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Inviato: Giovedì 03 aprile 2008

Le domande che si fanno prima di emigrare verso il Sud Africa e alcune possibili risposte

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,

ho avuto una offerta di lavoro in Sud Africa (zona Pretoria/Johannesburg). Ho cercato in vari siti le informazioni utili in questi casi (oltre ad aver contattato inutilmente le Ambasciate Italiana e Sudafricana). 
Ho consultato anche le informazioni presenti sul sito del Suo giornale.
Le informazioni sono utilissime ma talvolta frammentarie. Sarebbe utile avere un link al Suo sito dove le domande più frequenti trovano una risposta (delle frequently asked questions, FAQ, che un "tipico emigrato" - uso questa espressione con molto affetto e simpatia, visto che molti italiani hanno dovuto lasciare il proprio Paese - desideroso di andare in Sud Africa si pone). Provo ad elencarne alcune nella speranza di ricevere qualche risposta (che sono sicuro avranno una valenza per molti lettori):
 
Procedure e Burocrazia
1) - quali documenti sono necessari per lavorare in Sud Africa
2) - quali tipi di visto bisogna ottenere
3) - quali sono i requisiti per ottenere la residenza e successivamente la cittadinanza in Sud Africa?
4) - esistono delle procedure per accedere alla pensione italiana una volta terminato il periodo lavorativo in Sud Africa?
5) - quali sono i siti di job recruitment più affidabili in Sud Africa?
 
Scuole e Professioni
6) - esistono scuole italiane (o internazionali) per bambini di madrelingua italiana (che parlano solo italiano)?
7) - qual è il sistema scolastico Sud Africano? La scuola pubblica è da preferire a quella privata? I titoli scolastici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? e viceversa?
8) - i titoli accademici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? Un medico italiano può praticare la sua professione in Sud Africa? Un Avvocato? Un ingegnere?
 
Vita in Sud Africa e Costo della Vita
9) - quali sono le zone di Johannesburg, Pretoria (ed altre città Sudafricane) in cui cercare una residenza "sicura"?
10) - quali sono le aree delle stesse città che un Sud Africano di origine italiana non frequenterebbe?
11) - qual è il costo della vita in Sud Africa confrontato all'Italia (quanto costa affittare una casa "media", un pasto "medio", una macchina di media cilindrata, ...) ?
12) - Mi sembra di capire che la diffusione dell'AIDS in Sud Africa sia un problema. Come impatta nella vita di tutti i giorni? Esistono altri tipi di problemi sanitari?
13) - qual è il sistema sanitario in Sud Africa? è frequente rivolgersi alla sanità privata? 

Sicurezza
Nelle Lettere al Direttore, Lei ha spesso risposto a domande sulla sicurezza, Le suggerirei di usare il sistema delle FAQ per rispondere una volta sola alle numerose domande in merito. Però una domanda sulla sicurezza la pongo anch'io: Pretoria è più o meno sicura di Johannesburg?
Grazie per la pazienza e per ogni suggerimento che Lei e la Sua redazione vorranno fornire.
Buon Lavoro e saluti dall'Italia

Valerio Odoni (Roma)

IL DIRETTORE RISPONDE

Caro Valerio, quante domande. Le ho numerate io, così mi è più facile cercare di rispondere a tutte, ma prego lei e tutti gli altri lettori di considerare le mie risposte soltanto frutto di esperienze personali e non verità assolute. E’ difficile comunque dare risposte su certi argomenti, ma molto più difficile quando le risposte stesse potrebbero essere la base di decisioni molto importanti. Vede, io sono un testimone soltanto parzialmente attendibile perché, essendo nato e cresciuto in Africa, ho con questo continente e i suoi problemi un rapporto diverso da quello che si può sviluppare fra esso e un individuo che vi giunga da adulto. Ci sono probabilmente zone dove io andrei senza timore che ad altri potrebbero ispirare timore o repulsione. E ci sono sensibilità diverse anche in fatto di sicurezza e di pericolo. In questo campo contano molto anche le esperienze pregresse, poiché la sensibilità di uno che sia stato già vittima di una rapina sarebbe sicuramente diversa da quella di uno mai rapinato. Questo è fortunatamente il mio caso, ma nella mia famiglia altri hanno subito la traumatizzante esperienza dell’incontro con rapinatori armati e ciascuno di loro ne ha riportato conseguenze diverse, che vanno dal fatalistico a un costante senso di allarme. Il fatto che nella mia sola famiglia vi siano diversi soggetti che hanno subito rapine dovrebbe comunque darle un’idea della frequenza con cui questi incidenti si ripetono da queste parti. Ma cerchiamo di andare per ordine.

1) - Per lavorare in Sud Africa occorre un permesso di lavoro. Per ottenere un permesso occorre avere una professione o una qualifica che servano al paese e che altri candidati preferenziali non abbiano. Nel nostro caso potrebbe essere decisiva la necessità di potersi esprimere fluentemente in italiano. Occorre quindi avere un’offerta di lavoro che cittadini sudafricani delle categorie un tempo svantaggiate e oggi favorite non siano in grado di soddisfare. Nella classifica ufficiale da osservare nel favorire un candidato nei confronti degli altri l’uomo bianco figura all’ultimo posto, la donna bianca se la cava un po’ meglio.

2) – Il visto da ottenere è quello legato al contratto e al permesso di lavoro. Ci sono anche tipi avventurosi che hanno soltanto un visa turistico e riescono comunque a lavorare, alcuni ottenendo un’offerta di lavoro regolamentare, altri grazie alla complicità di datori di lavoro disposti a ignorare le disposizioni di legge. Può capitare di essere scoperti ed espulsi.

3) – La residenza e ancora più la cittadinanza prevedono procedure lunghe e complicate, dettate da leggi che cambiano di frequente, per cui non tenterò di rispondere. Nella nostra prima pagina, fra i “banner” girevoli a metà pagina, c’è quello di “migrate2sa”: è un’agenzia che si occupa appunto di queste pratiche.

4) – Quanto alla pensione italiana, ci sono due patronati (Acli e Ital-Uil) che sbrigano le pratiche gratuitamente e non dovrebbe essere difficile proseguire i versamenti in Italia su base volontaria. Il sistema pensionistico sudafricano si basa quasi esclusivamente sulla stipula di polizze di assicurazione che portano al pensionamento. Le ditte maggiori offrono la polizza quale parte del contratto di lavoro, ma la pensione italiana è sicuramente da preferire.

5) – So che un’agenzia di “recruitment” già parecchio attiva in Italia è la Kelly, che probabilmente è anche fra le più qualificate. E’ comunque consigliabile informarsi a fondo prima di firmare qualsiasi contratto.

6) – Non esistono scuole italiane, ma soltanto corsi integrativi nel fine settimana e corsi serali della Dante Alighieri. Alcune scuole hanno introdotto l’italiano fra le materie offerte e si può portare la materia fino alla maturità e all’università, ma ancora nessuna scuola ha adottato l’italiano come lingua d’insegnamento. Ci sono trattative in corso, ma ancora nulla di definitivo. Il compito di mantenere la conoscenza della lingua nelle nuove generazioni è ancora quasi esclusivamente appannaggio dei genitori. Esistono scuole come quella greca e quella tedesca nelle quali l’insegnamento è in lingue diverse da quelle ufficiali sudafricane,  che sono undici, ma la lingua oggi più usata è l’inglese.

7) – Il sistema scolastico sudafricano è simile a quello anglo-sassone. Ci sono scuole pubbliche eccellenti e altre meno buone che sono alla portata di tutti, mentre le scuole private, generalmente buone, sono molto costose.

8) - I titoli scolastici non sono riconosciuti perché manca un accordo fra governi che istituisca l’equipollenza dei titoli. Questo è uno dei temi presenti nelle campagne elettorali di tutte le forze politiche in questi giorni di elezioni. Conosco comunque architetti italiani che esercitano la professione anche qui. Cosa che sarebbe impossibile per avvocati e medici, per esempio.

9) – Il concetto di “residenza sicura” è ormai una cosa del passato. La delinquenza frequenta indifferentemente tutte le zone delle maggiori città, tanto è vero che fra le vittime delle rapine ci sono anche ministri e ambasciatori. E’ comunque vero che vi sono zone dove si è maggiormente esposti alla micro-criminalità, ma non basterebbe un grosso volume per elencarle tutte. Il criterio più facile per scegliere è basato sul costo dell’affitto: più è basso più la zona è periferica o a rischio. Nelle aree urbane è improbabile che una zona sia buona al di sotto dei 4.000-5.000 rand al mese, pari oggi a 350-450 euro.

10) – Vedi risposta precedente, ma con larghezza di vedute perché ci sono italiani che frequentano qualsiasi zona e ci sono italiani che si muovono soltanto nei quartieri “nobili”. In questo penso che la situazione non sia molto diversa in Italia.

11) – Diciamo che il costo “medio” in Sud Africa è un po’ più basso che in Italia, ma che per le famiglie italiane finisce per essere molto vicino, data l’esigenza, tutta italiana, si acquistare certi prodotti d’importazione. Una vettura utilitaria costa intorno agli 80.000 rand (oggi 12 rand per un euro). Al ristorante ci vogliono da 40 a 60 rand per una pizza o un piatto di pasta, dai 60 rand in su per un piatto di pesce o di carne, una ventina di rand per un litro di minerale e dai 50 rand in su per una bottiglia di vino. Un antipasto può costare dai 30 rand in su e così via. Qui un pasto al ristorante raramente va dall’antipasto alla frutta, come il Italia. In genere la gente si accontenta di due o anche una sola portata. Potrà vedere dal nostro sito che il pranzo degli anziani al Club Italiano costa 80 rand, vino escluso.

12) – L’Aids è un dramma nazionale, ma difficilmente incide sulla vita privata di coloro che ne sono esenti. La diffusione è altissima, come in tutta l’Africa australe, e quindi occorre essere informati e cercare di evitare le situazioni a rischio. Altre malattie drammaticamente diffuse sono la tubercolosi, in certe aree il colera, nelle zone tropicali la malaria, ma nelle città questi problemi sembrano lontanissimi. Dal punto di vista della salute e della qualità dell’ambiente Johannesburg è stata appena inclusa fra le migliori città del mondo, subito dopo Melbourne.

13) – La sanità pubblica sudafricana ha punte di eccellenza, ma in genere lascia alquanto a desiderare, perché occorre recuperare certi ritardi del passato nei confronti della maggioranza della popolazione. Ragion per cui si fa spesso ricorso alla sanità privata, generalmente buona e generalmente costosa. Anche in questo caso l’accesso alla sanità pubblica è facile e poco costoso, mentre per usufruire della sanità privata occorre avere mezzi o una buona assicurazione, che può costare anche alcune centinaia di euro al mese. La richiesta al governo italiano di un’assicurazione a vantaggio dei connazionali meno abbienti è un altro argomento di di questa campagna elettorale.

All’ultima domanda, non numerata, penso di aver già risposto in alcune delle risposte precedenti. Johannesburg e Pretoria sono molto vicine e le condizioni che rendono pericolosa l’una sono presenti anche nell’altra. Mi dispiace, ma chiunque voglia venire a lavorare e a vivere in Sud Africa deve essere preparato ad accettare il fatto che non esistono zone completamente sicure. Qui generalmente si ritiene che la città meno a rischio sia Cape Town, ma qualcuno che sia stato rapinato in questa città potrebbe avere un’opinione completamente diversa. Venerdì 28 marzo un funzionario governativo ha reso noto che le province del Gauteng e del KwaZulu-Natal registrano ogni anno il 75% degli episodi di criminalità, che quindi interessano il 40% della popolazione sudafricana. Nella stessa dichiarazione il funzionario ha tenuto a far notare che nella provincia del Northern Cape la criminalità è bassissima, perfino inferiore a quella spagnola, che è la più bassa nell’Unione Europea. Il Northern Cape è grande come l’Italia e ha appena un milione di abitanti. Ci sono più pecore che esseri umani. Il presidente della provincia ha approfittato di questa pubblicità per esortare gli abitanti di Johannesburg a trasferirsi dalle sue parti e contribuire al suo sviluppo economico.

Ho cercato di rispondere onestamente e spero di essere stato esauriente, ma probabilmente su dieci persone ce ne sarebbero almeno otto che darebbero risposte diverse dalle mie, quindi le consideri soltanto un aiuto a conoscere un po’ più a fondo la realtà di questo paese e soprattutto non prenda le sue decisioni basandosi su quello che ho cercato di dirle. La responsabilità finale delle sue decisioni non può che essere sua

Inviato: Giovedì 03 aprile 2008

Le domande che si fanno prima di emigrare verso il Sud Africa e alcune possibili risposte

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,

ho avuto una offerta di lavoro in Sud Africa (zona Pretoria/Johannesburg). Ho cercato in vari siti le informazioni utili in questi casi (oltre ad aver contattato inutilmente le Ambasciate Italiana e Sudafricana). 
Ho consultato anche le informazioni presenti sul sito del Suo giornale.
Le informazioni sono utilissime ma talvolta frammentarie. Sarebbe utile avere un link al Suo sito dove le domande più frequenti trovano una risposta (delle frequently asked questions, FAQ, che un "tipico emigrato" - uso questa espressione con molto affetto e simpatia, visto che molti italiani hanno dovuto lasciare il proprio Paese - desideroso di andare in Sud Africa si pone). Provo ad elencarne alcune nella speranza di ricevere qualche risposta (che sono sicuro avranno una valenza per molti lettori):
 
Procedure e Burocrazia
1) - quali documenti sono necessari per lavorare in Sud Africa
2) - quali tipi di visto bisogna ottenere
3) - quali sono i requisiti per ottenere la residenza e successivamente la cittadinanza in Sud Africa?
4) - esistono delle procedure per accedere alla pensione italiana una volta terminato il periodo lavorativo in Sud Africa?
5) - quali sono i siti di job recruitment più affidabili in Sud Africa?
 
Scuole e Professioni
6) - esistono scuole italiane (o internazionali) per bambini di madrelingua italiana (che parlano solo italiano)?
7) - qual è il sistema scolastico Sud Africano? La scuola pubblica è da preferire a quella privata? I titoli scolastici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? e viceversa?
8) - i titoli accademici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? Un medico italiano può praticare la sua professione in Sud Africa? Un Avvocato? Un ingegnere?
 
Vita in Sud Africa e Costo della Vita
9) - quali sono le zone di Johannesburg, Pretoria (ed altre città Sudafricane) in cui cercare una residenza "sicura"?
10) - quali sono le aree delle stesse città che un Sud Africano di origine italiana non frequenterebbe?
11) - qual è il costo della vita in Sud Africa confrontato all'Italia (quanto costa affittare una casa "media", un pasto "medio", una macchina di media cilindrata, ...) ?
12) - Mi sembra di capire che la diffusione dell'AIDS in Sud Africa sia un problema. Come impatta nella vita di tutti i giorni? Esistono altri tipi di problemi sanitari?
13) - qual è il sistema sanitario in Sud Africa? è frequente rivolgersi alla sanità privata? 

Sicurezza
Nelle Lettere al Direttore, Lei ha spesso risposto a domande sulla sicurezza, Le suggerirei di usare il sistema delle FAQ per rispondere una volta sola alle numerose domande in merito. Però una domanda sulla sicurezza la pongo anch'io: Pretoria è più o meno sicura di Johannesburg?
Grazie per la pazienza e per ogni suggerimento che Lei e la Sua redazione vorranno fornire.
Buon Lavoro e saluti dall'Italia

Valerio Odoni (Roma)

IL DIRETTORE RISPONDE

Caro Valerio, quante domande. Le ho numerate io, così mi è più facile cercare di rispondere a tutte, ma prego lei e tutti gli altri lettori di considerare le mie risposte soltanto frutto di esperienze personali e non verità assolute. E’ difficile comunque dare risposte su certi argomenti, ma molto più difficile quando le risposte stesse potrebbero essere la base di decisioni molto importanti. Vede, io sono un testimone soltanto parzialmente attendibile perché, essendo nato e cresciuto in Africa, ho con questo continente e i suoi problemi un rapporto diverso da quello che si può sviluppare fra esso e un individuo che vi giunga da adulto. Ci sono probabilmente zone dove io andrei senza timore che ad altri potrebbero ispirare timore o repulsione. E ci sono sensibilità diverse anche in fatto di sicurezza e di pericolo. In questo campo contano molto anche le esperienze pregresse, poiché la sensibilità di uno che sia stato già vittima di una rapina sarebbe sicuramente diversa da quella di uno mai rapinato. Questo è fortunatamente il mio caso, ma nella mia famiglia altri hanno subito la traumatizzante esperienza dell’incontro con rapinatori armati e ciascuno di loro ne ha riportato conseguenze diverse, che vanno dal fatalistico a un costante senso di allarme. Il fatto che nella mia sola famiglia vi siano diversi soggetti che hanno subito rapine dovrebbe comunque darle un’idea della frequenza con cui questi incidenti si ripetono da queste parti. Ma cerchiamo di andare per ordine.

1) - Per lavorare in Sud Africa occorre un permesso di lavoro. Per ottenere un permesso occorre avere una professione o una qualifica che servano al paese e che altri candidati preferenziali non abbiano. Nel nostro caso potrebbe essere decisiva la necessità di potersi esprimere fluentemente in italiano. Occorre quindi avere un’offerta di lavoro che cittadini sudafricani delle categorie un tempo svantaggiate e oggi favorite non siano in grado di soddisfare. Nella classifica ufficiale da osservare nel favorire un candidato nei confronti degli altri l’uomo bianco figura all’ultimo posto, la donna bianca se la cava un po’ meglio.

2) – Il visto da ottenere è quello legato al contratto e al permesso di lavoro. Ci sono anche tipi avventurosi che hanno soltanto un visa turistico e riescono comunque a lavorare, alcuni ottenendo un’offerta di lavoro regolamentare, altri grazie alla complicità di datori di lavoro disposti a ignorare le disposizioni di legge. Può capitare di essere scoperti ed espulsi.

3) – La residenza e ancora più la cittadinanza prevedono procedure lunghe e complicate, dettate da leggi che cambiano di frequente, per cui non tenterò di rispondere. Nella nostra prima pagina, fra i “banner” girevoli a metà pagina, c’è quello di “migrate2sa”: è un’agenzia che si occupa appunto di queste pratiche.

4) – Quanto alla pensione italiana, ci sono due patronati (Acli e Ital-Uil) che sbrigano le pratiche gratuitamente e non dovrebbe essere difficile proseguire i versamenti in Italia su base volontaria. Il sistema pensionistico sudafricano si basa quasi esclusivamente sulla stipula di polizze di assicurazione che portano al pensionamento. Le ditte maggiori offrono la polizza quale parte del contratto di lavoro, ma la pensione italiana è sicuramente da preferire.

5) – So che un’agenzia di “recruitment” già parecchio attiva in Italia è la Kelly, che probabilmente è anche fra le più qualificate. E’ comunque consigliabile informarsi a fondo prima di firmare qualsiasi contratto.

6) – Non esistono scuole italiane, ma soltanto corsi integrativi nel fine settimana e corsi serali della Dante Alighieri. Alcune scuole hanno introdotto l’italiano fra le materie offerte e si può portare la materia fino alla maturità e all’università, ma ancora nessuna scuola ha adottato l’italiano come lingua d’insegnamento. Ci sono trattative in corso, ma ancora nulla di definitivo. Il compito di mantenere la conoscenza della lingua nelle nuove generazioni è ancora quasi esclusivamente appannaggio dei genitori. Esistono scuole come quella greca e quella tedesca nelle quali l’insegnamento è in lingue diverse da quelle ufficiali sudafricane,  che sono undici, ma la lingua oggi più usata è l’inglese.

7) – Il sistema scolastico sudafricano è simile a quello anglo-sassone. Ci sono scuole pubbliche eccellenti e altre meno buone che sono alla portata di tutti, mentre le scuole private, generalmente buone, sono molto costose.

8) - I titoli scolastici non sono riconosciuti perché manca un accordo fra governi che istituisca l’equipollenza dei titoli. Questo è uno dei temi presenti nelle campagne elettorali di tutte le forze politiche in questi giorni di elezioni. Conosco comunque architetti italiani che esercitano la professione anche qui. Cosa che sarebbe impossibile per avvocati e medici, per esempio.

9) – Il concetto di “residenza sicura” è ormai una cosa del passato. La delinquenza frequenta indifferentemente tutte le zone delle maggiori città, tanto è vero che fra le vittime delle rapine ci sono anche ministri e ambasciatori. E’ comunque vero che vi sono zone dove si è maggiormente esposti alla micro-criminalità, ma non basterebbe un grosso volume per elencarle tutte. Il criterio più facile per scegliere è basato sul costo dell’affitto: più è basso più la zona è periferica o a rischio. Nelle aree urbane è improbabile che una zona sia buona al di sotto dei 4.000-5.000 rand al mese, pari oggi a 350-450 euro.

10) – Vedi risposta precedente, ma con larghezza di vedute perché ci sono italiani che frequentano qualsiasi zona e ci sono italiani che si muovono soltanto nei quartieri “nobili”. In questo penso che la situazione non sia molto diversa in Italia.

11) – Diciamo che il costo “medio” in Sud Africa è un po’ più basso che in Italia, ma che per le famiglie italiane finisce per essere molto vicino, data l’esigenza, tutta italiana, si acquistare certi prodotti d’importazione. Una vettura utilitaria costa intorno agli 80.000 rand (oggi 12 rand per un euro). Al ristorante ci vogliono da 40 a 60 rand per una pizza o un piatto di pasta, dai 60 rand in su per un piatto di pesce o di carne, una ventina di rand per un litro di minerale e dai 50 rand in su per una bottiglia di vino. Un antipasto può costare dai 30 rand in su e così via. Qui un pasto al ristorante raramente va dall’antipasto alla frutta, come il Italia. In genere la gente si accontenta di due o anche una sola portata. Potrà vedere dal nostro sito che il pranzo degli anziani al Club Italiano costa 80 rand, vino escluso.

12) – L’Aids è un dramma nazionale, ma difficilmente incide sulla vita privata di coloro che ne sono esenti. La diffusione è altissima, come in tutta l’Africa australe, e quindi occorre essere informati e cercare di evitare le situazioni a rischio. Altre malattie drammaticamente diffuse sono la tubercolosi, in certe aree il colera, nelle zone tropicali la malaria, ma nelle città questi problemi sembrano lontanissimi. Dal punto di vista della salute e della qualità dell’ambiente Johannesburg è stata appena inclusa fra le migliori città del mondo, subito dopo Melbourne.

13) – La sanità pubblica sudafricana ha punte di eccellenza, ma in genere lascia alquanto a desiderare, perché occorre recuperare certi ritardi del passato nei confronti della maggioranza della popolazione. Ragion per cui si fa spesso ricorso alla sanità privata, generalmente buona e generalmente costosa. Anche in questo caso l’accesso alla sanità pubblica è facile e poco costoso, mentre per usufruire della sanità privata occorre avere mezzi o una buona assicurazione, che può costare anche alcune centinaia di euro al mese. La richiesta al governo italiano di un’assicurazione a vantaggio dei connazionali meno abbienti è un altro argomento di di questa campagna elettorale.

All’ultima domanda, non numerata, penso di aver già risposto in alcune delle risposte precedenti. Johannesburg e Pretoria sono molto vicine e le condizioni che rendono pericolosa l’una sono presenti anche nell’altra. Mi dispiace, ma chiunque voglia venire a lavorare e a vivere in Sud Africa deve essere preparato ad accettare il fatto che non esistono zone completamente sicure. Qui generalmente si ritiene che la città meno a rischio sia Cape Town, ma qualcuno che sia stato rapinato in questa città potrebbe avere un’opinione completamente diversa. Venerdì 28 marzo un funzionario governativo ha reso noto che le province del Gauteng e del KwaZulu-Natal registrano ogni anno il 75% degli episodi di criminalità, che quindi interessano il 40% della popolazione sudafricana. Nella stessa dichiarazione il funzionario ha tenuto a far notare che nella provincia del Northern Cape la criminalità è bassissima, perfino inferiore a quella spagnola, che è la più bassa nell’Unione Europea. Il Northern Cape è grande come l’Italia e ha appena un milione di abitanti. Ci sono più pecore che esseri umani. Il presidente della provincia ha approfittato di questa pubblicità per esortare gli abitanti di Johannesburg a trasferirsi dalle sue parti e contribuire al suo sviluppo economico.

Ho cercato di rispondere onestamente e spero di essere stato esauriente, ma probabilmente su dieci persone ce ne sarebbero almeno otto che darebbero risposte diverse dalle mie, quindi le consideri soltanto un aiuto a conoscere un po’ più a fondo la realtà di questo paese e soprattutto non prenda le sue decisioni basandosi su quello che ho cercato di dirle. La responsabilità finale delle sue decisioni non può che essere sua



Inviato: Lunedì, 12 Novembre 2007

Oggetto: Ciao Italia Sud Africa verso il certificato di autenticità

Buon giorno, signor direttore, e spero che tutto si stia mettendo per il meglio......
Ho letto i diversi articoli riguardo il congresso del "Ciao Italia" a Roma e mi sono ricordato che alcuni anni fa, anche a Cape Town c'erano dei ristoranti che esponevano all'ingresso "Membro del Ciao Italia Club" o qualcosa di simile, e si vedeva anche della publicità sui giornali locali.
Esiste ancora una simile associazione o è finita (come succede spesso a tante iniziative della nostra comunità)?
Un saluto da
Nicola Rusconi


Il direttore risponde

L’Associazione Ciao Italia, caro amico, è viva e vegeta a Città del Capo, ma, come l’organizzazione madre, un tantino in letargo. Questo congresso aveva proprio lo scopo di rivitalizzare l’intero concetto e di infondere nuova vita all’organizzazione. La decisione più importante raggiunta la settimana scorsa a Roma è probabilmente quella di dare una base legale all’insegna che dovrà contraddistinguere i ristoranti italiani autentici nel mondo. Una specie di certificato di autenticità. Questo vale naturalmente anche per il Sud Africa. Tu che ti muovi abitualmente nel mondo della ristorazione sai, come me, che non è facile per i ristoratori trovare il tempo di occuparsi delle tante pratiche che una tale associazione richiede. Il che significa che i ristoratori italiani autentici del Sud Africa avranno bisogno di aiuto per rivitalizzare la loro organizzazione. La mia speranza è che in questo possa tornare utile la Camera di commercio italiana unificata del Sud Africa. Naturalmente dopo aver completato l’iter di unificazione delle tre camere di Johannesburg, Cape Town e Durban.
(Ciro Migliore)


Inviato: Martedì, 16 Ottobre 2007

Oggetto: Giuseppe Di Benedetto da Latina cerca parenti in Sud Africa

Gentilissima redazione
Con sorpresa e molto interesse mi sono imbattuto nel Vostro sito e Vi faccio i complimenti per la gestione e l’organizzazione.
Sono GIUSEPPE DI BENEDETTO, ho 34 anni e lavoro in Italia presso il Comune di Cisterna di Latina (LT) in qualità di tecnico istruttore in materia di edilizia ed urbanistica (Geometra). Tra l’altro la mia compagna è sudafricana, precisamente di Cape Town.
La ragione per cui Vi scrivo è essenzialmente per chiedere un consiglio su come rintracciare alcuni miei familiari in Sud Africa. Ho appreso questa notizia dalla mia famiglia. Si tratta di DI BENEDETTO BRUNO e DI BENEDETTO PINO originari di Fondi (provincia di Latina), fratelli del mio bisnonno, trasferitisi a Johannesburg negli anni ’50 – ’60.
Non sappiamo se ancora sono viventi, ma con ogni probabilità ci saranno figli e nipoti (magari questi ultimi con lo stesso nome dei nonni data la nostra tradizione italiana).
Sinceramente spero che possiate aiutarmi a poter contattare qualcuno.
Resto in attesa di Vs. gradita risposta.Queste sono le mie e-mail :
dbg.73@virgilio.it

g.dibenedetto@comune.cisterna.latina.it
Vi ringrazio con i migliori saluti.
Giuseppe Di Benedetto


Inviato: Domenica, 9 Settembre 2007

Oggetto: Una lettrice ci scrive: ma dov’erano nascosti gli italiani di Città del Capo quando sono stata in vacanza da quelle parti?

Gentile Direttore,

ho trovato "La Gazzetta del Sud Africa" quasi per caso. Sono appena rientrata in Italia dopo una vacanza in Sud Africa che mi ha incantata. E' pur vero che abbiamo passato a Città del Capo solo 2 giorni, eppure mi è sfuggita la presenza italiana: ma dove erano nascosti? e quali attività culturali o momenti di aggregazione?

Siamo tutti rimasti così affascinati da questi luoghi incantevoli dove la natura e la civilizzazione si fondono in modo "quasi perfetto" che potremmo anche pensare di fare il "grande salto" e trasferirci qui.

A tale proposito chiederei a lei oppure ad altri lettori disponibili, di comunicarci se esistono siti o riviste - o qualsiasi altro riferimento - che ci possa aiutare ad avere un quadro della situazione (tasse, attività professionali, eccetera) e valutare seriamente l'opportunità di un trasferimento.

Un aspetto che vorrei condividere con lei è quello della sicurezza: o io sono l'ultima Candy Candy scesa dalle nuvole, ma non è così perchè adoro viaggiare ed ho lavorato anche in ambito turistico, oppure quello che si legge su Città del Capo ed il Sud africa è ingiustificatamente allarmistico. Su ben 4 delle guide in assoluto più diffuse in Europa che abbiamo consultato siamo stati messi in allarme riguardo:

-viaggiare in auto
-a piedi o in auto dopo il tramonto in città e periferia
-non parlare con sconosciuti
-chiudere le sicure della macchina e non fermarsi per alcun motivo.

Insomma, siamo partiti con l'ansia nostra e delle nostre famiglie come se stessimo andando in guerra.
Abbiamo viaggiato, girato a piedi, in auto di giorno e di sera senza MAI sentirci in pericolo, incontrato popolazioni di tutte le etnie e parlato in modo equilibrato e gentile. Ovviamente evito ipocrite considerazioni sull'ambiente paradisiaco, dato che i problemi sociali sono evidenti, tuttavia non mi è sembrato ci fosse alcuna differenza in termini di attenzione, rispetto a viaggiare in qualsiasi altra capitale o grande città europea: Londra, Parigi, Palermo, Napoli, Liverpool, Venezia non sono certamente più sicure.
Io stessa ho abitato a Londra e Parigi e ovviamente i comportamenti responsabili e zone da evitare sono universalmente noti, da un emisfero all'altro, senza necessità di dedicare intere pagine di guide turistiche a mettere in guardia i turisti. Intendo far presente alle ottime guide consultate questo aspetto in quanto ritengo che possa avere un impatto determinante nel settore turistico (in base al principio che se continuo a leggere di un paese che è pericoloso e non ho necesssità di visitarlo, posso anche decidere di cambiare destinazione).
Concludo facendo i miei più sentiti complimenti a coloro che hanno scelto di vivere in una zona così affascinante - e lontana dall'Italia - e ringrazio anticipatamente coloro che potranno fornirmi ulteriori informazioni per apprezzare ancor più questo meraviglioso paese.
Intendo dare fin da ora il mio piccolo contributo al Sud Africa: come ben vedete dal mio indirizzo e-mail, il mio impegno professionale è presso l'aeroporto di Pisa, perciò se qualche Toscano dovesse trovarsi in difficoltà cercherò di tendere una mano amica.
Cordiali saluti.
Valentina Cornuda
cornuda@pisa-airport.com

Il direttore risponde
Cara Valentina, grazie per la bella lettera e per i buoni sentimenti. Come tutti, ne abbiamo bisogno. Credimi, non eravamo nascosti. Probabilmente i percorsi turistici non incrociano i nostri spostamenti quotidiani per motivi di lavoro. Ma ci siamo e siamo più di cinquemila soltanto nella provincia del Capo. Siamo giornalisti, architetti, avvocati, costruttori, ma anche ristoratori e parrucchieri, falegnami, muratori, professori, professionisti e operai, donne in carriera e casalinghe, agricoltori e vinificatori, commercianti e industriali, importatori ed esportatori, spedizionieri e agenti di viaggio. Una cinquantina di noi sono guide turistiche e quotidianamente mostrano le bellezze del Capo a migliaia di turisti italiani. Altri lo fanno a Johannesburg e nel Gauteng, nel Natal e nei parchi nazionali. Mentre ti scrivo al Club Italiano di Johannesburg sono riuniti i rappresentanti degli abruzzesi nel mondo, mentre domani sera al Club Italiano di Città del Capo saranno i piemontesi a festeggiare l’arrivo della primavera e con loro anche i siciliani, i veneti, i friulani e i campani e quelli delle altre regioni. E non so dirti cos’hanno in programma i circoli italiani dell’East Rand, di Welkom, di Vereeniging, di Durban, di East London, di Umkomas, di Port Elizabeth, di Paarl e delle altre città nelle quali gli italiani sono presenti in forma organizzata, ma so che in tutto il Sud Africa dovremmo essere oltre cinquantamila, visto che alle elezioni dell’anno scorso gli aventi diritto al voto erano più di ventiseimila.
Quanto a fare il grande passo di trasferirsi, posso dirti che ci sono giovani italiani che lo fanno tutti i giorni, ma non è una cosa facile. Le leggi del paese tendono a proteggere la manodopera locale e quindi è necessario essere portatori di specializzazioni non comuni nel paese o di capitali da investire, anche se non mancano le eccezioni. Penso che le autorità diplomatiche sudafricane in Italia siano in grado di dirti quali siano le professioni attualmente richieste in Sud Africa e anche nella nostra prima pagina puoi trovare links a camere di commercio italo-sudafricane e ad agenzie che assistono proprio coloro che vogliono trasferirsi. Se poi fra i lettori ce ne sono alcuni o tanti disposti ad accogliere il tuo invito a mettersi in contatto, potrai sentire anche altre opinioni.
In fatto di criminalità, tu hai potuto constatare che non è in corso la caccia al turista, ma le statistiche dicono che in un paio di settimane sono stati diciotto quelli rapinati lungo i sentieri della Table Mountain e sono ancora le statistiche a dire che le possibilità di essere rapinati e di morire ammazzati in Sud Africa sono molto più alte che nel resto del mondo. Le statistiche non differenziano fra il centro di Città del Capo e le baraccopoli di periferia, dove la concentrazione di delitti è molto più alta. Io, l’ho detto altre volte, vivo da sessant’anni in Africa e non sono mai stato rapinato né attaccato, ma ho perso diversi amici per mano di rapinatori dal grilletto facile. Che vuoi che ti dica? Destino? Esperienza? Meccanismi innati di autodifesa? Fortuna? Fai tu. Resta il fatto che questo è un bel paese, ricco di opportunità oltre che di problemi. Un recente sondaggio ha rivelato che nel 96 per cento dei casi gli abitanti sono fieri di essere sudafricani. Non trovi che sia una bella cosa?
Ciao e torna a trovarci o manda i tuoi amici e cercheremo di rimandarli tutti a casa sani e salvi e con gli occhi pieni delle bellezze di questo angolo di mondo. La settimana scorsa ho attraversato il Namaqualand ed era tutto fiorito.

Ciro Migliore


Inviato: Giovedì, 9 Agosto 2007

Oggetto: Barriere architettoniche

Sig. Direttore,
molte persone con ridotte capacità motorie, visive o uditive, si trovano, purtroppo, ad essere ancora in parte discriminati poichè uno scalino o la larghezza di una porta o il bagno inadeguato sono loro di impedimento nelle varie occasioni di vita sociale.
L'eliminazione delle barriere architettoniche è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione.
Con la legge n. 13 del 1989, finalmente, sono state introdotte tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate anche in qualsiasi edificio privato:
l’accessibilità; l’adattabilità, la visibilità.
Invece, nelle nostre città italiane sono ancora presenti tante barriere architettoniche, malgrado le leggi che ne impongono l'eliminazione.
E’ scandaloso, però, che a violare le leggi e i diritti dei disabili sono gli impedimenti esistenti presso i Tribunali e gli Uffici dei Giudici di Pace.
Alcuni Tribunali, per esempio, andrebbero chiusi immediatamente e i responsabili rimossi dall’incarico.
Essi, uguali a tanti altri Uffici Giudiziari Italiani:
impediscono l’accesso ai disabili, sia quando sono parti nel processo, sia quando sono testimoni;
sono inadatti all’attesa dei disabili durante le tante ore delle udienze;
sono mancanti di qualsivoglia servizio igienico, sia per i disabili sia per i non disabili.
Identica cosa è per gli Uffici Comunali di tanti paesi e città d’Italia.
Naturalmente, i disabili, come altre categorie deboli, non hanno rappresentanti politici e sindacali che li tutelano, quindi, anche loro, devono subire e tacere.
Mi aiuti a promuovere una campagna contro le barriere architettoniche presso gli uffici pubblici e gli ospedali.
Al fine di formare un dossier da inviare agli organi competenti, invitiamo i cittadini a mandare le segnalazioni di uffici pubblici inadeguati a
presidente@associazionecontrotuttelemafie.org

presidente@malagiustizia.eu

giangrande.antonio@alice.it
www.associazionecontrotuttelemafie.org

www.malagiustizia.eu
Antonio Giangrande Presidente ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE


Inviato: Sabato, 16 Giugno 2007

Oggetto: Operativa la Gens Italica Network

Gentile Direttore,
desidero segnalarLe che è operativa l’Associazione Gens Italica Network con sede in Roma e sito web www.gensitalica.net L’Associazione è nata da un confronto tra le mie pluriennali esperienze istituzionali ed il pensiero di molti amici di origine italiana e delle loro famiglie. Si è convenuto che era giunto il momento di superare gli attuali schemi nei rapporti tra “gli italiani di origine” e di chiamare le Associazioni e le Organizzazioni maggiormente rappresentative delle comunità di origine italiana operati nel mondo a collaborare in un network espressione di una autonoma area di riferimento transnazionale attiva nei processi di globalizzazione dei mercati e delle conoscenze.
L’Associazione privilegia le tecniche di comunicazione più moderne, ma considera essenziali i rapporti umani e questi si costruiscono più facilmente su interessi comuni, oltre i normali interessi professionali. Per questo il primo progetto che l’Associazione ha attivato è dedicato alle auto italiane storiche ed ai loro collezionisti ed appassionati, auto intese come espressione della creatività e del successo italiani nei cinque continenti.
Gentile Direttore, Le allego due presentazioni schematiche che sintetizzano i concetti riportati nel sito web ed, in particolare, la seconda esprime il nostro modo di operare per realizzare il ”network” delle comunità di origine italiana.
In sintesi, proponiamo di metterci insieme su linee semplici ed attrattive per facilitare il comunicare su valori e passioni comuni, mettendo a disposizione gratuitamente soluzioni organizzative e tecnologiche, nonché competenze ed entusiasmo sui contenuti.In particolare, l’Associazione:
- nasce per collaborare e potenziare i ruoli di chi già opera nel settore e non per occupare spazi altrui;
- rispetta i paesi ospitanti le comunità di origine italiana, e quindi si propone di comprendere per prima cosa le realtà locali, senza forzature;
- lavora prioritariamente con i sistemi telematici, utilizzando le soluzioni attuali ed innovative, ma vedendo da una diversa prospettiva percorsi ed offerte di contenuti.
Gentile Direttore, mi auguro che sapremo individuare un metodo per collaborare nell’interesse reciproco e delle comunità di origine italiana, spero anche che Lei voglia dare rilevanza alla nostra presenza con il suo giornale ed a tal fine rimaniamo a disposizione per un rapido contatto
Nel ringraziarLa, La prego gradire i miei più cordiali saluti.
Mario Belati


Inviato: Mercoledì, 6 Giugno 2007

Oggetto: Corrispondere con il Lussemburgo

Caro direttore, Mi chiamo Antonietta e sono una casalinga 60enne di origine perugina. Sono nata a Lussemburgo dove vivo tuttora.Vorrei corrispondere con un'altra italiana
Potete aiutarmi?
Vi ringrazio in anticipo e Vi mando i miei piu affettuosi saluti.
GinoMenichetti@ Tele2.lu


Inviato: Mercoledì, 6 Giugno 2007

Oggetto: Ricerca su romani e laziali (non del calcio)

Gentile direttore,
mi chiamo Riccardo Russo e sto svolgendo una ricerca sui cittadini originari di Roma e del Lazio che risiedono all'estero. La ricerca è commissionata dalla Regione Lazio e realizzata dal Dipartimento di Geografia Umana della Sapienza. con cui collaboro da diversi anni. Per la precisione sto cercando in questo momento persone che rispondano a queste caratteristiche e che siano disponibuili a lasciarsoi intervistare via webcam in internet.

Se potesse aiutarmi a mettere un annuncio sul vostro sito o se potesse addirittura mettermi in contatto con qualche associazione o individuo laziale, le sarei davvero grato.

Sperando di ricevere presto buone notizie da parte sua, la ringrazio e la saluto.


Inviato: Mercoledì, 6 Giugno 2007

Oggetto: Lacuna dei Consolati italiani

Carissimo Direttore,
Due righe di ringraziamento per il servizio che rendete alla comunita' italiana in sudafrica.
Ho notato che da quando visito questo portale vengo a conoscenza di notizie che riguardano da vicino la nostra comunita, una lacuna che ha da sempre investito il Consolato italiano stesso, un po' dappertutto.
Spero di fare riferimento nel futuro sempre di piu' alla vostra gazzetta per essere aggiornato per quello che personalmente mi riguarda.
Un carissimo saluto ed un augurio di buon lavoro.
Cordialmente
Severino Braccialarghe


Inviato: Martedì, 24 Aprile 2007

Oggetto: Ricerche di connazionali in Sud Africa

Abbiamo ricevuto diverse lettere dall’Italia di persone che cercano connazionali che vivevano e forse vivono ancora in Sud Africa. Le pubblichiamo qui di seguito, invitando i lettori che abbiamo informazioni utili a indirizzarle direttamente agli interessati, dei quali diamo gli indirizzi di posta elettronica, oppure, quando manca l’indirizzo, a contattare la nostra redazione.
Cape Town
gmaoret@gastaldiglobal.com

Egregio Direttore,
ho vissuto a Cape Town dal 1974 al 1978 con la mia famiglia (ho due fratelli gemelli "sudafricani" nati nel 1975). Ricordo sempre con tanta tenerezza i meravigliosi momenti trascorsi in questo splendido Paese e un affettuoso ricordo va a Bruna Anesa, compagna di classe alla Good Hope Seminary High School che mi ha aiutata e sostenuta i primi tempi in cui non avevo molta dimestichezza con la lingua inglese. Non sono mai riuscita a rintracciarla, so che la famiglia era originaria di Bergamo ed erano tre sorelle, Bruna, Angela e Adriana. Approfitto dello spazio
sulla sua rubrica per lanciare a Bruna o a chi avesse la fortuna di conoscerla un grazie di cuore. Un abbraccio a tutta la comunità italiana di Cape Town.
 

Johannesburg (richiesta non esaudibile)
Mi permetto di disturbala perché avrei bisogno della vostra collaborazione per rintracciare un nostro connazionale che sicuramente negli anni 70 era in Sud Africa presso Johannesburg, ma di cui abbiamo perduto le tracce. In Italia è rimasta la mamma di 83 anni che non ha più notizie ormai da circa 20 anni. Può fornirmi dei riferimenti anche e-mail a cui possa rivolgermi.
La Saluto e la ringrazio. Cordialmente.
paolo_ciocci@hp.com


Romani e laziali in Sud Africa

Gentile direttore,
mi chiamo Riccardo Russo e sto svolgendo una ricerca sui cittadini originari di Roma e del Lazio che risiedono all'estero. La ricerca è commissionata dalla Regione Lazio e realizzata dal Dipartimento di Geografia Umana della Sapienza. con cui collaboro da diversi anni. Per la precisione sto cercando in questo momento persone che rispondano a queste caratteristiche e che siano disponibuili a lasciarsoi intervistare via webcam in internet. Se potesse aiutarmi a mettere un annuncio sul vostro sito o se potesse addirittura mettermi in contato con qualche associazione o individuo laziale, le sarei davvero grato. Sperando di ricevere presto buone notizie da parte sua, la ringrazio e la saluto.
Riccardo.Russo@uniroma1.it


Port Elizabeth, Johannesburg, Nigel e Spring
Caro direttore,
mi chiamo Petruzzo Antonio, ho vissuto in Sud Africa dal 1963 al 1968 fra le città di Port Elizabeth e Johannesburg, Nigel e Spring. Ebbi il piacere e l’onore di conoscere tante persone delle quali conservo ancora con affetto e un po’ di nostalgia un caro e nitido ricordo. Vorrei, se fosse possibile, rimettermi in contatto con almeno qualcuno di loro, che sono:Dacli Bertarelli, la famiglia Sabotti, la famiglia Indiveri,
Giovanna Picceri, Casertano Giuseppe, la famiglia di Italo Furlan della citta di Spring. Mi scuso se con questo posso arrecarle del disturbo, ma non so come poter fare per avere qualche notizia dei suddetti.
La ringrazio e mi scuso di nuovo.
Cordialmente Antonio Petruzzo.


Inviato: Martedì, 13 Marzo 2007

Oggetto: Ricordo di Giuseppe Maniscalco

Caro Ciro, ho letto con interesse il racconto della vita di G. Maniscalco. Ebbene: tanti anni fa, nel 1970, lo conobbi personalmente, gli trovai un posto di lavoro alla Concor Construction e lui, per ringraziamento, mi diede il suo libro "MILES AND MILES AND MILES" con la dedica datata 23/12/1970. Cordialissimi saluti e complimenti per il buon lavoro e per il bel sito.
Odoardo Bacchelli


Inviato: Martedì, 13 Marzo 2007

Oggetto: Offesa e indignata. ANNO ZERO 8 MARZO 2007

Quegli stessi Ministri e tanti altri che abbiamo visto nel corteo degli omosessuali di sabato 10 marzo, tanti di loro indignati della vignetta di Calderoli, cosa pensano di quelle orrende scene che abbiamo visto fino in fondo, dove linguacce di omosessuali sventolavano tra loro come dei serpenti in cerca di pubblicità - e la RAI li ha soddisfatti - e una trasgressista dondolarsi davanti ad un omosessuale vestito da PAPA? Queste persone, che sono una vergogna per l'Italia, chiedono al Parlamento di essere riconosciute come famiglie normali. Sono indignata di chi solamente li ascolta. Quella legge, che si preoccupa di questo tipo di persone, non si preoccupa di offendere una grande maggioranza d'italiani e milioni di cattolici nel mondo. Per fortuna non mi sento colpevole di aver agevolato ad avere un Parlamento che vuole annientare tutti i valori di un popolo civile.
Giuseppina Marangoni.


Inviato: Martedì, 20 Febbraio 2007

Oggetto: Ancora sulla criminalità a Johannesburg

Salve, mi chiamo Giuseppe Pantaleo, sono un giovane consulente informatico italiano. Attualmente lavoro a Milano ed in questo periodo devo decidere se affrontare una esperienza di lavoro di qualche mese a Johannesburg. Parlando con colleghi ed amici, è stato sollevato il problema della criminalità sudafricana, in particolare di Johannesburg. Si sente addirittura parlare di bollettini di guerra per scontri a fuoco tra polizia locale e delinquenti.
La mia preoccupazione sta aumentando. Sarebbe possibile avere maggiori informazioni a riguardo? E' davvero così pericoloso?
Ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti, Dr. Giuseppe Pantaleo


Il direttore risponde
Caro dottor Pantaleo,
se da un'occhiata alle lettere al direttore vedrà che l'argomento è stato trattato diverse volte. Sì, Johannesburg è una città con un alto tasso di criminalità, ma ci vivono 40.000 italiani e io stesso ci vado due o più volte l'anno perché ci vivono mio figlio, la moglie e tre nipotine che non cambierebbero per nessun'altra città al mondo. Però io non posso dirle: venga che non le succederà niente. La decisione deve prenderla lei. Se verrà ci farà piacere.
Cordiali saluti. Ciro Migliore


Inviato: Mercoledì, 7 Febbraio 2007

Oggetto: Cosa sanno dell'Italia gli italiani all'estero?

Salve, sono Francesco Bertolucci, giornalista di aideM (la neonata rivista di informazione che è in edicola in tutta Italia ed al Parlamento Europeo).Con la nostra rivista, andiamo a toccare argomenti importanti sui quali in generale si vuole soprassedere.
Volevo farvi una domanda che mi sono sempre chiesto. Un argomento che prenderò in esame nell'articolo di approfondimento che uscirà sul prossimo numero della rivista.
Vedendo quanto hanno pesato nella vittoria finale alle elezioni (con l'introduzione del voto agli italiani all'estero), mi piacerebbe sapere una cosa (e penso che voi siate la persona giusta alla quale fare questa domanda).
Ma gli italiani che stanno all'estero, quanto sanno veramente di cosa accade in Italia? Sanno veramente cosa è accaduto in Italia negli ultimi anni? A livello di libertà di stampa per esempio, abbiamo perso moltissimo (dati di reporters sans frontières).
Il paese è da qualche anno in recessione e i nostri politici che siedono in parlamento non sono personaggi estremamente irreprensibili (abbiamo 25 condannati in via definitiva che siedono in parlamento e considerando la categoria dei "diversamente onesti", e cioè quelle degli indagati, degli imputati, dei condannati in primo o secondo grado, dei miracolati dalla prescrizione o dalle varie leggi-canaglia, siamo arrivati a 82: quasi il 10 per cento dell'intero Parlamento).
Queste cose si sanno o no?
Ringraziandovi anticipatamente, porgo i miei saluti.
Francesco Bertolucci

Il direttore risponde
Io penso che lei si stia facendo le domande sbagliate. Prima di tutto, gli italiani all'estero sono tanto diversi fra loro quanto lo sono gli italiani in Italia. Non mi vorrà dire che piemontesi e napoletani siano uguali e la pensino allo stesso modo e abbiano le stesse informazioni. Quindi, accettato che ci sono italiani e italiani, noi siamo gli italiani all'estero e io sono uno che all'estero è nato. Allora forse dovrebbe domandarsi cosa gli italiani possano portare in parlamento che gli altri italiani non possono. E la risposta è: una migliore conoscenza degli altri popoli, dei problemi di integrazione che voi state incontrando adesso con i vostri immigrati e di
tante altre cose che per voi sono nuove o poco conosciute.
Spero di esserle stato di aiuto. Buon lavoro.
Ciro Migliore


Inviato: Sabato, 3 Febbraio 2007

Oggetto: Procedure amministrative e burocratiche

Buon giorno a tutti voi, mi chiamo Lorenzo Limardo. Sono italiano di origini milanesi. Sono sposato con una cittadina sudafricana. Attualmente viviamo in Italia, ma abbiamo pensato, per molteplici ragioni che adesso non sto a spiegare, di trasferirci nel paese di mia moglie.
Vorrei avere qualche informazione in più riguardo 2 argomenti: le procedure amministrative e burocratiche per poter lavorare e vivere nel vostro paese, e le possibilità reali di lavoro per un cittadino straniero la cui esperienza acquisita nell'ambito della vendita sul canale informatico di prodotti, training e servizi inclusa la gestione di progetti è consolidata ed ampia. Ho anche una discreta esperienza come gestore di tecnici informatici e come loro selezionatore.
Praticamente nella mia azienda aiuto un po' tutti, oltre a svolgere la mia mansione principale legata alla vendita.
Sono anche titolare di partita Iva in Italia e avrei la possibilità di cercare lavoro come un libero professionista che decide di recarsi all'estero . Il mio inglese è arrivato ad un livello molto elevato. Non so se questi ultimi 2 elementi, soprattutto il primo, possano essere di aiuto o meno alla situazione, le cui procedure mi sembrano piuttosto complesse e non chiarissime.
Ringrazio in anticipo tutti voi per l'attenzione e aspetto una vostra risposta.
Cordiali saluti
Lorenzo Limardo

Il direttore risponde

Caro Lorenzo, il primo e più grande problema è di ottenere la residenza nel paese, anche se lei non dovrebbe avere problemi, visto che ha sposato una sudafricana. Ma resta una pratica lunga, per cui consiglierei di prendere contatto con il consolato sudafricano a Milano per informarsi sulle procedure e i tempi. Quanto alla possibilità di lavorare, visto che parla bene l'inglese, non penso ci sarebbero problemi. In Sud Africa sta crescendo soprattutto il terziario. E' vero che i lavori sono riservati in gran parte ai neri, ma in certi settori ci sono ancora spazi.
Saluti e auguri.
Ciro Migliore


Inviato: Mercoledì, 31 Gennaio 2007

Oggetto: E' sempre colpa di Berlusconi

Come la donna amata per un uomo tradito, Berlusconi è l'ossessione della sinistra. E tutto quello che non funziona in Italia e nel mondo, è colpa solo ed esclusivamente del Cavaliere..., persino le divisioni interne della maggioranza trovano la loro causa nei prodromi del governo di centrodestra.

Prodi vara una finanziaria di tasse che ha provocato il crollo della maggioranza nei sondaggi, oltre alle proteste di piazza e ai fischi ai ministri? La colpa è dell'eredità ricevuta dall'esecutivo di centrodestra, dalla nefasta (.solo secondo la sinistra) politica economica di Tremonti e dalla necessità di coprire il "buco" nelle finanze pubbliche. E così la finanziaria-assassina trova il colpevole nella persona di Silvio Berlusconi.

Il governo non riesce a comunicare e quindi a far comprendere, le proprie scelte? E' colpa di quel diavolo di un Berlusconi che ha occupato tutti i media!

I comunisti-pacificisti-ambientalisti-antiamericani sono contrari all'ampliamento della base militare di Vicenza e minacciano ritorsioni in Parlamento? La colpa è della politica filoamericana del premier azzurro che non ha mai saputo dire di no a Bush, se poi anche l'amministrazione della città veneta è favorevole al progetto, la causa sta nell'atteggiamento "del sindaco e della giunta proni ai voleri del leader azzurro" (quotidiano L'Unità 18-1-07).

La sinistra di governo non trova una sintesi sulla riforma delle pensioni con conseguenze pesanti sui conti pubblici e sul welfare futuri? Mannaggia a Berlusconi che ha fatto una riforma giusta e liberale per una cultura che si conferma sempre più comunista massimalista e che inevitabilmente divide gli animi dell'Unione. Leggasi lo stesso per la legge Biagi e per la riforma scolastica.

Insomma, oggi come nel 1994, Berlusconi è l'uomo che ha sconvolto la loro esistenza, e poco importa che sia al governo o all'opposizione. Il nemico numero uno da abbattere rimane sempre e comunque lui: perchè è l'unico che rende completamente precaria ed assolutamente traballante la poltrona del loro potere.

D'altronde la strategia dei dittatori è sempre stata questa: identificare un nemico esterno su cui convogliare l'attenzione e gli strali per poter - distratto il popolo - fare all'interno quello che gli pare. Con un motivo in più: una maggioranza divisa trova nell'antiberlusconismo un collante ideologico più forte della colla dell'elefante. Come vediamo, dopo quasi nove mesi del peggior governo della storia, cambiano gli scenari e le sintesi politiche, ma la prova a loro discolpa rimane solo, sempre ed esclusivamente Berlusconi.

Ma quanto può durare? Ma lo hanno capito che più vanno avanti nel tempo e più dovranno rispondere dei loro atti di governo? Certamente il popolo italiano ha capito che ogni giorno che passa, questo governo cade sempre di più nel ridicolo e nel patologico.

Amedeo Gentile

Il direttore risponde
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Il webmaster risponde
Carissimo Amedeo, lei ha probabilmente ragione, ma provi a girare tuttte le sue riflessioni e cambi i soggetti (cioè Berlusconi che accusa la sinistra per tutti mali di questo "bel paese"). Purtroppo funziona in egual maniera, quindi presuppongo che questa sia la dura realtà che il bipolarismo comporta: se qualcosa non va la colpa è dell'altro. Riprendo la sua prima frase con cui ha aperto la sua lettera ed aggiungo: quando un'uomo (o una donna) viene tradito dall'amata la colpa non è mai soltanto di chi tradisce ma dovrebbe essere ricercata nelle responsabilità di entrambi. E passo con un balzo all'ultima sua affermazione: ma quando mai a memoria d'uomo i politici italiani hanno dovuto rispondere delle loro azioni... (Andreotti docet)
È come se fossimo a teatro: i politici sono gli attori ed i cittadini sono gli spettatori (paganti). Concludendo dico che sono daccordo con lei.... ma purtoppo sono daccordo anche del contrario !


Inviato: Lunedì, 22 Gennaio 2007

Oggetto: Richiesta informazioni

Gentilissimo direttore,
mi permetto di scriverle - abusando forse della sua cortesia - al fine di chiederle alcune informazioni relativamente alla mia intenzione di coltivare un progetto di vita, insieme alla mia fidanzata, in Sud Africa.
Io sono laureato in filosofia e sto svolgendo il Dottorato di Ricerca in Filosofia, la mia compagna si è recentemente laureata in Scienze della Formazione primaria.
Le chiederei, dunque, se fosse così cortese da indicarci quali siano le strade migliori - posto che quanto le sto sottoponendo sia effettivamente possibile - in ordine alla ricerca di un impiego presso una Università o fondazione culturale o simili nel mio caso, in una scuola dell'infanzia, possibilimente di lingua italiana, nel caso della mia ragazza e di fornirci alcune indicazioni generali su come gli italiani vivano e si organizzino in Sud Africa.
Sperando di non averla importunata eccessivamente con tali richieste, le porgo i migliori saluti.
Valerio Mori
valerio.mori@yahoo.it

Il direttore risponde
Noi abbiamo risposto privatamente. Ci sono fra i lettori altri in grado di dare a Valerio Mori le indicazioni di cui ha bisogno. Sarebbe bello poter arricchire la nostra comunità con altri giovani di valore.


Inviato: Venerdì, 19 Gennaio 2007

Oggetto: Le calzature marchigiane in Sud Africa

Buongiorno Sig. Migliore,
le faccio innanzitutto i complimenti per il suo sito,estremamente ben curato e ricco di informazioni. Le scrivo perché ho trovato un articolo, datato 14 Novembre 2006, dal titolo “Le calzature marchigiane alla conquista del Sud Africa: chiude oggi la fiera di settore a Città del Capo”. Io dovevo essere presente a quegli eventi rappresentando un consorzio, in entrambe le tappe di Cape Town e Johannesburg. Alla fine, per motivi burocratici e per la poca serietà di diverse persone, non sono potuto partire e così il nostro stand era l'unico vuoto.
Mi chiedevo se era possibile avere delle notizie su come sono andate effettivamente sia la fiera di Cape Town sia il workshop a Johannesburg. Non so se lei o l'autore dell'articolo potete indirizzarmi verso altre fonti, anche in inglese. Apprezzo molto la panoramica che viene fatta della calzatura italiana in Sud Africa e vorrei quindi avere informazioni più precise.
Nell'occasione, le porgo i miei distinti saluti.
Lorenzo Bettucci - EXPOOL

Il direttore risponde
Caro signor Bettucci, devo confessare di non aver seguito di persona la fiera o i movimenti del gruppo marchigiano. Quello che abbiamo pubblicato all'epoca era il servizio di un'agenzia d'informazione. Ricordo però di aver sentito dire che per certi versi la manifestazione non era stata entusiasmante, ma che nell'insieme gli espositori marchigiani non erano del tutto scontenti. Di più non so. Mi dispiace. La saluto.


Inviato: Venerdì, 19 Gennaio 2007

Oggetto: Dai Caraibi

Gentilissimo Direttore,
ho appena pubblicato, sul mio periodico Digitale, “Il Corriere d' Italia, Caraibi”, conosciuto anche come www.corrierecaraibi.com “L'odissea di Salvatore Borsei, a piedi dalla Tunisia al Sud Africa”, inviatami dall' amico Goffredo Palmerini. Una svista del 3 gennaio non mi ha permesso di pubblicarlo prima. Sono colpevole, anche perché sono l' unico lavoratore.
Porto anche avanti un altro sito scaturito dopo aver pubblicato due libri sulla Repubblica Dominicana:www.suncaribbean.net. Ho avuto il piacere di rimettere “sulla strada della penna” il mio amico Dr. Ermanno Filosa, che ha trapassato la passione al figlio Ricky Filosa.
Se avesse piacere, potremmo scambiarci il nostro logotipo, ed unire questi due mondi così lontani, anche alcuni scritti. La saluto e le faccio anche se in ritardo i miei migliori auguri per il 2007.
Giovanni Garibaldi
Componente Comites Republica Dominicata

Il direttore risponde
Caro Giovanni, se mi consenti, da collega, ti do del tu e sono ben contento della tua offerta di scambio di logotipi e di collaborazione. Ho dato un'occhiata al tuo sito e ho notato diverse firme conosciute. Complimenti e buon lavoro.


Inviato: Venerdì, 19 Gennaio 2007

Oggetto: Vacanza a Cape Town

Gentili Signori,
sono in procinto di intraprendere un viaggio a Città del Capo e volevo cortesemente chiedervi qual'è la reale situazione dal punto di vista del rischio-delinquenza in città. Sono piuttosto preoccupato da quel che ho letto su internet e vorrei avere qualche informazione "vera": si può girare di sera in città? ci sono rischi di rapina o violenza durante il giorno, ovviamente evitando i quartieri malfamati?
Grazie per il vostro aiuto.
Nicola, Ferrara

Il direttore risponde
Stia tranquillo e venga a farsi una bella vacanza, che la Città del Capo dei turisti non è diversa da qualsiasi località analoga del mondo. Anche di sera i ristoranti del centro sono affollatissimi, ma andare in giro a piedi per il centro di notte non è raccomandabile perché le strade sono deserte e i malintenzionati tengono d'occhio soprattutto i turisti. A me raccomandano sempre di non andare intorno a Stazione Termini di notte. Ecco, la stessa cosa vale anche qui. Saluti e auguri.


Inviato: Mercoledì, 10 Gennaio 2007

Oggetto: Auguri dal Piemonte…

Cari Amici della Gazzetta del Sud Africa,
tanti cari auguri per un felice 2007 e tante tante grazie per il rilancio sulla Vostra testata di notizie relative i piemontesi all'estero.
Saremmo lieti i ricevere eventuali notizie che voi abbiate relativamente alla comunità
piemontese sudafricana.
Cordiali saluti.

Luigi Dellacroce
Presidente - Unione Piemontesi del Mondo
Via Buniva 76 10064 Pinerolo Italia - tel +39 0121 74202


Inviato: Mercoledì, 10 Gennaio 2007

Oggetto: Rischio Johannesburg e auguri

Caro direttore,
da poco ho iniziato a consultare con interesse il sito della Gazzetta del Sud Africa (decisamente interessante, complimenti). Le scrivo relativamente ad un argomento già affrontato in una lettera... assunzioni tramite Kelly per IBM di operatori supporto tecnico italiano. Ho trovato molto interessante la sua risposta al ragazzo diciannovenne.
Io di anni ne ho 28 e per una serie di ragioni che non sto a raccontarle avrei deciso di buttarmi in questa avventura. La mia specifica domanda è: per caso, ha notizie di ragazzi italiani che hanno aderito a questa proposta, e come si trovano?
Ero partito con molto entusiasmo a questa "avventura", nonostante sembri temporanea e lo stipendio sia decisamente inferiore al mio attuale. Il mio entusiasmo è stato un po' frenato da commenti su newsgroups e conoscenti sulla pericolosità per un ragazzo italiano a vivere a Johannesburg... Commenti come "ti uccidono per un cellulare" o "ti fanno fuori ad un semaforo" fanno un po' paura... E' realmente così pericoloso?
Grazie in anticipo per la risposta che vorrà darmi.
Daniele

Il direttore risponde

Caro Daniele,
il Cielo sa quanto mi piacerebbe poterti rispondere che le frasi che tu riferisci sono false e che Johannesburg è una città a basso rischio, ma non posso. Non posso perché non è vero. Ho risposto diverse volte a lettere come la tua e qualche volta ho anche suscitato le ire di lettori che mi hanno accusato di non dire la verità e di voler nascondere la vera pericolosità di Johannesburg in particolare e del Sud Africa in generale. Anche questo non è vero. Quello che posso dirti è che altri giovani hanno fatto il passo che tu vorresti fare e non se ne sono pentiti. Altri giovani, nati qui, non hanno resistito alla tensione creata dalla paura e se ne sono andati. Altri vorrebbero venire in Sud Africa e non sanno come fare e altri ancora che ci sono vorrebbero andarsene ma non hanno il coraggio di farlo.

I giornali di oggi riportano con grande risalto la notizia del ferimento di un campione di rugby nella propria abitazione per mano di tre rapinatori ai quali ha opposto resistenza. Il che conferma, e non ce n'era bisogno, che Johannesburg è una città ad alto rischio, così come conferma che i rapinatori normalmente prendono di mira le abitazioni nelle quali pensano di trovare ricchi bottini. Questo succede dappertutto.

Ma in Sud Africa, come riferisci tu, ti uccidono per un cellulare o ti fanno fuori a un semaforo. E' vero. Un parlamentare di Durban è stato addirittura ucciso per le scarpe che aveva ai piedi e una giornalista di Cape Town è stata uccisa a uno stop appena uscita dall'autostrada, mezz'ora dopo essere arrivata a Johannesburg. Non mi sognerei di negare fatti di cronaca. Ma io ho vissuto per diciotto anni a Johannesburg e per motivi di lavoro ho frequentato le zone più a rischio della città e non sono mai stato in pericolo. Ma almeno cinque miei amici sono stati assassinati da rapinatori. E nonostante tutto questo io continuo ad andare regolarmente a Johannesburg e non mi sognerei di andarmene dal Sud Africa. Sono pazzo? Forse. Ma allora lo sono anche i giovani che si sono trasferiti in questo paese recentemente e che hanno deciso che il rischio vale la candela. Il rischio è quello che si è detto; la candela è un modo di vivere straordinariamente appagante. A Natale Città del Capo era affollata di giovani del Gauteng scesi alla costa per le vacanze estive; oggi sono tutti tornati nella loro megalopoli sull'altopiano e non sognano di andarsene, anche se sanno di essere a rischio. Il rischio di vivere con più di dieci milioni di concittadini e almeno un paio di milioni di disoccupati, senza contare gli immigrati clandestini che spesso vanno a rinforzare le file dei disoccupati e quindi quelle della criminalità.


Inviato: Giovedì, 21 Dicembre 2006

Oggetto: Napoli orfana del borbonico Lauro lasciata alla camorra?

Caro Direttore,
l’emergenza rifiuti e le guerre di camorra che da anni insanguinano Napoli hanno ampiamente vendicato la memoria di Achille Lauro, il famoso - ed infamato - sindaco di Napoli. Ricco armatore, uomo intraprendente, coraggioso, monarchico fino al midollo, amato visceralmente dal popolo dei vicoli, egli fece tanto per la sua città. Ma fu odiato e denigrato dai ”progressisti” di tutte le salse. E finì che  Lauro perse le elezioni e perse infine anche la flotta, e per Napoli naufragò un sogno di riscatto.
Da Lauro in poi, le classi politiche illuminate e stuoli di professoroni hanno attribuito tutti i mali di Napoli a lui, il “Comandante”, il re Mida borbonico di Napoli, che secondo la vulgata, prima delle elezioni, per assicurarsi il voto, dava pacchi di pasta ed una sola scarpa, promettendo
l’altra per il dopo-elezioni. “La colpa è di Lauro e dei suoi metodi borbonici”, è stato da allora la condanna senza appello.
Lauro, laurismo: sono parole che  hanno suscitato per anni l’esecrazione tra l’esercito dei professionisti dell’ideologia ed i patiti della disquisizione bizantina, così numerosi a Napoli e sempre pronti a risolvere a tavolino, anche retroattivamente eliminando Achille Lauro,
tutti i problemi del Mezzogiorno e della sua storica capitale.
Accanto al mito nero mai tramontato di Lauro, sindaco “borbonico”, ad un certo momento era sorto il mito luminoso di Bassolino, sindaco ”progressista”, che, secondo la leggenda, era riuscito a fare di Napoli una città pulita, funzionale, vivibilissima.
Il caos, l’arbitrio, la puzza dell’emergenza rifiuti, lo sfacelo che le guerre di camorra rivelano hanno affossato questo mito fasullo. A Napoli oggi trionfa l’abusivismo più sfrenato, e la colpa non è certo di Achille Lauro. Anzi, dopo il regno dell’”ultimo re di Napoli” - come lo chiamò
Montanelli -  tutto è peggiorato nell’antica perla del Mediterraneo, o se vogliamo nell’ex feudo laurino. Oggi anche le forze dell’ordine sono abusive: le forze dell’ordine camorrista, l’unico ordine che incuta rispetto nella città orfana del “Comandante”.


Claudio Antonelli (Canada)


Inviato: Martedì, 28 Novembre 2006

Oggetto: La nostra gazzetta a scuola

Egregio direttore, caro Ciro,

è la prima volta che visito il sito e voglio unirmi anch'io al coro dei complimenti per l'accuratezza delle informazioni e delle immagini.

Ho iniziato da qualche giorno a parlare del Sud Africa e delle problematiche razziali con i miei alunni e ho portato in classe degli estratti e delle foto che loro hanno molto gradito.
Sono ovviamente rimasti stupiti quando hanno visto e capito che Ciro Migliore è mio cugino. Per loro e per me vivi in un posto lontano, misterioso e affascinante, ma grazie a questo sito tutto diventa più fruibile e tangibile. Buon Lavoro e ancora complimenti.
Ciao.
Gabriella

 

Il direttore risponde 

Ciao Gabriella. Salutami i tuoi alunni.


Inviato: Martedì, 28 Novembre 2006

Oggetto: Adozione di bambini a distanza

Caro direttore,
alcune settimane fa, in una trasmissione televisiva che non ricordo, alcuni calciatori della Nazionale hanno promosso adozione a distanza per un progetto legato ai bambini del Sud Africa. Non ricordo il nome dell'Associazione.
Grazie per la sua collaborazione,distinti saluti.
Guido Bergamaschi

luisbello@alice.it


Inviato: Martedì, 28 Novembre 2006

Oggetto: Un alloggio per febbraio-marzo 2007

Caro Ciro,

innanzitutto buon giorno dal Queensland. Conto rivederti presto a Città del Capo. Infatti prevedo essere dalle vostre parti tra il 10 febbraio ed il 10 marzo p.v..

Ti scrivo perché cerco un alloggio decente in quel periodo per me e mia moglie, non potendo per ragioni di spazio stare da nostra figlia e famiglia. L'ideale sarebbe nella zona di Costantia o dintorni od anche in città,  per esempio a Tambourskloof (mi pare si scriva così ma non so bene) e dintorni. Può darsi che hai qualcosa da proporci ; altrimenti potresti passare questa richiesta a qualcuno dei tuoi lettori.

Ti spero bene e faccio tanti saluti a te e famiglia.

Luciano Servadio
 

Il direttore risponde 

Il professor Luciano Servadio ha vissuto per molti anni a Johannesburg, dove fra l’altro è stato direttore dell’Agip e presidente della Dante Alighieri. Adesso vive in Australia, ma spesso ritorna da queste parti per motivi di famiglia (e forse per un pizzico di nostalgia). Qualcuno può aiutarlo nella sua ricerca?


Inviato: Martedì, 28 Novembre 2006

Oggetto: Una guida italiana a Città del Capo

Gentile redazione,

dovendo restare tre giorni in Città del Capo avremmo bisogno di un pulmino per sette otto persone più una guida che sappia l'italiano.

Potete aiutarci? Grazie.

sindaco@comune.nereto.te.it

 

Il direttore risponde 

Al sindaco abbiamo già risposto che la sua richiesta non presenta problemi, ma ovviamente è necessario prenotare per date precise e finalizzare il programma.


Inviato: Martedì, 28 Novembre 2006

Oggetto: Informazioni per viaggio di nozze

Caro direttore,
Con la presente sono a richiedere materiale informativo (cataloghi, depliants, DVD, ecc....) al fine di meglio organizzare il mio viaggio di nozze in Sud Africa.
Mauro Bignardi

 

Il direttore risponde 

Caro signor Bignardi, prima di tutto auguri per il suo imminente matrimonio. Nelle nostre pagine sul turismo dovrebbe poter trovare tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio di nozze coi fiocchi. Buona navigazione.

Ciro Migliore


 

Inviato: Domenica, 26 Novembre 2006

Oggetto: il voto all’estero aberrante in quanto equivale a slealtà verso il paese di adozione?

Caro Direttore,

il recente episodio di Bobo Craxi di passaggio ad Ottawa, con la sua volgare dichiarazione, mostra che “la politica all’italiana” si é trasferita, purtroppo, tra le nostre comunità all’estero. È un vero peccato.

È impossibile non rilevare il carattere aberrante della legge italiana che concede il voto agli “italiani all’estero” nella maniera particolare che sappiamo (costoro eleggono tra le proprie file i deputati e i senatori da inviare a Roma). E difatti il governo canadese del conservatore Harper ha già fatto sapere di star esaminando l’opportunità di ritirare l’assenso dato dal governo liberale precedente alla richiesta dell’Italia di far valere in Canada la propria legge istituente le circoscrizioni elettorali estere. Legge che io considero aberrante perché in conflitto con un doveroso senso di lealtà che gli italo-canadesi dovrebbero provare nei confronti del Canada. Noi invece, inviando i nostri rappresentanti politici sia ad Ottawa che a Roma, diveniamo “servi
di due padroni”. Lo stesso ragionamento vale per tutte le altre comunità di ”italiani all’estero”, come noi con molta approssimazione veniamo chiamati.

Duole dire che gli immigrati italiani, nella stragrante maggioranza dei casi, sono refrattari alla nozione di “allegiance” (“fedeltà”, “lealtà”) verso il Canada che il legame di cittadinanza e di residenza dovrebbe pur suscitare.

Negli italiani a predominare è l’idea del rapporto utilitario, strumentale, opportunistico. Dopo tutto, non si cancellano con la bacchetta magica secoli di ”Francia o Spagna purché se magna”.

Claudio Antonelli (Montréal, canada)

 

Il direttore risponde 

Caro Claudio, io sono uno di quegli italiani schizofrenici che per tutta la vita ha cercato di barcamenarsi fra le due (e nel mio caso tre) personalità del tipico italiano all’estero. Vedi, io non ho scelto di essere un italiano all’estero, ma ci sono nato. Poi l’ho anche scelto. Per un po’ sono anche stato un italiano in Italia. E per un breve anno, quando ero ancora molto giovane e desideroso di avventure, anche un italiano all’estero emigrato verso un altro estero.

Vuoi sapere una cosa? All’estero mi sono sempre sentito ferocemente italiano; in Italia mi sono sentito altrettanto ferocemente eritreo e poi sudafricano. Vuol dire che si possono avere due o più patrie, due o più lealtà? Non lo so. Sempre e comunque ho cercato di essere un buon eritreo, un buon italiano e un buon sudafricano.

Forse hai ragione tu. Questo voler tenere i piedi in due scarpe, viaggiare con due passaporti, conservare due nazionalità, può essere una specie di malattia, ma non la chiamerei slealtà verso il paese d’adozione. Ricorderai che tanti figli di italiani indossarono la divisa americana nella seconda guerra mondiale. Io e i miei figli non abbiamo mai indossato una divisa, ma se il paese in cui viviamo venisse aggredito dall’esterno, credo che lo faremmo.

Quanto al voto all’estero, devo confessarti che mi ha dato più delusioni che soddisfazioni. Come dici tu, il primo regalo che ci ha fatto è l’immondizia della politica. Vedrai in altra parte di questo giornale che si litiga come non si era mai fatto prima. Ma è la politica ad aver creato il marcio o il marcio c’era già e la politica lo ha soltanto valorizzato? Comunque sia, penso che se, come auspichi tu, i governi dovessero fare marcia indietro, non mi dispiacerebbe più di tanto. Indipendentemente dal fatto di essere leali verso la patria d’origine o quella di adozione.

Ciro Migliore


 

Inviato: Martedì, 14 Novembre 2006

Oggetto: Si chiude una finestra sul Sud Africa e piange il cuore

Buonasera,

le scrivo in qualità di legale rappresentante di una società (si chiama Protea, non a caso) che negli ultimi 5 anni si è dedicata all’importazione e distribuzione di prodotti artigianali “SOLO” sudafricani. Abbiamo aperto un punto vendita a Piacenza ma abbiamo sempre venduto ad altri negozi in tutta Italia. Abbiamo partecipato a diverse fiere quali il MACEF di Milano, ma gli investimenti sono stati talmente alti da dover interrompere.
Purtroppo siamo costretti a chiudere il 24/12 perché con grande dispiacere non siamo riusciti a trasmettere il lavoro, l’arte, la creatività degli artigiani sudafricani, e molto spesso un nostro cestino Zulu è stato paragonato ad un cestino per il pane, fatto in Cina. E non parliamo dei dazi doganali che ci hanno stroncato, seppure vi siano diversi accordi internazionali fra Sud Africa e Italia per diminuire queste percentuali, mentre dalla Cina arrivano containers pieni e non pagano nulla.
Ora proveremo, riducendo la gamma dei prodotti che abbiamo, a vendere solo online oppure all’ingrosso la linea di bigiotteria che importiamo in esclusiva e speriamo che l’anno nuovo ci porti fortuna. Essendo l’unica ditta importatrice di prodotti solo sudafricani abbiamo creduto veramente di non arrivare mai a questo punto.
Ci sono tanti italiani che per fortuna conoscono ed amano il Sud Africa, mapurtroppo ci sono tanti altri italiani che non sanno nemmeno dov’è!!
Mi scusi tanto per lo sfogo, ma piange davvero il cuore!!
Cordiali saluti

Manuela Schiavi PROTEA SRL - Piacenza

 

Il direttore risponde 

Piangiamo con lei, cara Manuela. La capisco. Sono stato da poco in Italia, con il desiderio di andare per mercatini di paese, ma le bancarelle al mercato settimanale di Feletto Umberto, appena fuori Udine, erano quasi tutte cinesi. Cinesi le merci, cinesi i proprietari, cinese la qualità scadente. Ricordavo un’Italia che apprezzava la buona qualità. Se c’è ancora è ben nascosta. E intanto nel cuore di Udine i negozi chiusi sono quasi più numerosi di quelli aperti. Era così bello, un tempo, anche solo passeggiare per la città a vedere le belle vetrine piene di cose di buon gusto. Vien da piangere.

Ciro Migliore


 

Inviato: Martedì, 7 Novembre 2006

Oggetto: Complimenti dall'Italia

Egregio Direttore,
Le invio poche righe per complimentarmi con Lei e con i suoi collaboratori per la ricchezza, la completezza e l'attendibilità delle informazioni della Gazzetta del Sud Africa.
Mi capita con piacere di leggere gli articoli del giornale, tutto ciò mi fa sentire parte integrante di una realtà che mio malgrado non ho ancora potuto conoscere.

Non ho mai visitato il Sud Africa, spero che ciò possa accadere un giorno, nell'attesa continuo a leggere i Vostri articoli, guardare le foto e sentirmi un po' più in Sud Africa.
Cordiali saluti
Alberto Neri

 

Il direttore risponde 

Grazie caro lettore, i complimenti fanno sempre piacere, specialmente quando si riferiscono, come dice lei, alla “ricchezza, completezza e attendibilità delle informazioni”. Questi sono esattamente gli attributi di un buon giornale e ci fa tanto piacere che lei li abbia riscontrati nella nostra pubblicazione. Non abbiamo altra ambizione se non quella di fare un prodotto in linea con quello che è sempre stato un vanto italiano: un artigianato di qualità. Noi non abbiamo i mezzi delle grandi pubblicazioni, siamo in pochi e facciamo altri lavori per vivere o percepiamo una modestissima pensione. Per cui la Gazzetta ci costa non pochi sacrifici, ma ci dà anche delle soddisfazioni e soprattutto siamo orgogliosi del nostro lavoro. Grazie di essersi preso il disturbo di scriverci le sue parole di apprezzamento. Cercheremo di continuare a meritarle.

Ciro Migliore


 

Inviato: Domenica, 7 Novembre 2006

Oggetto: Se venissi in Sud Africa, potrei farcela?

Spettabile Direttore,

Mi Chiamo Francesco Pascarella. Sono residente in un paesino tra Napoli e Caserta.
Sono sposato con una ragazza sudafricana di Port Elizabeth. Ho una piccola azienda dove facciamo degli attrezzi agricoli. Piu' volte ho pensato di trasferirmi in Sud africa, ma purtroppo ho una grandissima paura di fallire a causa del lavoro. Ci sarebbe possibilità di inserimento per me? Lavorare presso qualche azienda o iniziare un’attività in proprio?
Distinti Saluti
Francesco Pascarella

 

Il direttore risponde 

Caro Francesco, la tua è una domanda che mi fanno in molti, ma per gli altri, in genere, il problema più difficile da risolvere è proprio quello di avere il permesso di venire in questo paese. Tu hai la fortuna di essere sposato a una sudafricana e quindi per te il problema non dovrebbe esistere. Allora cos’è che ti fa paura?

Questo paese, come tutta l’Africa, vive in una specie di smagliatura della struttura temporale del pianeta, un’anomalia grazie alla quale convivono nella stessa area geografica il ventunesimo secolo e una versione indigena del medio evo, con frange che si perdono addirittura nell’età della pietra. Questo fa sì che, nel campo del lavoro, vi siano grandi masse di disoccupati, ma anche un grande numero di posti di lavoro e opportunità per le persone in possesso delle necessarie conoscenze. Q