La Gazzetta del Sud Africa
Lunedì 22 giugno 2009

 

 

 

 

 

Italy 0 Brazil 3

 

    By Francesco Migliore

    After the loss to Egypt certain elements of the Italian media called them mummies, after tonight they may as well call them the invisible men. For the third game in a row the Azzurri never bothered arriving for the first half, and while the Americans and Egyptians did some damage, the Brazilians massacred them. In essence the game was done and dusted by the half time whistle as a contest, but this was no ordinary game for a loss could still allow Italy to qualify for the semi finals if the result in the U.S.A. Egypt game went to the Americans.

    Well, the Americans did their bit and some. In thumping Egypt 3-0 they gave themselves hope of qualification and at the same time kept Italian flags aloft. Any sort of Italian score would have been sufficient to sneak through the back door and hopefully improve in the semis. True to form in this tournament the Brazilian net was far too elusive for the out of sorts Azzurri. Each and every player in the light blue performed so poorly that to call the effort weak would be a lie. It was much worse than that.

    Brazil controlled the play from the first whistle until the last; maybe relinquishing their grip slightly after the hour mark, but by then the game was won. Even during this period of Italian revival, the ability to score seemed a lost art and one which will be hard to find judging by Sunday’s effort. The best chance fell at the feet of de Rossi, Julio Cesar had a momentary lapse and chased the ball to the corner flag, lost it and found himself 20 yards from goal with Italy facing an open goal. De Rossi collected the pass at the edge of the box slap bang in front and unbelievably chose to play it to Pepe on the right flank. The fact that it took a great block from the Brazilian defence to deny Pepe is neither here nor there; the responsibility was passed on and with it the best chance at qualification. An  altogether common occurrence in this Azzurri set up.

    The usually combative midfield was asleep. The second Brazilian goal started when Camoranesi was dispossessed far too easily, played wide only for the cross to be imprecise allowing de Rossi to clear the ball. Problem is that de Rossi missed the ball with his sliding effort and the simplest of chances presented itself to Fabiano who gratefully accepted his second goal in 5 minutes. Two minutes later Dossena scored the only goal for the Italians, pity it was past a flailing Buffon into his own net. In a matter of 8 minutes Italy collapsed from outplayed but still on even pegging to outplayed and a long way behind. Buffon several days commented that they would judge their effort not by their continued presence in the cup, but by how they would perform against Brazil. Well, Italy is not several paces behind but rather not on the same pitch.

    Pirlo, de Rossi, Camoranesi, Iaquinta, Toni, Montolivo and Zambrotta keenly contested the prize for least effective player on the night. Toni played a part in all three games and I still have not seen him control a pass let alone do anything remotely dangerous. Pirlo played one good pass in the 93rd minute of the opening game against the Americans. So for their consistency in achieving nothing and promising even less they get the award for worst offenders. The rest of the line up will have to be satisfied with honourable mentions.

    I realize it is unfair to criticize individuals in what is supposedly a team effort but if the number of individuals is more than half the team, then it can be inferred that as a team they failed. The fact that the players must be tired cannot be overlooked, but this is not as serious a problem as the lack of interest in the event, as I mentioned before the start of the competition. To put it bluntly, I believe, that the Azzurri where never interested in playing and this showed in the poor results and their early exit. Which in itself may be a good thing, the players get the rest they wished for and the spectators are not forced to watch the world champions debase themselves in this manner. The nations which wanted this the most have qualified and this can only be good for the game. Sunday’s effort by Italy surely is not.

    Il Brasile dà spettacolo: Italia travolta e fuori

    PRETORIA (Sud Africa) – gazzetta.it - L’Italia torna a casa dal Sud Africa con sul groppone la seconda sconfitta della sua Confederations Cup, e i tre gol beccati dal Brasile. Una punizione, più ancora che un’eliminazione. Merito ai verdeoro di Dunga, spettacolari, colpa degli azzurri di Lippi, che sembrano lo spot del "vorrei, ma non posso". Ci sarebbe bastato un golletto per andare avanti in un girone stradominato dal Brasile, nel quale tra Italia, Egitto e Usa si è qualificato (gli States) chi ha fatto meno peggio. Un k.o. pesante, che aprirà processi sportivi sul cambio generazionale da accelerare, e sull’effettivo valore attuale di questo gruppo, che ha mostrato tutte le sue rughe, ma ha ricevuto anche poco dai ricambi. Ma, al di là di tutto, il Brasile stasera ha regalato agli appassionati e rumorosi spettatori del Loftus Stadium di Pretoria un trattato di calcio da battimani. La possibile, anzi probabile, finale con la Spagna sarebbe da leccarsi i baffi.

    L'ITALIA CI PROVA — Entra in campo con un discreto piglio, decisa a fare la partita. D’orgoglio. Ma dopo pochi minuti si vede subito che questo Brasile stasera è di un’altra categoria. Passaggi a uno-due tocchi, stop morbidi, palloni filtranti di Robinho e Kakà per un Luis Fabiano che tiene fede al soprannome di O Fabuloso. E’ proprio lui a mettere Ramires solo davanti a Buffon: incrocio dei pali. La scampiamo.

    LAMPO NEL BUIO — Quello di Camoranesi, forse il più ispirato degli azzurri. Lo juventino ci prova di prima intenzione, e con un destro in diagonale dopo un rimbalzo mette i brividi a Julio Cesar. Tutto qui. Per l’Italia. Il Brasile invece ha solo cominciato il suo show.

    EGITTO SOTTO — La Seleçao colpisce un altro legno. Stavolta Buffon è salvato dal palo, quando De Rossi devia verso la propria porta un cross di Lucio. Ci va ancora bene. Ma non può durare. E dire che l’Egitto perde, e saremmo qualificati. Perché il portiere africano, El Hadary, che contro di noi aveva fatto il fenomeno, regala il vantaggio agli Usa.

    MAREGGIATA GIALLA — Ma Buffon si vede spuntare davanti avversari da tutte le parti. Il destino della gara è inevitabile. Il Brasile segna quando il tiro di Maicon si trasforma in un assist per Luis Fabiano, tenuto in gioco da Cannavaro. Il centravanti del Siviglia segna con un destro incrociato. Lippi cambia: fuori Iaquinta, un po’ acciaccato e molto fuori dal gioco, e dentro Pepito Rossi. Ma non basta. C’è poco da fare. Arriva il meraviglioso raddoppio del Brasile. Azione Kakà-Robinho-Luis Fabiano, che segna con un tocco morbido.

    PUNIZIONE — Allo scadere ne becchiamo un altro. In contropiede. La nostra arma. Robinho se ne va sulla sinistra, centra per Ramires, anticipato da Dossena, che spiazza Buffon e mette nella propria porta il 3-0 verdeoro. All’intervallo siamo già sull’aereo verso casa.

    RIPRESA — Avrebbe poco da dire. C’è Pepe al posto di Montolivo, partito bene e poi naufragato. Come tanti suoi compagni. Il Brasile fa quello che gli riesce meglio, possesso palla. Al rallentatore, con i suoi ispirati palleggiatori. L’Italia attacca da copione, ma non ha nè la forza nè il morale per fare paura a Julio Cesar.

    SUPER USA — Ma le emozioni arrivano dagli altri campi. Gli Usa segnano ancora due volte e ci rimettono in corsa, ci basta un gol per qualificarci e affrontare la Spagna in semifinale. Lo sfioriamo anche, in un paio di occasioni, con Gilardino e Pepe, che come Rossi portano freschezza. Ma perdiamo 3-0. E usciamo dalla Confederations Cup a testa bassa, stritolati da un grande Brasile.

    Riccardo Pratesi – gazzetta.it

    Confederations Cup - Brasile troppo forte, Italia disintegrata

    Una vittoria - all'esordio - due sconfitte con tre gol all'attivo e ben 5 subiti. L'Italia dice addio alla Confederations Cup con questi numeri, ma soprattutto lo fa nel peggiore dei modi, ovvero al termine di una partita dove gli Azzurri vengono costantemente schiacciati da un Brasile nettamente più forte. Nel calcio, però, esistono sconfitte e sconfitte, ma quella contro Kakà e compagni rischia seriamente di rompere il famoso gruppo su cui Lippi ha costruito il trionfo tedesco e sul quale il CT sembra voler puntare forte anche tra un anno proprio in Sud Africa. Gruppo che il tecnico viareggino aveva difeso a spada tratta anche dopo la sconfitta con l'Egitto e alla vigilia del match proprio col Brasile, sottolineando ancora una volta la forza di questo progetto.

    La battuta d'arresto contro i Faraoni era stata forse il primo campanello d'allarme, la lezione brasiliana la conferma che forse è il caso che Lippi riveda i suoi piani. Il tecnico viareggino presenta il solito 4-3-3 con Dossena schierato - a sorpresa - al posto di Grosso a sinistra della difesa azzurra (composta dai soliti Zambrotta, Chiellini e Cannavaro), mentre a centrocampo Montolivo ruba una maglia da titolare a Gattuso al fianco di Pirlo e De Rossi; in attacco, invece, spazio al tridente composto da Camoranesi-Iaquinta-Toni. Parlare di nomi, però, sarebbe ingiusto visto che è tutta la squadra a giocare male, anzi malissimo dove nel primo tempo tiene solo nella prima parte prima di crollare sotto le accelerazioni brasiliane che infilano con estrema facilità la difesa azzurra. Julio Cesar non viene mai impegnato, mentre al 6' è l'incrocio dei pali a salvare Buffon sul tiro di Ramires, mentre quattro minuti dopo è il coraggioso intervento di Cannavaro a salvare tutto sul colpo a botta sicura di Kakà.

    Il Brasile è micidiale in contropiede, quando può distendere tutto il proprio potenziale: Iaquinta non copre sulle discese di Maicon, mentre Kakà , Robinho e Ramires spaccano in due il centrocampo azzurro. Al 21', Camoranesi suona la carica ma la sua conclusione non spaventa Julio Cesar, mentre un quarto d'ora dopo è ancora un legno a salvare l'Italia: il cross di Lucio viene deviato da De Rossi, la palla scavalca Buffon ma si stampa sul secondo palo. Serie infinita di angoli a favore dei brasiliani, con Buffon che veste i panni di Superman per respingere la bomba ravvicinata di un Lucio in formato attaccante. Il gol, però, è nell'aria e infatti al 37' Luis Fabiano punisce Buffon da pochi passi sfruttando anche un errore difensivo di Cannavaro (che tiene in gioco l'attaccante del Siviglia sul tiro di Maicon).

    Lippi si gioca subito la carta Giuseppe Rossi (al posto del fantasma di Iaquinta) ma è sempre il Brasile a divertire e a divertirsi. A due minuti dall'intervallo, contropiede verdeoro portato da Robinho che triangola al limite con Kakà, velo dello stesso attaccante del Manchester City a favorire il tocco morbido del solito implacabile Luis Fabiano che scavalca Buffon: 2-0 Brasile. Non c'è partita in campo, ma soprattutto non c'è pace per gli Azzurri, visto che il Brasile azzanna la preda insanguinata senza alcuna pietà. Direttamente da un corner per l'Italia, Rossi si addormenta e regala palla a Kakà: contropiede da manuale del calcio con Robinho che scappa a sinistra, mette al centro per Luis Fabiano, ma arriva Dossena che in spaccata infila alle spalle di Buffon: 3-0, game over Italia.

    Nella rirpesa Lippi si gioca il tutto per tutto inserendo Pepe al posto di Montolivo (successivamente Gilardino rileverà un impalpabile Toni) ridisegnando la squadra con un 4-4-2 offensivo: Camoranesi a sinistra, Pepe a destra con Rossi a formare la coppia d'attacco prima con Toni e poi con il Gila. Brasile devastante, spettacolare ma anche "generoso": i sudamericani, infatti, abbassano paurosamente il ritmo nel secondo tempo, affidandosi esclusivamente ai contropiedi, non volendo infierire più di tanto contro un avversario in grande difficoltà.

    L'Italia - allora - prende coraggio, anche perchè nel frattempo arrivano buone notizie dal match tra Usa ed Egitto: serve infatti solo un gol per strappare il pass per le semifinali. Ma si sarebbe poi esultato in caso di qualificazione dopo una tale batosta?

    Tornando alla partita, l'Italia sfrutta il mini-blackout brasiliano e sfiora il gol in diverse occasioni, soprattutto con Rossi che scalda i guantoni di Julio Cesar (finalmente impegnato) con due fucilate dalla distanza. L'occasione più limpida capita però a Pepe (76'' che - dopo un'uscita da brividi dell'estremo difensore dell'Inter - riceve palla in area da De Rossi ma il suo destro viene respinto dal decisivo intervento di Gilberto Silva.

    Non bastano nemmeno tre minuti di recupero agli Azzurri per segnare la rete della bandiera (e della possibile qualificazione): il Brasile umilia 3-0 l'Italia (dopo la lezione di samba dello scorso febbraio - in amichevole - a Londra, ndr) e lascia, oltre all'unica certezza (Cannavaro e compagni eliminati da questa Confederations Cup), anche molti dubbi: sarà questa infatti la squadra che Lippi presenterà tra un anno - sempre qui in Sud Africa - per provare a difendere il titolo conquistato in Germania...?
    Alessandro Brunetti / Eurosport - yahoo

     


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