La Gazzetta del Sud Africa
Luned́ 4 gennaio 2010

 

 

 

 

Italia spuntata verso il Mondiale

 

    MILANO — corriere.it - Se è vero che la miglior difesa è l’attacco, Marcello Lippi dovrà lavorare molto per azzeccare le scelte al Mondiale sudafricano (11 giugno-11 luglio 2010). Nelle 14 partite giocate nel 2009 (amichevoli comprese), il c.t. ha provato differenti sistemi di gioco (il 4-3-3 è stato il più frequente in partenza, senza trascurare il 4-2-3-1, il 4-3-1-2, il 4-4-2 e anche il 4-5-1), cambiando molto anche gli interpreti offensivi. Al Mondiale intende portare cinque attaccanti, ma i giochi restano aperti, soprattutto per quanto riguarda la prima punta, al di là della posizione di Totti (può giocare ovunque), che verrà definita in primavera in base alla condizione fisica. Al momento, la certezza è rappresentata da Alberto Gilardino e non soltanto perché nell’anno 2009 è stato il capocannoniere azzurro (4 gol, in due partite consecutive: Irlanda a Dublino, la rete della certezza della qualificazione e la tripletta con Cipro). Fin qui, con la Fiorentina, ha segnato sette gol in campionato e tre in Champions League, compreso quello del 2-1 ad Anfield contro il Liverpool. Il resto del gruppo degli attaccanti fatica a staccare la concorrenza.

    Vincenzo Iaquinta (due gol in azzurro nel 2009, con Irlanda e Bulgaria), che Lippi ha sempre tenuto in grande considerazione, perché può giocare da esterno d’attacco o da prima punta, è ancora fuori causa, dopo essere stato operato al menisco del ginocchio sinistro il 27 ottobre. Pazzini ha segnato tanto (8 gol), ma l’involuzione della Sampdoria, dopo una partenza straordinaria, ha coinvolto anche lui. Non lo ha aiutato la frattura al setto nasale, riportata dopo uno scontro con Muslera (Lazio- Sampdoria 1-1, 18 ottobre) vista da tutti, tranne che dall’arbitro Orsato. Il caso più curioso rimane quello di Luca Toni. Alla Confederations Cup, in giugno, aveva giocato titolare soltanto nell’ultima partita, quella con il Brasile, per un problema alla caviglia, che ne aveva condizionato il rendimento.

    L’arrivo di Van Gaal al Bayern gli ha rovinato la vita: il tecnico olandese non lo vuole nemmeno vedere; il vicepresidente esecutivo, Karl-Heinz Rummenigge, gli ha concesso la possibilità di trasferirsi in prestito gratuito fino a giugno. Toni si è dato da fare e mancano pochissimi dettagli per chiudere con la Roma. Il problema per lui è che deve farsi trovare subito pronto, perché Lippi è disposto a riprendere in esame la sua candidatura soltanto a condizione di vederlo titolare nel suo club. La Roma può essere una buona soluzione, perché fra campionato, Europa League e Coppa Italia, ci sarà spazio per tutti. Restano da verificare la condizione fisico-atletica e le motivazioni, perché cinque mesi senza giocare non sono il massimo per chi deve fare in fretta a rientrare nel giro.

    Chi sembrava sul punto di esplodere definitivamente, ripercorrendo la strada di Paolo Rossi al Mondiale argentino nel ’78, è un altro Rossi, Giuseppe, che aveva segnato due gol agli Stati Uniti alla Confederations Cup e che ha le qualità per fare la prima o la seconda punta. In questi mesi ha attraversato un momento difficile, con il suo club: il Villarreal, perso l’allenatore Pellegrini (al suo posto Valverde), si era ritrovato anche ultimo nella Liga. Ora è risalito al nono posto e Rossi ha chiuso il 2009 segnando al Racing Santander, ma anche lui ha vissuto momenti migliori.

    Rimane la questione legata ad Amauri. Non si capisce bene se sia lui a non aiutare abbastanza la Juve a superare il momento difficile oppure se il gioco bianconero non gli dia una mano a segnare come un anno fa (12 gol). Fin qui ha firmato quattro reti, in sole tre partite (Fiorentina e Siena più la doppietta con la Samp). Il passaporto italiano arriverà a metà marzo, a un anno da quello ricevuto dalla moglie, come previsto dalla legge, che ha ritardato i tempi del rilascio. In ogni caso, sarà difficile dire ad Amauri, che ha rinunciato alla Seleção, dopo una scelta a lungo meditata, che per lui non c’è più posto in nazionale.

    Possibili variabili: non c’è soltanto Quagliarella, che sta giocando da prima punta nel Napoli, ma anche Borriello, che è diventato titolare inamovibile nel Milan di Leonardo e che in nazionale c’è già stato.

    Cambiano le situazioni: nel 2002 e nel 2006, l’Italia aveva una ricchezza di attaccanti tale da essere invidiata da tutti. Questa volta, i problemi più grossi sono proprio in avanti. Anche se, in cinque mesi, tutto può accadere.

    Fabio Monti – corriere.it


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