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- Le vostre "Lettere al Direttore":

 

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Inviato: Lunedì, 17 Luglio 2006

Oggetto: Il prigioniero Polvani Mario

L’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), che ha sede a Grosseto (Italia), ha in corso una serie di ricerche per ricostruire la vita e la prigionia in Sud Africa di un cittadino grossetano, POLVANI MARIO, che nel 1938 si trovava a Palermo al X Reggimento Bersaglieri e che, allo scoppio del II Conflitto Mondiale, venne inviato a combattere in Africa Settentrionale, dove venne fatto prigioniero presumibilmente il 5 febbraio 1941, durante i fatti d’arme di Agedabia, e internato fino al marzo 1946 nel campo di Zonderwater, in Sud Africa. Sto per questo scrivendo a varie associazioni e privati per cercare indicazioni, notizie, documenti che mi potrebbero essere utili per il mio lavoro di ricerca storica che sto effettuando con  l'ISGREC, presso il quale lavoro. La ricerca, come detto, mira a ricostruire la vita da militare e la prigionia in Sud Africa di MARIO POLVANI, grossetano e, fra l’altro, mio suocero. Mi rivolgo quindi a voi nella speranza di poter trovare materiali, documenti e altre indicazioni (i documenti relativi agli internati di Zonderwater dove si possono reperire?) che mi possano aiutare nella ricerca.

Vi ringrazio per la cortese attenzione e vi invio i miei più cordiali saluti

 

Laura Benedettelli

Responsabile della Biblioteca dell’ISGREC

Indirizzo:

ISGREC

VIA DEI BARBERI n. 61

58100 GROSSETO-ITALIA

e-mail: mpolvani@gol.grosseto.it

 

Il direttore risponde 

Contatti l'Associazione Zonderwater Block, che dovrebbe avere tutte le informazioni. Ecco i recapiti:

Emilio Coccia

P.O.Box 647

0062 Irene

South Africa

Tel. (0027) (012) 6672640

Fax (0027) (012) 6673279


 

Inviato: Lunedì, 10 Luglio 2006 14:09

Oggetto: Campioni del mondo

Complimenti per la grafica
Paolo Simionato


 

Inviato: Martedì, 4 Luglio 2006 20:14

Oggetto: Questioni legali

Spett.le "La gazzetta del Sud Africa",

Ho trovato con molto piacere il vostro sito in internet.

Da moltissimo tempo sono innamorato del Sud Africa, che ho avuto finalmente modo di visitare circa tre anni fa.

Mi piacerebbe riuscire a trovare un lavoro in Sud Africa per potermici trasferire.

Potete aiutarmi in questo senso? Perché non aprite una rubrica a questo riguardo?

Sapete darmi qualche indirizzo di riferimento (oltre alla camera di commercio italo sudafricana?).

Ho visto che avete uno spazio dedicato alle questioni legali.  Poiché io esercito la professione in Italia, sarei grato di potervi dare un sostegno in tale rubrica.

Tra l'altro, sta per essere pubblicato (credo entro luglio/agosto) un mio libro, dal titolo "La famiglia nel diritto privato internazionale", ed. Giappichelli, Torino, che potrebbe essere di interesse anche per i nostri concittadini all'estero poiché parla di molti aspetti inerenti alle problematiche internazionali nella famiglia (matrimoni misti, funzioni consolari, adozioni, alimenti ...).

Vi ringrazierei molto di una vostra risposta

Cordiali saluti

A. A.

 

Il direttore risponde 

Caro avvocato,

noi abbiamo uno spazio nel nostro "forum" che è già utilizzato per i fini che lei suggerisce, ma non le nascondo che trovare la strada per trasferirsi in Sud Africa oggi non è facilissimo.

Un altro sito dove può chiedere informazioni sulle procedure è Migrate2SA, che trova pure nelle nostre pagine. Posso inoltre dirle che tutti i giorni incontro connazionali che si sono trasferiti da queste parti, il che vuol dire che in fondo si può riuscire, basta volerlo fortemente e avere pazienza. Tuttavia non credo sia facile farlo da avvocato. Voglio dire che le specializzazioni richieste in questo paese sono altre.

Ha mai pensato di fare prima un percorso da "stagista" o da turista per studiare la situazione più da vicino?

Quanto alla collaborazione, le nostre pagine sono aperte a tutti e con la sua peculiare esperienza in diritto di famiglia sono certo che i nostri lettori troverebbero le sue contribuzioni molto interessanti.

Intanto pubblichiamo la sua lettera e chi sa che non venga fuori chi possa darle un aiuto. Cordiali saluti e auguri.

Ciro Migliore


 

Inviato: Lunedì, 26 Giugno 2006 20:14

Oggetto: Festa a Ferrara per la vittoria dell’Italia con l’Inno di Mameli scaricato dalla nostra Gazzetta

Oggi assieme ad altre 20 persone ci siamo ritrovati per assistere alla partita di calcio valida per i mondiali e, prima del collegamento, ho fatto ascoltare loro l' inno che ho prelevato dal vostro sito  ( è una versione tra le migliori che abbia mai udito...). Terminata la contesa a nostro favore l'ho riproposto prima di riversarci a festeggiare per le vie di Ferrara... Ho spedito questo messaggio per condividere con voi la nostra felicità .  W l'Italia!!!!!
Giuseppe Emanuele Galeotti da Ferrara


 

Inviato: Domenica, 7 Maggio, 2006 11:49

Oggetto: Volontariato

Sono una ragazza di 30 laureata in scienze politiche e con un master in diritti dell'uomo ed etica della cooperazione internazionale.

Vorrei trascorrere alcuni mesi a Cape Town per migliorare il mio livello di inglese ed entrare a contatto col mondo della cooperazione. Potrebbe andarmi bene anche un discorso di volontariato.

Potreste darmi qualche informazioni sulla possibilità di trovare un lavoro/volontariato e una sistemazione economica.

Cordialmente

Giovanna Fenaroli - giovannafenaroli@tiscali.it


 

Inviato: Martedì, 18 Aprile, 2006 16:05

Oggetto: Berlusconi, Fini, Tremaglia di tante erbe un fascio

Caro Ciro,
mi riferisco brevemente al tuo articolo "Berlusconi bocciato perché servile verso Bush.."
Che Berlusconi sia un vassallo degli americani è cosa abbastanza scontata. Che lo sia Fini - e non lo è assolutamente da meno - è cosa molto più grave, in quanto proviene dalla file di un partito e di un ambiente che si è sempre riempito la bocca di "dignità nazionale" e che una volta giunto al potere ha perpetrato in tal senso la peggior politica democristiana di asservimento, senza la scusante delle pressanti circostanze storiche.
E, qui all'estero, al momento di votare qualcuno si sarà senz'altro ricordato - e ti garantisco che nella mia cerchia sono stati in diversi - che Tremaglia, nonostante la sua quarantennale battaglia per il voto all'estero, sia stato quello che maggiormente reclamò la medaglia d'oro al valor civile a Quattrocchi, che altro non era che uno che si era messo al servizio delle multinazionali al seguito degli aggressori imperialisti in Iraq e che più di far vedere "come muore un italiano" ci ha fatto vedere come non dovrebbe morire un italiano.
Un saluto.
Mario Galletti

 

Il direttore risponde 

Caro Mario,

io tutto sono meno che un analista politico, ma sono pronto ad accettare le tue valutazioni. Nel mio articoletto mi ero concentrato su Berlusconi in quanto esponente di punta della sua coalizione, ma mi rendo conto che i suoi compagni di viaggio devono per forza di cose condividere la responsabilità delle scelte effettuate e dei risultati ottenuti.

Anche in merito al conferimento delle medaglie d’oro sono d’accordo sul fatto che si debba distinguere fra chi sacrifica la vita compiendo il proprio dovere nella difesa di cittadini inermi e della società civile e chi invece muore per aver messo le proprie competenze e il proprio coraggio al servizio di interessi particolari, non necessariamente altruistici. Avveniva e avviene ancora in Africa e in altre parti del mondo travagliate da conflitti intestini o internazionali.

In Iraq probabilmente sono già morti una ventina di sudafricani impegnati in operazioni di questo genere. Un tempo questi specializzatissimi prestatori d’opera erano chiamati mercenari, oggi qualche volta passano per valorosi da decorare. Ma questo sembra un vezzo quasi esclusivamente italiano. Che sia la mancanza quasi assoluta di eroi da imitare nel nostro bel paese, a parte i protagonisti dei “reality show” che imperversano sugli schermi televisivi?


 

Inviato: Lunedì, 27 Marzo, 2006 09:34

Oggetto: Lavoro Full Time

Gentile Ciro,
mi è stato suggerito di mandare il mio curriculum vitae a voi della  Gazzetta del Capo.
Al momento, come può leggere nell'allegato, sono impiegata part-time ma sto cercando

un lavoro full time in cui magari posso usare il mio  italiano.
Spero non sia un problema per voi pubblicarlo sul sito.
La ringrazio della sua disponibilità.

Un cordiale saluto,
Paola Cappelli


 

Apri il Curriculum

di Paola Cappelli

 

Inviato: Mercoledì, 15 Marzo, 2006 10:34

Oggetto: La Giornata del Ricordo a Johannesburg

Caro Direttore,

le scrivo  per informarla del successo che l'associazione dei Giuliani nel Mondo, di cui sono Presidente, ha avuto  domenica 12 marzo, assieme all' Amicizia (l'Amicizia e' il gruppo di cinque Associazioni,  cioè gli Asmarini, i Calabresi, i Friulani, i Giuliani e i Laziali). L' occasione era stata organizzata per portar rispetto agli italiani che furono massacrati dai comunisti nelle foibe. Sono passati tanti anni da questa tragedia, che da troppo tempo i governi italiani di sinistra hanno cancellato dalla nostra storia. Una vergogna che si portano addosso per aver condonato agli stranieri l'assassinio dei nostri fratelli italiani. Mai più dobbiamo dimenticare le mani comuniste che hanno macchiato la terra con il sangue dei nostri anziani, donne e bambini italiani!

Questo evento di ricordo e rispetto, in questo periodo, è stato particolarmente importante per noi Giuliani ed e' stato fantastico di vedere che l'occasione e' stata marcata da una presenza di connazionali molto maggiore di quella che ci aspettavamo. Vorrei ringraziare i presidenti delle Associazioni che erano presenti e i loro associati che hanno partecipato in forza. Un voto di gratitudine anche al mio Comitato e agli assistenti come Angelina Mendez. Senza di loro la Giornata del Ricordo non sarebbe stata possibile.

Questo spirito di fratellanza ed unità Italiana deve continuare ad essere un ingrediente essenziale di tutte le Associazioni Italiane in Sud Africa e (sperando) nel mondo.

 

Nicky Giuricich
Giuricich Bros Construction(Pty)Ltd
Office:011 802 5821
Fax:011 802 5626/7
Cell:083 253 6003


 

Inviato: Venerdì, 3 Marzo, 2006 10:34

Oggetto: Informazioni

Caro Direttore,

Mi scuso, in anticipo, se l’ Italiano con cui le scrivo non e’ del tutto corretto (ho fatto il Liceo francese ad Addis Abeba) e l’ autorizzo a correggere come vuole lei, se le fa comodo.

Vorrei ringraziarla, di nuovo per la Gazzetta, e’ grande!!! Ci tiene ben informati usando “state of the art technology”. A proposito (ecco che si vede il frutto del lavoro della Gazzetta e il suo lavoro personale: dopo aver ricevuto la sua richiesta che ho passato ad Enrica Lazzari, lei e’ riuscita a contattare degli amici cari che si erano persi da tantissimo tempo), sulla proposta dei giovani di Durban, mettero’ in operazione la Comunita’ Asmarina sulla richiesta dei giovani; sarebbe stato bello avere i loro e-mails ma se non le dispiace, per adesso, utilizzeremo la Gazzetta.

Le mando questo e-mail anche per informarla di una bellissima riunione Asmarina che abbiamo trattenuto al Circolo Italiano di Johannesburg, domenica 19 Febbraio 2006.

Siamo grati di aver avuto con noi, come ospiti i seguenti rappresentanti: Sig. Mangano del Consolato Generale d’Italia, i rappresentanti del CGIE: Sig. Pinna e Sig. Nanna e consorte, il Presidente del Com.It.Es. Sig. Cristaudi e consorte che sono stati iniziati nella comunita’ asmarina con una deliziosa “zighinata” fatta dalla nostra cara amica Enrica Lazzari. E stato anche fantastico di poter gustare un buonissimo “sciro’ ” preparato e donato con amore da Gisella Baisero. Spero che i nostri ospiti hanno trovato interessante la nostra speciale cultura asmarina. Il pomeriggio e’ stato semplicemente caloroso con amici che non si vedevano da decine e decine d’anni e combinato con un po’ di malinconia a seguito di un slide-show sulla nostra cara Asmara (immagini della bellisima Chiesa, Cinema Impero, Gezzabanda, Liceo Martini, Scuola Principe di Piemonte, ecc...). Un’ altro evento interessante e stato quello di un libro scritto da Pietro Vaccaro intitolato “Ricordi d’ Africa”, presentato dal presidente della Dante Alighieri, il nostro Gaetano Giudice. Grazie al fratello dell’ autore, Vittorio Vaccaro, abbiamo avuto una ventina di questi libri e alla fine della festa furone venduti tutti!

Il Consiglio Direttivo (CD) del Circolo Italiani Africa Orientale (C.I.A.O.) e’ costituito dalle seguenti persone (e devo dire che sono molto orgoglioso di questa squadra vincente): Elsa Basmadjan, Rosanna Oggiano, Mirella Carillo, Franco di Siena, Luciano Gnudi (Vice-Presidente) ed io.

Il CD del C.I.A.O. ringrazia e apprezza tutte le persone che sono state presenti a quel piacevole evento del 19 Febbraio.

Enzo Micali, Presidente C.I.A.O.


 

Inviato: Lunedì, 6 Febbraio, 2006 17:15

Oggetto:

Caro Ciro

Complimenti per il tuo lavoro. La gazzetta è fantastica e si legge piacevolmente. Prendo l’ occasione anche se un po’ in ritardo di farti tanti auguri per un favoloso 2006. Saluti a casa.

Mario Cagnazzo


 

Inviato: Sabato, 4 Febbraio, 2006 15:46

Oggetto: Il giorno del ricordo

Caro Ciro,

Si avvicina il 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Finalmente le vittime dell’olocausto anti-italiano hanno avuto, dopo sessant’anni di vile silenzio, un riconoscimento ufficiale ed è stato dedicato loro un momento per il ricordo dei nostri meravigliosi connazionali selvaggiamente trucidati.

Da parte mia, da Kuala Lumpur, rivolgerò il mio pensiero alle vittime, alle loro famiglie e alle migliaia di nostri connazionali ancora costretti all’estero e sparsi per il mondo, dal Canada all’Australia, al Sud Africa, dove, comunque, hanno sempre tenuto alto il nome dell’Italia e ricordato  le loro meravigliose terre, nelle quali ha avuto luogo una vera e propria pulizia etnica programmata a  tavolino dai comunisti titini e dai componenti della brigata Garibaldi.

Il mio pensiero e il mio cuore saranno in volo sui luoghi della carneficina comunista e quindi sarò a Basovizza, a Scadacina, a Podubbo, a Opicina, a Casserova e su le tante altre depressioni carsiche ove porterò il tricolore e rivolgerò una preghiera al cielo per le nostre genti dell’Istria e della Dalmazia, veri Italiani  abbandonati dai governi vili ed imbelli di centro-sinistra.

Nel cuore, sempre la Patria lontana e il tricolore, ma quanta tristezza.

“Solo do’ lagrime, una par ocio”.

Ciao Gianemilio


 

Inviato: Mercoledì, 1 Febbraio, 2006 07:13

Oggetto:

Caro Direttore,

Sarebbe auspicabile, anzi assai opportuno che i rappresentanti delle comunita’ italiane dell’Australia, dell’Asia e  dell’Africa facessero corpo unico e si presentassero come Italiani all’estero e cosi pure per le Americhe.

Cosi facendo, si avrebbe maggior forza per imporre un concetto non previsto e poco amato dai politici italiani, rispondere all’elettorato delle loro azioni in parlamento. Far assimilare ai nostri “galli” in perenne litigio un concetto da sempre  in uso nei paesi di cultura anglosassone, il rispetto per  la sovranita’ popolare.

Tu sai bene di che cosa sono capaci certi nostri politici eletti in un partito e pronti a saltare in un altro di opposta ideologia pur di rimanere a galla. Quelli definiti, per intenderci ,  i fautori del ribaltone!

Pensa come sarebbe bello vedere  che il tanto atteso voto degli italiani all’estero  puo’ rendersi determinante nelle decisioni serie, fermare la gazzarra in atto, avere finalmente  un ruolo importante  da var valere  nella formazione di un governo in Patria.

Sogno..., realta’? Voglio almeno sperarlo.

Ciao,

Gianemilio


 

Inviato: Martedì, 24 Gennaio, 2006 13:24

Oggetto: Dalla Grecia
Caro Ciro
mi complimento con te per il tuo intervento relativo alle banalità, per non dire un'altra parola che usano molto in Italia ,ma che non si può tradurre in italognolo,del giornalista Rampoldi su Repubblica.
Come si vede che hanno paura anche delle loro ombre. Complimenti
arch. Angelo Saracini
dir. Identita'
res. Comites Grecia


 

Inviato: Mecoledì, 11 Gennaio, 2006 19:28

Carissimo Ciro,

come sempre ci riservi delle piacevoli sorprese.

Sei proprio un:..Atta favoloso.

Non voglio prenderti troppo tempo ma rimarcarti che i nostri ricordi sono stati, sono e saranno indelebili.

Tuo gentile tramite, invio a tutti i conoscenti ed amici comuni  i migliori auguri per un sereno 2006.

Conosco bene il bellissimo Paese che ti ospita e che prima o dopo desidero rivedere ma nel contempo gradiremmo alla  prima occasione una vostra visitina da queste parti, che come sai hanno altrettanti angoli di Paradiso.

Un abbraccio affettuoso anche da parte di Lori ed Alessandro.

Un ringraziamento anche ai Fantozzi per avermi segnalato questo tuo recapito.

Cordialmente, Gianni

 

Il direttore risponde 

Questa è una lettera che ha bisogno di qualche interpretazione. Gianni è Gianni Cesone, anche lui asmarino, che per diversi anni prestò servizio anche all’Ambasciata d’Italia a Pretoria, mentre la sorella Claudia, dopo aver lavorato a La Voce negli anni in cui il giornale nasceva, era poi passata al Consolato Generale d’Italia a Johannesburg. La parola Atta, nel secondo capoverso,  è una versione tigrina del termine che in Abissinia si usa al posto del Signore italiano. Signore non come Dio, ma come Sir. E infine l’invito a visitare Gianni da quelle parti con tanti angoli di Paradiso è semplicemente un invito a Lignano, in Friuli, dove Gianni e famiglia vivono ormai da parecchi anni.

Ciao Gianni, anche i miei ricordi sono a prova di tempo. 


 

Inviato: Mercoledì, 11 Gennaio, 2006 16:14

Carissimo Direttore,

ho letto  di come ti stai apprestando alle urne, dei tuoi dubbi e  delle tue perplessità.

Finalmente si potrà esercitare quel diritto-dovere che tutte le nazioni di compiuta democrazia da sempre danno ai loro connazionali all’estero.

Noi Italiani ci siamo arrivati dopo anni di sinistro boicottaggio  del parlamento italiano.

Immagino ricorderai la fine che fecero le 500.000 firme raccolte dalle sezioni degli Alpini di tutta Italia per promuovere un referendum  e dare  il voto a noi. Consegnate in parlamento, Nilde Jotti le nascose in un cassetto della sua scrivania, dimenticando che la sovranità  dovrebbe appartenere al popolo che la esercita  attraverso i suoi rappresentanti. Ma, così in Italia non è mai stato. Quando siedono sulla  “poltrona di comando” gettano alle ortiche tutto quello che avevano promesso in campagna elettorale.

Tu Ciro, io e moltissimi altri della nostra generazione che hanno vissuto sotto quel meraviglioso cielo illuminato dalla Croce del Sud, siamo cresciuti con altri ideali, lontani dalle faziosità e dalle lotte di potere che hanno caratterizzato la vita politica italiana dal dopoguerra a tutt’oggi. Per noi vi era  solo  l’amore  per la nostra Patria lontana  e per ciò che rappresentava.

Quando entrarono le truppe britanniche in Eritrea soltanto pochissimi nostri connazionali, da contarsi sulle dita di una mano, andarono per le strade ad abbracciarli. In Italia furono almeno la metà che inneggiarono ai liberatori e vestirono i panni dei resistenti.  Ancora oggi, in occasione del discorso di fine anno, il presidente della repubblica, invece di unire, divide gli Italiani in buoni e cattivi e, tieni presente,  che sono passati sessant’anni dalla fine della guerra.

Soltanto da sei o sette anni  i politici “dell’arco costituzionale”  hanno smesso di chiamare la nostra Patria, l’Italia,  paese. Hanno rispolverato il tricolore che era stato sostituito da drappi rossi, e finalmente si sente balbettare di nuovo l’inno di Mameli. Quello che  maggiormente delude  e la mancanza di dignità nazionale.

Parli  di istruzione  auspicando che il governo italiano  provveda ad aprire  delle nostre scuole  all’estero. La tua è solo una pia illusione.  Tieni presente che sono riusciti  nell’intento di distruggere la nostra scuola, alternandone alla guida politici preoccupati solo di rimuovere dai testi scolastici tutto  ciò che poteva ricordare l’Italia, il suo passato, la nostra grande cultura e tradizioni e, quando possibile, falsificarne la realtà. Gli indirizzi pedagogici sono altamente burocratizzati e le didattiche profondamente ideologizzate. In Italia i ragazzi della media conoscono meglio il “Che” e Neruda e molto meno il Pascoli o  il Carducci. Questo è certo.

Tutti noi, allora studenti, , marciammo compatti per le vie d’Asmara per inneggiare a Trieste, a quel lembo di terra Italianissima che veniva minacciata dalla Yugoslavia e nel nostro piccolo saremmo anche stati pronti a lottare per quella meravigliosa città e le sue genti giuliane.  Qualche anno dopo, i nostri imbelli politici firmarono il trattato di Osimo.

Con il pianto nel cuore, caro Ciro da Gaggiret,  ti dico che la nostra Italia, quella amata dai nostri genitori, quella che avevamo sognato guardando al tramonto verso nord,  dalle colline di Godaif, non esiste e quello che più rattrista  è che non vi sono politici, fatta qualche piccola, piccolissima eccezione, degni di essere votati.  Ci sarebbero tantissime altre cose da dire ma non desidero tediarti più di tanto. Un abbraccio.

Gianemilio


 

Inviato: Mercoledì, 11 Gennaio, 2006 06:49

Carissimo Editore,
La ringrazio per l'informazione sul sito e un affettuoso abbraccio a tutti i partecipanti su questa bellissima iniziativa.
Ho trovato il sito molto informativo, ben organizzato e con creatività; ed e' stato anche gradito di veder sul sito la partecipazione e supporto dell' industrie e imprese Italiane nel Sud Africa
Augurandovi un gran successo, da parte della Comunità Asmarina

Carissimi Saluti,
Dott. Vincenzo Micali
Presidente C.I.A.O.


 

Inviato: Domenica, 8 Gennaio, 2006 11:19

Oggetto: Siamo uomini o Caporali?

Caro Direttore,

non sono un’italiana residente all’estero, bensì sono un’italiana che vive nella terra natia, ma che ha vissuto il racconto di numerosi componenti della propria famiglia che sono andati “a cercar fortuna” altrove.

Ho fatto questa breve premessa, perché forse sono meno in diritto d’esprimermi rispetto a chi l’esperienza dell’emigrazione l’abbia vissuta, ma seppure possa apparire un po’ desueto il pensiero, io sono fiera d’essere italiana, della nostra storia, della nostra cultura e delle nostre tradizioni, senza che ciò discrimini ovviamente la bellezza e la ricchezza della condivisione e della fratellanza con altre culture, con altre tradizioni.

Ma, giungiamo al motivo (a dire il vero, è più d’uno!) per il quale Le scrivo. Da qualche tempo, pur vivendo in Italia, leggo con interesse “La Gazzetta del Capo”, poiché mi piace incontrare esperienze differenti e contemporaneamente sentire il “profumo di casa”, che probabilmente in chi da anni vive in altre terre è più intenso, più profondo e talvolta anche un poco malinconico rispetto a chi non ha vissuto tale esperienza.

L’altro giorno, nel leggere la Sua lettera al ministro Tremaglia, s’è percepito chiaro il Suo amor di patria, un amore puro e spontaneo, di cui credo le nuove generazioni abbiano perduto, troppo spesso, il significato. Sa che cosa ho pensato nel leggere la sua lettera? A un mio grande amore del passato…Foscolo…al suo legame d’amore con la patria, un amore che non necessita di schieramenti politici i quali, troppo spesso, conducono a sterili diatribe e a contrapposizioni poco costruttive, ma che aiuta a caratterizzare l’identità di un uomo. Credo infatti che l’amor di patria, scevro da estremismi, da ideologie limitanti, sia un valore assolutamente importante, perché aiuta a costituire appunto l’identità di un individuo nel suo percorso storico e sociale. Per questo, è assolutamente incomprensibile e pare addirittura paradossale che si discuta ancora sul diritto al voto degli Italiani all’estero. Il ministro Tremaglia rivendica giustamente la paternità, poiché si è schierato, ma il “primo” padre è stato il senatore Lando Ferretti e la proposta risale al 22 ottobre 1955. Sarebbe tempo che si smettesse di parlare di proposte di legge:sono trascorsi ormai più di cinquant’anni! Perché quest’Italia che culturalmente ha vissuto straordinarie rivoluzioni è così lenta nel riconoscere i diritti dell’uomo e, in questo caso, per essere precisi, il diritto di uomini che, con le loro scelte e il loro lavoro, sono stati e sono fonte di ricchezza e di risorse per l’Italia?

Sembra che talvolta ci si dimentichi che cosa significhi democrazia e che coloro che sono investiti del ruolo di politici trascurino la responsabilità, ponendo più attenzione ai personali interessi, che hanno nei confronti di coloro che debbono rappresentare.

L’Italia del dopoguerra riconoscendo il diritto alle donne di votare, il quello storico 31 gennaio 1945, ha probabilmente orientato la storia della nazione in un modo diverso, dando il 2 giugno del ‘46 una nuova forza alla Repubblica. Forse quando Ivanoe Bonomi presiedendo il Consiglio dei Ministri  emanò il decreto che riconosceva il diritto alle donne  di votare non aveva pienamente coscienza di cosa avrebbe veramente significato ciò per l’Italia.  Invece coloro che, sottilmente, si stanno animando per la questione del voto agli Italiani all’estero forse hanno coscienza di cosa  significherebbe un tale cambiamento in un periodo storico così significativo per la nazione e per l’Europa, e quindi…

Prima di salutarLa, caro Direttore, Le scrivo una riflessione che mi ha accompagnata sin da quando ho letto della diatriba sul diritto al voto, poi rafforzata dalla lettura degli articoli comparsi sulla Gazzetta. Ricorda il film di Totò, di quel meraviglioso italiano grande indagatore dell’animo umano e grande conoscitore dello spirito italiano, “Siamo uomini o caporali”? Lui, rinchiuso in un manicomio, parlando con lo psichiatra, racconta la sua visione dell’umanità: ci sono gli uomini che debbono accettare, talvolta, subire le decisioni e le azioni dei caporali che agiscono, manipolano e ordinano. Ma, allora, in questa storia, chi sono gli uomini e chi i caporali?

La saluto con grande stima e le auguro buon lavoro dall’Italia per gli Italiani.

(Lettera firmata)

 

Il direttore risponde 

Cara lettrice italiana d’Italia, grazie per le belle parole. Sono allo stesso tempo contento e spaventato. Ricordarle il Foscolo, anche se soltanto per l’amor di patria, mi fa tremare. Comunque grazie. Grazie per essere una nostra lettrice, grazie per essersi presa la briga di scriverci, grazie per essere fiera di sentirsi italiana e per non vergognarsi di dirlo. Com’è diversa da tanti italiani che mi capita di incontrare e che quasi si sentono obbligati a dare da intendere che la patria per loro è una cosa sorpassata, da consegnare a qualche museo come una curiosità del tempo dei dinosauri. Ma ha ragione, io mi sento bene nella pelle del dinosauro, forse proprio perchè, nella preistoria dei miei pochi anni di scuola, era il Foscolo il poeta che più di ogni altro mi avvinceva ed erano i patrioti gli eroi dei miei sogni romantici di bambino, nei quali finivo quasi sempre fucilato come i Fratelli Bandiera. Poveri noi, come sono cambiati i tempi e i costumi. Oggi i bambini sognano di essere quei calciatori della nazionale che si vergognano di cantare l’Inno di Mameli e lo fanno a denti stretti soltanto perché al presidente Azeglio Ciampi non si può dire di no, non foss’altro perché è lui a distribuire le onorificenze. Che malinconia. 

Ma veniamo ai caporali. Ho l’impressione che nel mondo ci sia un’inflazione di individui che, per misteriosi motivi, si sentono in diritto di appartenere a questa categoria. Ma fortunatamente di tanto in tanto mi capita anche di incontrare persone che dei caporali se ne infischiano e quando parlano ti guardano dritto negli occhi per cercare di valutare il tuo grado di umanità. L’altro giorno una turista della Svizzera italiana mi ha sorpreso e fatto felice. “Voi – mi ha detto, parlando delle persone che aveva incontrato nel suo viaggio da queste parti – avete gli occhi diversi, non so, più belli, perché ci guardate dritto negli occhi”. E aveva ragione perché ogni sera, quando mi guardo allo specchio, io non mi vergogno di quello che vedo. E non mi importa sapere che ci sono tanti caporali. A me basta essere uomo. 

Ciro Migliore


 

Inviato: Venerdì, 6 gennaio, 2006 22:59

Buona sera signor Migliore,
Mi sono soffermato a leggere la Gazzetta del Capo e non posso che far Lei i complimenti per la stesura delle mail e per l' interesse che gli argomenti trattati hanno in me suscitato.
In particolare le sue osservazioni riguardanti il diritto di voto all'estero ed il bene che sembra volere all' Italia mi hanno davvero colpito.
Si figuri che in Italia oramai la appartenenza alla patria non è più un valore importante, checché il nostro beneamato presidente ne dica,  non ci si sente rappresentati dal governo al potere, nella maggior parte dei casi votato con grande sufficienza e poca informazione storico culturale da quelli che come me cinque anni fa erano venticinquenni ed ora più maturi si ritrovano a trenta anni in  un paese che non offre più un futuro roseo.
In Italia non si studia la Storia nel modo giusto, non si studia Educazione Civica nel modo giusto inoltre, buona parte degli insegnanti non riesce a trasmettere ai propri alunni il senso di appartenenza allo stato come invece avviene ad esempio, negli Stati Uniti.
A noi Italiani residenti in patria sembra non importare di quello che accade fino a quando la moviola delle partite domenicali funziona e la Gazzetta dello Sport continua a sfornare articoli che dichiarano gli ingaggi euromilionari dei nuovi modelli europei. I calciatori .
Noi Italiani in patria siamo il popolo che sopravvive con piccoli inganni alla quotidianità, che si lamenta ma non agisce in modo deciso per cambiare le cose e siamo quelli che vorrebbero emigrare perché, in qualche modo esterofili o sognatori, crediamo alla favola che l'erba del vicino è sempre più verde.
Le dico questo perché mi commuove e mi imbarazza capire quanto gli italiani all'estero invece sentano il senso di appartenenza alla patria, soprattutto quelli che come lei hanno vissuto dal dopoguerra in luoghi lontani e contribuito al far conoscere il nostro popolo nel modo migliore in giro per il mondo.
La prego e prego quelli come lei di continuare nel vostro lavoro perché è grazie a voi che noi trentenni possiamo adottare il giusto metro di valutazione, capire le opportunità che ci vengono date e di più apprezzare i luoghi in cui viviamo.
Cordiali Saluti a lei ed a tutti quelli che, ho letto nel forum, suoi amici o collaboratori, comunque connazionali all'estero, contribuiscono a rendere grande il nostro popolo.
Gianstefano Mancigotti


 

Inviato: Venerdì, 6 Gennaio, 2006 13:02
Oggetto:
La scuola italiana c’è o non c’è?

Caro Ciro,
mentre mi complimento con te ancora una volta per lo stile disinvolto e accattivante di questa tua pubblicazione telematica, colgo anche l'occasione per chiedere una precisazione da parte tua a proposito di quanto affermato nel settimo paragrafo della lettera aperta al ministro Tremaglia che reca la tua firma,
nell'ultima edizione del 5/01/006.
Più precisamente mi riferisco  al passaggio in cui si chiede  di riferire al Premier italiano che non esiste una Scuola Italiana per i 70.000 italiani residenti in Sud Africa.
A questo proposito vorrei un chiarimento, in quanto allo stato attuale delle cose esistono almeno tre Scuole Italiane, operanti sotto la giurisdizione delle rispettive autorita`consolari, a Johanneburg, Cape Town e Durban. Anzi vorrei andare ancora più in là chiedendoti di prendere visione dell'attività in essere, della
Scuola Italiana del Capo per avere suggerimenti e incoraggiamenti da parte tua e dalla tua testata.
Con amicizia e stima.
Roberto Busetto

 

Il direttore risponde:

Caro Roberto, prima di tutto grazie per i complimenti, che sono sempre graditi. E poi grazie per l’attenzione puntuale e costante che riservi a questa nostra pubblicazione. Anche avere lettori è piacevole.

Sulla questione della scuola italiana riconosco che tu sei in buona fede e dici la verità, ma allo stesso tempo sostengo la veridicità di quanto da me affermato nella lettera aperta al ministro. Evidentemente parliamo di due scuole diverse. Tu di una scuola che una volta andava sotto il nome di “Corsi integrativi di lingua italiana”, con lezioni una volta la settimana, io di una scuola come quella di un tipico villaggio italiano, aperta tutti i giorni, da frequentare regolarmente per arrivare alla licenza elementare, se esiste ancora, a poi più in alto, fino all’università, sia pur nel quadro del sistema scolastico sudafricano. A questa scuola si avvicinerà quella che sta cercando di far partire il console Alberto Vecchi, concordando con una scuola sudafricana l’apertura di una prima classe italiana e poi di una seconda e così via, fino ad avere un corso completo di studi. Ma, al di là delle caratteristiche di questa o quella scuola, qui si dibatte sul principio stesso del diritto, che si dice anche “obbligo”, di tutti gli italiani a essere messi in grado di perseguire un altro loro diritto naturale e cioè quello all’educazione nella propria lingua madre.

Comunque scusa, non volevo sminuire il prezioso lavoro che tu e i tuoi colleghi svolgete da anni per mantenere in vita quanto resta della lingua e della cultura italiane in questo paese. Vedi, nella mia famiglia ci sono due maestre con il diploma magistrale italiano, le quali in anni passati hanno insegnato a Johannesburg, per cui non mi è del tutto ignota l’esistenza di quella scuola. Ma io parlavo, come ti ho detto, di un’altra cosa.

Ti prometto che la Gazzetta darà spazio quest’anno anche alla scuola che tu dirigi, con tanto amore per la nostra lingua e la nostra cultura. E chissà che insieme, il console, tu e la Gazzetta, non si riesca a colmare questa lacuna. Ma non prendiamoci in giro perché noi possiamo realizzare soltanto palliativi se a Roma non esiste il volere politico di fare di più.

Ricambio di cuore l’amicizia e la stima.

Ciro Migliore


 

Inviato:

Caro direttore,

dopo che mi hai segnalato questa nuova iniziativa, mi son letto le lettere al Direttore. Vedo nomi nuovi e vecchi , tutti a congratularti ed a ragione. Mi auguro che, passata questa fase iniziale, queste lettere diventino un contributo di nuove idee, che starà a te poi dibattere e sviluppare con la tua ottima penna (adesso virtuale).
Criticare non serve a niente, gestire meglio il presente è più importante, tenendo l'occhio sveglio per cogliere indicazioni di come  potrebbe essere il futuro.
Vai avanti con fiducia, non mancheremo di darti ispirazioni. E se ti sei coinvolto in un progetto ad alto contenuto tecnologico vuol dire che sei rimasto giovane nella testa e nel cuore, con la buona salute dei "prepensionati cinquantenni", che non hanno per niente la mia simpatia. Forza quindi, i giovani forse hanno ancora bisogno di te, e forse anche di me.
Auguroni a tutti voi.
Cosimo Brescia

 

Il direttore risponde:

Caro Cosimo, vorrai scusarmi se non ti tratto da interlocutore impersonale, dandoti del lei. Siamo amici da quasi trent’anni e penso che questo dia ad entrambi il diritto di parlare come si fa fra amici, dandoci del tu, proprio come stiamo facendo. L’ipocrisia lasciamola agli altri.

La tua lettera mi ha toccato, non lo nego, perché inquadra questo giornale telematico, informatico, tecnologico, chiamalo come vuoi, in una prospettiva di servizio, di crescita, di utilità. Non come un capriccio senile o una specie di rivincita a scoppio ritardato. Non so se i giovani abbiano ancora bisogno di me o se ne abbiano mai avuto, ma so che io e la Gazzetta abbiamo sicuramente bisogno di te e degli amici che mi sono rimasti dopo una dozzina d’anni di oblio. Di tutti, perché questo giornale non nasce “contro” qualcuno, ma per tutti. Si chiama “La Gazzetta del Capo” perché è qui che lo facciamo, ma si apre anche con la scritta “Portale d’informazione della Comunità Italiana in Sud Africa” e tu sai che io non sono uno che dice cose che non pensa. Se abbiamo detto che è degli italiani del Sud Africa è proprio quello che volevamo dire. E vorrei che tu, che fra i primi ci hai accettati senza riserve, ti facessi testimone e portatore di questo nostro impegno. A me piacerebbe quanto prima aggiungere una nuova sezione sotto l’intestazione “La Gazzetta del Gauteng” e poi magari un’altra per il Natal e così via. Sono sicuro di poter contare sul tuo aiuto.

Insieme, caro Cosimo, dobbiamo cercare di far accettare il principio per cui le nuove opportunità dovrebbero essere colte e non rigettate. Questa è una nuova opportunità offerta ai connazionali di mettere in vetrina le cose di cui vanno orgogliosi. Nelle prossime settimane riprenderò un progetto che enunciai trent’anni fa, quando a Johannesburg mi fu affidata una “Voce” quindicinale che si dava ormai per morta e sepolta, il progetto di raccogliere testimonianze sugli italiani che in questo paese si sono messi in luce anche soltanto per essere stati cittadini onesti e laboriosi. E tu sai che avevamo fatto un buon lavoro, continuato poi sulle pagine di “Azzurro” per altri dieci anni. Adesso contiamo di riprendere quel dialogo interrotto con i lettori e con i connazionali, contiamo di allargarlo, visto che abbiamo già lettori, pochi lo ammetto, ma ci sono, in tutto il mondo, visto che questa cosa meravigliosa che si chiama “internet” ci consente di ignorare i confini e le barriere e di spingerci fin dove non avremmo mai sognato di poter arrivare. Soltanto l’altro ieri la cugina di un italiano del Gauteng ha visto la foto del suo bambino sulla pagina della Gazzetta e dalla sua casa di Atlanta, negli Stati Uniti, ha subito inviato a noi la foto della sua bambina perché la dirottassimo a questa particella sudafricana della sua famiglia. E tu mi sei testimone che una ragazza italiana si è vista offrire l’occasione di venire in Sud Africa grazie al suo appello apparso sulla Gazzetta. Non pensi che tutto questo sia meraviglioso? E non credi che tutti i nostri connazionali dovrebbero accogliere questo progetto di crescita con il tuo stesso entusiasmo?

Continua a scrivermi e invita altri  a fare altrettanto – come hanno fatto Luciano Servadio e altri vecchi amici -. Se non siamo ancora amici lo diventeremo.

Ciao a stammi bene.


 

Inviato: Sabato, 24 Dicembre, 2005 18:39
Oggetto: Sempre ed ostinato mal d'Italia

Caro Ciro

ho trovato l'idea del giornale Web molto interessante per la notevole qualità e varietà dei settori.

E' stata un'iniziativa che ti fa onore e devi essere, unitamente ai tuoi collaboratori, giustamente fiero.

Ritengo che la comunità italiana sarà grata a tutto lo staff per la simpatica finestra sulla loro terra d'origine.  

Il viaggio in Sud Africa si riconferma gradevole per la spettacolarità dei panorami e dei parchi , ma sopratutto per gli indimenticabili contatti umani.

Complimenti ed auguri di buon lavoro al Direttore, ma, principalmente,bravo Ciro ! !

Con l'occasione mi fa piacere rinnovare alla Famiglia Migliore un caldo augurio di Buon

Natale e Felice Anno Nuovo.

Maria ed Aldo Riccardi

 

Il direttore risponde:

Ho riflettuto a lungo prima di decidermi a pubblicare questa lettera, poi ho deciso che, essendo pronto a pubblicare tutte le lettere, anche quando siano negative, potevo anche concedermi il piacere di pubblicarne una così personalmente elogiativa. Anche perchè non avevo il diritto di privare i miei collaboratori di questa soddisfazione. Detto questo, due parole di spiegazione. Maria e Aldo Riccardi sono passati per il Sud Africa tre anni orsono come turisti e il caso ha voluto che, essendo io in quell'occasione la guida, ci incontrassimo e ci piacessimo a vicenda, scoprendo in comune un forte amore per l'Italia. Da allora ci scambiamo gli auguri a Natale. Aldo mi manda ogni volta un pacco di riviste italiane da leggere e far circolare e una volta, dato che è un collezionista, io gli ho mandato un cavatappi fatto qui. E questo solido ponte di amicizia rende la distanza fra noi pressoché inesistente.


 

Inviato: Sabato, 24 Dicembre, 2005 10:53

Gentile direttore,
le faccio i miei complimenti per la sua iniziativa, ne avevamo veramente bisogno, complimenti anche al console per la sua alacrità nel cercare di diffondere la nostra cultura. Un piccolo neo, mi dispiace che uno dei suoi lettori abbia trattato gli italiani da addormentati, io invece, trovo la nostra comunità molto attiva, informata, benvoluta e che non ha bisogno di essere risvegliata da nessuno.
Intanto la saluto augurandole buone feste e un felice anno nuovo.

Giovanni Loi

 

Il direttore risponde:

Caro signor Loi,

prima di tutto, grazie per le sue parole di apprezzamento. Ci aiutano a fare meglio. Quanto all'opinione dell'altro lettore sul dormire, la mia posizione è ambivalente: da un lato concordo pienamente con lei sul fatto che gli italiani, presi individualmente, siano attivi, informati, intelligenti e abbiano raggiunto traguardi ambiziosi; dall'altro non posso chiudere gli occhi sul fatto che la comunità, nel suo insieme, non si sia data fino a quest'anno strutture di cui, lei me lo conferma, si sentiva e si sente il bisogno. Forse non è sonno, ma mancanza di spirito comunitario. Forse i prossimi anni ci daranno risposte più precise, quando andremo a verificare se e come saranno progredite le iniziative messe in cantiere quest'anno e quelle che matureranno, lo spero, a breve scadenza, come la scuola e un qualcosa per gli anziani.

Grazie comunque per aver dialogato con noi. E' dal dialogare che nascono le idee e le iniziative.

Tanti sinceri auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a lei e alla sua famiglia.


 

Inviato: Martedì, 20 Dicembre, 2005 22:13

Caro Migliore, vedo che la volpe perde il pelo, ma non il vizio e mi congratulo con te per la nuova testata cibernetica che hai iniziato. Ti faccio i migliori auguri, Pier Luigi Porciani


 

Inviato: Martedì, 20 Dicembre, 2005 18:59

Ciao Ciro...

Grazie tantissime! L'occhiata alla gazzetta è stata per me molto piacevole... Bella, colorata, con bel ritmo... Da ora sarò una visitatrice abituale.

Per te e per tutta la tutta famiglia, grande e piccola, un caldissimo abbraccio da questo posto del mondo. Buon Natale, e sobrio... (ma non troppo) capo d'anno.

Alcides


 

Inviato: Domenica, 19 Dicembre, 2005 19:08

Caro Ciro,
Come sai sono uno dei fondatori della Voce nel lontano 74 ai tempi dello stimatissimo console Mazzarini a Jhb. Indi negli anni successivi ci siamo visti e scritti spesso durante la tua lunga e brillante redazione di tale settimanale. Di passaggio a C.T. dal Queensland ti leggo di nuovo con molto piacere all'opera con questa "gazzetta elettronica"per cui ti esprimo tanti auguri, unitamente a quelli per le festività imminenti.
Luciano Servadio lucianoservadio@ihug.com.au


 

Inviato: Domenica, 18 Dicembre, 2005 18:17

Caro redattore,

con piacere ho saputo della nascita di questa gazzetta.

Potrei suggerire di inserire 'lettere al direttore' e nell'occasione vorrei segnalare un caso di ITALIANITA' nel pubblicare l'inno di Mameli che ho visto ad una cena al club Italiano di CT.

Ne allego copia e gradirei che ne prendiate nota.

Ringrazio augurandomi che almeno tramite queste pagine possiate divulgare la lingua italiana nella maniera corretta.

Severino Braccialarghe


 

Inviato: Martedì, 13 Dicembre, 2005 12:26

Caro Ciro, cc Dr Vecchi

durante la riunione del 6 dicembre della Camera di Commercio sono emersi diversi commenti sul sito della Gazzetta Del Capo. Ci siamo sentiti in dovere di esprimerti i nostri complimenti per il lavoro che hai svolto nella realizzazione di un progetto così importante ed utile per la collettività. Il sito e' veramente bello e completo e ti auguriamo tutto il successo che meriti. 

Cordiali saluti da tutti i direttori della Camera di Commercio Italo Sudafricana del N.E.W Cape


 

Inviato: Martedì, 6 Dicembre, 2005 17:08

LA CHIESETTA NEL BOSCO

Caro Ciro,

nel 1881 quattro famiglie italiane, Tomei, Sciocatti, Fardini e Mangiagalli, sono arrivate nella Gouna Forest, Knysna, per incominciare l'industria della seta. Purtroppo gli alberi di more piantati tre anni prima erano morti e in conseguenza anche i bachi da seta, portati con molta cura dall' Italia, sono morti di fame, poverini. Le famiglie si sono trovate senza lavoro e  per sopravvivere si sono dedicate a tagliar la legna del bosco. Carri tirati da asinelli erano il mezzo di trasporto usato per portare gli enormi tronchi di yellow-wood al porto di Knysna.

Nel 1892 la diocesi di Knysna costruì una chiesetta nella Gouna Forest ed e' questa che è stata restaurata quest'anno da uno dei pronipoti, Ryno Sciocatti. Non solo si e' preso la briga di mettere a posto l'edificio, ma ha anche impiegato un artista per pitturare a fresco l’interno. Le due stanze al fianco dell’altare sono adesso un museo con foto e articoli che raccontano tutta la storia di questa gente. E' interessantissimo.

Se i tuoi lettori si trovano nella zona di Knysna dovrebbero fare un salto a vedere questa chiesetta nel bosco. La strada e' quella che porta al nuovo Golf Estate Simola ed è mezza asfaltata e mezza di terra battuta in buone condizioni. A 12 kms. dalla strada principale di Knysna, su per la collina si arriva ad un bivio e a sinistra ce' la chiesetta. 

Tanti auguri ha tutti per le feste natalizie

Maria Grazia Martinengo


 

Inviato:

Riportiamo qui di seguito tre lettere al direttore che, per strade diverse, arrivano dall’Italia. Sono di amici italiani che per un motivo o per l’altro vorrebbero venire a lavorare a Cape Town. Se ci fossero fra i nostri lettori persone in grado di dare una mano, si mettano in contatto con noi e a nostra volta provvederemo a far avere tutte le informazioni agli interessati.

 

Ciao Ciro, ho ricevuto la tua mail da "Orsobruno" di Italiansonline.

Volevo chiederti delle informazioni su Cape Town. Avrei pensato di passare qualche mese in Cape Town a partire dal mese di marzo e nel caso valutare la possibilità di trovare un lavoro. Avrei bisogno di ricevere qualche informazione sulla città e sul tessuto lavorativo. Ad esempio ci sono società italiane che cercano personale italiano? Comunque non voglio stressarti con troppe domande .... fammi sapere se posso disturbarti per avere qualche informazione.

Luca

 

Gentile direttore,
ho trovato il suo indirizzo email leggendo La Gazzetta
del Capo e le scrivo per chiederle un consiglio.
Innanzitutto mi scuso per il disturbo, ma non saprei
veramente a chi rivolgermi! Credo di non essere neanche la prima a farle questa domanda perchè in un forum su Cape Town un certo Giuseppe diceva di rivolgersi a lei per questioni di questo tipo.
Vengo al dunque! A febbraio mi laureo, e a marzo
vorrei partire per il Sud Africa, vorrei fare un'esperienza lavorativa di 3 mesi in questo splendido paese. Ho 22 anni, parlo perfettamente 4 lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo più un po' di portoghese), ho lavorato e studiato un po' ovunque (a Firenze, dove vivo, Parigi, Londra, Vancouver,
Baltimora, Oxford, Madrid...) facendo di tutto
(commessa, cameriera, hostess, receptionist). Può consigliarmi qualcuno a cui rivolgermi per cercare un lavoro? La ringrazio e mi scuso ancora per il disturbo! Buon lavoro!
Cordialmente
Claudia Sanesi.
  
Buongiorno,

mi chiamo katia, avrò 31 anni tra due settimane e sono senza lavoro da luglio. Milano è ferma, l' Italia bloccata e da ormai 6 mesi che pensavo di trasferirmi  a Cape Town. Il consolato del Sud africa che c'è qui a Milano non da nomi o modi per poter arrivare lì e sopravvivere e leggendo il forum su Italinsonline ho visto che indicano lei come risorsa... insomma io sono stanca di non fare nullla, verrei lì anche domani e non ho problemi a fare la cameriera (cosa che ho già fatto a New York) o la bambinaia... Nel frattempo le invio il mio cv. Che dice, Ciro, mi dà una mano ad uscire da questo fermo immagine?

Graaaziie mille anticipatamente per qualsiasi cosa.

Katia Giurdanella


 

Inviato: Sabato, 19 Novembre, 2005 11:02

Congratulazioni e tanti sinceri auguri di successo da un lettore dello zimbabwe.

Attilio Vigoriti

ex presidente

Societa' Dante Alighieri di Harare.

(ormai quasi defunta)


 

Inviato: Sabato, 12 Novembre, 2005 13:24

Caro Ciro, 

con calma, oggi, abbiamo visitato il sito della Gazzetta del Capo, pensiamo di avere mandato un messaggio di elogio per la bella iniziativa, forse anche due, perché non ero sicura se il primo messaggio era partito, si dice bene in Inglese "well done" ed auguri per un meritato successo.

Saluti Silvio e Rita


 

Inviato: Sabato, 12 Novembre, 2005 18:59

Caro Ciro, 

mi complimento con te per la qualità e lo stile della Gazzetta. I testi sono stimolanti e ben calibrati, e l'impianto telematico è intelligente e di facile uso. Ti voglio esprimere l'augurio che questo sia l'inizio di una lunga e felice avventura giornalistica. Spero anche di poter contare in futuro sulla tua collaborazione per il rilancio dell'immagine e dell'attività della Scuola Italiana.

Roberto Busetto - Presidente  Scuola Italiana del Capo


 

Inviato: Domenica, 06 Novembre, 2005 10:29

Ciao Ciro

Bella pubblicazione ci vediamo in giro

Claudio Poletti SHAYA MOYA EXCLUSIVE TOURS


 
Inviato: Venerdì, 04 Novembre, 2005 20:17

Bellissimo!!! bravo! mi convinco sempre di più che per fare qualcosa bisogna guardare oltreconfine..... io sto cercando di lavorare con le ong. facciamo video e materiali di comunicazione su progetti di cooperazione, quelli piccoli, fatti con molto volontariato e sacrifici, quelli che meritano di essere aiutati e pubblicizzati.... anche questo e' un modo per uscire dai muri che ci opprimono.... e fare qualcosa di utile. tienimi aggiornata. a prestooooo!!!!!!

Alessandra Atti di Sarro (giornalista del TG3 del Lazio)


 
Inviato: Venerdì, 04 Novembre, 2005 07:32

Ciao Ciro,

Che bella questa Gazetta!  Auguri!

Come si fa per inscriversi? Buona giornata

Jenny


 
Inviato: Giovedì, 03 Novembre, 2005 20:49

Complimenti a Ciro e al "deus ex machina" del console Vecchi. Avanti con la gazzetta che è una ottima idea!

Lanzi Giuseppe

Vice Presidente Camera di Commercio Italosudafricana del N.E.W. Cape


 
Inviato: Martedi, 01 Novembre, 2005 20:18

Congratulazioni per la bellissima iniziativa ed i migliori auguri di buon lavoro

Marina Marchetti


 

Inviato: