36' altra ghiottissima occasione per De Rossi, che solo davanti a Curci, salta il portiere ma si allunga troppo il pallone e conclude sull'esterno della rete. La manovra della Roma anche nella ripresa non sembra fluida ed è troppo lenta con spazi larghi per il Siena che in contropiede con Maccarone e Kharja sfiorano il raddoppio in un paio di occasioni dove è bravo Doni a respingere. Al 21' la Roma resta in dieci uomini per l'espulsione per protesta di Mexes che era giá ammonito. Il Siena controlla la partita e la Roma non trova più il bandolo della matassa, che si complica ulteriormente al 29' con l'espulsione, per doppia ammonizione, anche di Panucci, arbitro troppo fiscale ma Roma che resta in nove uomini. Spalletti cerca di rimettere apposto la squadra con gli ingressi di Okaka, Brighi e Juan e il giallorossi soffrono meno di quando erano in 11, ma non riescono a trovare la rete del pareggio e la maledizione in terra Toscana continua.

    L'INTER TORNA AD AVANZARE - I due gol che hanno siglato il successo neroazzurro portano la firma di Ibrahimovic, autore del primo vantaggio interista al 25° del primo tempo, e Adriano, che ha messo a segno un rigore concesso per un fallo di mani pochi minuti dopo la ripresa. Dopo soli sei minuti dal penalty azzeccato del brasiliano, il Bologna aveva accorciato le distanze con un gol di Moras, bravo ad aprofittare di un malinteso tra Zanetti e Cordoba per battere Julio Cesar. Ma la squadra di Mourinho è riuscita a controllare il resto della partita, approfittando così dello scivolone dei laziali all'Olimpico.

    ZARATE E PANDEV FANNO CILECCA - Il Lecce aveva addirittura sfiorato il colpaccio all'Olimpico, dove si era portata in vantaggio al 25° del primo tempo con Simone Tiribocchi, che aveva approfittato di una disattenzione di Carrizo. Poi ci ha pensato Simone Inzaghi, quasi allo scadere, a insaccare il gol del pareggio laziale. Non è stata una brutta Lazio e anzi avrebbe meritato qualcosa di più se Pandev e compagni non avessero sbagliato l'impossibile. Zarate era meno ispirato del solito, ma sul piano del gioco c'è ben poco da ridire. Va dato comunque il giusto merito al Lecce che ha fatto la sua partita cercando di chiudere più spazi possibili sfruttando le ripartenze.


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