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ROMA - Più cibo e più accesso al cibo per gli affamati delle regioni centro-orientali della Mauritania, le più a rischio del Paese. E' l'obiettivo dell’Accordo di lotta contro l'insicurezza alimentare firmato a Nouakchott dal ministro Franco Frattini e dalla collega mauritana Naha Mint Mouknass. Oltre 4 milioni e mezzo di euro per rafforzare la capacità delle popolazioni residenti nelle zone sahariane del centro-est mauritano e permettere loro di affrontare le emergenze alimentari anche attraverso un Fondo di investimenti per la realizzazione di microprogetti, identificati da organizzazioni di base come cooperative e associazioni.
In un Paese desertico per l'80% del territorio e con una superficie coltivabile pari all'1%, il progetto, operativo dal prossimo febbraio, è mirato alle popolazioni arabe del centro-est, “tradizionalmente trascurate dai donatori internazionali", ha sottolineato il direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo Elisabetta Belloni, aggiungendo che l’obiettivo è anche il maggiore coinvolgimento possibile delle donne.
La visita di Frattini, la prima di un ministro degli Esteri italiano in Mauritania, era programmata da tempo. Ma sui tempi, già in agenda, del rilancio dell'interscambio economico e del consolidamento della cooperazione, si è sovrapposta l'urgenza di liberare i due italiani rapiti da al Qaida il 18 dicembre scorso. Il Ministro ha sottolineato che “farà il possibile”, confermando il sostegno di “tutte le più alte autorità degli Stati di questa regione, a cominciare dalla Mauritania”. E negli incontri a Nouakchott, ha aggiunto, si è parlato anche di un contributo italiano alla formazione dei membri dell'esercito mauritano e della polizia di frontiera per rendere più efficace la lotta contro il terrorismo.
La presenza di gruppi di Al Qaida nell'area del Maghreb, ha ricordato poi il ministro, “è un pericolo per l'Italia. E' un pericolo per l'Europa”. “Sono organizzazioni terroristiche molto più vicine all'Europa di quanto non siano quelle afghane - ha spiegato - e certamente per questo la lotta al terrorismo nell'intero Sahara, nell'intera regione dal Maghreb all'Africa sub-sahariana richiede la collaborazione di tutti i Paesi”. Il Ministro ha sottolineato che “vi è una riflessione in corso sull'organizzazione di un vertice di tutti i Paesi interessati, riflessioni che ancora non si sono tradotte ma che spero si potranno tradurre in una grande conferenza africana antiterrorismo”. (Inform)
Il 16 gennaio incontro tra il ministro Aboul Gheit e Frattini
Su Rosarno si muove l'Egitto. Il ministero degli Esteri del Cairo è intervenuto sugli scontri in Calabria denunciando «la campagna di aggressione» e «le violenze» subite dagli «immigrati e le minoranze arabe e musulmane in Italia» e chiedendo al governo italiano di «prendere le misure necessarie per la protezione delle minoranze e degli immigrati». La questione, annuncia il ministero degli Esteri in una nota, sarà sollevata dal ministro Aboul Gheit nell'incontro in programma il 16 gennaio con il titolare della Farnesina Franco Frattini. A tal proposito la replica del ministro italiano non si è fatta attendere: «Sono pronto a parlare di qualsiasi cosa» con l'Egitto, ha detto Frattini. Il ministro respinge come «inaccettabile» qualunque forma di violenza simile a quella vista a Rosarno. «Nessun tipo di violenza come quella che abbiamo visto per le strade di Rosarno può essere accettata» ha detto il ministro degli Esteri nella capitale della Mauritania, dove è in visita. A proposito di quella che il Cairo ha definito una campagna di odio e di discriminazione contro gli immigrati, il capo della Farnesina ha ricordato che «l'Egitto è un Paese amico» e ha anticipato che il 16 gennaio con il collega Aboul Gheit «spiegherà agli egiziani, che come comunità emigrata rispettano d'abitudine la legge, che anche in Italia vogliamo che le leggi siano rispettate».
IL COMUNICATO - In un comunicato diffuso al Cairo dal portavoce del ministero degli Esteri, all'indomani del duro monito dell'Osservatore Romano, si parla di «campagna di aggressione» da parte degli abitanti della cittadina calabrese, che - si sostiene - segue a «incidenti simili» avvenuti nei giorni scorsi in altre città italiane. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani, si legge ancora nella nota, hanno registrato negli ultimi tempi una crescita di questi episodi, in particolar modo di quelli «razzisti», e la condizione di disagio degli immigrati in Italia a causa delle «condizioni di detenzione, della violazione dei loro diritti economici e sociali e della pratica delle espulsioni coatte». Il Cairo si appella quindi alla comunità internazionale affinché intervenga sulla questione della «discriminazione religiosa, razziale e l'odio contro gli stranieri per evitare che questo tipo di incidenti si ripetano in futuro». (Il Corriere della Sera.it) Inform
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