Pensioni in ritardo e RedEst: il Comites di Città del Capo e Maria Caluzzi in soccorso ai pensionati
Tuesday, 15th October 2013 

I problemi sembrano non avere mai fine, ma per fortuna i pensionati di Città del Capo adesso hanno il Comites e Maria Caluzzi dalla loro parte.

Questa mattina siamo andati a vedere l'ufficio nella sede della Dante Alighieri e abbiamo trovato la signora Caluzzi che si stava occupando di due signore con una pratica in corso, mentre altre otto persone attendevano il loro turno. Tanto che un po' di nervosismo si è manifestato quando abbiamo scavalcato la fila per scattare una foto, ma poi le nostre spiegazioni hanno riportato una parvenza di serenità in questi anziani con i nervi a fior di pelle per le incertezze che ormai sono il punto focale della loro vita quotidiana.

Il problema più serio è che anche metà del mese di giugno se n'è andata e ci sono ancora più di una ventina di pensionati che non ricevono un soldo da sei mesi. Alcuni sopravvivono a stento in un pericoloso stato di prostrazione fisica e psicologica, tanto da far temere per la loro salute e in un paio di casi anche per la capacità di sopravvivenza, già al lumicino in persone con riserve d'energia nervosa ridotte al minimo.

Come se non bastassero i grattacapi e le preoccupazioni legati alla famigerata attestazione di esistenza in vita, adesso si è aggiunta la necessità di compilare la dichiarazione dei redditi, riconoscibile dalla sigla RedEst, e di farla recapitare all'Inps entro i termini stabiliti. Una dichiarazione non difficile da compilare, per la verità, ma che tuttavia può apparire ad alcuni come un ostacolo insormontabile, specialmente laddove non ci sono nè il patronato nè il consolato a dare una mano. Sotto questo aspetto i pensionati di Città del Capo sono fortunati perché hanno un consolato efficiente e sensibile alle loro necessità, mentre il Comites è intervenuto con uno stanziamento di fondi tratti dai cosiddetti proventi locali per garantire il funzionamento dell'ufficio e le prestazioni della signora Maria Caluzzi, sempre disponibile e generosa nel dare una mano quando si tratta di aiutare i più vulnerabili fra i nostri connazionali. Così i pensionati non devono fare altro che consegnare alla Caluzzi la loro dichiarazione dei redditi firmata e poi è lei ad andare a farla timbrare al consolato e a spedirla agli uffici competenti senza commettere errori. I pensionati devono soltanto darle i soldi per la raccomandata o provvedere di persona alla spedizione nella busta già compilata da lei.

Un altro problema che si è aggiunto ai tanti precedenti, fra cui insormontabile l'impossibilità di comunicare con la Citibank, è quello di alcune banche locali che si sono improvvisamente messe ad addebitare ai pensionati la commissione per il cambio della valuta, che è stata invece sempre esclusa dagli accordi fra l'Inps e le banche attraverso le quali gli importi vengono accreditati. A Dio piacendo anche questo problema prima o poi sarà risolto, come speriamo si risolva quello dei pensionati ai quali la Citibank invia la pensione attraverso la Western Union, costringendoli a vagare per la città alla ricerca di uno sportello disposto a versare quanto loro spetta senza pretendere che vadano a ritirarlo chissà dove.

Il numero di coloro che non ricevevano la pensione da mesi si è certamente ridotto. Speriamo che anche per gli altri l'attesa finisca prima che qualcuno muoia di crepacuore o di indigenza.

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