Tuesday 21st Aug 2018

Aldo Cazzullo - corriere.it - 

Lettera di un lettore
Caro Aldo,
lo scambio di insulti tra De Luca e de Magistris è destinato ad allargare il fossato tra i rappresentanti della commedia (o tragedia?) politica e gli elettori. Certo, la mancata soluzione dei problemi, vecchi e nuovi, di Napoli e della Campania, non va attribuita solo alle risse tra gli amministratori, ma se non si ricostruisce una politica e una classe dirigente migliore, il Mezzogiorno non ha speranza. - Pietro Mancini

Risponde Aldo Cazzullo

Caro Pietro,
Le rispondo da Napoli, dove sono stato anche la settimana scorsa. Ero diretto a Nola, ma prima di arrivarci mi sono fatto un giro: San Giovanni a Teduccio (che fa ancora parte del Comune di Napoli), San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco. Avrei potuto uscire dalla città dall’altro lato, in direzione di Bagnoli, Nisida, Campi Flegrei, Pozzuoli, fino al Monte di Procida (ma la stessa Procida pare un quartiere di Napoli che un gigante abbia strappato ai vicoli e precipitato nel mare). Napoli infatti è, con Milano, l’unica vera città metropolitana italiana (dove finisce Roma cominciano i campi; Milano e Napoli di fatto proseguono nei Comuni vicini). Non è vero che sia tutto fermo. Il centro di Napoli infatti è molto migliorato. Restaurato, ripulito. Tenuto decisamente meglio del centro di Roma. Non voglio entrare nelle beghe tra sindaco e presidente della Regione; ma de Magistris — personaggio senz’altro discutibile — all’evidenza ha amministrato meglio di Alemanno, di Marino, della Raggi. Infatti de Magistris è stato rieletto; Alemanno e Marino no (la Raggi vedremo).
 
Mi spiegava Ermanno Zanini, uno dei più importanti manager europei del turismo, che dirige hotel in mezzo mondo, come Napoli sia diventata una città turistica: un tempo veniva «saltata» dai viaggiatori in transito verso la Costiera, Pompei, Capri, Ischia; ora è diventata un luogo di soggiorno, guadagnandone sotto il profilo del lavoro e della sicurezza. Molti turisti vengono dall’estero; ma molti vengono dal resto del Sud, di cui Napoli è più che mai tornata capitale, non solo dal punto di vista calcistico.

Purtroppo sta accadendo anche qui quel che è già successo in altre città: se il centro diventa un posto per la gente di fuori, la popolazione andrà altrove. E nei quartieri più duri, da Barra a Ponticelli, i segni del miglioramento ancora non si vedono. Senza cadere nella fascinazione della camorra e della violenza che ispira le serie tv, la guerra contro il crimine e contro la disperazione che lo genera qui è ancora da vincere. Ma le cose non tendono al peggio.

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