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...un pò di storia

 

Preistoria e scoperta degli europei

I notevoli ritrovamenti fossili di Sterkfontein, Kromdraai e le caverne di Makapansgat indicano che vari australopiteci (Australopithecus) si sono evoluti in Sudafrica fin da 3 milioni di anni fa circa. I fossili di ominidi sudafricani principali comprendono il Bambino di Taung, la "sig.ra Ples" e recentemente lo scheletro di "Little Foot".

 

A queste scimmie antropomorfe sono seguiti varie specie di Homo, inclusi Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.

 

Uomini dell'età del ferro entrarono a sud del fiume Limpopo, nell'odierno Sudafrica, tra il quarto e il quinto secolo, ed erano agricoltori. Si sono mossi lentamente verso il sud nella provincia Kwazulu-Natal fino al 1050. Arrivarono fino al Fish River, nell'odierna provincia del Capo Occidentale. Queste popolazioni dell'età del ferro hanno spinto sempre più a sud i cacciatori-raccoglitori lì residenti.

 

Scoperto nel 1486 da Bartolomeo Diaz, alla ricerca di una via orientale alle Indie, il Capo di Buona Speranza fu per un secolo e mezzo appoggio portoghese alla via delle Indie.

Quando arrivarono i primi coloni neerlandesi nel 1652 il Sudafrica era abitato da Khoi, San, Xhosa, Zulu e varie tribù indigene.

 

 

La prima colonizzazione olandese

La storia scritta del Sudafrica comincia nel 6 aprile 1652, quando un centro di coloni si stabilì a Capo di Buona Speranza ad opera di Jan van Riebeeck e per conto della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Per la maggior parte del XVII e XVIII secolo, l'insediamento si espanse lentamente sotto il dominio olandese. La colonia del Capo era costituita da calvinisti europei, soprattutto dei Paesi Bassi, ma anche di tedeschi, ugonotti francesi, scozzesi ed altri; la fusione di questi popoli diede vita ad uno nuovo: i Boeri o Afrikaners.

 

I coloni olandesi sterminarono le popolazioni locali San, importando schiavi dall'Indonesia, dal Madagascar e dall'India, che andranno a costituire il gruppo etnico dei Coloureds.

 

 

Incursioni britanniche

Nel 1795 gli inglesi occuparono Città del Capo facendo della città la base di partenza per la penetrazione nel continente africano, durante la guerra Anglo-Olandese nel 1797. I boeri si dichiararono sconfitti, ed i Britannici annetterono la colonia del Capo nel 1805. Nacque una disputa per la compensazione all'abolizione della schiavitù imposta dai britannici nel 1835 e molti coloni afrikaner, si spostarono all'interno del paese, creando proprie repubbliche: la Repubblica del Natal, (che nel 1842 fu assorbita dagli inglesi), lo Stato Libero dell'Orange (Voortekkers, sotto la guida di A. Pretorius) e il Transvaal (che prese il nome di Repubblica Sudafricana, 1854). Una incursione di Voortrekker nella zona costiera del Natal viene respinta dagli Zulu con a capo Dingane, fratello di Shaka.

 

Nel 1873 gli inglesi posero alla guida della nazione Zulù Cetawayo, ma furono costretti ad attaccarlo, poiché egli costituiva un pericolo per i colonizzatori. Gli Zulù sbaragliarono gli inglesi presso Isandlwana, grazie alla conoscenza del territorio e alla loro abilità, tuttavia non approfittarono della vittoria per distruggere completamente gli avversari in ritirata. Cetawayo non provava interesse per le armi da fuoco e fece continuare i suoi sudditi a combattere con i sistemi tradizionali, che prevedevano il corpo a corpo. Così nelle successive battaglie gli uomini morivano a migliaia sotto i colpi della moderna artiglieria inglese. Occorsero tuttavia quattro anni di guerra estenuante e l'utilizzo di fucili a ripetizione perché gli inglesi riuscissero a catturare Cetawayo. La pace pose fine all'indipendenza degli Zulù: lo Zululand divenne nel 1887 colonia britannica e fu incorporato nel 1897 nel Natal.

 

 

Guerre Boere

La scoperta di diamanti nel 1867 e oro nel 1886 stimolarono l'immigrazione ed intensificarono il soggiogamento dei nativi. I boeri resistettero con successo agli attacchi britannici durante la prima Guerra Boera nel 1880- 81.

 

I boeri indossavano uniformi di color cachi, stesso colore della terra, mentre i Britannici usavano uniformi di colore rosso brillante, rendendoli facili bersagli. La situazione si era fatta così insostenibile per l'intransigenza del primo ministro della colonia del Capo, Cecil Rhodes, che voleva riunire l'intera regione sotto la bandiera britannica e del presidente boero P. Kruger tenace difensore dell'indipendenza boera; i britannici ritornarono in gran numero, senza le loro uniformi rosse, nella seconda guerra boera (ottobre 1899-1902). La guerra fu fortemente osteggiata dal Liberty Party nel Parlamento britannico perché non necessaria e costosa, ma le enormi vene di diamanti e di oro presenti nelle repubbliche boere guidarono i Tories per premere sulla guerra. I boeri resistettero strenuamente con tattiche di guerriglia, usando la maggiore conoscenza del terreno, per colpire rapidamente e sparire, ma i britannici riescirono a sopraffare le forze boere grazie al loro numero superiore, alla disponibilità di rifornimenti esterni e all'intervento del generale inglese F. S. Roberts.

 

I britannici bruciarono fattorie e raccolti per impedire il mantenimento dei guerriglieri boeri. Ridotti alla fame, molti afrikaners ritennero che fosse venuto il tempo della pace. Fu così firmato un trattato di pace a Pretoria il 31 maggio 1902.

 

 

Governo Britannico

Con il Trattato di Vereeniging viene dichiarata la sovranità britannica sulle repubbliche sudafricane ed il governo britannico si accollò il debito di guerra (3.000.000 £) dovuto dai governi afrikaner. Alneerlandese fu accordato uno statuto giuridico speciale (l'afrikaans non fu riconosciuta come lingua distinta).

 

Una delle disposizioni principali del trattato che conclude la guerra era che ai neri non sarebbe stato permesso di votare, tranne che nella colonia del Capo.

 

La gestione britannica tentò una "Anglicizzazione" della popolazione boera con l'educazione obbligatoria inglese, ma il programma fallì, generando soltanto rancore nei boeri ed il programma fu abbandonato quando i liberali vennero al potere in Gran Bretagna nel 1906. Avvenne in questo periodo il primo riconoscimento dell'afrikaans come lingua distinta dal neerlandese.

 

 

Governo Afrikaner

Dopo quattro anni di trattative, fu creata l'Unione Sudafricana dalle repubbliche esistenti (Colonia del Capo, Natal, Stato Libero dell'Orange e Transvaal), il 31 maggio 1910, dominion autonomo in seno al Commonwealth, esattamente otto anni dopo la conclusione della seconda guerra boera. L'unione era ancora un territorio britannico, ma governata da Afrikaner.

 

Dopo aver partecipato a fianco dell'Inghilterra nella prima guerra mondiale e aver acquistato così grande prestigio internazionale oltre che un mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest, la Repubblica Sudafricana conobbe un periodo di agitazione interna a causa delle sempre più forte affermazione di elementi boeri nazionalisti sugli elementi inglesi. Nelle elezioni del 1924 l'inglese Smuts fu battuto dal boero Herzog, sostenitore di una politica razzista, che introdusse nel paese la segregazione razziale (apartheid) già in vigore nelle ex-repubbliche boere.

 

Nel 1931 il Parlemento inglese vota lo Statuto di Westminster, che dà piena indipendenza al Sudafrica. Nel 1939 tornò al potere Smuts.

 

Il Sudafrica si alleò all'Inghilterra nella seconda guerra mondiale, le truppe sudafricane combatterono in Etiopia, Africa settentrionale ed Europa.

Ottenne di annettere alla Repubblica Sudafricana l'ex-colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, che, nel 1949, con l'elezione di propri rappresentanti, diviene una provincia della repubblica.

 

 

Apartheid

L'Unione operò una politica sempre più rigorosa di segregazione razziale con perdita dei diritti civili delle popolazioni nere, specialmente dopo la vittoria elettorale dell'ala destra del Fronte Nazionale nel 1948 coi governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966). Questa politica, nota come apartheid, causò gravi contrasti interni e alienò al Sudafrica il sostegno della comunità internazionale, fino alla condanna da parte delle Nazioni Unite nel 1961 e la scelta di imporre sanzioni economiche. Le opposizioni nere, tra cui l'African National Congress (ANC), messe fuori legge, furono costrette a passare alle azioni. L'ANC si limitò a obiettivi strategici come distruggere le centrali elettriche (motivo di arresto del futuro presidente Nelson Mandela). Ma i peggiori atti di violenza furono commessi dallo stesso governo, che soffocò con il pugno di ferro le proteste contro il regime. Nel 1975 la situazione di tensione avrebbe portato alla rivolta di Soweto. Nel marzo 1966 Verwoerd viene rieletto, me in settembre viene assassinato in una seduta parlamentare e Balthazar J. Vorster diventa primo ministro. Nell'ottobre 1966, l'ONU vota la fine del mandato del Sudafrica sull'Africa del Sud-Ovest, ma il Sudafrica non riconosce questo atto della Nazioni Unite. Vorster rimane in carica fino al 1970.

 

 

Transizione verso un governo di maggioranza

Gli anni 90 portarono alla fine dell'apartheid, con la liberazione di Nelson Mandela l'11 febbraio 1990 decisa da F.W. de Klerk e con l'introduzione di elezioni democratiche tenute il 27 aprile 1994, che portarono alla presidenza Nelson Mandela, succeduto in seguito da Thabo Mbeki. Il Sudafrica aggiunse 9 lingue africane native all'afrikaans e all'inglese come lingue ufficiali, portando il totale a 11.

 

 

L'era post-apartheid

Subito dopo le elezioni, il governo dell'ANC adottò una politica di ricostruzione e di sviluppo che puntava a ricostruire l'economia. Questa politica fu sostituita dal GEAR, più conservatrice, utilizzando l'investimento estero. Il cambiamento fu molto controverso e causa di tensioni fra l'ANC e i suoi alleati di governo (South African Communist Party, sindacato COSATU).

 

Malgrado questi sforzi di miglioramento, l'economia nazionale rimase pigra. Nel maggio 2003, l'inflazione era all'11,2%, con il Rand che scese a meno della metà rispetto a dieci anni prima (rispetto al dollaro USA). Le riserve straniere rimasero basse. Il tasso di disoccupazione rimase a quasi il 30% della popolazione attiva [1]. Approssimativamente il 60% della popolazione vive sotto la linea di povertà, guadagnando un reddito 250 Rand (circa 30$ USA, fonti febbraio 2003), o anche meno, al mese]. La disparità economica rimane un problema; più del 50% della popolazione riceve l'11% del reddito annuale nazionale; mentre il 7% della popolazione riceve oltre il 40% del reddito del paese [2].

 

Con il declino del pugno di ferro afrikaner, il crimine in Sudafrica è cresciuto. La causa principale di morte per i maschi tra i 15-21 anni è l'omicidio. Johannesburg ha il più alto tasso di crimine registrato tra tutte la città nel mondo. Purtroppo, tra gli effetti secondari del post-apartheid nella situazione economica in Sudafrica ci sono le chiusure di molti ospedali, istituzioni artistiche e scientifiche. Quelli che restano hanno ristretto il budget e sono mantenuti da sottoscrizioni popolari. Ci sono state accuse di corruzione di alti funzionari governativi, e lo scandalo coinvolse anche il ministro della difesa Tony Yengeni e la Daimler-Chrysler Aerospace. Tuttavia, la maggior parte di questi scandali non provocò le dimissioni dei funzionari interessati e in molti hanno perso la fiducia nel clima politico sudafricano.

 

Un piccolo numero di organizzazioni terroristiche di destra stanno operando in Sudafrica. Si oppongono al governo di maggioranza nero e tentano un ritorno all'apartheid e al dominio politico afrikaners. Ci sono state bombe a Soweto nel 2002, con arresti di presunti membri del gruppo Boeremag. La condizione economica del Sudafrica sembrò stabilizzarsi negli anni (1999-2003), mantenendo comunque la leardship di maggior paese industriale del continente africano, con la più grande concentrazione di industrie alimentari. Inoltre è l'unico stato dell'Africa che utilizzi l'energia nucleare in ogni forma.

 

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