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Il Milan travolge per 4-1 il Bologna ma la valanga rossonera non basta ad insidiare l'Inter che resta da sola in vetta alla classifica battendo la Sampdoria 1-0 nel posticipo. Rossoneri a sei punti. A meno tre la Juve, vittoriosa nell'anticipo di sabato per 1-0 sulla Fiorentina. E la ventesima giornata è ancora una volta stata piuttosto difficile per gli arbitri. Mourinho se la prende con Celi e parla anche di errori pro Juve e Roma. E dopo gli errori di Saccani in Juve-Fiorentina infatti, ha fatto molto discutere anche l'arbitraggio di Morganti in Napoli-Roma. I napoletani, sconfitti alla fine per 3-0, nel primo tempo si sono visti annullare un gol per un dubbio fallo di mano di Zalayeta, mentre la Roma ha segnato il primo gol con Mexes che si trovava probabilmente in fuorigioco. Da segnalare la vittoria per 4-1 del Cagliari sulla Lazio e del Palermo per 3-2 sull'Udinese. Questi gli altri risultati del pomeriggio di domenica: Lecce-Torino 3-3, Genoa-Catania 1-1, Siena-Atalanta 1-0. Nel posticipo pomeridiano di sabato il Chievo aveva superato la Reggina in trasferta per 1-0.
INTER - SAMPDORIA- Adriano colma l'assenza di Ibrahimovic e nel recupero del primo tempo firma l'1-0 a favore dell'Inter nel posticipo dei nerazzurri contro la Sampdoria. Partita tesa, con l'espulsione dell'allenatore dei nerazzurri José Mourinho, decisa al 41esimo del primo tempo dall’arbitro Domenico Celi per le proteste del tecnico contro un'ammonizione a Stankovic. Inter senza Ibrahimovic, Sampdoria senza Cassano e con tanti problemi in difesa. La gara stenta a decollare, solo conclusioni dalla distanza e poche palle-gol. Al 30esimo Raggi salva su Adriano impedendo un colpo di testa a botta sicura. Al 40esimo espulso Mourinho per proteste. L'Inter passa al 47esimo con Adriano che batte Castellazzi sfruttando un assist di Maicon dalla destra. Nella ripresa gara molto più vivace, la Sampdoria perde prima Gastaldello, poi Raggi, gli unici due difensori di ruolo a disposizione di Mazzarri. Nerazzurri vicini al raddoppio in due occasioni con Stankovic che prima impegna Castellazzi e che poi, al 17esimo, centra la traversa. Un minuto dopo Cordoba salva su Pazzini. Al 22esimo Castellazzi respinge un destro di Muntari, mentre al 35esimo la Samp chiede un rigore per un contatto dubbio Cordoba-Pazzini. L'ultimo tentativo è di Dessena al 95esimo, Julio Cesar si salva in angolo. Finisce 1-0 per l'Inter che riscatta il ko di Bergamo e mantiene le distanze dalle inseguitrici. Per la Samp, 20 punti e terza sconfitta consecutiva.
MOURINHO CONTRO GLI ARBITRI - Al termine della partita l'allenatore portoghese espulso se la prende con l'arbitro Celi e non solo: «Preferisco non commentare Celi perché altrimenti dovrei commentare anche quello che è successo oggi o ieri in altri stadi - ha dichiarato a Sky il tecnico nerazzurro -. Non ho mai parlato male degli arbitri italiani, però mi sembra che questo fine settimana è stato chiaro. Io - prosegue il portoghese - sono stato espluso perché ho detto all’arbitro che aveva paura, nel primo tempo sono arrivati tanti cartellini gialli per noi, 3 minuti di recupero nel primo tempo, 6 nel secondo tempo». È proprio l’entità del recupero a risultare sospetta per Mourinho: «Cosa era successo per dare quel recupero? Che l’Inter vinceva 1-0. L’unica cosa che giustifica quel recupero è la nostra difficoltà, se la Sampdoria avesse pareggiato non avrebbe dato 6 minuti, ma 1 o 2». L’affondo nei confronti del direttore di gara non si esaurisce qui: «Mi sembrava troppo contro di noi. Lui era troppo sotto pressione, dopo quello che è successo ieri e poi oggi. Mercoledì si era parlato tanto del nostro gol con 10 centimetri di fuorigioco - ha ricordato Mourinho in relazione al match di Coppa Italia con la Roma -. Gli errori a favore della Juventus? Ci sono errori ed errori, preferisco non parlare. Oggi il gol di Mexes (per la Roma sul campo del Napoli, ndr) era in netto fuorigioco. Oggi poi è arrivato un arbitro senza esperienza, con un osservatore (Pierluigi Collina, designatore arbitrale, seduto in tribuna, ndr) che fa paura e mette troppa pressione».
BOLOGNA-MILAN - Il Milan cala il poker vincente a Bologna e rafforza la propria candidatura per lo scudetto. I rossoneri passano 4-1 in casa dei rossoblu e aprono nel modo migliore il girone di ritorno. La formazione di Carlo Ancelotti non brilla per solidità difensiva, ma in attacco ha risorse in abbondanza per fare bottino pieno sul campo di una squadra imbattuta nei precedenti 9 turni. La vittoria al Dall'Ara porta soprattutto la firma di Ricardo Kakà, che mette lo zampino nella prima rete rossonera e ne sigla altre 2. Anche Beckham, però, si guadagna applausi e titoli con il primo gol della sua avventura italiana. L'inglese fa centro nel secondo tempo, quando la partita è però virtualmente chiusa. Ci aveva pensato Kakà infatti con due reti a mettere al sicuro il risultato. Tutto, o quasi, succede nel primo tempo. I 17 minuti iniziali, in particolare, sono un concentrato di emozioni. Il Bologna sfonda al 9' quando Amoruso si procura un rigore per un intervento a sandwich di Maldini e Senderos. Di Vaio non sbaglia dal dischetto e col 15° centro stagionale firma l'1-0. La reazione rossonera è veemente e la situazione viene rivoluzionata in 4 minuti. Il Milan pareggia i conti al 13' con Seedorf: l'olandese piomba su una respinta corta di Antonioli, in affanno su conclusione di Kaká, e l'1-1 è cosa fatta. Il ribaltone è completo al 17', quando l'arbitro Tagliavento giudica da rigore un contatto tra Bombardini e Zambrotta. Kakà trasforma, 2-1. Alla fine del primo tempo il bolognese Mudingayi viene espulso. In superiorità numerica, il Milan non si fa pregare e chiude subito i conti con Kaká: sinistro da fuori area, palla a fil di palo e 3-1. Poi ci penserà Becckham nella ripresa a siglare il 4-1.
NAPOLI-ROMA - La Roma batte per 3-0 il Napoli al San Paolo e lo raggiunge al quinto posto in classifica a soli 3 punti dal Genoa che per ora ha in mano l'ultima piazza valida per la Champions. Ma la partita del San Paolo, come quella di sabato all'Olimpico di Torino, fa discutere ancora una volta per i presunti errori arbitrali. La Roma, occorre chiarirlo subito, vince meritatamente, ma il primo gol era viziato da una posizione di fuorigioco di Mexes l'autore della rete,, non rilevata dal guardalinee. Inoltre poco prima al Napoli era stato annullato un gol di Zalayeta per un dubbio fallo di mano dell'attaccante uruguaiano. Poi la Roma colpiva ancora grazie ad un colpo di testa di Juan da calcio d'angolo e la partita era finita. Nella ripresa andava ancora a segno Vucinic che rendeva più rotonda la supremazia dei giallorossi, ottimi anche in fase di contenimento.
LE ALTRE PARTITE - Il risultato più sorprendente della prima giornata di ritorno però è forse la vittoria per 4-1 del Cagliari sulla Lazio con ben due calci di rigore falliti dai padroni di casa.
JUVE -FIORENTINA - Vittoria sofferta dei bianconeri sulla Fiorentina nell'anticipo di sabato. Il gioco si è sbloccato al 21', quando Marchisio ha segnato grazie a uno splendido assist di Del Piero. Al 33' la Fiorentina ha sfiorato il pareggio con il colpo di testa di Santana che ha colpito la traversa. Nel secondo tempo occasioni su entrambi i fronti ma i tre punti vanno nella cassaforte bianconera. La Juventus si porta momentaneamente al primo posto in classifica, al fianco dei nerazzurri di Mourihno, con 43 punti. Alcune decisioni arbitrali hanno scatenato polemiche, come il rigore negato al 10' alla Fiorentina dall’arbitro Massimiliano Saccani, su fallo di Olof Mellberg ai danni di Stevan Jovetic e il gol annullato ad Alberto Gilardino per un fuorigioco inesistente. È la terza sconfitta consecutiva per la Fiorentina, ferma al settimo posto a quota 32.
LO SFOGO DI DELLA VALLE - E contro l'arbitraggio di Saccani si è scagliato il presidente viola Andrea Della Valle, che ha comunque fatto i complimenti alla squadra: «I ragazzi sono stati fantastici e hanno giocato alla pari contro una grande squadra». Ma sul rigore negato e il gol annullato attacca: «Sono disgustato e indignato. Vedo un atteggiamento continuo delle terne arbitrali nei nostri confronti da varie partite, da quel famoso gol di mano di Alberto Gilardino a Palermo. Noi ci teniamo a lanciare sempre un messaggio di fair play, ma questa sera sono disgustato perché si è trattato di episodi netti, ce li devono spiegare». Della Valle chiama in causa il designatore Pierluigi Collina: «Io non mi so dare spiegazioni, ma le pretendono la squadra e la città di Firenze. E dopo quello visto prenderò delle decisioni, la nostra pazienza è arrivata al limite. C'è buona fede, ma non ce la facciamo più, meritiamo rispetto. Mi aspetto spiegazioni su questo atteggiamento da Collina». |