La Gazzetta del Sud Africa
Lunedì 11 gennaio 2010

 

 

 

 

 

 

La Coppa Africa riparte dal sangue
e fra Angola e Mali da 4-0 finisce 4-4

 

    LUANDA (Angola) - Inizia la Coppa d'Africa, nonostante tutto. La scia di sangue, con il feroce attentato terrorisitico rivendicato dagli indipendentisti della regione Cabinda, non ha fermato la manifestazione. Fermarsi significava darla vinta ai responsabili del vile attentato, secondo gli organizzatori e la Caf, il massimo organo calcistico del Continente.
     
    SILENZIO — La partita inaugurale tra Angola e Mali si svolge nella capitale Luanda in uno stadio “11 Novembre” esaurito. Doveroso il minuto di (assoluto) silenzio in ricordo delle vittime della tragedia di Cabinda e poi si gioca. Partita che i padroni di casa, inferiori sulla carta per tecnica e abilità, dominano per ritmo e intensità fino al 75', arrivando a condurre per 4-0 prima di farsi incredibilmente e interamente recuperare. Così alla fine è 4-4 con ben due gol segnati nel recupero, dove la parte del leone la fa la voglia e l'energia di Seydou Keita, reduce da un infortunio e in campo solo dalla mezz'ora dopo che il velleitario 4-3-3 del ct maliano Keshi si era rilevato un mezzo disastro.
     
    METAMORFOSI — Il tecnico portoghese Manuel José, ct dei padroni di casa, ha costruito la squadra puntando sul 3-5-2 che gli ha fruttato ben tre Champions League africane quando guidava il colosso egiziano dell'Al Ahly. E proprio due giocatori che si era portato al Cairo dall'Angola, Flavio e Gilberto, sono i due artefici principali del largo vantaggio L'attaccante Flavio, ora trasferitosi in Arabia Saudita, è il protagonista delle prime due reti dell'incontro, entrambe beffando una disastrosa difesa maliana in cui certo non brilla il “barese” Diamoutene. L'esterno sinistro Gilberto è la costante minaccia sulla fascia e il miglior uomo in campo. Due rigori (Gilberto e l'ex Man United Manucho) fissano a 4 le reti delle Antilopi Nere, poi si spegne la luce per un calo evidente di concentrazione e una doppietta di Keita, un gol di Kanouté e il miracolo al 93' di Yatabaré fissano il 4-4 finale.

    Carlo Pizzigonilagazzetta.it

       


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