Tuesday 23rd Jul 2019

Annalisa Contrafatto - 

Sono tornati a Cape Town dopo un mese trascorso in Italia i due leader di comunità protagonisti del progetto ICLE – International Cultural Leadership Exchange - ideato da Rainbow Media in collaborazione con Agape Centro Ecumenico, Comune di Reggio Emilia, Fondazione E35, e Consolato d’Italia a Cape Town.

Durante questo periodo Mzi e Sbosh hanno svolto lavoro volontario, preso parte ad un seminario internazionale, visitato due radio di comunità, incontrato  organizzazioni di terzo settore e fatto esperienze innovative di vario tipo.

A Torino sono entrati in contatto con gli Ecomori, un gruppo di rifugiati che opera nel mercato di Porta Palazzo (il mercato all’aperto più grande d’Europa), recuperando frutta e verdura considerate “di scarto” e mettendole gratuitamente a disposizione di chi ne ha bisogno; gli Ecomori raccolgono e smistano 500 kg di alimenti al giorno.

Mzi e Sobsh hanno poi sperimentato la meravigliosa tradizione italiana dell’apericena - momento informale di condivisione e di incontro  - all’Arcabalenga, spazio di vicinato nella zona di Porta Palazzo, e visitato Freedhome, il primo negozio in Italia specializzato nella rivendita dei prodotti dell’economia carceraria: dai biscotti alle magliette, i percorsi di riabilitazione sociale non possono prescindere dall’includere anche attività produttive che possano offrire opportunità di lavoro e reddito.

A Reggio Emilia questi due giovani hanno potuto interagire con numerose organizzazioni, fra cui alcuni centri sociali impegnati in attività culturali, sportive e ricreative, esperienze di orti urbani, il gruppo teatrale MaMiMò, il centro culturale Loris Malaguzzi – casa dell’approccio educativo Reggio Children – il preziosissimo archivio Reggio Africa gestito da ISTORECO, che conserva documenti storici e testimonianze di quarant’anni di amicizia fra la città di Reggio Emilia e il Sudafrica.

Elemento clou del soggiorno reggiano è stato l’incontro con la vice sindaca Serena Foracchia, che ha trascorso una serata in compagnia della delegazione sudafricana, sfogliando gli album fotografici dell’amicizia Reggio-Africa e condividendo idee e progetti. Al momento di andare a casa la vicesindaca ha inforcato la biciletta, con grande stupore di Mzi e Sbosh che si aspettavano di vederla salire su un’automobile di lusso, espressione del suo status.

Questo piccolo fatto ha ridato vigore ad una riflessione sugli stili di leadership che è stata uno degli elementi centrali di questo progetto di scambio. Altre riflessioni a margine del progetto hanno riguardato le differenze negli stili di relazione, la capacità di capitalizzare le relazioni personali, l’approccio alla mobilità, la cultura del cibo, e molto altro; lo spaesamento dato dal trovarsi in una cultura diversa dalla propria ha offerto lo spunto per confrontare approcci e abitudini, e per guardare alla propria cultura di origine con occhi nuovi.

Durante il loro soggiorno Mzi e Sbosh non sono stati mai soli. Amici e amiche di Rainbow Media hanno condiviso con loro, a turno, le giornate italiane. Sara Marta Rostagno,  vicedirettora di Agape, ha condiviso con loro momenti di lavoro, pasti e tempo libero.

Silvia Demma, guida turistica a Torino,  ha saputo coniugare la visita ai luoghi più belli di questa città con incontri particolarmente significativi, come ad esempio quello con gli Ecomori.

Gloria Reali e Cecilia Guiglia li hanno ospitati a casa loro, con una pratica di condivisione del quotidiano che ha saputo portare spessore e genuinità al progetto.

Gianluca Grassi, del Comune di Reggio Emilia, e Elena Zurli, della Fondazione E35, hanno definito il calendario di incontri a Reggio Emilia coinvolgendo realtà che hanno una forte risonanza nel lavoro che Mzi e Sbosh fanno nella loro comunità con la loro associazione, Ubuntubethu.

Giancluca ed Elena, insieme ad Alberto Iotti, appassionato sostenitore di questo progetto, hanno davvero camminato con questi due giovani leader di comunità consumando le suole e investendo energie ben oltre quanto richiesto dal loro ruolo “istituzionale”.

E un po’ di suole le ha consumate anche Silvia Remotti, designer e co-fondatrice di PACO Collaborative, che ha accompagnato Mzi e Sbosh a conoscere questa esperienza di design, e che si è gentilmente offerta di far visitare loro le principali attrazioni di Milano.

Ci sono poi stati numerosi amici e amiche, troppi per citarli uno per uno, che hanno fatto piccole e grandi cose per rendere possibile questo scambio.

Molti ci hanno sostenuto con le loro donazioni, e hanno seguito il progetto passo passo via Facebook, e molti hanno fisicamente camminato con noi, accompagnando Mzi e Sbosh a scoprire luoghi ed esperienze di cui loro potessero fare tesoro.

Un proverbio africano dice: “se vuoi andare veloce, viaggia da solo. Se vuoi andare lontano, viaggia in compagnia”. Se questo progetto è andato lontano lo dobbiamo a tutte le persone che hanno fatto un pezzo di strada con noi.

Oltre alle informazioni pratiche e alle osservazioni ricavate dalle visite a organizzazioni, associazioni e imprese sociali, Mzi e Sbosh si portano a casa proprio questo: il grandissimo affetto che ha circondato la loro esperienza in Italia. Per comprendere la portata di questo scambio bisogna mettersi un po’ nei panni di questi due giovani, che vivono in un’area informale alla periferia di Città del Capo. L’economia e la società vorrebbero relegarli ai margini, ma loro, invece di lasciarsi definire dal contesto socio-economico in cui si trovano, lavorano incessantemente per cambiare la situazione intorno a sè e per migliorare la condizione di vita nella loro comunità. E proprio questo è ciò che resta a chi ha avuto modo di conoscerli durante il loro soggiorno in Italia: una pratica di trasformazione del contesto che parte dal fare quello che si può, dove si è, con quello che si ha, senza scuse.

Come dice un proverbio africano, se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, vuol dire che non hai mai passato la notte con una zanzara!

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