La Gazzetta del Sud Africa

Mercoledì 17 settembre 2008

 

Toro Rosso: vincere senza soldi

 

      E' nata una stella? Inutile negarlo: il giorno dopo la vittoria di Vettel a Monza tutti ormai parlano del nuovo fenomeno, fino al punto di presagire già un sicuro futuro Ferrari per lui. Vedremo. Una cosa è certa: senza Toro Rosso sotto il sedere il giovanissimo pilota tedesco non sarebbe andato da nessuna parte. La macchina infatti, come si dice in gergo, "c'è". Va forte, non si rompe. E non è un caso che la stessa Red Bull, la scuderia madre, sia stata superata anche nella classifica costruttori dalla Toro Rosso.

      Certo, parte di questo merito va anche all'apporto del V8 Ferrari. Motore che nel 2009 dovrebbe equipaggiare anche il team del magnate delle bevande energetiche visto il deludente apporto del Renault Megachrome. Ma chissà, vedremo. Quello che è certo è che questo successo è made in Faenza, dove ha sede la Toro Rosso: e sentire domenica l'inno tedesco seguito da quello italiano ha risvegliato antichi ricordi in tutto il mondo della F1.

      La Toro Rosso infatti ha sede proprio dove una volta c'era la Minardi, lo storico team fondato nel 1985 da Giancarlo Minardi e che con dodici meccanici, un progettista e un solo proprietario si lanciò a testa bassa nel circus della F1. Nel 2001 lo storico passaggio di proprietà che ha visto la scuderia passare nelle mani del miliardario Dietrich Mateschitz, padrone dell'azienda di bevande Red Bull e l'ex pilota Gerhard Berger. La società è divisa fra i due al 50% e oggi i dipendenti sono poco meno di 200, ossia nulla rispetto ai mille dei top team. Stesso discorso per i soldi: il budget oggi supera i 70 milioni di euro (una quindicina dei quali servono per pagare i motori che arrivano dalla Ferrari), una miseria visto che Toyota, Ferrari e Mclaren spendono più di dieci volte tanto.

      Possibile quindi che la Toro Rosso batta team che spendono oltre un miliardo di euro a stagione? Possibile. E il bello è che stavolta è una questione di uomini, Vettel a parte: da Maranello arrivano un gruppetto di eroi coordinati da Umberto Benassi, uno dei meccanici che hanno fatto la storia dei successi del Cavallino. Non solo Berger è un ex pilota di grandissima esperienza, affiancato da una specie di mito nel settore: il direttore tecnico Giorgio Ascanelli, il "meccanico e stratega di Senna", l'uomo che è probabilmente il principale artefice del successo di domenica con la sua enorme esperienza.

      Che ne sarà ora della Toro Rosso? Mistero: la scuderia è ancora ufficialmente in vendita, ma visti i risultati, Dietrich Mateschitz probabilmente cercherà di vendere la Red Bull e tenersi stretta la Minardi, pardon la Toro Rosso... – repubblica.it

     

 


Stampa il documento

Torna alla HOME PAGE

Torna indietro

 

© Copyright LA GAZZETTA DEL SUD AFRICA Tutti i diritti riservati