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Tuesday, 15th October 2013 

Sebastian Di Bin trionfa nel concerto alla Westford High per la Dante di Città del Capo. Stasera replica a Stellenbosch

Sebastian Di Bin è uno di quei rari talenti che hanno la fortuna di sapersi librare molto al di sopra delle percezioni umane per avvicinarsi a intuire il divino. Ascoltarlo suonare ieri sera alla Westerford High di Città del Capo nel concerto per la Dante Alighieri è stata un'esperienza bellissima, che ha toccato corde dello spirito che da tanto tempo non vibravano così forte. Un'emozione che abbiamo condiviso con altre duecento persone, ma che ognuno ha sentito come propria, mentre le cascate di note irrompevano come un torrente di sensazioni piacevoli oltre le barriere che siamo abituati a innalzare perché la nostra fragile umanità non sia troppo scoperta. Per più di un'ora siamo stati tutti come bambini incantati davanti alla meraviglia di uno spettacolo di fuochi artificiali, in profondo silenzio per apprezzare ogni minima sfumatura di quella fantastica corsa a perdifiato fra prati verdi, ruscelli mormoranti e cime innevate, là dove si rifugia la fantasia per lenire le apprensioni dell'anima. Grazie Sebastian. Torna presto a suonare ancora per noi.

Un trionfo il concerto di questo giovane pianista friulano che ha appena superato la soglia dei trent'anni e calca i palcoscenici di tutto il mondo da più di venti, avendo condiviso la scena quando aveva appena dieci anni con Luciano Pavarotti, un bambino e un gigante entrambi ambasciatori dell'Unicef. Una carriera già lunga e piena di successi, che tuttavia hanno lasciato inalterata l'essenza dell'uomo e dell'artista: una bella persona che sa intrattenere magnificamente con la sua arte e con la quale è estremamente piacevole intrattenersi, come hanno sperimentato tutti coloro e specialmente i friulani che lo hanno avvivinato alla fine del concerto.

Aveva rotto il ghiaccio per lui il pianista sudafricano Shane Goodall, che insegna pianoforte alla Westerford High e che Sebastian ha richiamato sul palco alla fine perché condividesse con lui l'applauso interminabile del pubblico e gli omaggi floreali delle organizzatrici.

Coloro che l'hanno mancato possono rifarsi questa sera a Stellenbosch, prima che Sebastian Di Bin riprenda la sua traversata del Sud Africa in direzione di Pretoria, dove già l'hanno applaudito in un concorso internazionale che l'ha visto piazzarsi quarto fra 250 dei migliori giovani pianisti del mondo. In fondo alla pagina tutte le informazioni.

Lo hanno presentato la presidentessa della Dante Alighieri Piera Zicchella e Annalisa Guerci Johnson, che hanno poi condiviso il palco con Alessia Cremasco, ispiratrice dell'iniziativa di organizzare il concerto. E' stata una faticaccia, ha detto la presidentessa, ma i tempi sono difficili e dobbiamo impegnarci a fondo perché la Dante Alighieri possa sopravvivere anche in assenza di aiuti dall'Italia. Speriamo che la comunità italiana del Capo comprenda lo spirito di sacrificio e la dedizione che anima la pattuglia di donne che persegue anche contro ogni logica individualistica l'obiettivo di conservare e diffondere in questo paese e specialmente fra gli italiani delle nuove generazioni la nostra lingua e la nostra cultura.

Un appello in questo senso è stato rivolto ai presenti da Annalisa Guerci Johnson e ci sembra doveroso proporre per intero all'attenzione dei lettori il suo accorato discorso:

"L'organizzazione di questo concerto, come sapete, fa parte delle iniziative della Dante Alighieri di Città del Capo. La nostra associazione nel mondo si impegna a tenere vivo il legame con l'Italia e a promuovere l'insegnamento non solo della nostra lingua, ma anche di tutti quegli aspetti che contraddistinguono il nostro stile di vita, la cucina, il cinema, la cultura, la letteratura italiana e stasera anche la musica.

Certamente in questo periodo di crisi finanziaria e di difficili congiunture politiche la sopravvivenza degli enti culturali sembra passare in secondo piano. Eppure noi della Dante siamo fermamente convinti che il mondo senza questo tipo di lavoro, quello della promozione della cultura e delle lingue, sarebbe un mondo povero di contenuti e di stimoli. Il nostro comitato lavora da anni con grandissimo impegno per garantire che il patrimonio culturale italiano possa sopravvivere per noi e per le generazioni future qui a Città del Capo.

Il nostro sogno è che la Dante di Città del Capo possa diventare un centro vitale di scambi, con la sua biclioteca, la scuola per i nostri figli, che possa essere simbolo di italianità, con progetti di formazione e di scambio in stretta collaborazione con il Consolato d'Italia e le altre associazioni culturali, insomma un punto di riferimento per chi voglia avvicinarsi all'Italia come turista, come studente o per affari. Vogliamo che la Dante diventi per tutti la porta d'ingresso verso il nostro paese, dove cercare informazioni e trovare stimoli continui, un posto dove il valore della nostra identità sia riconosciuto e apprezzato da tutti.

Ma per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di voi: della comunità italiana e di quella sudafricana a noi vicina; selle scuole che ospitano i nostri corsi così come delle istituzioni e degli sponsor. La vita della Dante è legata non solo al nostro lavoro inesausto e spesso in forma di volontariato, ma anche alla vostra continua partecipazione, alla vostra fedeltà alle iniziative offerte, al vostro continuo contributo in forma di idee, supporto ed eventuali finanziamenti.

Ma le conseguenze della crisi globale di oggigiorno appaiono evidenti anche se restringiamo il nostro campo visivo all'individuo: i valori sono spesso perduti e altre priorità diverse dalla cultura riempiono la nostra folle vita; sembra anche che abbiamo dimenticato che le attività culturali quali i concerti di musica classica ci danno la possibilità di bussare a questa dimensione dimenticata, cioè la sfera dei sentimenti, sogni e speranze. La musica è uno degli strumenti più utili per aiutarci a penetrare in questo magico mondo.

Il talento di Sebastian è comporre, interpretare e suonare; noi abbiamo la fortuna di essere qui seduti in silenzio, poi chiuderemo gli occhi, ascolteremo e apprezzeremo le vibrazioni positive che la musica ci offre.

La crisi ci ha comunque dato una lezione molto importante: ci ha fatto capire che, se vogliamo tenere sveglia la nostra identità individuale con i nostri sogni e con le nostre speranze in una vita migliore, dobbiamo mantenere in vita la nostra Associazione culturale Dante Alighieri.

Ci auguriamo che vi godiate questa serata di musica con il pianista Sebastian Di Bin e che continuiate a seguirci e a sostenerci con la viostra presenza e partecipazione numerosa. Grazie e buon ascolto".

 

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