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Inviato:
Lunedì, 17 Luglio 2006
Oggetto:
Il prigioniero
Polvani Mario
L’Istituto Storico
Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), che
ha sede a Grosseto (Italia), ha in corso una serie di
ricerche per ricostruire la vita e la prigionia in Sud
Africa di un cittadino grossetano, POLVANI MARIO, che
nel 1938 si trovava a Palermo al X Reggimento
Bersaglieri e che, allo scoppio del II Conflitto
Mondiale, venne inviato a combattere in Africa
Settentrionale, dove venne fatto prigioniero
presumibilmente il 5 febbraio 1941, durante i fatti
d’arme di Agedabia, e internato fino al marzo 1946 nel
campo di Zonderwater, in Sud Africa. Sto per questo
scrivendo a varie associazioni e privati per cercare
indicazioni, notizie, documenti che mi potrebbero
essere utili per il mio lavoro di ricerca storica che
sto effettuando con l'ISGREC, presso il quale
lavoro. La ricerca, come detto, mira a ricostruire la
vita da militare e la prigionia in Sud Africa di MARIO
POLVANI, grossetano e, fra l’altro, mio suocero. Mi
rivolgo quindi a voi nella speranza di poter trovare
materiali, documenti e altre indicazioni (i documenti
relativi agli internati di Zonderwater dove si possono
reperire?) che mi possano aiutare nella ricerca.
Vi ringrazio per la
cortese attenzione e vi invio i miei più cordiali saluti
Laura Benedettelli
Responsabile della
Biblioteca dell’ISGREC
Indirizzo:
ISGREC
VIA DEI BARBERI n. 61
58100 GROSSETO-ITALIA
e-mail:
mpolvani@gol.grosseto.it
Il direttore risponde
Contatti l'Associazione Zonderwater Block, che dovrebbe
avere tutte le informazioni. Ecco i recapiti:
Emilio
Coccia
P.O.Box
647
0062
Irene
South
Africa
Tel. (0027) (012) 6672640
Fax (0027) (012) 6673279
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Inviato:
Lunedì, 10 Luglio 2006 14:09
Oggetto:
Campioni del
mondo
Complimenti per la grafica
Paolo Simionato
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Inviato:
Martedì, 4 Luglio 2006 20:14
Oggetto: Questioni legali
Spett.le "La gazzetta del
Sud Africa",
Ho trovato con molto
piacere il vostro sito in internet.
Da moltissimo tempo sono
innamorato del Sud Africa, che ho avuto finalmente modo
di visitare circa tre anni fa.
Mi piacerebbe riuscire a
trovare un lavoro in Sud Africa per potermici
trasferire.
Potete aiutarmi in questo
senso? Perché non aprite una rubrica a questo riguardo?
Sapete darmi qualche
indirizzo di riferimento (oltre alla camera di commercio
italo sudafricana?).
Ho visto che avete uno
spazio dedicato alle questioni legali. Poiché io
esercito la professione in Italia, sarei grato di
potervi dare un sostegno in tale rubrica.
Tra l'altro, sta per
essere pubblicato (credo entro luglio/agosto) un mio
libro, dal titolo "La famiglia nel diritto privato
internazionale", ed. Giappichelli, Torino, che potrebbe
essere di interesse anche per i nostri concittadini
all'estero poiché parla di molti aspetti inerenti alle
problematiche internazionali nella famiglia (matrimoni
misti, funzioni consolari, adozioni, alimenti ...).
Vi ringrazierei molto di
una vostra risposta
Cordiali saluti
A. A.
Il direttore risponde
Caro
avvocato,
noi
abbiamo uno spazio nel nostro "forum" che è già
utilizzato per i fini che lei suggerisce, ma non le
nascondo che trovare la strada per trasferirsi in Sud
Africa oggi non è facilissimo.
Un
altro sito dove può chiedere informazioni sulle
procedure è Migrate2SA, che trova pure nelle nostre
pagine. Posso inoltre dirle che tutti i giorni incontro
connazionali che si sono trasferiti da queste parti, il
che vuol dire che in fondo si può riuscire, basta
volerlo fortemente e avere pazienza. Tuttavia non credo
sia facile farlo da avvocato. Voglio dire che le
specializzazioni richieste in questo paese sono altre.
Ha mai
pensato di fare prima un percorso da "stagista" o da
turista per studiare la situazione più da vicino?
Quanto
alla collaborazione, le nostre pagine sono aperte a
tutti e con la sua peculiare esperienza in diritto di
famiglia sono certo che i nostri lettori troverebbero le
sue contribuzioni molto interessanti.
Intanto
pubblichiamo la sua lettera e chi sa che non venga fuori
chi possa darle un aiuto. Cordiali saluti e auguri.
Ciro Migliore
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Inviato:
Lunedì, 26 Giugno 2006 20:14
Oggetto:
Festa a
Ferrara per la vittoria dell’Italia con l’Inno di Mameli
scaricato dalla nostra Gazzetta
Oggi assieme ad altre 20
persone ci siamo ritrovati per assistere alla partita di
calcio valida per i mondiali e, prima del collegamento,
ho fatto ascoltare loro l' inno che ho prelevato dal
vostro sito ( è una versione tra le migliori che
abbia mai udito...). Terminata la contesa a nostro
favore l'ho riproposto prima di riversarci a festeggiare
per le vie di Ferrara... Ho spedito questo messaggio per
condividere con voi la nostra felicità . W
l'Italia!!!!!
Giuseppe Emanuele Galeotti da Ferrara
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Inviato:
Domenica, 7 Maggio, 2006 11:49
Oggetto: Volontariato
Sono una ragazza di 30
laureata in scienze politiche e con un master in
diritti dell'uomo ed etica della cooperazione
internazionale.
Vorrei trascorrere
alcuni mesi a Cape Town per migliorare il mio
livello di inglese ed entrare a contatto col mondo
della cooperazione. Potrebbe andarmi bene anche un
discorso di volontariato.
Potreste darmi qualche
informazioni sulla possibilità di trovare un
lavoro/volontariato e una sistemazione economica.
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Inviato:
Martedì, 18 Aprile, 2006 16:05
Oggetto:
Berlusconi,
Fini, Tremaglia di tante erbe un fascio
Caro Ciro,
mi riferisco brevemente al tuo articolo "Berlusconi
bocciato perché servile verso Bush.."
Che Berlusconi sia un vassallo degli americani è cosa
abbastanza scontata. Che lo sia Fini - e non lo è
assolutamente da meno - è cosa molto più grave, in
quanto proviene dalla file di un partito e di un
ambiente che si è sempre riempito la bocca di "dignità
nazionale" e che una volta giunto al potere ha
perpetrato in tal senso la peggior politica
democristiana di asservimento, senza la scusante delle
pressanti circostanze storiche.
E, qui all'estero, al momento di votare qualcuno si sarà
senz'altro ricordato - e ti garantisco che nella mia
cerchia sono stati in diversi - che Tremaglia,
nonostante la sua quarantennale battaglia per il voto
all'estero, sia stato quello che maggiormente reclamò la
medaglia d'oro al valor civile a Quattrocchi, che altro
non era che uno che si era messo al servizio delle
multinazionali al seguito degli aggressori imperialisti
in Iraq e che più di far vedere "come muore un italiano"
ci ha fatto vedere come non dovrebbe morire un italiano.
Un saluto.
Mario Galletti
Il direttore risponde
Caro Mario,
io tutto sono meno che un analista politico, ma sono
pronto ad accettare le tue valutazioni. Nel mio
articoletto mi ero concentrato su Berlusconi in quanto
esponente di punta della sua coalizione, ma mi rendo
conto che i suoi compagni di viaggio devono per forza di
cose condividere la responsabilità delle scelte
effettuate e dei risultati ottenuti.
Anche in merito al conferimento delle medaglie d’oro
sono d’accordo sul fatto che si debba distinguere fra
chi sacrifica la vita compiendo il proprio dovere nella
difesa di cittadini inermi e della società civile e chi
invece muore per aver messo le proprie competenze e il
proprio coraggio al servizio di interessi particolari,
non necessariamente altruistici. Avveniva e avviene
ancora in Africa e in altre parti del mondo travagliate
da conflitti intestini o internazionali.
In Iraq probabilmente sono già morti una ventina di
sudafricani impegnati in operazioni di questo genere. Un
tempo questi specializzatissimi prestatori d’opera erano
chiamati mercenari, oggi qualche volta passano per
valorosi da decorare. Ma questo sembra un vezzo quasi
esclusivamente italiano. Che sia la mancanza quasi
assoluta di eroi da imitare nel nostro bel paese, a
parte i protagonisti dei “reality show” che imperversano
sugli schermi televisivi?
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Inviato:
Lunedì, 27 Marzo, 2006 09:34
Oggetto:
Lavoro Full
Time
Gentile Ciro,
mi è stato suggerito di mandare il mio curriculum vitae
a voi della Gazzetta del Capo.
Al momento, come può leggere nell'allegato, sono
impiegata part-time ma sto cercando
un lavoro full time in cui
magari posso usare il mio italiano.
Spero non sia un problema per voi pubblicarlo sul sito.
La ringrazio della sua disponibilità.
Un cordiale saluto,
Paola Cappelli
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Apri il Curriculum
di Paola Cappelli |
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Inviato:
Mercoledì, 15 Marzo, 2006 10:34
Oggetto:
La Giornata
del Ricordo a Johannesburg
Caro Direttore,
le
scrivo per informarla del successo che
l'associazione dei Giuliani nel Mondo, di cui sono
Presidente, ha avuto domenica 12 marzo, assieme
all' Amicizia (l'Amicizia e' il gruppo di cinque
Associazioni, cioè gli Asmarini, i Calabresi, i
Friulani, i Giuliani e i Laziali). L' occasione era
stata organizzata per portar rispetto agli italiani che
furono massacrati dai comunisti nelle foibe. Sono
passati tanti anni da questa tragedia, che da troppo
tempo i governi italiani di sinistra hanno cancellato
dalla nostra storia. Una vergogna che si portano addosso
per aver condonato agli stranieri l'assassinio dei
nostri fratelli italiani. Mai più dobbiamo dimenticare
le mani comuniste che hanno macchiato la terra con il
sangue dei nostri anziani, donne e bambini italiani!
Questo evento di ricordo e rispetto, in questo periodo,
è stato particolarmente importante per noi Giuliani ed
e' stato fantastico di vedere che l'occasione e' stata
marcata da una presenza di connazionali molto maggiore
di quella che ci aspettavamo. Vorrei ringraziare i
presidenti delle Associazioni che erano presenti e i
loro associati che hanno partecipato in forza. Un voto
di gratitudine anche al mio Comitato e agli assistenti
come Angelina Mendez. Senza di loro la Giornata del
Ricordo non sarebbe stata possibile.
Questo spirito di fratellanza ed unità Italiana deve
continuare ad essere un ingrediente essenziale di tutte
le Associazioni Italiane in Sud Africa e (sperando) nel
mondo.
Nicky Giuricich
Giuricich Bros Construction(Pty)Ltd
Office:011 802 5821
Fax:011 802 5626/7
Cell:083 253 6003
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Inviato:
Venerdì, 3 Marzo, 2006 10:34
Oggetto: Informazioni
Caro Direttore,
Mi scuso, in anticipo, se l’ Italiano con cui le scrivo
non e’ del tutto corretto (ho fatto il Liceo francese ad
Addis Abeba) e l’ autorizzo a correggere come vuole lei,
se le fa comodo.
Vorrei ringraziarla, di nuovo per la Gazzetta, e’
grande!!! Ci
tiene
ben
informati
usando
“state of the art technology”.
A proposito (ecco che si vede il frutto del lavoro della
Gazzetta e il suo lavoro personale: dopo aver ricevuto
la sua richiesta che ho passato ad Enrica Lazzari, lei
e’ riuscita a contattare degli amici cari che si erano
persi da tantissimo tempo), sulla proposta dei giovani
di Durban, mettero’ in operazione la Comunita’ Asmarina
sulla richiesta dei giovani; sarebbe stato bello avere i
loro e-mails ma se non le dispiace, per adesso,
utilizzeremo la Gazzetta.
Le mando questo e-mail anche per informarla di una
bellissima riunione Asmarina che abbiamo trattenuto al
Circolo Italiano di Johannesburg, domenica 19 Febbraio
2006.
Siamo grati di aver avuto con noi, come ospiti i
seguenti rappresentanti: Sig. Mangano del Consolato
Generale d’Italia, i rappresentanti del CGIE: Sig. Pinna
e Sig. Nanna e consorte, il Presidente del Com.It.Es.
Sig. Cristaudi e consorte che sono stati iniziati nella
comunita’ asmarina con una deliziosa “zighinata” fatta
dalla nostra cara amica Enrica Lazzari. E stato anche
fantastico di poter gustare un buonissimo “sciro’ ”
preparato e donato con amore da Gisella Baisero. Spero
che i nostri ospiti hanno trovato interessante la nostra
speciale cultura asmarina. Il pomeriggio e’ stato
semplicemente caloroso con amici che non si vedevano da
decine e decine d’anni e combinato con un po’ di
malinconia a seguito di un slide-show sulla nostra cara
Asmara (immagini della bellisima Chiesa, Cinema Impero,
Gezzabanda, Liceo Martini, Scuola Principe di Piemonte,
ecc...). Un’ altro evento interessante e stato quello di
un libro scritto da Pietro Vaccaro intitolato “Ricordi
d’ Africa”, presentato dal presidente della Dante
Alighieri, il nostro Gaetano Giudice. Grazie al fratello
dell’ autore, Vittorio Vaccaro, abbiamo avuto una
ventina di questi libri e alla fine della festa furone
venduti tutti!
Il Consiglio Direttivo (CD) del Circolo Italiani Africa
Orientale (C.I.A.O.) e’ costituito dalle seguenti
persone (e devo dire che sono molto orgoglioso di questa
squadra vincente): Elsa Basmadjan, Rosanna Oggiano,
Mirella Carillo, Franco di Siena, Luciano Gnudi
(Vice-Presidente) ed io.
Il CD del C.I.A.O. ringrazia e apprezza tutte le persone
che sono state presenti a quel piacevole evento del 19
Febbraio.
Enzo Micali, Presidente C.I.A.O.
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Inviato:
Lunedì, 6 Febbraio, 2006 17:15
Oggetto:
Caro Ciro
Complimenti per il tuo lavoro. La gazzetta è fantastica
e si legge piacevolmente. Prendo l’ occasione anche se
un po’ in ritardo di farti tanti auguri per un favoloso
2006. Saluti a casa.
Mario Cagnazzo
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Inviato:
Sabato, 4 Febbraio, 2006 15:46
Oggetto:
Il giorno del ricordo
Caro Ciro,
Si avvicina il 10
febbraio, Giorno del Ricordo. Finalmente le vittime
dell’olocausto anti-italiano hanno avuto, dopo sessant’anni
di vile silenzio, un riconoscimento ufficiale ed è stato
dedicato loro un momento per il ricordo dei nostri
meravigliosi connazionali selvaggiamente trucidati.
Da parte mia, da
Kuala Lumpur, rivolgerò il mio pensiero alle vittime, alle
loro famiglie e alle migliaia di nostri connazionali ancora
costretti all’estero e sparsi per il mondo, dal Canada
all’Australia, al Sud Africa, dove, comunque, hanno sempre
tenuto alto il nome dell’Italia e ricordato le loro
meravigliose terre, nelle quali ha avuto luogo una vera e
propria pulizia etnica programmata a tavolino dai
comunisti titini e dai componenti della brigata Garibaldi.
Il mio pensiero e il
mio cuore saranno in volo sui luoghi della carneficina
comunista e quindi sarò a Basovizza, a Scadacina, a Podubbo,
a Opicina, a Casserova e su le tante altre depressioni
carsiche ove porterò il tricolore e rivolgerò una preghiera
al cielo per le nostre genti dell’Istria e della Dalmazia,
veri Italiani abbandonati dai governi vili ed imbelli
di centro-sinistra.
Nel cuore, sempre la
Patria lontana e il tricolore, ma quanta tristezza.
“Solo do’ lagrime, una par ocio”.
Ciao
Gianemilio
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Inviato:
Mercoledì, 1 Febbraio, 2006 07:13
Oggetto:
Caro Direttore,
Sarebbe auspicabile,
anzi assai opportuno che i rappresentanti delle comunita’
italiane dell’Australia, dell’Asia e dell’Africa
facessero corpo unico e si presentassero come Italiani
all’estero e cosi pure per le Americhe.
Cosi facendo, si
avrebbe maggior forza per imporre un concetto non previsto e
poco amato dai politici italiani, rispondere all’elettorato
delle loro azioni in parlamento. Far assimilare ai nostri
“galli” in perenne litigio un concetto da sempre in
uso nei paesi di cultura anglosassone, il rispetto per
la sovranita’ popolare.
Tu sai bene di che
cosa sono capaci certi nostri politici eletti in un partito
e pronti a saltare in un altro di opposta ideologia pur di
rimanere a galla. Quelli definiti, per intenderci , i
fautori del ribaltone!
Pensa come sarebbe
bello vedere che il tanto atteso voto degli italiani
all’estero puo’ rendersi determinante nelle decisioni
serie, fermare la gazzarra in atto, avere finalmente
un ruolo importante da var valere nella
formazione di un governo in Patria.
Sogno..., realta’?
Voglio almeno sperarlo.
Ciao,
Gianemilio
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Inviato:
Martedì, 24 Gennaio, 2006 13:24
Oggetto:
Dalla Grecia
Caro Ciro
mi complimento con te per il tuo intervento relativo alle
banalità, per non dire un'altra parola che usano molto in Italia
,ma che non si può tradurre in italognolo,del giornalista
Rampoldi su Repubblica.
Come si vede che hanno paura anche delle loro ombre. Complimenti
arch. Angelo Saracini
dir. Identita'
res. Comites Grecia
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Inviato:
Mecoledì, 11 Gennaio, 2006 19:28
Carissimo Ciro,
come sempre ci riservi delle piacevoli sorprese.
Sei proprio un:..Atta favoloso.
Non voglio prenderti troppo tempo ma rimarcarti che i nostri
ricordi sono stati, sono e saranno indelebili.
Tuo gentile tramite, invio a tutti i conoscenti ed amici comuni
i migliori auguri per un sereno 2006.
Conosco bene il bellissimo Paese che ti ospita e che prima o
dopo desidero rivedere ma nel contempo gradiremmo alla
prima occasione una vostra visitina da queste parti, che come
sai hanno altrettanti angoli di Paradiso.
Un
abbraccio affettuoso anche da parte di Lori ed Alessandro.
Un
ringraziamento anche ai Fantozzi per avermi segnalato questo tuo
recapito.
Cordialmente,
Gianni
Il direttore risponde
Questa è una lettera
che ha bisogno di qualche interpretazione. Gianni è Gianni
Cesone, anche lui asmarino, che per diversi anni prestò
servizio anche all’Ambasciata d’Italia a Pretoria, mentre la
sorella Claudia, dopo aver lavorato a La Voce negli anni in
cui il giornale nasceva, era poi passata al Consolato
Generale d’Italia a Johannesburg. La parola Atta, nel
secondo capoverso, è una versione tigrina del termine
che in Abissinia si usa al posto del Signore italiano.
Signore non come Dio, ma come Sir. E infine l’invito a
visitare Gianni da quelle parti con tanti angoli di Paradiso
è semplicemente un invito a Lignano, in Friuli, dove Gianni
e famiglia vivono ormai da parecchi anni.
Ciao Gianni, anche i
miei ricordi sono a prova di tempo.
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Inviato:
Mercoledì, 11 Gennaio, 2006 16:14
Carissimo Direttore,
ho letto di come ti stai apprestando alle urne, dei tuoi dubbi e
delle tue perplessità.
Finalmente si potrà esercitare quel diritto-dovere che tutte le
nazioni di compiuta democrazia da sempre danno ai loro connazionali
all’estero.
Noi Italiani ci siamo arrivati dopo anni di sinistro boicottaggio
del parlamento italiano.
Immagino ricorderai la fine che fecero le 500.000 firme raccolte dalle
sezioni degli Alpini di tutta Italia per promuovere un referendum
e dare il voto a noi. Consegnate in parlamento, Nilde Jotti le
nascose in un cassetto della sua scrivania, dimenticando che la
sovranità dovrebbe appartenere al popolo che la esercita
attraverso i suoi rappresentanti. Ma, così in Italia non è mai
stato. Quando siedono sulla “poltrona di comando” gettano alle
ortiche tutto quello che avevano promesso in campagna elettorale.
Tu Ciro, io e moltissimi altri della nostra generazione che hanno
vissuto sotto quel meraviglioso cielo illuminato dalla Croce del
Sud, siamo cresciuti con altri ideali, lontani dalle faziosità e
dalle lotte di potere che hanno caratterizzato la vita politica
italiana dal dopoguerra a tutt’oggi. Per noi vi era solo
l’amore per la nostra Patria lontana e per ciò che
rappresentava.
Quando entrarono le truppe britanniche in Eritrea soltanto pochissimi
nostri connazionali, da contarsi sulle dita di una mano, andarono
per le strade ad abbracciarli. In Italia furono almeno la metà che
inneggiarono ai liberatori e vestirono i panni dei resistenti.
Ancora oggi, in occasione del discorso di fine anno, il presidente
della repubblica, invece di unire, divide gli Italiani in buoni e
cattivi e, tieni presente, che sono passati sessant’anni dalla
fine della guerra.
Soltanto da sei o sette anni i politici “dell’arco
costituzionale” hanno smesso di chiamare la nostra Patria,
l’Italia, paese. Hanno rispolverato il tricolore che era stato
sostituito da drappi rossi, e finalmente si sente balbettare di
nuovo l’inno di Mameli. Quello che maggiormente delude e
la mancanza di dignità nazionale.
Parli di istruzione auspicando che il governo italiano
provveda ad aprire delle nostre scuole all’estero. La
tua è solo una pia illusione. Tieni presente che sono riusciti
nell’intento di distruggere la nostra scuola, alternandone alla
guida politici preoccupati solo di rimuovere dai testi scolastici
tutto ciò che poteva ricordare l’Italia, il suo passato, la
nostra grande cultura e tradizioni e, quando possibile, falsificarne
la realtà. Gli indirizzi pedagogici sono altamente burocratizzati e
le didattiche profondamente ideologizzate. In Italia i ragazzi della
media conoscono meglio il “Che” e Neruda e molto meno il Pascoli o
il Carducci. Questo è certo.
Tutti noi, allora studenti, , marciammo compatti per le vie d’Asmara
per inneggiare a Trieste, a quel lembo di terra Italianissima che
veniva minacciata dalla Yugoslavia e nel nostro piccolo saremmo
anche stati pronti a lottare per quella meravigliosa città e le sue
genti giuliane. Qualche anno dopo, i nostri imbelli politici
firmarono il trattato di Osimo.
Con il pianto nel cuore, caro Ciro da Gaggiret, ti dico che la
nostra Italia, quella amata dai nostri genitori, quella che avevamo
sognato guardando al tramonto verso nord, dalle colline di
Godaif, non esiste e quello che più rattrista è che non vi
sono politici, fatta qualche piccola, piccolissima eccezione, degni
di essere votati. Ci sarebbero tantissime altre cose da dire
ma non desidero tediarti più di tanto. Un abbraccio.
Gianemilio
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Inviato:
Mercoledì, 11 Gennaio, 2006 06:49
Carissimo Editore,
La ringrazio per l'informazione sul sito e un affettuoso abbraccio a
tutti i partecipanti su questa bellissima iniziativa.
Ho trovato il sito molto informativo, ben organizzato e con creatività;
ed e' stato anche gradito di veder sul sito la partecipazione e supporto
dell' industrie e imprese Italiane nel Sud Africa
Augurandovi un gran successo, da parte della Comunità Asmarina
Carissimi Saluti,
Dott. Vincenzo Micali
Presidente C.I.A.O.
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Inviato:
Domenica, 8 Gennaio, 2006 11:19
Oggetto: Siamo uomini o Caporali?
Caro Direttore,
non sono un’italiana
residente all’estero, bensì sono un’italiana che vive nella
terra natia, ma che ha vissuto il racconto di numerosi
componenti della propria famiglia che sono andati “a cercar
fortuna” altrove.
Ho fatto questa breve
premessa, perché forse sono meno in diritto d’esprimermi
rispetto a chi l’esperienza dell’emigrazione l’abbia vissuta, ma
seppure possa apparire un po’ desueto il pensiero, io sono fiera
d’essere italiana, della nostra storia, della nostra cultura e
delle nostre tradizioni, senza che ciò discrimini ovviamente la
bellezza e la ricchezza della condivisione e della fratellanza
con altre culture, con altre tradizioni.
Ma, giungiamo al
motivo (a dire il vero, è più d’uno!) per il quale Le scrivo. Da
qualche tempo, pur vivendo in Italia, leggo con interesse “La
Gazzetta del Capo”, poiché mi piace incontrare esperienze
differenti e contemporaneamente sentire il “profumo di casa”,
che probabilmente in chi da anni vive in altre terre è più
intenso, più profondo e talvolta anche un poco malinconico
rispetto a chi non ha vissuto tale esperienza.
L’altro giorno, nel
leggere la Sua lettera al ministro Tremaglia, s’è percepito
chiaro il Suo amor di patria, un amore puro e spontaneo, di cui
credo le nuove generazioni abbiano perduto, troppo spesso, il
significato. Sa che cosa ho pensato nel leggere la sua lettera?
A un mio grande amore del passato…Foscolo…al suo legame d’amore
con la patria, un amore che non necessita di schieramenti
politici i quali, troppo spesso, conducono a sterili diatribe e
a contrapposizioni poco costruttive, ma che aiuta a
caratterizzare l’identità di un uomo. Credo infatti che l’amor
di patria, scevro da estremismi, da ideologie limitanti, sia un
valore assolutamente importante, perché aiuta a costituire
appunto l’identità di un individuo nel suo percorso storico e
sociale. Per questo, è assolutamente incomprensibile e pare
addirittura paradossale che si discuta ancora sul diritto al
voto degli Italiani all’estero. Il ministro Tremaglia rivendica
giustamente la paternità, poiché si è schierato, ma il “primo”
padre è stato il senatore Lando Ferretti e la proposta risale al
22 ottobre 1955. Sarebbe tempo che si smettesse di parlare di
proposte di legge:sono trascorsi ormai più di cinquant’anni!
Perché quest’Italia che culturalmente ha vissuto straordinarie
rivoluzioni è così lenta nel riconoscere i diritti dell’uomo e,
in questo caso, per essere precisi, il diritto di uomini che,
con le loro scelte e il loro lavoro, sono stati e sono fonte di
ricchezza e di risorse per l’Italia?
Sembra che talvolta
ci si dimentichi che cosa significhi democrazia e che coloro che
sono investiti del ruolo di politici trascurino la
responsabilità, ponendo più attenzione ai personali interessi,
che hanno nei confronti di coloro che debbono rappresentare.
L’Italia del
dopoguerra riconoscendo il diritto alle donne di votare, il
quello storico 31 gennaio 1945, ha probabilmente orientato la
storia della nazione in un modo diverso, dando il 2 giugno del
‘46 una nuova forza alla Repubblica. Forse quando Ivanoe Bonomi
presiedendo il Consiglio dei Ministri emanò il decreto che
riconosceva il diritto alle donne di votare non aveva
pienamente coscienza di cosa avrebbe veramente significato ciò
per l’Italia. Invece coloro che, sottilmente, si stanno
animando per la questione del voto agli Italiani all’estero
forse hanno coscienza di cosa significherebbe un tale
cambiamento in un periodo storico così significativo per la
nazione e per l’Europa, e quindi…
Prima di salutarLa,
caro Direttore, Le scrivo una riflessione che mi ha accompagnata
sin da quando ho letto della diatriba sul diritto al voto, poi
rafforzata dalla lettura degli articoli comparsi sulla Gazzetta.
Ricorda il film di Totò, di quel meraviglioso italiano grande
indagatore dell’animo umano e grande conoscitore dello spirito
italiano, “Siamo uomini o caporali”? Lui, rinchiuso in un
manicomio, parlando con lo psichiatra, racconta la sua visione
dell’umanità: ci sono gli uomini che debbono accettare,
talvolta, subire le decisioni e le azioni dei caporali che
agiscono, manipolano e ordinano. Ma, allora, in questa storia,
chi sono gli uomini e chi i caporali?
La saluto con
grande stima e le auguro buon lavoro dall’Italia per gli
Italiani.
(Lettera firmata)
Il direttore risponde
Cara lettrice italiana
d’Italia, grazie per le belle parole. Sono allo stesso tempo
contento e spaventato. Ricordarle il Foscolo, anche se soltanto
per l’amor di patria, mi fa tremare. Comunque grazie. Grazie per
essere una nostra lettrice, grazie per essersi presa la briga di
scriverci, grazie per essere fiera di sentirsi italiana e per
non vergognarsi di dirlo. Com’è diversa da tanti italiani che mi
capita di incontrare e che quasi si sentono obbligati a dare da
intendere che la patria per loro è una cosa sorpassata, da
consegnare a qualche museo come una curiosità del tempo dei
dinosauri. Ma ha ragione, io mi sento bene nella pelle del
dinosauro, forse proprio perchè, nella preistoria dei miei pochi
anni di scuola, era il Foscolo il poeta che più di ogni altro mi
avvinceva ed erano i patrioti gli eroi dei miei sogni romantici
di bambino, nei quali finivo quasi sempre fucilato come i
Fratelli Bandiera. Poveri noi, come sono cambiati i tempi e i
costumi. Oggi i bambini sognano di essere quei calciatori della
nazionale che si vergognano di cantare l’Inno di Mameli e lo
fanno a denti stretti soltanto perché al presidente Azeglio
Ciampi non si può dire di no, non foss’altro perché è lui a
distribuire le onorificenze. Che malinconia.
Ma
veniamo ai caporali. Ho l’impressione che nel mondo ci sia
un’inflazione di individui che, per misteriosi motivi, si
sentono in diritto di appartenere a questa categoria. Ma
fortunatamente di tanto in tanto mi capita anche di incontrare
persone che dei caporali se ne infischiano e quando parlano ti
guardano dritto negli occhi per cercare di valutare il tuo grado
di umanità. L’altro giorno una turista della Svizzera italiana
mi ha sorpreso e fatto felice. “Voi – mi ha detto, parlando
delle persone che aveva incontrato nel suo viaggio da queste
parti – avete gli occhi diversi, non so, più belli, perché ci
guardate dritto negli occhi”. E aveva ragione perché ogni sera,
quando mi guardo allo specchio, io non mi vergogno di quello che
vedo. E non mi importa sapere che ci sono tanti caporali. A me
basta essere uomo.
Ciro Migliore
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Inviato:
Venerdì, 6 gennaio, 2006 22:59
Buona sera signor Migliore,
Mi sono soffermato a leggere la Gazzetta del Capo e non posso che far
Lei i complimenti per la stesura delle mail e per l' interesse che gli
argomenti trattati hanno in me suscitato.
In particolare le sue osservazioni riguardanti il diritto di voto
all'estero ed il bene che sembra volere all' Italia mi hanno davvero
colpito.
Si figuri che in Italia oramai la appartenenza alla patria non è più un
valore importante, checché il nostro beneamato presidente ne dica,
non ci si sente rappresentati dal governo al potere, nella maggior parte
dei casi votato con grande sufficienza e poca informazione storico
culturale da quelli che come me cinque anni fa erano venticinquenni ed
ora più maturi si ritrovano a trenta anni in un paese che non
offre più un futuro roseo.
In Italia non si studia la Storia nel modo giusto, non si studia
Educazione Civica nel modo giusto inoltre, buona parte degli insegnanti
non riesce a trasmettere ai propri alunni il senso di appartenenza allo
stato come invece avviene ad esempio, negli Stati Uniti.
A noi Italiani residenti in patria sembra non importare di quello che
accade fino a quando la moviola delle partite domenicali funziona e la
Gazzetta dello Sport continua a sfornare articoli che dichiarano gli
ingaggi euromilionari dei nuovi modelli europei. I calciatori .
Noi Italiani in patria siamo il popolo che sopravvive con piccoli
inganni alla quotidianità, che si lamenta ma non agisce in modo deciso
per cambiare le cose e siamo quelli che vorrebbero emigrare perché, in
qualche modo esterofili o sognatori, crediamo alla favola che l'erba del
vicino è sempre più verde.
Le dico questo perché mi commuove e mi imbarazza capire quanto gli
italiani all'estero invece sentano il senso di appartenenza alla patria,
soprattutto quelli che come lei hanno vissuto dal dopoguerra in luoghi
lontani e contribuito al far conoscere il nostro popolo nel modo
migliore in giro per il mondo.
La prego e prego quelli come lei di continuare nel vostro lavoro perché
è grazie a voi che noi trentenni possiamo adottare il giusto metro di
valutazione, capire le opportunità che ci vengono date e di più
apprezzare i luoghi in cui viviamo.
Cordiali Saluti a lei ed a tutti quelli che, ho letto nel forum, suoi
amici o collaboratori, comunque connazionali all'estero, contribuiscono
a rendere grande il nostro popolo.
Gianstefano Mancigotti
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Inviato:
Venerdì, 6 Gennaio, 2006 13:02
Oggetto:
La scuola italiana c’è o non c’è?
Caro Ciro,
mentre mi complimento con te ancora una volta per lo stile
disinvolto e accattivante di questa tua pubblicazione telematica,
colgo anche l'occasione per chiedere una precisazione da parte tua
a proposito di quanto affermato nel settimo paragrafo della
lettera aperta al ministro Tremaglia che reca la tua firma,
nell'ultima edizione del 5/01/006.
Più precisamente mi riferisco al passaggio in cui si chiede di
riferire al Premier italiano che non esiste una Scuola Italiana
per i 70.000 italiani residenti in Sud Africa.
A questo proposito vorrei un chiarimento, in quanto allo stato
attuale delle cose esistono almeno tre Scuole Italiane, operanti
sotto la giurisdizione delle rispettive autorita`consolari, a
Johanneburg, Cape Town e Durban. Anzi vorrei andare ancora più in
là chiedendoti di prendere visione dell'attività in essere, della
Scuola Italiana del Capo per avere suggerimenti e incoraggiamenti
da parte tua e dalla tua testata.
Con amicizia e stima.
Roberto Busetto
Il direttore risponde:
Caro
Roberto, prima di tutto grazie per i complimenti, che sono sempre
graditi. E poi grazie per l’attenzione puntuale e costante che
riservi a questa nostra pubblicazione. Anche avere lettori è
piacevole.
Sulla
questione della scuola italiana riconosco che tu sei in buona fede
e dici la verità, ma allo stesso tempo sostengo la veridicità di
quanto da me affermato nella lettera aperta al ministro.
Evidentemente parliamo di due scuole diverse. Tu di una scuola che
una volta andava sotto il nome di “Corsi integrativi di lingua
italiana”, con lezioni una volta la settimana, io di una scuola
come quella di un tipico villaggio italiano, aperta tutti i
giorni, da frequentare regolarmente per arrivare alla licenza
elementare, se esiste ancora, a poi più in alto, fino
all’università, sia pur nel quadro del sistema scolastico
sudafricano. A questa scuola si avvicinerà quella che sta cercando
di far partire il console Alberto Vecchi, concordando con una
scuola sudafricana l’apertura di una prima classe italiana e poi
di una seconda e così via, fino ad avere un corso completo di
studi. Ma, al di là delle caratteristiche di questa o quella
scuola, qui si dibatte sul principio stesso del diritto, che si
dice anche “obbligo”, di tutti gli italiani a essere messi in
grado di perseguire un altro loro diritto naturale e cioè quello
all’educazione nella propria lingua madre.
Comunque scusa, non volevo sminuire il prezioso lavoro che tu e i
tuoi colleghi svolgete da anni per mantenere in vita quanto resta
della lingua e della cultura italiane in questo paese. Vedi, nella
mia famiglia ci sono due maestre con il diploma magistrale
italiano, le quali in anni passati hanno insegnato a Johannesburg,
per cui non mi è del tutto ignota l’esistenza di quella scuola. Ma
io parlavo, come ti ho detto, di un’altra cosa.
Ti
prometto che la Gazzetta darà spazio quest’anno anche alla scuola
che tu dirigi, con tanto amore per la nostra lingua e la nostra
cultura. E chissà che insieme, il console, tu e la Gazzetta, non
si riesca a colmare questa lacuna. Ma non prendiamoci in giro
perché noi possiamo realizzare soltanto palliativi se a Roma non
esiste il volere politico di fare di più.
Ricambio di cuore l’amicizia e la stima.
Ciro Migliore
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Inviato:
Caro direttore,
dopo che mi hai segnalato questa nuova
iniziativa, mi son letto le lettere al Direttore. Vedo nomi nuovi e
vecchi , tutti a congratularti ed a ragione. Mi auguro che, passata
questa fase iniziale, queste lettere diventino un contributo di
nuove idee, che starà a te poi dibattere e sviluppare con la tua
ottima penna (adesso virtuale).
Criticare non serve a niente, gestire meglio il presente è più
importante, tenendo l'occhio sveglio per cogliere indicazioni di
come potrebbe essere il futuro.
Vai avanti con fiducia, non mancheremo di darti ispirazioni. E se ti
sei coinvolto in un progetto ad alto contenuto tecnologico vuol dire
che sei rimasto giovane nella testa e nel cuore, con la buona salute
dei "prepensionati cinquantenni", che non hanno per niente la mia
simpatia. Forza quindi, i giovani forse hanno ancora bisogno di te,
e forse anche di me.
Auguroni a tutti voi.
Cosimo Brescia
Il direttore risponde:
Caro Cosimo, vorrai
scusarmi se non ti tratto da interlocutore impersonale, dandoti del
lei. Siamo amici da quasi trent’anni e penso che questo dia ad
entrambi il diritto di parlare come si fa fra amici, dandoci del tu,
proprio come stiamo facendo. L’ipocrisia lasciamola agli altri.
La tua lettera mi
ha toccato, non lo nego, perché inquadra questo giornale telematico,
informatico, tecnologico, chiamalo come vuoi, in una prospettiva di
servizio, di crescita, di utilità. Non come un capriccio senile o
una specie di rivincita a scoppio ritardato. Non so se i giovani
abbiano ancora bisogno di me o se ne abbiano mai avuto, ma so che io
e la Gazzetta abbiamo sicuramente bisogno di te e degli amici che mi
sono rimasti dopo una dozzina d’anni di oblio. Di tutti, perché
questo giornale non nasce “contro” qualcuno, ma per tutti. Si chiama
“La Gazzetta del Capo” perché è qui che lo facciamo, ma si apre
anche con la scritta “Portale d’informazione della Comunità Italiana
in Sud Africa” e tu sai che io non sono uno che dice cose che non
pensa. Se abbiamo detto che è degli italiani del Sud Africa è
proprio quello che volevamo dire. E vorrei che tu, che fra i primi
ci hai accettati senza riserve, ti facessi testimone e portatore di
questo nostro impegno. A me piacerebbe quanto prima aggiungere una
nuova sezione sotto l’intestazione “La Gazzetta del Gauteng” e poi
magari un’altra per il Natal e così via. Sono sicuro di poter
contare sul tuo aiuto.
Insieme, caro
Cosimo, dobbiamo cercare di far accettare il principio per cui le
nuove opportunità dovrebbero essere colte e non rigettate. Questa è
una nuova opportunità offerta ai connazionali di mettere in vetrina
le cose di cui vanno orgogliosi. Nelle prossime settimane riprenderò
un progetto che enunciai trent’anni fa, quando a Johannesburg mi fu
affidata una “Voce” quindicinale che si dava ormai per morta e
sepolta, il progetto di raccogliere testimonianze sugli italiani che
in questo paese si sono messi in luce anche soltanto per essere
stati cittadini onesti e laboriosi. E tu sai che avevamo fatto un
buon lavoro, continuato poi sulle pagine di “Azzurro” per altri
dieci anni. Adesso contiamo di riprendere quel dialogo interrotto
con i lettori e con i connazionali, contiamo di allargarlo, visto
che abbiamo già lettori, pochi lo ammetto, ma ci sono, in tutto il
mondo, visto che questa cosa meravigliosa che si chiama “internet”
ci consente di ignorare i confini e le barriere e di spingerci fin
dove non avremmo mai sognato di poter arrivare. Soltanto l’altro
ieri la cugina di un italiano del Gauteng ha visto la foto del suo
bambino sulla pagina della Gazzetta e dalla sua casa di Atlanta,
negli Stati Uniti, ha subito inviato a noi la foto della sua bambina
perché la dirottassimo a questa particella sudafricana della sua
famiglia. E tu mi sei testimone che una ragazza italiana si è vista
offrire l’occasione di venire in Sud Africa grazie al suo appello
apparso sulla Gazzetta. Non pensi che tutto questo sia meraviglioso?
E non credi che tutti i nostri connazionali dovrebbero accogliere
questo progetto di crescita con il tuo stesso entusiasmo?
Continua a
scrivermi e invita altri a fare altrettanto – come hanno fatto
Luciano Servadio e altri vecchi amici -. Se non siamo ancora amici
lo diventeremo.
Ciao a stammi bene.
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Inviato:
Sabato, 24 Dicembre, 2005 18:39
Oggetto: Sempre ed ostinato mal d'Italia
Caro Ciro
ho trovato l'idea
del giornale Web molto interessante per la notevole qualità e varietà
dei settori.
E' stata
un'iniziativa che ti fa onore e devi essere, unitamente ai tuoi
collaboratori, giustamente fiero.
Ritengo che la
comunità italiana sarà grata a tutto lo staff per la simpatica finestra
sulla loro terra d'origine.
Il viaggio in Sud
Africa si riconferma gradevole per la spettacolarità dei panorami e dei
parchi , ma sopratutto per gli indimenticabili contatti umani.
Complimenti ed
auguri di buon lavoro al Direttore, ma, principalmente,bravo Ciro ! !
Con l'occasione mi
fa piacere rinnovare alla Famiglia Migliore un caldo augurio di Buon
Natale e Felice
Anno Nuovo.
Maria ed Aldo
Riccardi
Il direttore risponde:
Ho riflettuto a
lungo prima di decidermi a pubblicare questa lettera, poi ho deciso
che, essendo pronto a pubblicare tutte le lettere, anche quando
siano negative, potevo anche concedermi il piacere di pubblicarne
una così personalmente elogiativa. Anche perchè non avevo il diritto
di privare i miei collaboratori di questa soddisfazione. Detto
questo, due parole di spiegazione. Maria e Aldo Riccardi sono
passati per il Sud Africa tre anni orsono come turisti e il caso ha
voluto che, essendo io in quell'occasione la guida, ci incontrassimo
e ci piacessimo a vicenda, scoprendo in comune un forte amore per
l'Italia. Da allora ci scambiamo gli auguri a Natale. Aldo mi manda
ogni volta un pacco di riviste italiane da leggere e far circolare e
una volta, dato che è un collezionista, io gli ho mandato un
cavatappi fatto qui. E questo solido ponte di amicizia rende la
distanza fra noi pressoché inesistente.
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Inviato:
Sabato, 24 Dicembre, 2005 10:53
Gentile direttore,
le faccio i miei complimenti per la
sua iniziativa, ne avevamo veramente bisogno, complimenti anche al
console per la sua alacrità nel cercare di diffondere la nostra
cultura. Un piccolo neo, mi dispiace che uno dei suoi lettori abbia
trattato gli italiani da addormentati, io invece, trovo la nostra
comunità molto attiva, informata, benvoluta e che non ha bisogno di
essere risvegliata da nessuno.
Intanto la saluto augurandole buone
feste e un felice anno nuovo.
Giovanni Loi
Il direttore risponde:
prima di tutto,
grazie per le sue parole di apprezzamento. Ci aiutano a fare
meglio. Quanto all'opinione dell'altro lettore sul dormire, la
mia posizione è ambivalente: da un lato concordo pienamente con
lei sul fatto che gli italiani, presi individualmente, siano
attivi, informati, intelligenti e abbiano raggiunto traguardi
ambiziosi; dall'altro non posso chiudere gli occhi sul fatto che
la comunità, nel suo insieme, non si sia data fino a quest'anno
strutture di cui, lei me lo conferma, si sentiva e si sente il
bisogno. Forse non è sonno, ma mancanza di spirito comunitario.
Forse i prossimi anni ci daranno risposte più precise, quando
andremo a verificare se e come saranno progredite le iniziative
messe in cantiere quest'anno e quelle che matureranno, lo spero,
a breve scadenza, come la scuola e un qualcosa per gli anziani.
Grazie
comunque per aver dialogato con noi. E' dal dialogare che
nascono le idee e le iniziative.
Tanti sinceri
auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a lei e alla sua
famiglia.
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Inviato:
Martedì, 20 Dicembre, 2005 22:13
Caro Migliore, vedo che la volpe perde il
pelo, ma non il vizio e mi congratulo con te per la nuova testata
cibernetica che hai iniziato. Ti faccio i migliori auguri, Pier Luigi Porciani
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Inviato:
Martedì, 20 Dicembre, 2005 18:59
Ciao Ciro...
Grazie tantissime! L'occhiata alla
gazzetta è stata per me molto piacevole... Bella, colorata, con bel
ritmo... Da ora sarò una visitatrice abituale.
Per te e per tutta la tutta famiglia,
grande e piccola, un caldissimo abbraccio da questo posto del mondo.
Buon Natale, e sobrio... (ma non troppo) capo d'anno.
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Inviato:
Domenica, 19 Dicembre, 2005 19:08
Caro Ciro,
Come sai sono uno dei fondatori della Voce nel lontano 74 ai tempi dello
stimatissimo console Mazzarini a Jhb. Indi negli anni successivi ci
siamo visti e scritti spesso durante la tua lunga e brillante redazione
di tale settimanale. Di passaggio a C.T. dal Queensland ti leggo di
nuovo con molto piacere all'opera con questa "gazzetta elettronica"per
cui ti esprimo tanti auguri, unitamente a quelli per le festività
imminenti.
Luciano Servadio
lucianoservadio@ihug.com.au
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Inviato:
Domenica, 18 Dicembre, 2005 18:17
con
piacere ho saputo della nascita di questa gazzetta.
Potrei
suggerire di inserire 'lettere al direttore' e
nell'occasione vorrei segnalare un caso di ITALIANITA' nel
pubblicare l'inno di Mameli che ho visto ad una cena al club
Italiano di CT.
Ne
allego copia e gradirei che ne prendiate nota.
Ringrazio augurandomi che almeno tramite queste pagine possiate
divulgare la lingua italiana nella maniera corretta.
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Inviato:
Martedì, 13 Dicembre, 2005 12:26
durante la riunione del 6 dicembre
della Camera di Commercio sono emersi diversi commenti sul sito
della Gazzetta Del Capo. Ci siamo sentiti in dovere di esprimerti i
nostri complimenti per il lavoro che hai svolto nella realizzazione
di un progetto così importante ed utile per la collettività. Il sito
e' veramente bello e completo e ti auguriamo tutto il successo che
meriti.
Cordiali saluti da tutti i direttori
della Camera di Commercio Italo Sudafricana del N.E.W Cape
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Inviato:
Martedì, 6
Dicembre, 2005 17:08
LA CHIESETTA NEL BOSCO
Caro Ciro,
nel 1881 quattro
famiglie italiane, Tomei, Sciocatti, Fardini e Mangiagalli, sono arrivate
nella Gouna Forest, Knysna, per incominciare l'industria della seta.
Purtroppo gli alberi di more piantati tre anni prima erano morti e in
conseguenza anche i bachi da seta, portati con molta cura dall' Italia,
sono morti di fame, poverini. Le famiglie si sono trovate senza lavoro e
per sopravvivere si sono dedicate a tagliar la legna del bosco. Carri
tirati da asinelli erano il mezzo di trasporto usato per portare gli
enormi tronchi di yellow-wood al porto di Knysna.
Nel 1892 la diocesi di
Knysna costruì una chiesetta nella Gouna Forest ed e' questa che è stata
restaurata quest'anno da uno dei pronipoti, Ryno Sciocatti. Non solo si e'
preso la briga di mettere a posto l'edificio, ma ha anche impiegato un
artista per pitturare a fresco l’interno. Le due stanze al fianco
dell’altare sono adesso un museo con foto e articoli che raccontano tutta
la storia di questa gente. E' interessantissimo.
Se i tuoi lettori si
trovano nella zona di Knysna dovrebbero fare un salto a vedere questa
chiesetta nel bosco. La strada e' quella che porta al nuovo Golf Estate
Simola ed è mezza asfaltata e mezza di terra battuta in buone condizioni.
A 12 kms. dalla strada principale di Knysna, su per la collina si arriva
ad un bivio e a sinistra ce' la chiesetta.
Tanti auguri ha tutti
per le feste natalizie
Maria Grazia
Martinengo
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Inviato:
Riportiamo qui
di seguito tre lettere al direttore che, per strade diverse, arrivano
dall’Italia. Sono di amici italiani che per un motivo o per l’altro
vorrebbero venire a lavorare a Cape Town. Se ci fossero fra i nostri lettori
persone in grado di dare una mano, si mettano in contatto con noi e a nostra
volta provvederemo a far avere tutte le informazioni agli interessati.
Ciao
Ciro,
ho ricevuto la tua mail da "Orsobruno"
di Italiansonline.
Volevo
chiederti delle informazioni su Cape Town.
Avrei pensato di passare
qualche mese in Cape Town a partire dal mese di marzo e nel caso valutare la
possibilità di trovare un lavoro.
Avrei bisogno di ricevere
qualche informazione sulla città e sul tessuto lavorativo. Ad esempio ci
sono società italiane che cercano personale italiano?
Comunque non voglio
stressarti con troppe domande .... fammi sapere se posso disturbarti per
avere qualche informazione.
Luca
Gentile direttore,
ho trovato il suo indirizzo email leggendo La Gazzetta
del Capo e le scrivo per
chiederle un consiglio.
Innanzitutto mi scuso per il disturbo, ma non saprei
veramente a chi rivolgermi!
Credo di non essere
neanche la prima a farle questa
domanda perchè in un
forum su Cape Town un certo Giuseppe
diceva di
rivolgersi a lei per questioni di
questo tipo.
Vengo al dunque! A febbraio mi laureo, e a marzo
vorrei partire per il Sud
Africa, vorrei fare
un'esperienza lavorativa di 3 mesi
in questo splendido
paese. Ho 22 anni, parlo
perfettamente 4 lingue
(italiano, inglese, francese e
spagnolo più un po' di
portoghese), ho lavorato e studiato
un po' ovunque (a
Firenze, dove vivo, Parigi, Londra,
Vancouver,
Baltimora, Oxford, Madrid...) facendo di tutto
(commessa, cameriera,
hostess, receptionist). Può
consigliarmi qualcuno a cui
rivolgermi per cercare un
lavoro? La ringrazio e mi
scuso ancora per il
disturbo! Buon lavoro!
Cordialmente
Claudia Sanesi.
Buongiorno,
mi
chiamo katia, avrò 31 anni tra due settimane e sono senza lavoro da luglio.
Milano è ferma, l' Italia bloccata e da ormai 6 mesi che pensavo di
trasferirmi a Cape Town. Il consolato del Sud africa che c'è qui a Milano
non da nomi o modi per poter arrivare lì e sopravvivere e leggendo il forum
su Italinsonline ho visto che indicano lei come risorsa... insomma io sono
stanca di non fare nullla, verrei lì anche domani e non ho problemi a fare
la cameriera (cosa che ho già fatto a New York) o la bambinaia... Nel
frattempo le invio il mio cv. Che dice, Ciro, mi dà una mano ad uscire da
questo fermo immagine?
Graaaziie mille anticipatamente per qualsiasi cosa.
Katia Giurdanella
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Inviato:
Sabato, 19 Novembre, 2005 11:02
Congratulazioni e tanti sinceri auguri di successo da un lettore dello
zimbabwe.
Attilio
Vigoriti
ex
presidente
Societa'
Dante Alighieri di Harare.
(ormai
quasi defunta)
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Inviato:
Sabato, 12 Novembre, 2005 13:24
Caro Ciro,
con calma,
oggi, abbiamo visitato il sito della Gazzetta del Capo, pensiamo di avere
mandato un messaggio di elogio per la bella iniziativa, forse anche due,
perché non ero sicura se il primo messaggio era partito, si dice bene in
Inglese "well done" ed auguri per un meritato successo.
Saluti Silvio e Rita
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Inviato:
Sabato, 12 Novembre, 2005 18:59
Caro Ciro,
mi complimento con te per la qualità e lo
stile della Gazzetta. I testi sono stimolanti e ben calibrati, e l'impianto
telematico è intelligente e di facile uso. Ti voglio esprimere l'augurio
che questo sia l'inizio di una lunga e felice avventura giornalistica. Spero
anche di poter contare in futuro sulla tua collaborazione per il rilancio
dell'immagine e dell'attività della Scuola Italiana.
Roberto Busetto - Presidente Scuola Italiana
del Capo
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Inviato:
Domenica, 06 Novembre, 2005 10:29
Ciao Ciro
Bella pubblicazione ci
vediamo in giro
Claudio Poletti SHAYA
MOYA EXCLUSIVE TOURS
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Inviato:
Venerdì, 04 Novembre, 2005 20:17
Bellissimo!!!
bravo! mi convinco sempre di più che per fare qualcosa bisogna guardare
oltreconfine..... io sto cercando di lavorare con le ong. facciamo video e
materiali di comunicazione su progetti di cooperazione, quelli piccoli,
fatti con molto volontariato e sacrifici, quelli che meritano di essere
aiutati e pubblicizzati.... anche questo e' un modo per uscire dai muri che
ci opprimono.... e fare qualcosa di utile. tienimi aggiornata. a
prestooooo!!!!!!
Alessandra
Atti di Sarro (giornalista del
TG3 del Lazio)
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Inviato:
Venerdì, 04 Novembre, 2005 07:32
Ciao Ciro,
Che bella questa Gazetta!
Auguri!
Come si fa per
inscriversi? Buona giornata
Jenny
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Inviato:
Giovedì, 03 Novembre, 2005 20:49
Complimenti a Ciro e al "deus ex machina" del
console Vecchi. Avanti con la gazzetta che è una ottima idea!
Lanzi Giuseppe
Vice Presidente Camera di Commercio
Italosudafricana del N.E.W. Cape
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Inviato:
Martedi, 01 Novembre, 2005 20:18
Congratulazioni per la bellissima iniziativa ed i migliori auguri di buon
lavoro
Marina Marchetti
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