Ital Uil potenzia la sede di Johannesburg dopo aver abbandonato Città del Capo: verità o propaganda?
Tuesday, 15th October 2013 

ROMA – A breve sarà potenziata la sede del patronato Ital Uil di Johannesburg, in Sud Africa. Ad annunciarlo, nel corso delle celebrazioni del 60° anniversario del patronato Ital Uil svoltesi a Roma lo scorso 19 giugno, il vice presidente del patronato, Mario Castellengo, che riconduce la decisione alle numerose problematiche a carico dei connazionali residenti in Sud Africa, derivanti dalle certificazioni di esistenza in vita, dai modelli Red Est e dalle sospensioni dei pagamenti legati ai trattamenti pensionistici.

Alla responsabile della sede, Anna Maria Siani, sarà affiancato un operatore italiano così da ampliare i servizi di tutela degli italiani in Sud Africa. (Inform)

Nota della redazione:

L'annuncio ci sorprende e ci fa sorridere perché è trascorso poco più di un anno da quando la stessa Ital Uil e per essa la signora Siani ha abbandonato da un giorno all'altro a sè stessi i pensionati di Città del Capo, chiudendo l'ufficio condotto dalla signora Fiorini quasi di soppiatto, senza neanche darne comunicazione agli interessati, che da allora sono assistiti direttamente dal consolato, dalla signora Maria Caluzzi e dal Comites che con i suoi proventi locali sostiene le spese ridotte al minimo grazie anche all'ospitalità offerta dalla Dante Alighieri. Forse che i problemi dei pensionati di Città del Capo non sono gli stessi di quelli di Johannesburg? Come mai si vuole potenziare un ufficio là dove sono attivi già due patronati, mentre si ignora una comunità che oltre tutto sta anche rapidamente aumentando di dimensioni? E' veramente un potenziamento o un semplice avvicendamento che prelude all'uscita di scena della signora Siani? Cosa vuol dire esattamente la frase "alla responsabile della sede sarà affiancato un operatore italiano?". Lo manderanno dall'Italia?

L'annuncio della Ital Uil, a questo punto, somiglia tanto a una manovra per fronteggiare un ventilato rafforzamento del patronato Acli, che starebbe anche considerando l'apertura di un ufficio a Città del Capo (se mai le promesse saranno mantenute).

Sia quel che sia, mentre siamo dispiaciuti per il fatto che si continuino a ignorare le comunità che non hanno alcuna assistenza da parte dei patronati, esprimiamo comunque parere favorevole al rafforzamento annunciato da Castellengo, nella speranza che non si tratti unicamente di vuota propaganda. Di quella in Sud Africa ne facciamo volentieri a meno.

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