Monday 27th Feb 2017

COMMUNITY – L’ALTRA ITALIA (Quotidiano)

Conducono Benedetta Rinaldi e Alessio Aversa.

Il programma dedicato alle comunità italiane all’estero: attività, eventi, storie individuali e familiari. I progetti, le ambizioni, i successi, le storie di chi vive fuori dall’Italia e tiene vivo il legame con il Paese di origine. Ogni settimana in studio ospiti di eccellenza dello spettacolo, della cultura, dell’industria italiana nel mondo. E poi lo spazio di servizio dedicato agli italiani all’estero, per rispondere a quesiti su pensioni, tasse, sanità, burocrazia... e lo spazio dedicato alla lingua italiana in collaborazione con la Società Dante Alighieri.

  • Lunedì 27 Febbraio

Ospiti:  l’autore e regista televisivo Antonello Riva, figlio di Mario Riva, il presentatore che negli anni Cinquanta radunava davanti ai teleschermi quasi 20 milioni di persone; Veronica Madonna, presidente di Nutrizionisti Senza Frontiere, associazione che lotta contro la malnutrizione infantile, per parlare del loro Progetto Alegrìa.

Storie dal mondo.

A Città del Messico, per incontrare Roberto Maltagliati, attore di telenovelas.

In Canada, nei pressi di Toronto, dove, con il contributo della comunità italiana, è stata inaugurata una nuova porta per la chiesa del distretto di Etobicoke, un’opera da 15 quintali, realizzata da un artista romano.

Infocommunity: Silvia Fuggi, avvocato.

  • Martedì 28 Febbraio

Ospiti: il regista Marco Amenta, per parlare di “Magic Island”, un documentario che unisce gli Stati Uniti e l’Italia, New York e la Sicilia, a circa due mesi dall’uscita nelle sale; Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa, iniziativa nata in carcere per dare un futuro e una speranza alle donne detenute.

Storie dal mondo.

In Australia, per incontrare Lisa Camillo, una documentarista che vive a Melbourne, ma ha voluto riscoprire le sue origini, dedicandosi alla Sardegna dei “Balentes”.

In Puglia, all’interno di due Case Circondariali per donne, dove le detenute trovano il loro percorso di riabilitazione sociale grazie alla produzione artigianale.

Infocommunity: Anna Pia Urbano, presidente dell’Associazione “Tutti Pazzi per Corvara”, per approfondire l’iniziativa “Premio CorvarAbruzzo per l’illustrazione”.

  • Mercoledì 1 Marzo

Ospiti: l’architetto Emanuele Santini, che insieme al team di Masa Studio ha progettato un complesso ospedaliero destinato ad accogliere le donne malate della Tanzania e con il quale ha vinto il concorso internazionale di progettazione Hostel for Hope; lo scrittore Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica presso l'Università di Roma Tor Vergata, per analizzare le anomalie del sistema capitalistico che vede gran parte della ricchezza mondiale nelle mani di pochissimi uomini.

Storie dal mondo.

In Brasile per incontrare Mario Bosi, costruttore che sta costruendo interi palazzi in un sobborgo di Rio De Janiero.

A Toronto, dove Luigi Ferrara, di origini pescaresi, dirige la Scuola di Design e intanto progetta – nell’area che ospitò l’Expo di Milano – una città del futuro.

Infocommunity: Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per parlare del Design italiano, protagonista nel mondo grazie ad un’iniziativa voluta dal Ministero per gli Affari Esteri.

  • Giovedì 2 Marzo

Ospiti: l’editorialista e docente Giuseppe Burschtein, Consigliere della Fondazione Opera del Tempio Ebraico di Firenze, che si occupa di tutelare il patrimonio culturale ebraico; lo chef due Stelle Michelin di origini tedesche Oliver Glowig, per scoprire le sue creazioni e i suoi progetti.

Storie dal mondo.

A Melbourne, per incontrare Amleto Mariani, un abruzzese che fin da piccolo ha trovato la sua vocazione: fare il barbiere, seguendo le orme di suo padre.

Da New York, la storia di Philip Guardione, un ristoratore che dopo aver girato mezza Europa ha scelto il quartiere di Soho per proporre la sua tipica cucina siciliana, apprezzata anche dal sindaco De Blasio.

Infocommunity: Pier Felice degli Uberti, Presidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano.

  • Venerdì 3 Marzo

Ospiti: Fiorenza Calogero, interprete della musica napoletana “classica” e “popolare”, accompagnata dal maestro Marcello Vitale e la sua chitarra particolare, con l’esecuzione live del brano “Lu Guarracino”; Edmond Godo, presidente dell’Associazione degli Albanesi in Italia, per un aggiornamento sulla ‘nuova rotta dell’emigrazione’ di un Paese vicino all’Italia.

Storie dal mondo.

Da Tirana, il reportage sugli italiani in Albania.

A Città del Messico, per conoscere Romina Guardino, una musicista palermitana.

Infocommunity: Pier Felice degli Uberti, Presidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano.

Tutti i giorni a Community trova spazio la lingua italiana grazie alla collaborazione con la Società Dante Alighieri. Questa settimana con il dottor Vincenzo D’Angelo, la professoressa Lucilla Pizzolli e il giovane linguista Fabio Poròli.

Per contattare la redazione scrivete a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Programmazione                                                                                                             

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO da Lunedì a Venerdì h17.45

BUENOS AIRES da Lunedì a Venerdì h19.45

SAN PAOLO da Lunedì a Venerdì h20.45

Rai Italia 2 (Australia - Asia)

PECHINO/PERTH da Lunedì a Venerdì h14.45

SYDNEY da Lunedì a Venerdì h17.45

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG da Lunedì a Venerdì h18.30

CINEMA ITALIA (Film)

Cicli, rassegne tematiche, appuntamenti che segnano la memoria e le ricorrenze del cinema italiano, scelti per il suo pubblico e presentati da un nuovo volto di Rai Italia, il giornalista e critico Alberto Farina.
Film di prima visione o grandi classici del cinema italiano, da vedere e rivedere, che permetteranno di ripercorrere la storia dell’Italia, riflettere sul presente, divertirsi, emozionarsi, scoprire grandi storie, bravissimi attori, grandi registi del cinema italiano.
La sedia della felicità
Commedia (2013)

Regia, Carlo Mazzacurati

Cast: Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona

Trama

Bruna è un'estetista che fatica a sbarcare il lunario. Tradita dal fidanzato e incalzata da un fornitore senza scrupoli, riceve una confessione in punto di morte da una cliente, a cui lima le unghie in carcere. Madre di un famoso bandito, Norma Pecche ha nascosto un tesoro in gioielli in una delle sedie del suo salotto. Sprezzante del pericolo, Bruna parte alla volta della villa restando bloccata dietro un cancello in compagnia di un cinghiale. In suo soccorso arriva Dino, il tatuatore della vetrina accanto, che finisce coinvolto nell'affaire. Scoperti il sequestro dei beni di Norma e la messa all'asta delle sue otto sedie, Bruna e Dino rintracciano collezionisti e acquirenti alla ricerca dell'imbottitura gonfia di gioie. Tra alti e bassi, maghi e cinesi, laguna e montagna, Bruna e Dino troveranno la vera ricchezza.

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK/TORONTO Mercoledì 1 Marzo h19.30

BUENOS AIRES Mercoledì 1 Marzo h21.30

SAN PAOLO Mercoledì 1 Marzo h22.30

Rai Italia 2 (Australia - Asia)

PECHINO/PERTH Giovedì 2 Marzo h17.00

SYDNEY Giovedì 2 Marzo h20.00

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Mercoledì 1 Marzo h21.30

ITALIAN BEAUTY (Magazine)
Quotidiano di Rai Italia dedicato alla bellezza italiana declinata in tutte le sue espressioni: un appuntamento quotidiano con Arte, Territorio e Made in Italy per conoscere e approfondire i grandi capolavori artistici, le meraviglie paesaggistiche, i marchi di eccellenza che fanno dell’Italia una delle mete più desiderate del mondo.
Un viaggio tra panorami, cibi, oggetti, storia e architettura unici e irripetibili, per scoprire e riscoprire percorsi e sapori del bel paese.
  • Lunedì 27 Febbraio

Arte: a Palestrina, Lazio, l’arte romana ed ellenistica si fondono splendidamente. La città sulle pendici del monte Ginestro da quasi tremila anni domina sulla campagna a sud-est di Roma.

Territorio: in Sicilia, dove la pesca ha una tradizione secolare e le nasse dei pescatori vengono ancora intrecciate a mano.

Made in Italy, luoghi multifunzionali: la partita di calcio diventa un’occasione ‘social’ nel nuovo concetto di stadio ‘Juventus Stadium’; così, anche concerti, festival e mostre d’arte all’Auditorium Parco della Musica, definito secondo l’espressione di Renzo Piano, una vera “fabbrica di cultura”.

  • Martedì 28 Febbraio

Nella pagina dedicata all’Arte si conclude la visita a Palestrina, alla scoperta del magnifico santuario della Fortuna Primigenia e dell’ineguagliabile Mosaico del Nilo.

Le antichissime saline di Tarquinia, nello spazio dedicato al Territorio: una riserva naturale popolata da animali rari e coloratissimi, un sito di importanza notevole per la sosta, l'alimentazione e la riproduzione dell'avifauna.

Il Made in Italy torna sul tema del recupero: Eataly a Roma, una realtà dell’eccellenza enogastronomica italiana, trova casa sulle macerie di un air terminal. Invece, in provincia d’Ancona, Effeemme 23, è una mediateca costruita sulle ceneri di una antica fornace.

  • Mercoledì 1Marzo

Arte: una visita davvero speciale al Museo Virtuale della Valle del Tevere, a Villa Giulia, Roma. L’esperienza multisensoriale permette di incontrare personaggi, interagire con immagini e suoni, grazie a tecniche derivate dal cinema o dai videogiochi. I contenuti sono fruibili e navigabili attraverso un’interazione naturale.

Con il Territorio, nella foresta di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, uno dei sistemi faunistici più completi delle alpi italiane. Il celebre abete rosso di risonanza, da cui si ricavano importanti strumenti musicali a corda, vive fra questi boschi in cui crescono anche funghi pregiati, proprio a testimonianza dell'elevata naturalità di questo territorio.

Il Made in Italy, a Milano Porta Volta, la sede della fondazione Feltrinelli, un percorso di recupero urbano che ha ridato vita a una zona della città.

  • Giovedì 2 Marzo

Arte in Puglia, a Galatina, per visitare la splendida cattedrale luogo di grande interesse storico e artistico: la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, già classificata monumento nazionale di prima categoria nel 1870, fu elevata alla dignità di Basilica minore nel 1992.

Territorio: il lago di Bolsena, di origine vulcanica, offre uno dei paesaggi più affascinanti della nostra penisola. Lungo le coste si alternano rive placide e tranquille, ideali per rilassarsi e per pescare, a campi e orti, ricoperti di ulivi, vigne e ortaggi. Dove l'uomo è meno presente si trovano boschi isolati di querce, castagni, salici con estesi canneti che offrono rifugio per i nidi di molti uccelli lacustri.

Per concludere, il sogno Made in Italy nato dall’intuito di Ernesto Gismondi: dove luce e forma si fondono e danno vita ad “Artemide”, uno dei brand di illuminazione tra i più conosciuti al mondo.

  • Venerdì 3 Marzo

Arte: si conclude la visita all’affascinante Basilica gotica di Galatina che conserva tra le sue mura racconti di arte e potere. Per la vastità dei cicli pittorici, la basilica galatinese è seconda solo alla Basilica di San Francesco d’Assisi.

Territorio: nella splendida Valle della Garfagnana, racchiusa tra la catena delle Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano, tra natura, cultura e boschi incantati. In Garfagnana sono diffusi i racconti popolari sulle streghe e su due folletti tipici della zona, il Linchetto e il Buffardello.

Made in Italy: lo studio di Torino UDA e la sua casa Matrioska, poco spazio, tanto comfort. Progetti innovativi per migliorare la vita all’interno delle abitazioni.

Per contattare la redazione scrivete a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Programmazione                                                                                                             

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO da Lunedì a Venerdì h15.15

BUENOS AIRES da Lunedì a Venerdì h17.15

SAN PAOLO da Lunedì a Venerdì h18.15

Rai Italia 2 (Australia - Asia)

PECHINO/PERTH da Lunedì a Venerdì h12.15

SYDNEY da Lunedì a Venerdì h15.15

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG da Lunedì a Venerdì h16.15

CRISTIANITA’ (Programma religioso)

Ogni domenica, suor Myriam Castelli – ideatrice, autrice e conduttrice da 19 anni - propone temi di interesse ecclesiale e gli appuntamenti del Papa in Vaticano. Cristianità è uno dei “notiziari vaticani” più attenti e più seguiti all’estero, arricchito dal contributo fondamentale di tanti ospiti in studio: Cardinali e alti Prelati, riconosciuti studiosi della grande diaspora italiana, insieme a una vasta gamma di esperti, artisti, professionisti, laici e missionari che vivono “on the road”. Un parterre di italiani che si confrontano con i contenuti della fede e i commenti culturali della modernità. Interviste, servizi e collegamenti in diretta via skype con i telespettatori dei cinque continenti. 
In ogni puntata, voci, immagini, testimonianze di vita di tutte le generazioni, con le immagini delle feste organizzate dagli italiani in tanti Paesi del mondo dove è presente un’italianità laboriosa, attaccata alla propria terra d’origine e soprattutto alla cultura cristiana. 

Argomenti della puntata: la Chiesa e il rapporto con le persone in situazioni non regolari; l’esortazione post sinodale “Amoris Laetitia” a un anno dalla sua pubblicazione; il rito delle Ceneri e il suo significato; Papa Benedetto XVI nel quarto anniversario del suo addio al pontificato che ha aperto la strada al primo Papa emerito della storia cristiana. Infine il significato e le attese dell’odierna visita di Papa Francesco alla Chiesa anglicana di All Saints di Roma.

Dopo la S. Messa che si celebra nel Santuario della Beata Vergine dei miracoli a Sanremo, provincia di Varese, l’Angelus del Papa ai fedeli radunati in Piazza San Pietro.

Tra gli ospiti: Sua Eminenza il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; Mons. Josè Manuel Del Rio Carrasco, della Congregazione del Culto Divino e Solène Tadié, giornalista dell’Osservatore Romano.

Per contattare la redazione scrivete a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Domenica 26 Febbraio h04.15
BUENOS AIRES Domenica 26 Febbraio h06.15

SAN PAOLO Domenica 19 Febbraio h07.15

Rai Italia 2 (Asia - Australia)
PECHINO/PERTH Domenica 26 Febbraio h17.15
SYDNEY Domenica 26 Febbraio h20.15

Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Domenica 26 Febbraio h11.15

IL CALCIO SU RAI ITALIA

Serie A

NAPOLI - ATALANTA

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Sabato 25 Febbraio h12.00

BUENOS AIRES Sabato 25 Febbraio h14.00

SAN PAOLO Sabato 25 Febbraio h15.00

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 26 Febbraio h01.00

SYDNEY Domenica 26 Febbraio h04.00

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Sabato 25 Febbraio h19.00

JUVENTUS - EMPOLI

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Sabato 25 Febbraio h14.45

BUENOS AIRES Sabato 25 Febbraio h16.45

SAN PAOLO Sabato 25 Febbraio h17.45

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 26 Febbraio h03.45

SYDNEY Domenica 26 Febbraio h06.45

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Sabato 25 Febbraio h21.45

PALERMO - SAMPDORIA

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Domenica 26 Febbraio h06.30

BUENOS AIRES Domenica 26 Febbraio h08.30

SAN PAOLO Domenica 26 Febbraio h09.30

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 26 Febbraio h19.30

SYDNEY Domenica 26 Febbraio h22.30

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Domenica 26 Febbraio h13.30

LA GIOSTRA DEI GOL

All’interno la cronaca della partita SASSUOLO - MILAN e l’aggiornamento in diretta dei gol da tutti i campi.

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Domenica 26 Febbraio h08.15

BUENOS AIRES Domenica 26 Febbraio h10.15

SAN PAOLO Domenica 26 Febbraio h11.15

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 26 Febbraio h21.15

SYDNEY Lunedì 27 Febbraio h00.15

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Domenica 26 Febbraio h15.15

INTER - ROMA

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Domenica 26 Febbraio h14.45

BUENOS AIRES Domenica 26 Febbraio h16.45

SAN PAOLO Domenica 26 Febbraio h17.45

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Lunedì 27 Febbraio h03.45

SYDNEY Lunedì 27 Febbraio h06.45

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Domenica 26 Febbraio h21.45

FIORENTINA - TORINO

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Lunedì 27 Febbraio h14.45

BUENOS AIRES Lunedì 27 Febbraio h16.45

SAN PAOLO Lunedì 27 Febbraio h17.45

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Martedì 28 Febbraio h03.45

SYDNEY Martedì 28 Febbraio h06.45

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Lunedì 27 Febbraio h21.45

ROMA - NAPOLI

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Sabato 4 Marzo h09.00

BUENOS AIRES Sabato 4 Marzo h11.00

SAN PAOLO Sabato 4 Marzo h12.00

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Sabato 4 Marzo h22.00

SYDNEY Domenica 5 Marzo h01.00

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Sabato 4 Marzo h16.00

SAMPDORIA - PESCARA

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Sabato 4 Marzo h12.00

BUENOS AIRES Sabato 4 Marzo h14.00

SAN PAOLO Sabato 4 Marzo h15.00

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 5 Marzo h01.00

SYDNEY Domenica 5 Marzo h04.00

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Sabato 4 Marzo h19.00

MILAN - CHIEVO

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK / TORONTO Sabato 4 Marzo h14.45

BUENOS AIRES Sabato 4 Marzo h16.45

SAN PAOLO Sabato 4 Marzo h17.45

Rai Italia 2 (Australia)

PERTH Domenica 5 Marzo h03.45

SYDNEY Domenica 5 Marzo h06.45

Rai Italia 3 (Africa)

JOHANNESBURG Sabato 4 Marzo h21.45

FICTION

I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

(prima puntata)

Regia: Carlo Carlei

Interpreti: Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto, Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Francesco Guzzo

Il commissariato di Pizzofalcone di Napoli sta per chiudere i battenti. L’ordine viene dall’alto. Per sbrigare tutte le questioni burocratiche rimaste in sospeso in quegli uffici, la questura decide di impegnare un gruppo di poliziotti considerati da tutti “scomodi” e “ingombranti”. Qualcuno li ha definiti i “Bastardi di Pizzofalcone”. L’arrivo dell’ispettore Lojacono (Alessandro Gassmann), acuto investigatore, uomo affascinante, di cui si dice che in passato abbia fornito informazioni alla mafia, capovolge le sorti di tutti “I Bastardi”.

Nonostante la bassissima considerazione che riscuotono tra superiori e colleghi, i bastardi di Pizzofalcone si riveleranno una squadra affiatata, solida e dalle spiccate capacità investigative. Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini tornano su Rai Italia nell’attesissima serie, tratta dai best seller di Maurizio de Giovanni.

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK/TORONTO Martedì 28 Febbraio h19.30

BUENOS AIRES Martedì 28 Febbraio h21.30

SAN PAOLO Martedì 28 Febbraio h22.30

Rai Italia 2 (Australia - Asia)

PECHINO/PERTH Mercoledì 1 Marzo h17.00

SYDNEY Mercoledì 1 Marzo h20.00   

FICTION          

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

(5° puntata)

Regia Luca Ribuoli

Interpreti: Claudio Gioè, Anna Foglietta, Francesco Scianna, Valentina D'Agostino, Nino Frassica, Pif

Palermo, 1979. I Giammarresi sono una famiglia normale, padre, madre, un figlio di dieci anni e una figlia di sedici, alle prese con problemi della vita di tutti i giorni. Problemi solo apparentemente ordinari, però, se di mezzo c’è Cosa Nostra. Ispirato all'omonimo film di Pierfrancesco "Pif" Diliberto.

Nel quinto episodio Anche i mafiosi vanno in Paradiso:

Salvatore tiene un diario segreto dove annota tutti i suoi dubbi e le sue domande, finendo con lo scrivere principalmente di Palermo e della mafia. Lorenzo e Pia lo scoprono e preoccupati decidono di farlo visitare da uno psicanalista.

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)

NEW YORK/TORONTO Giovedì 2 Marzo h19.30

BUENOS AIRES Giovedì 2 Marzo h21.30

SAN PAOLO Giovedì 2 Marzo h22.30

Rai Italia 2 (Australia - Asia)

PECHINO/PERTH Venerdì 3 Marzo h17.00

SYDNEY Venerdì 3 Marzo h20.00      

Write comment (0 Comments)

Giornata del design Italiano: “Italy & South Africa: a comparison on prospects and professional itineraries in Fashion Design”

Giovedì 2 marzo 2017, 18:00-20:00

Wits Art Museum, Corner Jorissen & Bertha Streets Johannesburg

Organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Johannesburg in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, Triennale Milano e South African Fashion Week.

La tavola rotonda “Italy & South Africa: a comparison on prospects and professional itineraries in Fashion Design” è l’evento organizzato per il Sudafrica in occasione della Giornata del Design Italiano 2017. I temi principali che verranno affrontati durante la discussione sono le caratteristiche peculiari del sistema moda in Italia e Sudafrica, l’impatto che la globalizzazione ha sull’industria della moda e il ruolo dell’istruzione nella formazione del sempre crescente numero di addetti ai lavori. Il dibattito, moderato da Gianni Mariano, sarà seguito da un rinfresco.

Alla tavola rotonda parteciperà, per la parte italiana, la dott.ssa Nicoletta Morozzi, Fashion Project dell'Area di Fashion Design presso la Nuova Accademia Belle Arti NABA di Milano, la cui attività professionale si è svolta attraversando i campi della moda, del design e dell’arte, portandola a realizzare importanti progetti quali le mostre “Do-it-jibun-de” all’Atelier Muji di Tokyo e “Dritto-Rovescio” alla Triennale di Milano, oltre al progetto “Milano-Cina, una esperienza di design” che ha coinvolto la comunità sino-milanese di via Sarpi.

Per la parte sudafricana interveranno la dott.ssa Desiree N. Smal del Dipartimento di Fashion Design della University of Johannesburg e Lucilla Booyzen, direttrice della South African Fashion Week, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il “Shoprite/Checkers woman of the year award” nel 2010 e creatrice di numerose iniziative volte allo sviluppo del settore in Sudafrica tra cui l’agenzia “The Fashion Agent” e il programma di formazione professionale per giovani stilisti “21 Steps to Retail”.

La Giornata Del Design Italiano è un’iniziativa promossa per la prima volta quest’anno dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e prevede nello stesso giorno oltre cento appuntamenti in tutto il mondo, con iniziative di promozione culturale ed economica sul design italiano. Il tema del design è da intendersi a 360° e permea diversi campi tra cui cultura, arte e filosofia, oltre ad essere sinonimo all’estero della qualità e creatività italiana.

Write comment (0 Comments)

La lingua impoverita

“Lei parla italiano?”: alla gentile impiegata che mi rivolge questa domanda rispondo un po’ precipitosamente che sì, è ovvio, sono italiano; ma lei, di rimando: “Non è tanto ovvio, pensi che di là sto rinnovando il passaporto a cinque persone che non sanno una parola di italiano.”

Mi trovo a sbrigare una pratica presso il consolato italiano di Johannesburg, quindi in territorio italiano, con i simboli familiari della nostra Repubblica, la bandiera, lo stemma, la fotografia del presidente Mattarella, le circolari del MAE in orrendo burocratichese appese in bacheca, il familiare schiocco dei grandi timbri di bronzo, il carabiniere in divisa (sebbene il controllo di sicurezza alla porta sia affidato ad una guardia sudafricana, cosa che un pochino mi disturba) e in quell’ufficio traballa un assioma di cui non riesco a liberarmi, ossia che se sei italiano parli italiano; in verità altre volte mi è capitato di osservare malinconicamente come tante persone, anche di non troppo remota origine italiana, zoppichino vistosamente non solo nello scritto, passi pure, ma addirittura nella comprensione e nella produzione del parlato, quando non accade persino di sorprendere qualche italiano che, per posa intellettualoide, pur ben conoscendo la sua lingua madre, preferisce sfoggiare l’inglese anche quando circostanza o contesto non lo richiederebbero, come se ciò conferisse un blasone speciale.

Eppure non sono le origini né il passaporto o il diritto di voto, né la passione per la cucina e la moda italiane o la frequenza di club italiani che conferiscono l’autentica cittadinanza, ma il possesso e la pratica della nostra lingua: la storia, l’arte, la letteratura, le emozioni, le passioni, i paesaggi, la musica, i difetti, le generosità, le vergogne, i sentimenti, le speranze dell’Italia si possono compiutamente narrare solo utilizzando il veicolo che, seppure in diversa misura, li anima e sostanzia, ossia la lingua italiana; un altro idioma ne riprodurrebbe o un insapore surrogato o una pallida finzione: sarebbe come se, seduti a tavola in un ristorante italiano, ci si lasciasse inebriare dagli intensi aromi degli arrosti, degli stufati, dei formaggi stagionati, ma alla fine ci si accontentasse di una malinconica pasta in bianco.

Da qualche anno chi in Italia richiede un permesso di soggiorno deve frequentare con profitto un corso per l’apprendimento delle basi della lingua italiana: solo a questa condizione, salvo che non voglia rimanere clandestino, l’Italia accoglie uno straniero, che tale comunque continua a restare.

La stessa Italia però, verso chi non partecipa in alcun modo alla vita nazionale, ma è in possesso del passaporto italiano grazie ai suoi antenati, non avanza più nessuna pretesa, nemmeno un elementare possesso dell’identità italiana, che credo non possa essere fornita solo da qualche goccia di sangue, ma dalla conoscenza almeno basilare della lingua italiana.

Conservare la propria lingua vivendo immersi in un contesto linguistico assolutamente diverso, come ad esempio in Sudafrica, e fare in modo che figli e nipoti non ne perdano perfino la comprensione, è un’impresa assai impegnativa, ma non impossibile: la grande facilità di accesso alla stampa ed alla cultura italiana attraverso internet e gli altri mezzi di comunicazione, la presenza seppur sporadica dell’italiano come materia d’insegnamento in alcune scuole fino al matric, le multiformi iniziative promosse dalle varie Società Dante Alighieri, dalle strutture diplomatiche e, qualche rara volta, dai Club italiani, forse non bastano a diffondere la nostra lingua in modo stabile, ma certamente sono un utile presidio per conservarne qualcosa più del semplice “Ciao signore, come stai?”; qualcuno lo giudicherà forse una forzatura o addirittura una sorta di discriminazione, ma non riterrei inopportuno se l’Italia, al momento del rinnovo del passaporto a chi vive fuori dai suoi confini, imponesse, tra gli altri requisiti, anche la verifica del possesso della lingua italiana.

Non che in madre patria l’italiano goda di ottima salute, stando all’appello che 600 docenti universitari hanno lanciato giorni fa in sua difesa, essendosi anch’essi accorti che i loro allievi, futura classe dirigente della nazione, lo conoscono proprio a spanne: la sintassi è scoordinata, il lessico povero e banale, gli errori di grammatica e di ortografia imperversano, il congiuntivo è scomparso.

Il quotidiano contatto di questi professori con l’incompetenza linguistica dei loro studenti costituisce un punto di osservazione assai privilegiato, però anche chiunque di noi può verificare direttamente quanto radio, televisione e giornali, attraverso i loro commentatori e giornalisti, concorrano a diffondere una lingua impoverita, sempre più piatta, banale e regionalizzata; quando non sono loro in prima persona a generare disastri linguistici, ci pensano i tanti politici, onnipresenti su tutti i media e spesso linguisticamente ignoranti, ad infierire gravi colpi alla lingua italiana, come se non bastassero quelli che assestano all’economia, allo sviluppo ed alla credibilità della nazione: a questo proposito, basti osservare il delirante dibattito a cui tutti i politici si stanno dedicando sulla legge elettorale e, tanto per distrarsi un po’, sulle stravaganze della giunta capitolina.

Però, con un pizzico di malizia, nell’appello dei 600 cattedratici colgo una conferma alla frequente abitudine di questi intellettuali ad arroccarsi in una torre d’avorio da cui lanciare saggi e sacrosanti appelli, moniti ed insegnamenti, senza tuttavia verificare se tali sollecitazioni non debbano essere sparse anche all’interno della loro mitica torre: se è vero, come lo è senza dubbio, che tra gli studenti universitari è diffusa l’incompetenza linguistica, non provengono costoro da almeno tredici anni di studi dalla scuola primaria alla maturità, in cui sono stati formati ed istruiti da una pletora di docenti, che a loro volta sono stai laureati proprio dai cattedratici affacciati sulla torre d’avorio?

Non si sentono un po’ responsabili di aver conferito il titolo di dottore anche ad un certo numero di somari, almeno in campo linguistico?

Talora l’autoreferenzialità dei cattedratici sembra quasi che li voglia benevolmente collocare in una specie di privilegiata extraterritorialità, grazie al titolo di accademici, di cui amano fregiarsi quando appena appena riescono a sedere dietro una cattedra in una qualche università; un tempo gli accademici erano davvero una cosa seria, non solo se si pensa all’Accademia di platoniana memoria, ma soprattutto all’Accademia della Crusca, che da secoli svolge un ruolo essenziale per la conservazione della genuinità della lingua italiana, fedele al suo motto "Il più bel fior ne coglie", allusione ai suoi compiti istituzionali di separare, in campo linguistico, la farina dalla “crusca”.

La banalizzazione del titolo di accademico, fatte salve le differenze, mi richiama quella subita da onorevole, che un tempo indicava una persona impegnata in un ruolo pubblico di estrema importanza per il bene della nazione, oggi esprime per lo più una posizione di privilegio sovente immeritata.

Povero Cristo

“Buon Natale”: in uno straripante Palatrussardi, il prestigioso palazzetto dello sport milanese, abbandonato al degrado dal 2011, il 21 settembre di tanti anni fa fui felicemente coinvolto dall’esplosione di stupita ilarità del pubblico, suscitata da questo augurio fuori tempo che Roberto Benigni indirizzò a Silvio Berlusconi, riferendosi esplicitamente al compleanno dell’uomo politico allora più in auge, prima del suo patetico declino.

Natale non è un compleanno, Natale non è un birthday; c’è un solo Natale: non sono le luminarie e gli stravaganti festoni che fin da ottobre invadono i mall e i luoghi di ritrovo a celebrare un Christmas che, nel suo significato originale, c’entra poco con il Natale, ma almeno evoca quel Cristo che ha il brevetto del Natale.

Però all’ironia ed alla satira si concede quasi tutto, poiché, secondo un detto comune, essa castigat ridendo mores, perciò il comico, nell’intento di servirsi della risata per correggere i costumi, può capovolgere o forzare la realtà, dare importanza all’effimero, ridicolizzare il potente, ribaltare valori, schemi e scale sociali, mescolare perfino il trascendente con le mediocrità della terra; ma quando è il politico a vestire i panni del comico, spesso senza neppure rendersene conto, non riesce a far ridere e perfino diventa lui stesso ridicolo.

Quindi a Roberto Benigni, comico di rango ed autore dell’impareggiabile La vita è bella, è concesso il Buon Natale all’indirizzo di Berlusconi ed assai di più.

Ho letto con grande stupore la recente affermazione di un importante uomo politico sudafricano che, per esaltare la nascita del suo partito, avvenuta l’8 gennaio 1912, l’ha paragonata a quella di Cristo: il contesto non era da intrattenimento né chi parlava era un comico, quindi sarebbe stata necessaria almeno la prudenza di quell’antico pastore, Tìtiro, che nella prima Bucolica di Virgilio confessa di aver sempre ritenuto che la sua campagnola Mantova, dove era solito svezzare gli agnelli appena nati, fosse simile alla grande Roma, proprio come i capretti assomigliano alle madri, confrontando quindi scioccamente, ammette, cose piccole e grandi, ma, dopo averla visitata, capì che Roma si innalza tanto sopra le altre città “quantum lenta solent inter viburna cupressi”, proprio quanto i cipressi si slanciano nel cielo sopra il flessuoso viburno.

È quasi come dire, brutalizzando i versi, che quando la si spara grossa, bisognerebbe almeno rendersene conto e mettere le mani avanti.

Mantenendo aperto il mio balcone sulla medesima area geografica e, soprattutto, sulla stessa indebita appropriazione del Natale, mi sono imbattuto nei preparativi per il compleanno del presidente dello Zimbabwe, che ogni 21 febbraio riceve dai suoi sudditi grandi attestazioni di affetto e soprattutto di generosità, se è vero, come riporta News24, che quest’anno gli saranno donati 150 bovini da disinteressati benefattori per saziare la fame dei privilegiati che prenderanno parte al generoso banchetto dell’eccezionale genetliaco.

“L'anno scorso” scriveva La Repubblica il 27 febbraio 2016, “il presidente era stato festeggiato con gigantesche celebrazioni segnate dall'abbattimento di diversi elefanti e dall'offerta al leader di varie e stranissime torte di compleanno, di cui una del peso di 91 chilogrammi.”

Non so quanto il popolo festante poté beneficiare del bengodi, ma poco importa, perché l’importante era esserci, come riferisce la stessa fonte: “in autobus, camion, auto o a piedi, migliaia di cittadini dello Zimbabwe hanno raggiunto la città di Masvingo, nel sud-est del paese per celebrare il 92esimo compleanno del presidente Robert Mugabe. In un Paese dove gran parte della popolazione soffre la fame a causa della siccità e dell'economia allo stremo, gli imponenti festeggiamenti costati quasi 800mila dollari sono stati criticati dall'opposizione, visto che la festa prevedeva un grande banchetto a base di carne e selvaggina.”

Quest’anno gli animalisti, almeno loro, saranno zittiti: gli invitati potranno portarsi a casa non più le imponenti zanne d’elefante, ma le più prosaiche corna bovine: è quasi come scendere da Roma a Mantova.

Purtroppo la connessione tra un pur rispettabile compleanno ed il Natale, tra il viburno ed il cipresso, è stata sostenuta dal leader della componente giovanile del partito là al potere, il quale, secondo News24, ha affermato che “il 21 febbraio vale quanto il 25 dicembre per i cristiani e il presidente Mugabe non è secondo a Gesù Cristo”.

Non riesco ad evitare di ripensare ancora a Virgilio che, descrivendo l’instancabile e duro lavoro delle api, lo paragona addirittura a quello dei Ciclopi, che il mito vuole artefici delle colossali mura di Micene, ma il poeta avanza il paragone in punta di piedi, quasi scusandosi: “si parva licet componere magnis” (Georgiche IV, 176), ammesso che sia lecito confrontare le cose piccole con le grandi.

Virgilio non c’entra nulla con gli eccessi verbali dei politici, ma nemmeno Cristo con Mugabe.

Oltre tutto, a chi vuole paragonare la vita e le opere dell’uno a quelle dell’altro, non dovrebbe sfuggire la fine assai disonorevole di quel povero Cristo.

Salvo che non sia prevista anche la Resurrezione.

Write comment (0 Comments)

Dear Friends,

Modà ristorante cordially invites you to a wine tasting of Morgenster vineyard on the 28th of february at 7:00 p.m. The price is 350 rand pp.

Booking is essential.

Book your table at 0637015652.                                 

28th of February 2017

Write comment (0 Comments)

Due vite per la musica e per il canto, due destini che si incontrano e confluiscono in un solo percorso esistenziale destinato a sfidare il tempo e lo spazio. Sembra la materia di cui sono fatte le favole, dove il bello e il buono trionfano sempre sul brutto e sul cattivo. E invece in questo caso è la storia vera e vissuta di due grandi e modesti protagonisti della scena musicale di Città del Capo, tanto grandi da potersi permettere di non attribuire alcuna importanza alle esteriorità così care a personaggi di gran lunga minori. Sono Marisa Farella e Uliano Marchio. Chi non li ricorda, lui seduto con la sua inseparabile chitarra, lei in piedi accanto a lui, in tutte le occasioni importanti della comunità italiana del Capo? Non hanno mai detto di no a nessuno. Nel 2015 hanno festeggiato le nozze d'oro. In questi giorni festeggiano il 52.mo anniversario e questo è il nostro regalo. Insieme o separatamente hanno calcato le tavole dei palcoscenici dei teatri del Sud Africa e di tanti altri paesi. La loro è la storia che oggi vorremmo raccontarvi. E siccome nella vita si entra separatamente e si cammina da soli anche quando ci si unisce in matrimonio, le storie da raccontare sono in effetti due, quella di lui e quella di lei. Cominceremo da quella di lei.

Marisa Farella nasce nel 1944 a Giovinazzo, bellissimo e antico insediamento romano a pochi chilometri da Bari. La guerra sta per finire e presto la sorella maggiore, Santina, sposa un militare del corpo di spedizione sudafricano aggregato alle truppe alleate e diventa la signora Harrison. Il tempo di fare i documenti e la coppia parte per Città del Capo, da dove Santina poi richiama tutta la famiglia lasciata a Giovinazzo: papà, mamma, due fratelli e la sorella Marisa. E' il 1951 e Marisa ha appena raggiunto l'età scolastica. Nelle scuole sudafricane si distingue soprattutto per la bella voce ereditata dalla mamma e per il senso musicale trasmessole dal papà che suonava la tromba nella banda del paese.

Dopo qualche anno gli italiani del Capo, ma specialmente la signora Zaina e il figlio Virgilio, destinato a diventare nel tempo direttore dell'Olivetti Africa, la convincono a entrare a far parte di un gruppo di dilettanti. Il passaggio obbligato è una trasferta a Camps Bay per provare la parte della protagonista in un musical che sta per andare in scena. Le chiedono di fare un "do acuto" e le fanno i complimenti, ma poi le dicono che la parte è andata a un'altra. Marisa prova così la prima delusione, ma subito dopo si prende la rivincita perché i selezionatori ammettono di aver sbagliato e le chiedono se se la senta di subentrare nel ruolo a pochi giorni dall'andata in scena. Accetta e così fa il suo debutto e riscuote un grande successo cantando in pubblico per la prima volta nel ruolo di "Naughty Marietta".

Sembra fino a quel punto il fatto più importante della sua vita, ma in realtà nel frattempo è anche successa un'altra cosa che avrà un peso molto, ma molto più grande nel suo destino: ha incontrato un ragazzo che si chiama Uliano Marchio e che con quasi tutta la sua famiglia e alcuni altri ragazzi compone la Venetian Mandolin Band. E' nato a Cape Town e tutti gli anni partecipa con la sua orchestrina al Community Carnival nel De Waal Park. Quell'incontro ha fatto scoccare in Uliano una scintilla che non si spegnerà mai più, ma di questo riparleremo più avanti.

Gli italiani che chiedevano di cantare al Carnival erano diversi e fra loro anche Angelo Gobbato, agli inizi di una carriera che lo avrebbe portato ai vertici del mondo musicale di Cape Town. E un giorno arrivò anche il signor Angelo Farella con la figlia ormai sedicenne. Le bastò la prima canzone, "Ciribiribin", per mettere in risalto le sue grandi qualità: oltre ad avere una bellissima voce, era intonatissima e aveva un infallibile senso del ritmo. Le chiesero seduta stante di partecipare a un altro concerto e così, per forza di cose, dovette incontrare Uliano almeno due o tre volte l'anno. Nel 1962 è la protagonista di uno spettacolo che il gruppo di Camps Bay mette in scena al Teatro Labia e con il quale entra per la prima volta in uno dei templi della grande musica.

Intanto però Uliano ha deciso di andare a Londra a studiare chitarra classica. Un venerdì si presenta alla scuola di lei per dirle che parte e che vuole salutarla. L'accompagna a casa con la sua macchina. Lei si fa lasciare all'angolo e gli dice che la settimana dopo avrebbe interpretato Marietta. Lui le fa avere un mazzo di fiori. Poi si imbarca per Londra, pensando "chissà se torno". E' il 1962 e lui ha 25 anni, lei 18. Le manda una cartolina da Madeira. Poi sbarca a Londra e vi rimane per qualche tempo, ma alla fine di quell'anno si sposta a Barcellona, dove per la prima volta negli ultimi 80 anni cadde la neve. Quel Natale, all'uscita della Messa di mezzanotte, nevica. Tutti attoniti per lo stupore e la meraviglia. Qualche giorno dopo scrive a Marisa, sua "penfriend", "Mi aspetteresti?". Marisa apre la lettera e la passa alla sorella perché la legga e ne faccia la traduzione alla mamma. La reazione è un "visto che te lo dicevo?". "Scrivo sì?". "No, non devi sembrare troppo disponibile". Due settimane di commedia all'italiana, fra sì, no e forse, e poi la risposta: "Sono troppo giovane, dammi un po' di tempo".

Uliano a Barcellona fa progressi, suona anche per la radio spagnola, poi decide di fare un giro in Europa. Autostoppista. Qualche volta si riduce a dormire sotto i ponti o nelle stazioni. Mangia poco e dopo lunghi intervalli. Arriva in Norvegia e riesce a suonare in un programma radiofonico di chitarra classica. Gli fanno l'audizione e poi lo "registrano". Gira per le strade di Oslo quando si sente chiamare per nome. E' la signora della stazione radio. Gli dice: "La tua musica è piaciuta, puoi passare a prendere il compenso". Soldi che gli basteranno per un bel po' e che gli permettono di raggiungere anche la Germania.

Intanto Marisa (nella foto sopra in una scena con Angelo Gobbato) ha preso lavoro alla BP e incontra regolarmente la signora Agnes Marchio, vedova da quando Uliano aveva 13 anni. Insieme aspettano il ritorno del figlio, che avviene alla fine del 1963. Nel gennaio del 1964 si fidanzano, nel febbraio del 65 si sposano. Nel febbraio del 2015 festeggiano le nozze d'oro.

Dopo il ritorno di Uliano, Marisa si rimette a studiare canto, ma la svolta importante arriva nel 1972, quando la coppia si trasferisce in Europa e Marisa va a studiare alla Royal Academy di Londra. Al ritorno a Cape Town cambia insegnante e presto viene scelta per il ruolo di Mimì in una Boheme della quale il regista è Angelo Gobbato (con lei nelle vesti di cantantenella prima immagine del fotomontaggio in fondo all'articolo), mentre il tenore che veste i panni di Rodolfo arriva dal Covent Garden, è canadese, si chiama Andrè Turp, ha studiato a Milano e il suo italiano è perfetto. Diventano amici e lui prende l'abitudine, quando è a Cape Town, di andare ad assistere alle sue lezioni di canto. Qualcosa non lo convince e Turp si offre di continuare a insegnarle lui. Lezioni nel bagno della piccola casa dei Farella. Poi una parentesi londinese con almeno due ore e mezza di lezione al giorno e infine il rientro a Cape Town per una "Traviata" in inglese che fa andare Turp fuori dai gangheri perché a suo parere la lingua inglese non ha nulla a che vedere con l'opera. Alla fine della rappresentazione l'insegnante abbandonato va a congratularsi con lei e le dice: "Se tu fossi rimasta con me non avresti mai potuto cantare così". Quella Traviata va in tournèe in tutta la provincia del Capo, che all'epoca includeva anche l'Eastern Cape.

Uliano, dal canto suo, costruisce una brillante carriera da musicista e insegnante di musica. Dalle sue lezioni nasce la cattedra di chitarra classica al College of Music dell'Università di Cape Town. Racconta: "Non ero un pesce grande in un piccolo mare, ero l'unico pesce". Due concerti al mese alla radio, concerti da solista con la Cape Town Simphony Orchestra nella City Hall.

Intanto a Pretoria la cantante che doveva fare la parte di Annina deve rinunciare per un lutto in famiglia e chiede a Marisa di sostituirla. Il critico musicale dell'epoca, abitualmente molto esigente e severo, scrive di quella prestazione: "Una voce di lusso per questo ruolo secondario".

Nel 1982, anno dei mondiali di calcio, a Marisa viene offerto il ruolo di protagonista nel "Suor Angelica" di Puccini per due rappresentazioni al Teatro Romano di Benevento. La notizia arriva all'ambasciata del Sud Africa a Roma, dove i Marchio sono ben conosciuti, e Uliano riceve a sua volta l'invito a portarsi la chitarra per tenere con la moglie un concerto nella sede della rappresentanza diplomatica. Rientrati in Sud Africa, si guardano e si dicono: "Andiamo in Italia?". Così decidono di andare per un paio d'anni a Roma. Ma le cose vanno così bene che si fermano in Italia per i successivi vent'anni. Abitano in un monolocale a Borgo Pio, poi traslocano a Prato Falcone e infine a San Lorenzo, vicino alla stazione Termini, dove finalmente hanno anche il telefono. Lavorano in Italia e anche all'estero nei programmi del Ministero degli Esteri, grazie ai quali visitano Turchia, Grecia, Polonia, Inghilterra, Spagna e Bagdad. Nel 2004 il rientro, dopo essersi di nuovo guardati e aver deciso insieme di voler tornare. Uliano riprende l'insegnamento alla Westerford High School e alle Lambrechts School, dove ancora oggi entrambi insegnano, Marisa alla scuola di musica.

Il ritorno a Roma era stato causato da una telefonata che li invitava all'Hilton perché a Marisa era stato assegnato il Premio Mario Del Monaco, che le fu consegnato dalla moglie e dal fratello del grande tenore. Fu una intensa stagione, che la vide cantare anche nella chiesa di San Clemente, poi a Trieste nella "Coscienza di Ulisse" al fianco di Fernando Pannullo e Giulio Pizzirani e poi al Festival di Todi dove fu premiata con la Maschera con lauro d'oro che aprì le porte del Maurizio Costanzo Show. Scaparro la volle conoscere e le offrì il ruolo della cantante in cerca di lavoro nel Teatro Comico di Goldoni con Pino Micol e Valeria Moriconi al Teatro di Vicenza - tutto di legno, costruito nel 1585. Infine un mese di repliche a Roma.

Ecco. Questa, frammentaria e lacunosa, è la storia di due grandi persone, una grande donna e un grande uomo, che per grazia di Dio sono ancora fra noi, nella nostra comunità, modesti e sempre disponibili, pronti a suonare e cantare ogniqualvolta si chiede loro di farlo per una ricorrenza o una festività. Dobbiamo tutti esserne veramente orgogliosi.

Ciro Migliore

Perché Uliano?

Al termine di una lunga chiacchierata per poter stendere l'articolo qui sopra, non siamo riusciti a sopprimere la curiosità e abbiamo fatto la domanda che da tempo chiedeva insistentemente di essere formulata: "Perché Uliano?". E la risposta ha reso necessario ancora un periodo di attesa: "Ve lo dirò la prossima volta che ci vedremo".

La prossima volta Uliano Marchio è arrivato con un libretto  di poco più di un centinaio di pagine.Intestazione: "Diario Italiano". Titolo: "Disertore a Vladivostok". Autore: Francesco Marchio. E in fondo alla copertina, a destra, una striscia nera diagonale con sopra scritto: "Premio Pieve - Banca Toscana 1994". Così il mistero invece di sciogliersi si infittiva. Poi la spiegazione.

Il libro contiene i ricordi di guerra del padre di Uliano, Francesco. Fu il figlio a trovare il manoscritto e a farne dono all'Archivio dei memoriali, diari ed epistolari di Pieve Santo Stefano, unico nel suo genere in Italia. Nel 1991 fu pubblicato e tre anni dopo anche premiato. Nelle sue pagine la spiegazione di quel nome insolito.

Per farla breve, dovete sapere che Francesco Marchio, nato a Fiume nel 1887 e quindi cittadino suo malgrado dell'Impero Austro-Ungarico, fu arruolato, ancora suo malgrado, nel 1914 e spedito con le truppe austro-ungariche a fronteggiare i russi in Galizia e poi altrove. A Vladivostok disertò, assieme agli altri italiani in divisa austriaca, arrivò fino in Cina e poi rifece tutta la strada a ritroso per tornare nel 1920 a Fiume, diventata italiana.

Una guerra che non avrebbe mai voluto fare, prima di tutto perché si sentiva italiano e poi perché era fra i giovani proletari che in quegli anni si erano perdutamente innamorati degli ideali comunisti. Innamorato al punto da dare al figlio come nome il cognome del massimo esponente di quella nuova e affascinante proposta politica, noto in tutto il mondo e a tutte le generazioni con il nome di Lenin, ma in effetti titolare dei nomi Vladimir Ilyich Ulyanov. Uliano, appunto. Mistero svelato.

Write comment (0 Comments)