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Nkosi sikelel’ iAfrika
Maluphakanyisw’ uphondo lwayo,
Yizwa imithandazo yethu,
Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo.
Morena boloka setjhaba
sa heso,
O fedine dintwa la matshwenyeho,
O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso,
Setjhaba sa South Africa – South Africa.
Uit die blou van onse
hemel,
Uit die diepte van ons see,
Oor ons ewige gebergtes,
Waar die kranse antwoord gee.
Sounds the call to
come together,
And united we shall stand,
Let us live and strive for freedom,
It South Africa our land. |
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L'inno: Il nuovo inno
nazionale sudafricano (1,35 minuti) in 5 lingue ( la Costituzione
del Sudafrica prevede 11 lingue ufficiali ) è composto da otto righe
sia di "Nkosi Sikelel' iAfrika ( nelle lingue Xhosa, Zulu e Sotho ),
che di "The Call of South Africa" o "Die Stem van Suid-Afrika",
rispettivamente in Inglese ed Afrikaans. E' una preghiera per il
paese assieme ad una poetica descrizione del suo territorio.
Breve analisi storica:
"Nkosi Sikelel' iAfrika"
Le parole della prima strofa di Nkosi
Sikelel' iAfrika furono scritte in lingua Xhosa da Enoch Sotonga
come inno, probabilmente nel 1897. Furono in seguito aggiunte sette
ulteriori strofe in lingua Xhosa dal poeta Samuel Mqhayi.
Questa canzone fu per la prima volta
cantata pubblicamente all'ordinazione del reverendo M.Boweni, un
ministro metodista Shangaan.
Essendo stata composta come inno,
Nkosi Sikelel' iAfrika rappresenta una fusione tra la cultura
europea e quella africana. E' dunque anch'esso un simbolo di unità.
Le parole di questo inno sono entrate a far parte del repertorio
sudafricano di poesia orale, con molte differenti versioni in
circolazione. |