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Tuesday, 15th October 2013 

Parola di Inps: "Niente Western Union in Sud Africa, quindi niente pensione" e tanti saluti. Ma perché non si pensa a verificare l'esistenza in vita via Skype?

Adesso è ufficiale: quello che abbiamo scritto qualche giorno fa circa il pagamento delle pensioni attraverso gli sportelli della Western Union non si applica al Sud Africa, per cui coloro che non sono in regola con la verifica dell'esistenza in vita non riceveranno la pensione fino a quando non si riuscirà in qualche modo a dimostrare all'Inps e alla Citibank che non sono morti... se non moriranno prima d'inedia.

La conferma viene direttamente dall'Inps con un comunicato del quale ci arriva notizia attraverso la Inform con un commento del coordinatore Uim in Europa e consigliere del Cgie in Svizzera Dino Nardi.

Il linguaggio usato nel comunicato Inps è di una crudeltà inaudita. L'ente previdenziale, nell'anno 2012 del secolo dei social network, di Skype e di tanti mezzi di comunicazione che stanno sconvolgendo perfino equilibri millenari del mondo islamico, ha il coraggio di sostenere che "non essendo stato possibile assicurare modalità di pagamento che offrano sufficienti garanzie di assenza di rischio di pagamento a persona diversa dal beneficiario, si provvederà alla sospensione delle pensioni".

A parte il fatto che finora non sono state neanche sbloccate le pensioni di persone che hanno provveduto a inviare la certificazione richiesta, come ci confermano pensionati inferociti non soltanto del Sud Africa ma anche dello Zimbabwe, com'è possibile che fra Ministero degli Esteri e Inps non si sia potuto mettere a punto un sistema per risolvere una situazione che a qualche pensionato potrebbe anche costare la vita?

Perché è così difficile pensare a una soluzione che preveda collegamenti Skype fra Inps, Citibank e patronati, con i pensionati che sfilano davanti alla webcam e un funzionario consolare che ne certifica l'identità seduta stante? In poche sedute si potrebbero certificare l'identità e l'esistenza in vita di tutti gli interessati.

O hanno ragione i maligni che sostengono che alle banche fa comodo trattenere le pensioni per mesi onde beneficiare dei relativi interessi? Previdenza sociale?.....

IL COMUNICATO INPS E IL COMMENTO DI NARDI

ZURIGO – “Così anche la Citibank, come a suo tempo l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), non essendo riuscita a risolvere compiutamente la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati Inps residenti all’estero, è dovuta ricorrere alla Western Union – fa sapere Dino Nardi in una nota in cui torna sull’accertamento richiesto per la riscossione delle pensioni degli italiani residenti all’estero.

“Apprezziamo lo sforzo dell’Inps, sollecitato dai patronati - scrive Nardi, – per riuscire a porre finalmente fine a questo tormentone della verifica dell’esistenza in vita a cui sono stati sottoposti ripetutamente da oltre un anno i pensionati emigrati, anche se temiamo che il problema del mancato percepimento della pensione Inps resterà ancora irrisolto per molti pensionati. Quantomeno per tutti quelli che vivono in alcuni Paesi in cui, come ricorda ancora l’Inps nel suo comunicato: “(…) la riscossione personale non sarà comunque effettuata: in Sud Africa, Serbia, Bosnia, Ungheria, Macedonia, India, Sri Lanka, Bangladesh, Antille Olandesi, Nigeria, Swaziland, Andorra, Repubblica di Corea, Cuba, Siria e Iran. In tali Paesi, non essendo stato possibile assicurare modalità di pagamento che offrano sufficienti garanzie di assenza di rischio di pagamento a persona diversa dal beneficiario, si procederà alla sospensione delle pensioni intestate ai soggetti che non hanno fatto pervenire l’attestazione richiesta. (..)”.

“Per i pensionati Inps che vivono in questi Paesi il problema economico è, ovviamente, gravissimo – rileva Nardi – perché sono nazioni prive di qualsiasi protezione sociale: basti pensare alla situazione drammatica, denunciata dai Comites, dai rappresentanti del Cgie e dai patronati in cui si trovano tantissimi pensionati italiani residenti in Sud Africa. Vogliamo sperare che l’Inps si faccia carico comunque di risolvere al più presto la situazione di questi pensionati che ormai quotidianamente assediano gli uffici dei patronati ed i consolati italiani per avere notizie della loro pensione”.

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