Saturday 19th Aug 2017

La mostra itinerante che racconta la storia dell’impresa italiana in oltre 50 oggetti, circuita in Sud Africa e fa tappa a Durban. Un’esposizione iconografica che racconta di design, industria e architettura. Si tratta di ‘50+! Il Grande gioco dell'industria. Oggetti che hanno fatto la storia dell'impresa italiana’, la mostra che si inaugura giovedì 17 agosto 2017 alle 17:30 presso la Art Gallery dell’University of Technology di Durban.

L’esibizione, organizzata in Sud Africa dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, dopo il primo allestimento nel Gauteng nel mese di aprile 2017, è ora presentata a Durban in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Durban e la Durban University of Technology, e sarà aperta al pubblico fino all’8 settembre 2017, con orario dalle 8 alle 16 dal lunedì al giovedì e dalle 8 alle 15:30 il venerdì. Entrata libera.

La mostra, ideata da Museimpresa e curata da Francesca Molteni, racconta i 50 e più oggetti che hanno fatto la storia dell’impresa italiana attraverso un allestimento di pannelli che presenta le idee, i progetti e le storie di oggetti divenuti icone dell'immaginario collettivo (come ad esempio la Vespa, la Bottiglia Campari Soda, la scatola di pasta Barilla o la Valentine di Olivetti). Gli oggetti sono stati scelti dalle collezioni degli archivi e dei musei associati a Museimpresa con la collaborazione dei loro curatori. La mostra, costituita da 54 storie su 24 pannelli, un gioco dell'oca e il quiz indovina indovinello, è una macchina del tempo, una storia attraverso gli oggetti ritmata da invenzioni, intuizioni, azzardi nati dall’ingegno di capitani d’industria e poeti delle fabbriche, di visionari delle officine, entusiasmo delle maestranze e del silenzio delle tavole in studio.

Il “Grande gioco dell’industria” racconta il “Made in Italy” che ha cambiato costume, storia, economia e stile di vita della società italiana.

Oggetti di storia industriale dalla valenza simbolica straordinaria: sacri e domestici, museali e casalinghi, realizzati da grandi firme o da piccoli artigiani, hanno plasmato l’immaginario collettivo di una nazione con innovazioni tecnologiche rapide, orgogliose e inattese. Tra turbine e campionari, alambicchi on the road e strumenti musicali, bottiglie, arredi e loghi, stoffe vivaci e gazometri, motori, ceramiche e moviole, macchine per fare i calcoli e packaging farmaceutico, giocattoli e caschetti, sfila la memoria storica lungo una linea immaginaria, scandita da intrecci di storia, comunicazione, progetto e innovazione che hanno reso questi oggetti icone.

Museimpresa – Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa
Nasce a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria con l’obiettivo di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare il patrimonio culturale aziendale all’interno delle proprie strategie di comunicazione. La creazione di un sistema di archivi e musei aziendali, la diffusione di standard qualitativi e la promozione del concetto di responsabilità culturale dell’impresa sono tra gli scopi principali dell’Associazione. www.museimpresa.com.

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Il 3 settembre presentazione del libro di Federica Marchesini -  

JOHANNESBURG – “Afritalian”  della scrittrice Federica Marchesini sarà presentato il prossimo  3 settembre alle ore 11,30 presso il Club Italiano di Johannesburg (n. 7 Marais Road Bedfordview).  “Afritalian” è il titolo della versione inglese del suo romanzo  “Da un Capo all’altro”. La presentazione del libro è organizzata dal Club Italiano di Johannesburg in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria.  La presentazione sarà tenuta in inglese. Ingresso libero .

Federica Marchesini, veronese, abita a Città del Capo da diversi anni. Ha aperto una scuola di lingue nel 2007 dove insegna italiano, inglese e francese, in loco e via Skype per il resto del mondo. Organizza eventi culturali e sociali per la comunità italiana. (Inform)

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Mercoledì 16 agosto alle ore 18:00 il poeta e scrittore Gabriele Tinti presenterà il reading di poesie intitolato Caves presso il Museo dell’Origins Centre della University of the Witwatersrand. - 

“Questa serie di poesia ecfrastica tenta di riattivare l’aura oramai persa dell’opera d’arte, di tutte quelle reliquie di mondi ed eroi - di un’umanità - che non ci sono più. Il tragico senso di morte, di vacuità, che appartiene persino ai nostri capolavori che si vorrebbero eterni, l'indeterminatezza che ha circondato spesso le loro attribuzioni, il carattere talvolta puramente ipotetico degli studi, la frammentarietà mutilata con la quale quasi sempre dall’antichità sono giunti sino a noi, mi hanno fornito lo spunto per le mie opere”

Caves è il frutto della venerazione per le immagini dell’autore, che ha composto una serie di poemi ispirati all’arte preistorica. La performance all’Origins Centre Museum fa parte del progetto globale dell’autore sui capolavori del mondo antico e l’arte preistorica. Oltre a recitare alcune sue poesie ecfrastiche in inglese, Tinti proietterà dei video di attori che recitano i suoi versi in alcuni tra i più famosi musei del mondo tra cui MET, LACMA, Getty Museum. All’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria in collaborazione con Origins Centre e la University of the Witwatersrand, parteciperanno anche gli attori sudafricani Tony Kgoroge, famoso a livello internazionale per i suoi ruoli nei film Hotel Ruanda (2004), Invictus (2009), Blood Diamond (2006) e Mandela: Long Walk to Freedom (2013), e Renos Spanoudes, noto protagonista della scena televisiva e teatrale locale.

Gabriele Tinti è un poeta e scrittore italiano. Ha lavorato con il J. Paul Getty Museum, il Metropolitan Museum of Art, il British Museum, il Los Angeles County Museum of Art, il Museo Nazionale Romano, i Musei Capitolini, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Glyptothek di Monaco componendo poesie per antiche opere d’arte tra cui il Pugile in Riposo, il Discobolo, la Testa Arundel, il Galata Ludovisi, l’Atleta Vittorioso, l’Ercole Farnese, l’Eracle di Skopas, i Marmi di Elgin del Partenone, il Fauno Barberini e molti altri capolavori. Le sue poesie sono state declamate da attori quali Joe Mantegna, Michael Imperioli, Burt Young, Alessandro Haber, Robert Davi, Vincent Piazza e Franco Nero. I temi ricorrenti delle sue opere, composte principalmente da una poesia lucida ed epigrammatica, sono la morte e la sofferenza. L’umanità cantata nei suoi scritti è la vita drammatica di pugili, suicidi, eroi sconfitti e invalidi.

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Il terzo trimestre è ormai cominciato alla Dante di Città del Capo, che da il benvenuto a tutti i nuovi studenti. Mentre sono alle prese con la conquista di nuovi vocaboli e l'apprendimento della nostra lingua, si offre a tutti l'opportunità di scoprire uno dei tanti aspetti che compongono la variegata cultura dell'Italia di oggi: l'invito all'incontro con Fred Kudjo Kuwornu, regista e produttore di origine ghanese, nato e cresciuto in Italia, a Bologna.

Il suo documentario "18 Ius Soli" propone un tema estremamente attuale: il multiculturalismo nell'Italia contemporanea.
 
Si parlerà del fatto di sentirsi parte di una cultura diversa da quella della propria famiglia di origine, cercando di capire che cosa significa divenire cittadino di un Paese sentito come casa propria.

Vi aspettiamo venerdì 18 agosto alle 18.00, per la visione del documentario e l'incontro con il regista in sala.

Prenotate scrivendo ad This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

August at La Dante   
 
Our third term has commenced with a warm welcome to our new students.

Whilst learning the newly-found language, we would like to present our students with the opportunity to discover one of the many aspects that make up today's Italian culture.
We invite you for an evening with Fred Kudjo Kuwornu, a director and producer of Ghanaian descent, born and raised in Bologna, Italy. His documentary, "18 Ius Soli",  brings to light the reality of multiculturalism in modern-day Italy.

We will explore what it feels like to be a part of  a culture different to that of  your family and what it signifies to become a citizen of a country you call 'home'.

Join us on Friday, 18th August, at 6 pm, for the screening and Q&A with the director.

Book now via email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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In occasione delle celebrazioni per il Mese della Donna in Sud Africa, la fotografa ed artista italiana Rosetta Messori sarà a Pretoria dal 14 al 18 agosto 2017 per presentare e condividere la sua opera al Vavasati International Women’s Festival promosso dal South African State Theatre di Pretoria con il significativo titolo di Flowers of the Revolution.

La mostra Roses, dedicata a questo fiore meraviglioso, è composta da 23 stampe su pregiata carta in cotone e sarà aperta al pubblico dal 15 al 18 agosto, dalle ore 09:00 alle ore 17:00 nell’ambito del Festival in programma presso lo State Theatre per celebrare il mese della donna in Sud Africa. Le foto di questa mostra, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, sono il frutto di lunghe esposizioni e di un particolare movimento della macchina durante la ripresa, nell’intento di “dematerializzare” il reale creando nuove forme che scaturiscano e si generino dal contatto con la luce.

La fotografa terrà poi anche un Laboratorio fotografico dalle 11:00 alle 13:00 del 18 agosto sempre nell’ambito del Festival presso lo State Theatre. Il Laboratorio è rivolto a giovani fotografi locali nonché appassionati di questa arte e Rosetta Messori condividerà coi i partecipanti la sua esperienza nel mondo della fotografia e la visione da cui scaturiscono le sue opere. 

Rosetta Messori è una fotografa singolare, le cui immagini testimoniano una forte tensione narrativa e, al tempo stesso, di una prepotente vocazione pittorica. Le immagini della Messori hanno la poesia di un racconto e l'eleganza formale di un dipinto.

Rosetta Messori nasce a Modena, vive e lavora a Roma. Dal 1988 ha sviluppato la propria personale ricerca artistica sulla relazione tra Spazio Tempo ed Energia, attuata prevalentemente con il mezzo fotografico analogico. Ha approfondito le molteplici potenzialità del linguaggio visivo frequentando i corsi di fotografia del professor Victor Ugo Contino presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente vari corsi presso l’ICP di New York. L’esperienza americana inaugura così nel 1989 il suo percorso espositivo, che l’ha portata a presentare i suoi lavori in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.

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