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Tuesday, 15th October 2013 

Monti da Napolitano: Mi dimetto, ma prima i partiti si assumano le loro responsabilità

Monti lascia. Appena votate le leggi di Stabilità e Bilancio. Il frutto dell'incontro al Quirinale tra premier e presidente della Repubblica è una nota soppesata in ogni virgola: «Il presidente del Consiglio non ritiene possibile l'ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni». Ma prima sarà necessario verificare le intenzioni delle forze politiche, accertando se intendono «assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo», o se al contrario «siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio».

LA PALLA TORNA AL PDL - In sostanza, Monti accorcia i termini del proprio esecutivo. E, sottolineando la gravità della congiuntura economica, richiama i partiti, e in primis il Pdl che ha annunciato la sfiducia, alla responsabilità sulle due leggi economiche: «Subito dopo - si conclude la nota del Colle - il presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Capo dello Stato». Si profila dunque a questo punto un voto anticipato a febbraio.

LE PAROLE DI ALFANO - Monti ha tratto le conseguenze del mutamento avvenuto nella sua maggioranza nel corso della settimana. La nota del Quirinale cita esplicitamente il discorso tenuto alla Camera dal segretario del Pdl: «Il premier ha rilevato - si legge ancora nella nota del Quirinale - che la dichiarazione resa ieri in parlamento dal segretario del PdL onorevole Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del governo e della sua linea di azione».

LA REPLICA DEL SEGRETARIO PDL - E lo stesso Angelino Alfano che in aula aveva dichiara «conclusa l'esperienza del governo Monti», ora risponde alle sollecitazioni del premier: «Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi. Anche qui sta la nostra responsabilità esattamente come avevamo preannunciato a Napolitano e formalmente affermato in Parlamento. Noi ci siamo, Bersani in questo momento così delicato sospenda i toni da campagna elettorale».

LE REAZIONI - . «Di fronte all'irresponsabilità della destra -aveva detto poco prima il segretario del Pd Pierluigi Bersani - che ha tradito l'impegno assunto un anno fa davanti al Paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti ad operare per l'approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità». Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha subito twittato: «Chi pensava di costringere Monti a galleggiare ora è servito». Mentre Italo Bocchino, di Futuro e Libertà, sempre su Twitter commenta: «Siamo col presidente Monti. Da Berlusconi e Alfano atteggiamento irresponsabile che ci espone a grandi rischi. Adesso cambia tutto». Di altro tenore il commento di Daniela Santanchè (Pdl): «Dimissioni di Monti? È il primo risultato che ha già ottenuto Berlusconi. È un gesto che apprezzo molto. Dell'ultimo anno di azione di Monti questo è il gesto che apprezzo di più. Ha fatto la cosa giusta». Esulta invece via Twitter il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni: «Monti si dimette, EVVIVA!!! Fine dell'anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti così, fino in fondo».

«GRAVE SCORRETTEZZA» - Molto più dure le posizioni dei senatori pdl Antonio Gentile e Guido Viceconte: «Da Monti grave scorrettezza, ha governato soprattutto grazie a noi». «È scorretto che il presidente Monti, nominato da Berlusconi commissario europeo, a capo di un governo tecnico nato solo grazie al nostro senso di Stato, faccia riferimenti subliminali e prenda parte al dibattito politico: chiude in maniera ingloriosa il suo mandato». - corriere.it

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